Lavorare meno, la proposta Onu: quattro giorni al posto di cinque

Lavorare quattro giorni al posto di cinque. Una proposta dall'Organizzazione Internazionale del Lavoro.

lavorare-menoSecondo una ricerca compiuta da Jon Messenger, responsabile del gruppo che si occupa delle condizioni di lavoro all’ILO, l’Organizzazione Internazionale del Lavoro dell’Onu, si dovrebbe lavorare solo quattro giorni a settimana e non cinque o più. Questo per diversi motivi che coinvolgono in primis la salute psico-fisica del lavoratore. E’ poi una questione di restare al passo con i tempi, seguendo così il pensiero di Ricard Branson, fondatore della Virgin e di tanti altri imprenditori e manager considerati all’avanguardia, che puntano cioè più sulla qualità del lavoro che sulla quantità.


Messenger nel chiarire le motivazioni che lo hanno spinto a sostenere che lavorare meno, ovvero solo quattro giorni a settimana, possa essere una soluzione ottimale ha premesso: “Da quando sono entrato nell’organizzazione nel 2000 ho visto crescere il numero di capitani d’industria favorevoli, dal cofondatore di Google Larry Page al miliardario messicano Carlos Slim”, aggiungendo di essersi piacevolmente sorpreso nel vedere come negli anni molti imprenditori abbiano cambiato idea nonostante tutto ciò sia solo un “passo nella lunga strada per una più felice, più sana e più sostenibile società”.

Lavorare meno: le motivazioni

Quali sono quindi i motivi individuati dal dirigente dell’Ilo per lavorare un giorno in meno? In primis, come già accennato, c’è quello riguardante la salute fisica del lavoratore. Lavorare troppo, anche secondo la letteratura, causerebbe infatti: “malattie cardiovascolari, problemi gastrointestinali e riproduttivi, disturbi muscolo-scheletrici, infezioni croniche, problemi di salute mentale”. Un secondo motivo riguarda invece quella psicologica di salute di ciascun lavoratore, che potendo lavorare di meno vede ridursi il conflitto interno generato dall’esigenza di far convivere la sfera professionale con quella privata rendendo così tutte le persone più felici.
Un terzo motivo? Lavorare meno potrebbe arrivare a creare nuovi posti di lavoro. Secondo la ricerca, infatti, in quei paesi colpiti dalla crisi si è potuto evidenziare come la riduzione dell’orario di lavoro sia stata preferita, senza ogni ombra di dubbio, nei casi in cui si poteva, al licenziamento di colleghi ed amici e abbia spinto tutti i dipendenti a lavorare meglio. A questo si aggancia il quarto motivo. Lavorando meno, infatti, si è più concentrati e soprattutto più produttivi. L’ultimo punto evidenziato riguarda invece il rispetto dell’ambiente e la diminuzione dello spreco di energia elettrica e di emissioni di Co2.



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