Lavorare come Croupier: interviste, corsi ed opportunità

Una carriera in giro per il mondo, una vita vissuta soprattutto di notte, tra giochi e scommesse. È questa la prospettiva del croupier, cioè di colui che lavora nei casinò, di terra o sulle navi da crociera, che serve ai tavoli, coordina il gioco, controlla le mosse dei giocatori, e paga le vincite.


Questo mestiere, che in Italia è visto con una certa perplessità dovuta anche al fatto che i casinò autorizzati sono solo 4 (Campione, Venezia, Sanremo, Saint Vincent), all’estero, dove i casinò sono più diffusi, rappresenta la normalità. Il mestiere pare non conoscere crisi, e per questo sta prendendo sempre più piede anche nel nostro Paese, in cui a fronte di disoccupazione e precarietà, i giovani scelgono di muoversi verso l’estero.

Requisiti e corsi

Ma quali requisiti deve avere un buon croupier? Oltre a essere sveglio e ad avere buona manualità e una mente matematica, e ovviamente ad avere la fedina penale pulita, deve essere anche portato per i rapporti interpersonali, essere disposto a lavorare soprattutto di notte (all’incirca dalle 20 alle 4) e anche nei festivi, deve essere capace di mantenere a lungo la concentrazione e avere diplomazia con i clienti. Se ritenete di essere portati per questo mestiere e non vi spaventa una vita lontano da casa, tra Gran Bretagna, Spagna, Grecia, Malta, Stati Uniti e per mare sulle navi da crociera, e avete una almeno minima conoscenza dell’inglese, è il lavoro che fa al caso vostro.

Croupier, però, non si nasce. Per diventarlo occorre studiare e in Italia ci sono corsi e scuole ad hoc che preparano – dopo un colloquio motivazionale di selezione – a questo mestiere e aiutano a trovare lavoro. Come, ad esempio, Centro Formazione Croupier che, nato nel 1991, ha sedi a Milano, Torino, Roma e Padova con corsi da 1250 euro per 120 ore per diventare croupier (amministrando e gestendo 4 giochi), o da 600 euro per 50 ore per diventare dealer (che gestisce un solo gioco ed è cercato nei locai o nei grandi eventi all’interno di casinò). A Palermo, invece, c’è la Croupier Courses International, che propone corsi della durata di 3-4 mesi a under 35 con una conoscenza minima dell’inglese. Mentre Professione Crouipier propone, a Biella, corsi che vanno dai 10 giorni ai 3 mesi, anche serali o creati su misura per allievi dalle esigenze particolari, per cifre tra i 600 e gli 800 euro.

“La nostra struttura”, spiega Donato Mastronunzio, fondatore di Professione Croupier, “preferisce allievi tra i 20 e i 32 anni, per loro è più facile trovare lavoro rapidamente. Anche per le donne è più semplice, sia perchè ce ne sono poche, e molte case da gioco le richiedono, sia perchè la clientela è prevalentemente maschile nei casinò”. “In Italia sta esplodendo soprattutto il gioco del poker”, commenta Stefano Melani, general manager di Centro Formazione Croupier, “e oggi quella del croupier è un’alternativa alla crisi, abbiamo un livello di placement decisamente alto e per fare questo mestiere non occorre essere un giocatore incallito né avere conoscenze pregresse sui giochi d’azzardo”.

In genere le scuole di formazione mettono, a fine corso, gli allievi in contatto con le case da gioco italiane e straniere che stanno cercando personale. Le case da gioco, prima di assumere, sottopongono gli aspiranti croupier a un Table test, cioè una simulazione di una vera giocata, per valutare l’idoneità e la preparazione del candidato.

Contratti e compensi

Per quanto riguarda invece i contratti, solitamente ogni casinò ha le proprie regole, ma i neo assunti hanno un contratto a tempo determinato per 6 mesi rinnovabile o che si trasforma in contratto a tempo indeterminato: “L’obiettivo”, prosegue Donato Mastronunzio, “è ‘non far scappare’ un croupier valido appena inserito perchè si crea con lui un rapporto di fiducia e gli si assegnano responsabilità. È importante per un casinò avere personale di livello, serio e fidato”. Ma esistono anche contratti cosiddetti ‘jolly’, con formule di 10 ore solo nei week end, ad esempio, firmati con croupier alle prime armi.

Per quanto riguarda i compensi, questi variano in base all’esperienza, alle competenze, al luogo in cui si lavora. In una città come Londra si guadagna di più che in un casinò di una cittadina di provincia, e anche in una grande metropoli un croupier di un casinò in centro è retribuito meglio di uno che lavora in periferia. Poi, la paga dipende anche dalle mance: “Soprattutto nei casinò turistici”, racconta Mastronunzio, “e in crociera, le mance possono arrivare anche al 60% dello stipendio, che rimane invece non molto alto. Ad esempio, tra gli 800 e i 1200 euro di fisso mensile per un giovane alla prima esperienza, più 400 o 600 euro di mancia. A cui si devono sommare vitto e alloggio che sono inclusi, vivendo in nave”.

Facendo carriera, naturalmente anche lo stipendio sale: un pit boss, cioè colui che, al di sopra del croupier, controlla un’area del casinò, può prendere fino a 3000-4000 mila euro al mese. E allo stesso modo un croupier con esperienza riesce ad avere compensi maggiori. Come nel caso di Alan Pagano, ex primo croupier al casinò di Lugano chee dopo anni di esperienza ha fondato la Star Fantasy Casinò, società di casinò e giochi d’azzardo itinerante, e che racconta: “Un tempo un croupier guadagnava anche 12-15 milioni di lire al mese. Oggi cifre così non esistono più. Sfatiamo il tabù dei croupier che guadagnano tanto: se 20 anni fa al casinò di Campione si guadagnava, tra stipendi e mance, anche l’equivalente di 10-12.000 euro al mese, a Sanremo circa 3-4000 euro e a Lugano circa 4000 euro netti per ben 16 mensilità, oggi in un casinò italiano si prendono circa 1300 euro che con le mance salgono a 1500 euro, per un giovane alla prima esperienza. Mentre un professionista può arrivare a 3-4000 euro o al massimo 5000. I tempi, insomma, sono decisamente cambiati”.

Carriera

La carriera, nel mondo delle case da gioco, non è impossibile e prevede una serie di step. Sopra il croupier – dopo qualche anno di lavoro e di impegno – si può diventare ispettore e controllare i croupier. Quindi, dopo un paio d’anni, si può ambire al ruolo di assistant pit boss (colui che decide le nomine ai tavoli), e dopo circa 4 anni alla posizione di pit boss, che ha il ruolo di controllore di un’intera area del casinò. La scalata, però, va ripetuta se si cambia posto di lavoro: “Se ci si trasferisce in un nuovo casinò”, conclude Mastronunzio, “si riparte dalla posizione più bassa ma ovviamente la risalita sarà più rapida e richiederà pochi mesi. Questo però serve per imparare nuove regole e per acquisire la fiducia della casa da gioco in cui si è assunti”.

Intervista a Davide, croupier a Las Vegas: “Se in Italia dici che lavori nei casinò ti guardano come un alieno. Io ho seguito il mio sogno”

Ha solo 27 anni ed è croupier già da quasi 9. Ha il piglio sveglio di chi la sa lunga, Davide Civiletti, origini palermitane e ormai adottato da Las Vegas da 5 anni, dove lavora nel rinomato MGM Casinò. L’entusiasmo per il proprio mestiere è forte e “si sente” anche nella conversazione via Skype, così come la determinazione di chi sa cosa vuole dalla vita.

Davide, sei stato un po’ un pioniere di questo mestiere…

Sì, all’epoca, nel 2002 quando ho frequentato il corso della scuola Croupier Courses International di Palermo, che era appena alla sua seconda edizione, molti erano scettici. A me invece il mestiere di croupier ha sempre intrigato, mi sono fidato e ho fatto bene: dopo meno di 3 mesi dalla fine del corso ho trovato lavoro e non mi sono più fermato. La scuola inoltre mi ha dato anche consigli pratici per muovermi all’estero, ad esempio come trovare casa, come pagare le tasse, e mi hanno motivato molto.

Dove hai lavorato prima di arrivare a Las Vegas?

Ho iniziato in Gran Bretagna dove sono stato per 2 anni, poi sono andato a Malta e successivamente sono stato sulle navi da crociera. Quindi sono arrivato a Las Vegas da cui difficilmente mi sposterò, ho comprato casa e mi trovo molto bene.

Come si fa trovare lavoro nei casinò?

In genere a decidere di spostarsi siamo noi, e se si lavora per una catena è più facile. Negli Stati Uniti inoltre è ancora più semplice: in 5 anni ho lavorato in 3 casinò diversi, invece in Europa basta portare un cv in un casinò e potrebbero assumerti subito. A me è successo così a Malta, ero lì in vacanza, sono andato in un internet point, ho stampato il cv e l’ho consegnato in 3 casinò diversi. Mi hanno assunto tutti e 3, io ho scelto l’offerta più conveniente. Ho dato 2 settimane di preavviso al casinò in cui lavoravo in Inghilterra e mi sono dimesso.

Sembra tutto molto semplice da come lo racconti. Di certo non ami una vita statica…

Di sicuro io sono un tipo un po’ particolare, ho voglia di seguire i miei sogni e avevo voglia di viaggiare. Adesso non sono più un semplice croupier ma sono pit boss, cioè sono in carica in una sezione dei tavoli da gioco, ho maggiori responsabilità. Poi, diciamolo: se in Italia dici che sei croupier o comunque lavori nel casinò, ti guardano come un alieno, invece nel resto del mondo è un lavoro assolutamente normale.

Intanto stai facendo carriera rapidamente…

In America non è difficile, se dimostri di impegnarti. Ma allo stesso tempo è stata dura: io mi sono sacrificato per 2 anni lavorando 20 ore al giorno, dormendo 3-4 ore per notte, per fare due lavori full time alla volta. Tornavo a casa al mattino alle 6 e alle 10.15 ero già in piedi, lavoravo come croupier in un casinò e come supervisore in un altro, per farmi vedere dai superiori e ottenere una promozione, che infatti è arrivata e sono diventato pit boss.

Conta molto, quindi, farsi vedere dai “capi”?

Dipende dal Paese, qui a Las Vegas sì perchè i casinò sono in realtà resort megagalattici con 6000-8000 impiegati, perciò per forza devi farti vedere, risaltare nella mischia, se no gli altri ti scavalcano.

Hai lavorato anche sulle navi da crociera in passato: quali sono le differenze con i casinò di terra?

Sono una bella esperienza che ti consente di vedere posti diversi, ma non penso possa essere una carriera definitiva. Lì lavori 24 ore perchè sei parte dello staff e devi essere pronto a prenderti cura dei passeggeri in ogni circostanza, non puoi accedere a certe aree della nave come la discoteca, la piscina, alcuni bar, i ristoranti, e poi si condivide una piccolissima cabina con un’altra persona.

Ma il lavoro nel concreto come cambia?

Le differenza maggiore sta nel tipo di giocatori: in nave sono lì per divertirsi, sono in vacanza e non hanno esperienze di gioco. Un giocatore di casinò di terra, invece, conosce bene i giochi e ha lo scopo non di fare conoscenze ma di giocare tutto il tempo e i soldi che ha a disposizione.

La nave da crociera è un passaggio obbligato?

Non lo chiamerei così. A livello di crescita tecnica non offre molto, però insegna in termini di servizio al cliente, che è fondamentale. Impari, insomma, a conversare, intrattenere, spegare le regole e instaurare una relazione con i giocatori e dare loro l’idea di vivere un’esperienza unica.

Nei casinò di terra, invece?

Lì si impara di più a livello di tecnica e di velocità di gioco, che è basilare: più si gioca velocemente, infatti, e più soldi girano. Al contrario, più tempo perdi tra una mano e l’altra, e più soldi perde il casinò. Per questo ci insegnano a lavorare molto rapidamente.

Quali sono i requisiti ideali per un buon croupier?

Per come la vedo io, ci vogliono stile, eleganza, voglia di imparare e determinazione, ma anche una mentalità aperta perché si viaggia di continuo.

E per quanto riguarda i guadagni, a Las Vegas?

Si può guadagnare dai 40.000 ai 100.000 dollari all’anno. In Usa in genere si guadagna di più che in Europa e la mancia è obbligatoria. Per questo la maggior parte dei mestieri che hanno a che fare coi clienti qui a Las Vegas, dal croupier al cameriere al tassista al riparatore di condizionatori, prevede uno stipendio minimo e poi un lauto gaudagno con le mance. Se il servizio è stato scadente la mancia deve ammontare al 10%, se ottimo al 20%, è una regola.

In Gran Bretagna invece quanto guadagnavi?

Prendevo circa 1000-1200 sterline e non c’erano mance, mentre ora da poco sono state introdotte quindi sono certo che i miei colleghi prendono un po’ di più, però dipende sempre dalle zone e dai casinò. Ovviamente a Londra si guadagna di più che in un casinò di una piccola cittadina. E naturalmente la retribuzione sale in base all’esperienza.

E come funziona con i contratti, in America?

È tutto diverso rispetto all’Europa. La prassi è asusmere part time, poi se sei bravo ti passano a full time, come nel mio caso. Per questo è normale che una persona sommi due part time per arrivare a fine mese, anzi, a fine settimana perchè qui lo stipendio arriva settimanalmente, così come gli affitti si pagano di settimana in settimana.

Per il futuro cosa vorresti?

Vorrei rimanere qui, l’MGM Casinò ha ristoranti, teatri, negozi e oltre 3000 stanze: vorrei poter rimanere nella compagnia e magari chiedere un trasferimento in un’altra area, per imparare un lavoro nuovo e mettermi alla prova.

Dell’Italia non ti manca nulla?

Certo, mi mancano la famiglia e gli amici, ma purtroppo l’Italia oggi non offre niente. Sento i miei amici, a Palermo e non solo, che a 30 anni lavorano al call center per 500 euro al mese e vivono in famiglia e non possono costruirsi un futuro. Io qui mi sento indipendente e libero.

Le donne? Sono le più apprezzate nei casinò”. La storia di Serena, giovane croupier a Londra

Come molti laureati, anche lei aveva perso le speranze di trovare lavoro. Serena Misseri, palermitana, ha 27 anni e lavora nei casinò da 3: laureata in Beni Demoetnoantropologici, ramo Lettere e Filosofia, non riusciva a trovare un impiego e così ha scelto di iniziare l’avventura da croupier, incoraggiata dal fidanzato, anche lui del mestiere, e dopo aver frequentato un corso alla scuola Croupier Courses International nella sua città. Oggi vive da 7 mesi a Londra in un casinò della compagnia Aspers, dopo un’esperienza a Sheffield ,una cittadina nel centro dell’Inghilterra.

Serena, come si svolge la tua giornata tipo?
Il lavoro di per sè è molto duro come orari e stile di vita: il casinò è aperto 24 ore e i turni si dividono in diverse fasce orarie, di conseguenza capita che una settimana facciamo la notte e quella dopo la mattina. I turni sono minimo di 8 otto ore con pause di 20 minuti ogni ora circa, ma a volte ai rimane anche più di 2 ore al tavolo, nei casi in cui il casinò è pieno e qualche collega è assente.

Come si trova lavoro?

Quando decisi di frequentare la scuola, l’insegnante Christine Chilton mi assicurò che alla fine del corso sarebbe stata lei stessa a garantirmi un lavoro in un casinò inglese e in effetti, prima ancora della fine del corso, avevo i documenti e la destinazione decisa, Sheffield. Sono stata fortunata perchè, trattandosi di un piccolo casinò con un gruppo di lavoro ristretto, mi ha offerto un ambiente quasi familiare che per una ragazza timida e con un inglese non proprio perfetto come me, è stato importante per integrarmi.

Una donna è avvantaggiata in questo mestiere?
Alcune delle caratteristiche di un croupier sono l’eleganza, la scioltezza e morbidezza dei movimenti, perciò le donne sono naturalmente più portate ed apprezzate nei casinò. Ciò non vuol dire che per gli uomini sia più difficile inserirsi, anzi: il mio ragazzo, che ha iniziato questa esperienza con me, è ispettore nel casinò in cui lavoro, quindi un gradino più in alto di me. Di norma comunque le donne sono più ricercate, dato che non sono tantissime.

Che tipo di contratto hai?
A tempo indeterminato. Ogni contratto inizia con un periodo di prova dai 3 ai 6 mesi, dopo i quali la compagnia decide se rinnovarti o no, in base alle capacità lavorative sul campo, alla correttezza, al numero di assenze fatte…

E gli stipendi?

Variano in base al posizionamento: un casinò nel centro di Londra paga di più di uno in periferia. E poi in base alle mance che si ricevono: il mio casinò, decentrato, non ne prevede molte.

Quali sono le maggiori difficoltà che hai incontrato?

Di sicuro la lontananza dalla mia famiglia e dalla mia terra. Non è facile né bello rimanere legati a tutto ciò solo con telefonate, email e messaggi sporadici. Però la prospettiva di viaggiare, vivere fuori, scoprire nuove realtà era troppo allettante e il mio lavoro mi dà moltissime soddisfazioni. Certo, se a casa ci fossero occasioni di lavoro ci pensierei, spero sempre che qualcosa cambi e che aprano casinò anche in Italia.

Quella del croupier a tuo avviso è un’alternativa alla disoccupazione?

Beh, l’italia non offre possibilità, la mia purtroppo è una generazione che, nonostante abbia voglia di fare, di imparare, di laurearsi, si trova davanti solo barriere e insoddisfazione personale. Ricordo che quando lavoravo in un call center, alcuni miei colleghi erano laureati in Economia, in Giurisprudenza e nonostante ciò si ritrovavano a stare 8 ore dietro al pc e a rispondere al telefono ed erano afflitti. Quindi sì, questo lavoro aiuta a tirarsi fuori da questa situazione e consente di potersi realizzare, di fare carriera, di viaggiare. Con determinazione e coraggio, perchè poi i problemi pratici si superano.

Claudio: “Facendo il coupier è praticamente impossibile rimanere disoccupato”

Prima di diventare croupier, Claudio Galardini, 29enne originario di Prato, faceva il giornalista. La passione per il poker, però, e il pecariato che caratterizza il setore editoriale, hanno avuto la meglio: Claudio si è presto avvicinato al poker come giocatore, quindi ha imparato a fare il dealer e successivamente ha frequentato la scuola Croupier Courses International di Palermo. È croupier da settembre 2009 e attualmente lavora sulla nave da crociera Celebrity Cruises, che fa parte del consorzio “Royal Caribbean, Celebrity & Azamara Cruises” , compagnia americana.

Claudio, come si svolge la tua giornata tipo sulla nave?

Se siamo in porto siamo liberi di uscire, poiché le leggi internazionali prevedono la chiusura dei casinò quando ci si trova fuori dalle acque territoriali. In genere si lavora da quando si salpa, tra le 17 e le 19 solitamente, fino a notte. Se invece siamo in un giorno di navigazione, il casinò apre verso le 10-11 di mattina, sempre fino a tardi. Si lavora su turni e ci sono pause ogni ora circa, della duarta di 20 minuti.

Prima di approdare su una nave hai lavorato anche in casinò di terra?

Sì, ho fatto il dealer e responsabile di un circolo di Texas Hold’em a Prato per un anno e mezzo, poi, dopo la scuola di Palermo, ho lavorato in un casinò in Inghilterra per 2 anni e mezzo.

Quali sono le differenze che hai notato tra fare il croupier per nave e su terra?

Le differenze per quanto riguarda il lavoro sono minime, al massimo sulla nave le procedure da rispettare sono un po’ più “rigide” ma sostanzialmente il tipo di lavoro è lo stesso. Quello che cambia però è il ritmo di vita. La differenza maggiore però riguarda il tipo di giocatori…

Cioè?

A terra trovi un po’ di tutto, dal giocatore regolare a quello occasionale. Sulla nave invece la stragrande maggioranza sono giocatori occasionali, che si trovano in vacanza e desiderano solo divertirsi. Poi, a volte, capita anche l’eccezione, e allora ti trovi di fronte un giocatore forte. Ma generalmente il gioco “a terra” è più pesante che sulla nave da crociera.

Quali sono i requisiti per essere un buon croupier?

Verrebbe da dire capacità matematiche, ma in realtà oggi viene richiesta, oltre alla qualità tecnica, anche una buona capacità comunicativa e un customer service notevole perchè alla base del nostro lavoro c’è sempre la tutela del cliente. Poi ovviamente uno deve essere anche in grado di capire certi processi matematici che renderanno più facile il lavoro, ma un buon sorriso e l’affabilità al tavolo spesso compensano qualche mancanza tecnica. E infine occorre una discreta freddezza: quando devi gestire molte persone devi essere in grado anche di gestire gli umori, cosa non sempre facile.

Con quale contratto viene assunto un croupier su nave da crociera?

Il contratto generalmente è di 6 mesi, al termine dei quali è automaticamente rinnovato con la comunicazione della successiva nave e destinazione. Gli unici due motivi per il non rinnovo sono o la rinuncia da parte del croupier o da parte della compagnia in seguito a gravi infrazioni commesse. I contributi sulla navi americane, come la mia, sono però a carico personale.

Quanto si guadagna in media sulla nave?

Il fisso è molto basso, invece incidono moltissimo la mance. Una nave con clientela più “vecchia” sarà sicuramente migliore, economicamente parlando, di una per famiglie e giovani. E soprattutto tutte quelle tratte che prevedono Caraibi, Alaska, Centro e Sud America con partenze da porti americani (Miami, Fort Lauderdale, Seattle, Galveston, tanto per citarne alcune) e con crociere di breve durata (5-7 giorni massimo), porteranno molti più soldi perché generalmente prenotate da gamblers americani molto più generosi.

In numeri?

Il minimo che si può prendere su una nave americana sono 1300 dollari al mese. Ma se sei fortunato puoi arrivare a cifre molto più alte. Lavorando nei casinò, invece, il fisso è più alto e le mance inferiori.

Dove ti vedi nel futuro?

Questo lavoro mi piace molto e vorrrei continuare, anche perché è quasi impossibile rimanere disoccupato. Mi piace molto viaggiare – in 6 mesi ho toccato 15 nazioni diverse, dai Caraibi al Mediterraneo, veri e propri paradisi – ma direi che presto mi fermerò anche per riavere una certa “stabilità” e programmare la mia vita meglio, cosa che in una nave, inevitabilmente, non puoi fare.

Alan: “Oggi non è comunque come 20 anni fa, i croupier non sono ricchi”

Dopo anni da croupier nei maggiori casinò europei, da Lugano a Menton a Chamonix, Alan Pagano si è reinventato e ha deciso di portare il casinò in tutta Italia. Con la sua società Star Fantasy Casinò (http://www.starfantasycasino.it), infatti, porta tavoli, giochi e dealer in giro per lo stivale, ma giocando rigorosamente senza denaro, in una sorta di show itinerante. Lo abbiamo intervistato per farci raccontare da un esperto del settore luci e ombre del mestiere di croupier…

Alan, in circa 15 anni hai lavorato in molte case da gioco. Quali sono le difficoltà del mestiere?

Quello del croupier è un lavoro molto richiesto e le difficoltà sono relative. In primis quella di essere un lavoro prettamente notturno, si lavora dalle 20 alle 4, e comporta un elevato tasso di stress perché entra in gioco molto la matematica. Bisogna essere sempre molto concentrati, e questo porta a diventare un po’ dei robot, alla lunga è logorante. Bisogna fare pause almeno ogni 45’ o ogni ora… Sempre per quanto riguarda le difficoltà, personalmente mi spiace essere stato lontano da mia figlia per 17 anni… questa è stata la difficoltà e il rimpianto maggiore.

Nel nostro Paese di casinò ce ne sono pochi…

Esatto, sono solo 4 e sono al Nord: Sanremo, Venezia, Campione e Saint Vincent. Da noi il mestiere del croupier è un mestiere atipico, mentre all’estero è normale. Si pensi che in Francia ci sono circa 160 casinò, in Germania 50, in Inghilterra ce n’è uno ogni 100 km.

Quali sono i requisiti fondamentali per diventare croupier?

Prima di tutto occorre una buona manualità, capacità visiva e matematica. Conoscere l’inglese è importante ma non fondamentale conoscerlo in modo fluente, basta sapersela cavare al tavolo da gioco. La maggior parte dei croupier italiani non conosce le lingue straniere.

E gli stipendi?

Sfatiamo un tabù: i croupier non sono ricchi. Una volta sì, e parlo di 20 anni fa, al casinò di Campione tra stipendio e mance si arrivava anche a prendere 15.000 franchi (oggi sarebbero circa 10-12.000 euro) al mese, a Sanremo 3-4000 euro, e a Lugano almeno 3500-4000 euro netti al mese per ben 16 mensilità. Io ho iniziato prendendo 1 milione e 200 mila lire, e oggi un giovane alla sua prima esperienza può prendere 1000-1300 euro in un casinò italiano, massimo 1500. Un croupier professionista può arrivare anche a 3-4000 euro al mese, fino a 5000 euro. Spesso la differenza la fanno le mance, ma oggi con la crisi sono meno sia in giocatori che le mance stesse, ovviamente.

Sono più richiesti gli uomini o le donne ai tavoli da gioco?

Le donne sono le più richieste nella maggior parte dei casinò perché sono tecnicamente più pulite e più precise degli uomini, oltre che più affabili e gentili. Anche io, per il mio Star Fantasy Casinò, prediligo croupier donne.

Con i contratti, invece, come funziona?

Spesso, dopo un periodo a tempo determinato, si viene assunti a tempo indeterminato. I casinò hanno interesse a tenere un croupier bravo, affidabile. Comunque si viene inseriti sempre in regola.

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