Lavorare con il link building: senza un sito internet, guadagnare con quelli degli altri

Oggi vogliamo parlarvi di una grande opportunità di guadagno presente sulla rete Internet che in pochi conoscono, ma che ha fatto guadagnare tanti soldi a diverse persone, anche poco esperte del settore: parliamo d’intermediazione di link all’interno di siti internet, in ottica di link building.


L’intermediario di siti in ottica di link building è ancora una posizione sconosciuta ai più, nonostante da anni offra ottime possibilità di guadagno ed, anzi, per una questione logica oggi non possa più promettere confini illimitati di operatività come accadeva prima. Restano comunque ancora vive le possibilità di business per una figura che si sta evolvendo e di cui ora andiamo a riscoprire le caratteristiche e le attività principali di cui si occupa.

Premessa: per migliorare l’indicizzazione su Google di un sito internet ed accrescere la sua notorietà, indicata, tra gli altri fattori, anche attraverso il page rank, un parametro che da 0 a 10 attribuisce un voto ad ogni sito presente sul web, è da sempre fondamentale l’attività di link building in ottica Sem (Search Engine Marketing), ramo del web marketing che si occupa di portare il maggior numero di visite possibili ad un sito tramite i motori di ricerca. Se un sito è nominato in altri considerati già buoni, si crea una sorta di referenza che fa scalare posizioni in classifica e di page rank al sito stesso. Una sorta di passaparola sul web, con il quale Google identifica quel sito degno di autorità se in un determinato campo viene spesso nominato su altri spazi web per una determinata parola chiave.

Prima questa politica era inflazionata e aggredita in maniera eccessiva. Si arrivava a comprare articoli con link diretti verso il proprio sito, da spazi web anche sconosciuti e trattanti argomenti totalmente differenti rispetto a quello da promuovere. I vari aggiornamenti dell’algoritmo di Google nel corso degli anni hanno però scoraggiato tantissimo queste azioni, tanto che oggi si arriva ad essere penalizzati se ci si muove in maniera così incauta.

Per continuare a lavorare in maniera efficiente con il link building è necessario:

  • selezionare siti autorevoli, con un buon page rank e solo in quelli pubblicare articoli che ospitino i nostri link collegati a parole chiavi consone al contesto;

  • gli articoli devono essere naturali e non pubblicitari. Se parlo dell’ultima domenica di calcio ed inserisco la parola chiave “Serie A” collegata ad un link diretto verso un sito che si occupa di Serie A è ok, se invece faccio un articolo di sola pubblicità verso quel sito, Google penalizzerà entrambi i siti (quello che ospita l’articolo e quello destinatario del link);

  • i siti devono trattare argomenti simili a quello da promuovere (se ho un sito che parla di agricoltura biologica, non posso ospitare un link sui casinò on line), altrimenti Google intuisce che non è un link naturale ma è stato inserito a pagamento, e penalizza entrambi i siti;

  • gli articoli devono essere composti da almeno 300 parole e scritti con una forma ed una competenza adeguati.

Veniamo al nostro lavoro: col tempo tante persone, soprattutto ragazzi giovani che navigavano su Internet, con intraprendenza hanno compreso le possibilità enormi di guadagno in questo mercato ed hanno stretto accordi verbali con decine, a volte centinaia, di siti da proporre a questi cacciatori di link…..così senza avere un sito di proprietà si guadagnano provvigioni interessanti sulla vendita di spazi web per articoli che ospitano certi link (il prezzo dipende dal page rank del sito ospitante, si parte da una trentina di euro ad articolo per arrivare ad oltre 150 se l’acquirente è un partner straniero facoltoso). Una volta entrati nell’ambiente e conosciuti questi referenti che vogliono aumentare la notorietà su Google di determinati siti o brand, si può loro proporre tutti i siti del nostro circuito e guadagnare nel tempo cifre considerevoli. C’è chi guadagna da anni in media 50-100 euro al giorno facendo questo, partendo con annunci mirati sulla rete, salvo poi col passaparola aver ormai conosciuto direttamente buona parte di questi cacciatori di link (cioè gente che per lavoro, quasi tutti italiani impiegati in aziende estere, si occupa di Seo/Sem e passa 8 ore al giorno a cercare di acquistare link su siti interessanti entro un determinato budget).

Importante sarà selezionare siti di qualità, non pubblicitari, ma che trattano argomenti specifici, all’interno dei quali ospitare link naturali.

Un’altra metodologia per lavorare in questo Mondo era quella di costruire 3-4 siti in settori diversi e molto richiesti sul mercato della compravendita di link, farli crescere nel tempo e poi utilizzarli in massa per ospitare il maggior numero di link possibili, ma oggi la politica di Google penalizza tantissimo i siti che non hanno una propria ragion d’essere esterna a quella pubblicitaria (e quasi nessuno compra più di conseguenza su spazi del genere), per questo vi consigliamo di affiliarvi con siti non vostri, in modo da poter scegliere i migliori, specie se vergini di link, e soprattutto in quantità industriale, così che le vostre entrate possano trasformarsi in cospicue e durature nel tempo.

I siti vergini ovviamente col tempo diminuiscono, ed è sempre più difficile offrirne di qualità a chi è disposto a comprare dei link, ma in nostro soccorso arrivano i Social Network. Da quando anche il Seo ha cominciato a valorizzare la presenza di link sui social network, gli intermediari hanno cominciato ad offrire spazi anche su pagine Facebook, Twitter, Google Plus e non solo piene di fan/utenti, così da controbilanciare le difficoltà nel ramo siti web.

E voi cosa ne pensate di quest’opportunità di guadagno?



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