Lavorare con gli animali: 4 idee interessanti

Prendersi cura dei nostri amici a quattro zampe può essere il modo migliore per guadagnarsi da vivere. Ma per fare le cose per bene, l'amore non basta; serve anche tanta serietà

Diciamoci la verità: l’idea di lavorare con gli animali può risultare allettante. Non solo perché permette di interagire con un genere che, salvo casi eccezionali, manifesta un affetto e una dedizione fuori dalla norma; ma anche perché consente di esplorare sfere personali molto intime, che fatichiamo a raggiungere quando collaboriamo con colleghi in giacca e cravatta, tutti presi dai loro task e dalle loro scadenze da rispettare. La sintonia che può instaurarsi tra un uomo e un animale è, a tratti, commovente: lo sanno bene gli addestratori di cani (ma anche di uccelli, di delfini ecc…) che riescono a cementare un rapporto simbiotico coi loro “assistiti”, superando gli ostacoli legati all’impossibilità di comunicare attraverso la parola. Se pensate che il modo migliore per guadagnarsi da vivere sia destinare il vostro impegno al benessere degli animali, fermatevi a leggere quest’articolo che propone quattro soluzioni accessibili a tutti. O quasi.

4 lavori interessanti per chi ama gli animali

#1. Il veterinario. E’ la prima professione che viene in mente, quando si pensa a qualcuno che vuole dedicare la sua vita alla cura degli animali. Il veterinario è, infatti, colui che fornisce assistenza medica agli amici a quattro zampe che stanno male. Per dare corpo a questo progetto lavorativo, occorre iscriversi ad un corso quinquennale di laurea in Medicina Veterinaria durante il quale si apprende tutto ciò che serve per prestare soccorso agli animali malati, che necessitano di cure e terapie mirate. Ma attenzione: per esercitare la professione, il diploma di laurea non basta. Dopo il sudato “pezzo di carta”, occorre superare un esame di abilitazione e iscriversi all’ordine provinciale dei veterinari. Lavorare in un ospedale, in una clinica privata o in un ambulatorio è solo una delle tante opzioni possibili; il veterinario può anche trovare impiego presso un istituto zooprofilattico, un’azienda agroalimentare, un ente parco o un’azienda farmaceutica. L’essenziale è che, ovunque si trovi a operare, dimostri competenza, professionalità, serietà e dedizione.

#2. Il tecnico veterinario. E’ una figura professionale che, almeno nel nostro Paese, fa ancora fatica ad affermarsi; ma il tecnico veterinario altri non è se non colui (o colei) che aiuta il veterinario a prestare le necessarie cure mediche agli animali malati. Nel dettaglio, occupandosi delle procedure cliniche e laboratoriali, può fare prelievi, effettuare esami, eseguire radiografie e somministrare farmaci. E – pur non avendo specifiche competenze mediche – può collaborare il veterinario nella preparazione degli animali che devono essere sottoposti a interventi. O assistere quelli che devono essere accompagnati alla morte. E’ un mestiere che richiede tanta pratica, ma anche una solida base teorica. Per questo, è consigliabile iscriversi a un corso specifico di formazione (di solito durano due anni) che consente di arrivare pronti e preparati al primo giorno di lavoro. Nessun veterinario si augura, infatti, di essere affiancato da un tecnico sprovveduto e inesperto, che si aggira spaesato per lo studio procurando più intralcio che altro.

#3. L’addestratore. Addestrare è una vera e propria arte, che va affinata col tempo e la pratica. L’addestratore è colui che insegna agli animali a comportarsi in un determinato modo e ad interagire positivamente con i suoi simili o con le altre specie con cui condivide gli spazi. C’è chi addestra animali feroci al circo, chi si occupa dei mammiferi marini e chi riesce a intrecciare un rapporto speciale con gli uccelli. Una menzione a parte meritano poi quei professionisti che vengono pagati (a volte anche profumatamente) per “formare” cani-guida, cani anti-mine, cani impiegati in operazioni di soccorso o quelli che vengono ingaggiati per comparire sul piccolo e grande schermo (si pensi a Rex, Rin Tin Tin, Lessie o alla “sfornata” di dalmata della Carica dei 101). Per svolgere bene questa particolare professione, occorre essere dotati di una spiccata sensibilità, ma anche di tanta fermezza. Un buon addestratore sa comunicare efficacemente con l’animale e sa dosare dolcezza e intransigenza. Pretende obbedienza ai suoi comandi e, quando è necessario, non manca di sanzionare i comportamenti scorretti dell’animale che possono sfociare in violenza.

#4. Toelettatore. E’ una professione che non si esaurisce nel semplice lavaggio o nella rasatura del pelo, ma che contempla anche altre operazioni. Il toelettatore è infatti, per definizione, colui che si occupa del look e dell’igiene dell’animale. Oltre a lavare, acconciare, limare, asciugare e spazzolare, deve accertarsi che tutto (almeno a livello epidermico) sia sano. Un monitoraggio attento della cute potrebbe, ad esempio, rilevare la presenza di parassiti da rimuovere. E spianare la strada a indagini più approfondite, a tutela della salute e del benessere del suo cliente. Se state pensando di aprire un “salone di bellezza” per cani e gatti (e non solo), dovreste prendere in seria considerazione l’idea di frequentare un corso di formazione specifico. Riconoscere le varie razze e capire che tipo di trattamento è meglio applicare sui diversi avventori del vostro locale è solo l’inizio; per riuscire bene in questo lavoro, occorre essere amorevoli e pazienti. Quando Fido verrà immerso – contro il suo volere – in una vasca piena di schiuma o sarà esposto al getto rumoroso di un phon, dovrete coccolarlo e rassicurarlo come si deve. Mostrandovi, al contempo, padroni di quello che state facendo.

E non finisce qui: c’è chi ha scelto di attrezzare e gestire alloggi per cani e gatti e chi ha optato per soluzioni più stravaganti. Lavorare con gli animali può procurare soddisfazioni inimmaginabili, ma richiede anche un’attenzione speciale: lanciatevi nell’impresa solo se vi sentite realmente pronti a dare tanto ai vostri speciali clienti.



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