Lavorare in mare, dalla formazione alla professione

Lavorare in mare, oltre a rappresentare il sogno ambizioso di tantissimi giovani è sicuramente una fonte inesauribile di lavoro. Numerose sono le posizioni e le possibilità che può offrire la ‘vita per mare‘, ma prima ovviamente è essenziale un periodo di formazione. Chi decide di voler far parte di questo mondo, in particolare della Marina Mercantile, deve sapere che il primo passo da compiere è quello di scegliere un istituto superiore attinente. In questo caso l’indirizzo per eccellenza è senza dubbio il “nautico”, ma per fare carriera, come spiega in un’intervista al Corriere, Eugenio Massolo (Presidente dell’Accademia Italiana Marina Mercantile di Genova) occorre frequentare un’accademia. Nel nostro paese sono 65 gli istituti tecnici post-diploma. E  metà del tempo trascorso in Accademia è in aula e metà in mare.


“I risultati occupazionali sono straordinari – assicura il Presidente – una struttura che dal 2005 a oggi ha fatto imbarcare 363 nuovi ufficiali di coperta e di macchina. Tutti ragazzi di circa vent’anni, per lo più provenienti da regioni del Sud Italia: Sicilia, Sardegna, Puglia, e poi, ovviamente, la Liguria, casa madre dell’Its”. Massolo conferma quindi che è essenziale per fare carriera proseguire gli studi in Accademia: “Chi conclude l’Accademia diventa terzo ufficiale e ha già una carriera aperta davanti a sé. Ragioniamo a numero chiuso: prima ci accertiamo di quanto personale necessiti alle Compagnie e poi ne formiamo secondo richiesta. In questo modo non abbiamo margine di errore o pericolo di inoccupazione”. Il piano di studi offerto dall’Accademia Italiana si basa essenzialmente su due settori, che sono: ‘Corsi per allievi ufficiali di coperta’ e ‘Corsi per allievi ufficiali di macchina’.

I corsi si svolgono alternando periodi a terra della durata complessiva di circa 1000 ore, con periodi di imbarco retribuiti come allievi. Traguardo finale è appunto quello di raggiungere degli obiettivi di apprendimento teorico-pratico, certificazione internazionale e esperienza a bordo richiesti per sostenere l’esame presso la Capitaneria di porto. Ogni allievo dunque, per poter cominciare la propria carriera, dovrà acquisire le certificazioni internazionali in materia di sicurezza e le competenze dettate dalla normativa nazionale e quelle richieste dalle compagnie di navigazione. Inoltre la conoscenza della lingua inglese è fondamentale, un utilissimo strumento sia di relazione che professionale. I gruppi-classe sono formati da 20 allievi.

La formazione in aula è quindi supportata da quella a bordo, indispensabile per imparare ‘il mestiere’. Ogni allievo dovrà quindi affrontare 12 mesi di imbarco in qualità di allievo ufficiale, una buona occasione per poter praticare professionalmente ciò che è stato imparato dai libri. Durante la formazione è essenziale fare esperienza su diverse tipologie di nave e con diverse compagnie: passeggeri/crociere, merci/container, merci/petroliere. Imbarcarsi durante il periodo di studi, significa anche essere retribuiti secondo le norme contrattuali.



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