Lavorare in Germania: buone prospettive per tutto il 2014

Se la vostra intenzione è quella di lavorare all’estero e, magari, in un mercato occupazionale più ampio e dinamico come quello della Germania, sappiate che il 2014 potrebbe essere l’anno giusto per soddisfare le vostre esigenze professionali. Stando a quanto afferma un sondaggio condotto dal quotidiano Bild, infatti, nel corso dell’anno appena cominciato l’economia tedesca dovrebbe “crescere” di almeno 210 mila posti di lavoro, una buona parte dei quali indirizzata nei confronti di lavoratori provenienti da oltre confine.


Il sondaggio – condotto presso associazioni imprenditoriali e sindacati appartenenti a 16 diversi settori – tenta altresì di “suggerire” quelli che, a ragion veduta, dovrebbero essere i settori più prolifici sotto questo aspetto. Per quanto attiene il primo comparto più “propizio” di nuove assunzioni, Bild non sembra avere dubbi: dei 210 mila posti di lavoro di nuova creazione nei prossimi mesi, quasi la metà (circa 100 mila unità professionali) proverrebbero dal settore della sanità. Un dato molto rilevante, che include tuttavia anche l’elevato (e crescente) numero di persone che richiederanno assistenza domiciliare (e che, pertanto, finisce con il ricomprendere tutte quelle professionalità che lavoreranno a casa di anziani, disabili e altre persone che necessitano di servizi di assistenza specifici).

Alle spalle del settore della sanità, con ben 50 mila posti, si piazza invece quello della logistica. Terza piazza per il settore del commercio, produttivo – secondo Bild – di almeno 30 mila posti. Altri 25 mila posti sono invece attribuibili al settore dell’artigianato, mentre il settore delle nuove tecnologie avrà un fabbisogno di 10 mila unità. Infine, altri 5 mila posti di lavoro proverranno dal settore dei macchinari, mentre il comparto automobilistico, quello chimico e quello alberghiero, dovrebbero garantire un trend stabile. Maggiore incertezza nel settore edile: Bild si mantiene prudente, ma non esclude un possibile – pur lieve – incremento nel numero di lavoratori.

Di contro, per quanto attiene i settori che dovrebbero “assicurare” la più grave “emorragia” occupazionale, il settore bancario dovrebbe vedere la “scomparsa” di almeno 10 mila unità a causa delle politiche di dimagrimento già avviate da molti istituti di credito.
 



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