Lavorare con NCC: cos’è, requisiti e quanto si guadagna

Vediamo come lavorare con NCC (noleggio con conducente), i requisiti per avviare questo tipi di attività e quanto si guadagna.

Scopriamo quali sono i requisiti e le procedure da seguire per lavorare con NCC, a partire dalla definizione di questo tipo di lavoro, fino alle spese e alle possibilità di guadagno. Scopriamo inoltre le differenze rispetto al servizio di taxi, anche in merito a permessi e modalità di prenotazione del veicolo.


noleggio con conducente

Cos’è l’NCC

Il noleggio con conducente (questo è il significato dell’acronimo) è una tipologia di servizio di trasporto privato che si rivolge ad un’utenza generica, e che può essere effettuato in esclusiva per uno o più clienti o rivolgersi in generale al pubblico. Peculiarità del NCC è l’assenza delle auto su strada; durante i periodi di inattività infatti le auto devono tornare alla rimessa sede dell’attività. Il servizio può essere svolto su tutto il territorio italiano, ferma restando la necessità di ritorno all’autorimessa al termine di ogni servizio. In linea generale di parla spesso di noleggio con conducente in riferimento alle auto; in realtà questa attività può essere svolta con veicoli di tipo diverso, anche con allestimenti speciali, come avviene ad esempio con i furgoni adibiti al trasporto di persone con ridotta mobilità.

NCC e taxi: quali differenze?

Il trasporto con conducente è un’attività simile nell’oggetto rispetto a quella dei taxi, ma molto diversa per quanto riguarda la regolamentazione.

  1. La prima differenza significativa deriva dal fatto che il NCC non può essere effettuato su strada, e di conseguenza è vietato alle auto a noleggio sostare nei pressi delle aree taxi. In generale l’attività non può quindi essere svolta senza prenotazione, in quanto il contatto tra il cliente e chi offre il servizio deve avvenire presso la sede dell’attività o tramite un accordo a distanza, sia esso telefonico o via web.
  2. Una seconda differenza importante rispetto ai taxi deriva dalle tariffe di noleggio. L’NCC infatti è un accordo di servizio tra conducente e passeggero, che avviene secondo le regole del libero mercato. Non esistono quindi tariffe da rispettare e in linea teorica la tariffa per ogni tragitto può rispondere a logiche diverse, stabilite unicamente dalle due parti (oltre che dal mercato).
  3. Un’ulteriore differenza rispetto ai taxi riguarda l’area di svolgimento dell’attività. Mentre i taxi possono esercitare solo a partire dalle aree territoriali assegnate, il noleggio con conducente può essere svolto in qualsiasi area d’Italia,a patto che la contrattazione del servizio e la partenza dell’auto o del veicolo avvengano secondo le regole già citate.

Lavorare con NCC: come si fa e requisiti

Per iniziare un’attività di NCC è necessario rispettare alcune procedure ed essere in possesso di precisi requisiti personali che prevedono:

  • Avere compiuto 21 anni di età
  • Non avere patologie che compromettano al capacità di guida
  • Non avere carichi penali pendenti
  • Essere in possesso della certificazione di abilitazione professionale CAP, oltre alla patente relativa alla tipologia di veicolo che si intende guidare

Il CAP, o certificazione di abilitazione professionale, può essere richiesta agli uffici territoriali della motorizzazione civile. Per ottenere il certificato è necessario compilare il modulo specifico, reperibile presso gli uffici o sui siti della motorizzazione. La procedura prevede inoltre il versamento di diritti e imposte di bollo, da effettuarsi prima della consegna della domanda. Alla domanda per l’ottenimento del CAP deve inoltre essere allegato un certificato di salute emesso da un medico abilitato per i certificati relativi alle patenti di guida. Una volta consegnata tutta la documentazione, è possibile richiedere di essere sottoposti ad un esame teorico, che viene svolto presso la sede della motorizzazione competente.

Per ulteriori informazioni e approfondimenti in merito all’ottenimento delle patenti e del CAP, rimandiamo alla sezione specifica del sito del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

L’ottenimento del CAP ed il possesso dei requisiti non è però sufficiente per la richiesta dell’autorizzazione allo svolgimento dell’attività di noleggio. Infatti per lavorare con NCC è necessario presentare una domanda specifica al comune presso il quale si intende collocare la sede dell’attività. Di norma i comuni indicono un bando specifico con cadenza periodica, il cui scopo è quello di realizzare una graduatoria degli aventi diritto. Solo i conducenti inseriti in graduatoria possono inoltrare la domanda di autorizzazione, che potrebbe non essere accettata qualora fosse stato già rilasciato un numero elevato di autorizzazioni al servizio. Prima della concessione dell’autorizzazione il comune verifica inoltre che il conducente sia in possesso di un mezzo idoneo allo svolgimento del NCC e che sia presente una sede adeguata, conforme alla destinazione d’uso specifica. Solo in seguito alla concessione delle autorizzazioni è possibile avviare l’attività.

Noleggio con conducente: quanto si guadagna

Quanto si guadagna a lavorare con NCC è una delle domande che si pone chi intende iniziare questo tipo di attività. Purtroppo è difficile parlare di incassi medi, in quanto i ricavi dipendono in larga misura dalla tipologia di clienti che si riesce ad intercettare con la propria offerta di servizi. Si tenga presente però che i margini di guadagno sono maggiori rispetto a quelli di un taxista, in quanto il NCC non deve sottostare alle tariffe previste per chi svolge servizio taxi.

Una voce da considerare con attenzione in merito ai possibili guadagni riguarda l’acquisto dell’auto o del veicolo da utilizzare. Infatti solitamente per i servizi NCC sono richieste auto di fascia alta, in ottimo stato di manutenzione e non troppo datate. Un ulteriore capitolo di spesa è quello relativo all’acquisto o all’affitto della rimessa, che anche per una sola auto deve rispondere alle caratteristiche specifiche previste per questo tipo di attività.

Un altro aspetto da considerare riguarda i costi fiscali di gestione dell’attività: l’azienda o il professionista dovranno infatti tenere conto della tassazione sulle prestazioni effettuate, che devono sempre essere seguite da specifica fattura. Tra i costi di gestione segnaliamo anche il versamento dei contributi INPS, oltre agli eventuali costi dei dipendenti, qualora l’attività coinvolga altre persone oltre al titolare dell’azienda.

Prima di intraprendere questo tipo di attività imprenditoriale, consigliamo sempre di redigere un piano di affari (o business plan), che comprenda almeno gli obiettivi da raggiungere e le voci di spesa, in modo da poter valutare l’effettiva convenienza dell’attività stessa.





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