Lavorare come barista nel Regno Unito: 40mila posti nei prossimi 6 anni

Per chi vuole fare il barista all’estero. Brexit permettendo, nel Regno Unito nei prossimi sei anni serviranno 40mila addetti dietro il bancone. Ricercatissimi gli italiani.

Se vi piace stare dietro al bancone e pensate di trasferirvi, temporaneamente o meno, all’estero, allora l’idea di lavorare come barista nel Regno Unito potrebbe fare per voi. Secondo la società di analisi finanziaria Allegra Group infatti, di baristi ne serviranno ben 40.000 nei prossimi 6 anni  e pare che i preferiti siano gli italiani, assieme agli spagnoli e ai francesi. E’ questo il risultato di uno studio condotto dalla suddetta società e pubblicato oggi sul Times di Londra. Ogni settimana nel Regno unito aprono più di venti caffetterie, questo perché il caffè pare proprio stia conquistando il cuore, oltre che il palato, degli inglesi.

lavorare come barista nel regno unitoChe i più gettonati siano gli italiani, perlopiù ragazzi tra i venti e i trent’anni, pare proprio sia un dato di fatto, anche perché le caffetterie ed i bar, per i nostri giovani, sono tra i “mezzi” più veloci per integrarsi lavorativamente e conquistare una sorta di indipendenza economica nel Regno Unito. Forse per l’innata allegria che che ci contraddistingue, forse anche per l’espansività dei popoli del Sud-Europa (molto ricercati anche i “calienti” giovani spagnoli). Non è detto però che andare a lavorare come barista nel Regno Unito sarà così facile ed immediato, nonostante la forte offerta di posti di lavoro nell’immediato futuro.

Il problema Brexit

E’ infatti notizia di settimana scorsa l’avvio delle trattative dal parte della Gran Bretagna dell’uscita dall’Unione Europea, di fatto l’inizio della Brexit. Nei prossimi due anni, (così come recita l’articolo 50 Tue) le due parti tratteranno su quali saranno gli accordi che regoleranno i rapporti tra l’istituzione europea e la Gran Bretagna, una volta che quest’ultima sarà fuoriuscita dalla prima. Il referendum vinto dai sostenitori della Brexit è stato un vero e proprio terremoto che ha scosso tutta l’Europa ed il governo inglese, rispettandone il risultato nonostante le fortissime polemiche, che ancora proseguono (pensiamo ad esempio alle pesantissime proteste della Scozia) , ha avviato le trattative con l’UE.

Tra gli accordi più importanti da definire c’è anche quello della circolazione delle persone sul territorio, fortemente legato al tema dell’immigrazione, molto sentito in Gran Bretagna. La circolazione dei cittadini europei è libera in tutti i paesi aderenti all’UE, ma il Regno Unito, uscendone, potrebbe poi regolarsi in maniera differente, ad esempio limitando gli accessi. In questo senso, la possibilità che arrivino 40mila “immigrati” a scopo lavorativo, potrebbe non essere così scontata.

Attualmente però non sembra il caso di fare troppi allarmismi, in quanto le regole che disciplineranno i rapporti tra la Gran Bretagna e l’UE tra due anni, ovvero una volta scaduto il tempo previsto per le trattative tra le parti, non sono ancora state definite. Il problema quindi, potrebbe anche non esistere ed il Regno Unito restare un’ottima ed affascinante meta lavorativa anche nei prossimi anni. A quanto pare, soprattutto per i baristi.