Lavorare come Urbanista

Tutto quello che c'è da sapere per poter lavorare come Urbanista

Lavorare come urbanista significa pianificare un territorio ed il relativo ambiente, sia a livello micro (quartiere) che macro (città, provincia, regione).


Un urbanista si occupa tra l’altro delle seguenti cose: dell’utilizzazione del suolo, dei piani di zona (destinazione di un terreno ad edificabile, industriale, agricolo, ecc. ecc.), pianificano l’ubicazione di strutture di interesse pubblico (strutture sanitarie, scolastiche, rete dei trasporti pubblici e privati, di approvvigionamento di acqua, di energia, ecc.), tenendo conto del relativo impatto ambientale.

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Eh sì, perchè devono occuparsi anche della protezione dell’ambiente, del paesaggio e delle risorse naturali, oltre che di trasporti, comunicazioni, infrastrutture e costruzioni di carattere pubblico, turismo, approvvigionamento dei principali servizi per i cittadini, della gestione dei rifiuti e di cartografia. In più devono saper gestire e dirimere i conflitti che possono sorgere fra privati, promotori, associazioni e collettività sull’argomento.

Ci facciamo aiutare da Wikipedia per scoprire che la figura dell’urbanista entra nell’ordinamento delle professioni solo con il DPR 328 del 2001, che modifica l’Ordine degli Architetti e lo rinomina in Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori. Prima di questa data la professione era libera: la potevano svolgere tutti in teoria, al di là del titolo di studio, anche se via via nel tempo è diventata esclusiva di ingegneri, architetti e, dal 1992, anche degli agronomi forestali. È con la nascita dei Corsi di Laurea in Urbanistica, nel 1970 a Venezia, seguita da Reggio Calabria 4 anni più tardi, che inizia il dibattuto sulla questione requisiti e riconoscimento della professione.

Possono svolgere oggi la professione dell’urbanista (elenco tratto da Wikipedia):

  • la professione di pianificatore territoriale e urbanista è di competenza del laureato in tale disciplina iscritto all’Ordine APPC di competenza se laureato dopo l’entrata in vigore del DPR 328/2001;
  • per il laureato in Urbanistica ante DPR 328/2001 vige la doppia possibilità di iscriversi o non iscriversi all’Ordine APPC, in quanto lo stesso DPR ha fatto salvi i diritti acquisiti precedentemente, cioè la possibilità di esercitare la professione senza iscrizione;
  • per il laureato in architettura ed in ingegneria prima e post DPR, per fregiarsi del titolo di Pianificatore territoriale, è necessario superare l’apposito esame di stato, concetto ribadito dall’ultima sentenza del TAR del Lazio del 2007. Tuttavia quelli iscritti all’Università prima delle modifiche introdotte dal DPR 328/2001 possono esercitare la professione di pianificatore urbanista.

Un pianificatore urbanistico dipende da uno studio privato o collabora con gli enti pubblici (nei piccoli comuni l’urbanista è di solito direttamente l’assessore), e quindi scrivere una media dei compensi percepita da questa professione è praticamente impossibile, anche perchè agendo spesso da libera professionista, i guadagni che l’urbanista riceve dipendono dal numero dei contratti eseguiti. Certo è che per chi lavora per grossi comuni, oppure nel settore privato in grandi realtà che operano con la Pubblica Amministrazione, i guadagni possono diventare molto elevati.

Senza però un nome o un familiare alle spalle che svolgeva questa professione, le esperienze di chi c’è dentro ci dicono che è difficile farsi strada e guadagnare bene in un ambiente piuttosto chiuso e pieno di sbarramenti.

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