Lavorare in proprio: imprenditori si nasce o si diventa?

C’è chi afferma che si tratta di talento innato, altri che per lavorare in proprio si devono seguire le orme familiari: ma quindi imprenditori si nasce o si diventa? Come quasi sempre accade nella vita, la verità sta nel mezzo. Anche se a pensarci bene, oggi per essere imprenditori in Italia occorrono vocazione e coraggio forse non comuni a tutti. E anche un budget a disposizione.


Imprenditori si nasce o si diventa?

“Solo i babbei lavorano per gli altri”. Questo lo spirito di mio nonno, uno di quei self-made-man che dal dopoguerra ha cominciato a lavorare 24h su 24 e ancora non ha smesso. Certo erano altri tempi, anche se a sentire lui “adesso sì che si sta bene” al solo ricordo che nei periodi di guerra si stava giornate intere a stomaco vuoto “perché quel pezzo di pane o te lo mangiavi la mattina o la sera dopo il lavoro”. Questione di scelte.

Oggi le cose sono cambiate. Per diventare imprenditori spaccarsi la schiena non basta più: ci vuole un bel budget per poter cominciare (perché non si fanno soldi senza averne), nervi saldi per star dietro a burocrati e documenti-fotocopie richiesti in tutte le salse e un pizzico di fortuna, quella oggi occorre proprio.

E quindi imprenditori si nasce o si diventa? Puoi diventarlo di sicuro se è questo il tuo obiettivo e sarai bravo. Ma la scintilla devi averla dentro, nel DNA, quella molla che ti fa scattare ogni mattina dal letto e ti fa affrontare altre quindici ore di lavoro nonostante quelle del giorno precedente. Devi saper assumerti il rischio, mettere in conto che non vieni retribuito a tariffa oraria ma che dopo una giornata di lavoro probabilmente non incasserai neppure un euro. Devi rinunciare alla stabilità economica, avere una grande forza d’animo, resistenza e abilità a pensare alla gestione di più aspetti della tua vita (a volte contemporaneamente, dato che forse hai anche una famiglia e dei figli?).

E poi c’è il dopo lavoro, che potrebbe coincidere con un film in tv, un’ora in palestra, una passeggiata serale a prendere un gelato. Certo, ma un paio di volte al mese non di più, perché negli altri giorni dopo il lavoro bisogna pensare a trovare nuovi clienti, fare campagne di marketing, costruire nuove relazioni commerciali, organizzare eventi di promozione, partecipare a fiere di settore.

È questo che serve per diventare imprenditore, che sia un’azienda con centinaia di dipendenti o a conduzione familiare: sudore, fatica e impegno. L’1% di ispirazione e il 99% di duro lavoro. Quindi se senti di voler realizzare il tuo sogno imprenditoriale, puoi essere certo che con questi ingredienti, un’adeguata formazione e l’esperienza nel tempo potrai raggiungere il tuo obiettivo.

Ma non da solo. Imprenditori si nasce o si diventa, se ne può discutere ma mai da soli, questo è certo. Devi avere una solida famiglia alle spalle. Perché a lavorare sette giorni su sette potresti aver bisogno dell’appoggio di qualcuno, di un aiuto quando non ce la fai, di un familiare o un’amica che ti salvi da un imprevisto con i figli. Perché l’imprenditore lavora anche se ha la febbre, se è in gravidanza, se è in vacanza o è la vigilia di Natale.

Ma insomma a questo punto, chi glielo fa fare? Colpa della scintilla del DNA, sempre quella. Che però ad ogni traguardo raggiunto, ad ogni soddisfazione ricevuta si alimenta e diventa sempre più grande, dandoti forza, energia, vitalità e un buonumore non comuni a tutti.



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