Lavorare come animatore turistico: tutto quel che c’è da sapere

Animatori turistici al mareIntrattenere, divertire, organizzare; in compagnia di un team entusiasta e fra paesaggi da sogno. La stagione estiva è alle porte e, come ogni anno, le società di animazione aprono le selezioni per la ricerca di animatori turistici. L’animatore, il professionista che si occupa della gestione delle attività di carattere ludico, sportivo e ricreativo che vengono generalmente proposte da hotel, villaggi turistici e resort, è una figura sempre più diffusa nelle strutture di vacanza e la sua attività è sempre più apprezzata da ospiti sempre più esigenti. Ma animatori turistici non ci si improvvisa: è necessaria una buona attitudine alle relazioni interpersonali, al lavoro di gruppo e all’organizzazione del tempo e, molto spesso, è necessario possedere solide competenze tecniche o sportive. Insomma, si tratta di una vera e propria professione, perfetta per chi ama viaggiare, stare in mezzo alla gente e operare all’interno di un team.

L’animatore turistico può ricoprire numerosi ruoli. Lo sportivo e l’animatore fitness, per esempio, curano le attività atletiche e agonistiche e, mentre il primo coordina i tornei, il secondo organizza lezioni di fitness in acqua. L’animatore Mini Club predispone le attività ricreative riservate ai più piccoli; l’animatore Junior Club si occupa dei ragazzi dai tredici ai sedici anni. E, mentre ballerini e coreografi realizzano gli spettacoli serali, DJ e animatori piano-bar coordinano le attività musicali e canore. Il costumista realizza abiti e accessori per gli eventi, mentre il tecnico suono-luci è responsabile dell’illuminazione e degli effetti audio. L’hostess, il contattista e il PR sono le figure maggiormente a contatto con l’ospite: la prima fornisce informazioni continue su spettacoli ed eventi e il secondo favorisce la conoscenza fra persone, organizzando attività volte a favorire l’interazione. Il promoter, infine, si occupa della promozione e della vendita di escursioni e attività extra.

Ma quali sono i requisiti per lavorare nelle strutture di vacanza? Non è necessaria una formazione specifica per diventare animatore turistico e la licenza media superiore è generalmente un ottimo punto di partenza. In alcuni casi, tuttavia, le società di animazione richiedono agli aspiranti animatori competenze specifiche, in linea con il ruolo che andranno a ricoprire. Gli animatori sportivi e fitness, per esempio, devono possedere abilità sportive o studi coerenti (Scienze motorie, licei sportivi, ecc…) e gli assistenti bagnanti devono essere in possesso del brevetto.  L’animatore turistico, che ha un’età compresa tra i 18 e i 30 anni (anche se molte società valutano candidati over 30 con esperienza) è predisposto al contatto con il pubblico e conosce una o più lingue straniere. Ma le doti indispensabili sono dinamismo, entusiasmo, disponibilità a viaggiare per periodi consecutivi medio-lunghi (dai due agli otto mesi) e, soprattutto, tanta voglia di mettersi in gioco.

L’offerta lavorativa è basata principalmente su contratti a tempo determinato: dai due ai cinque mesi, talvolta con proroghe annuali; mentre gli stipendi variano considerevolmente a seconda dell’esperienza, del ruolo che si ricopre e della società per la quale si lavora e si aggirano indicativamente fra le 400 e le 1500 euro per l’intero periodo. Si ha generalmente diritto alle spese di viaggio, al vitto e all’alloggio. In alcuni casi, inoltre, le strutture includono l’utilizzo della lavanderia e le consumazioni extra (per esempio, al bar). Discorso a parte per i promoter, che spesso ricevono una commissione sulle vendite realizzate, in aggiunta allo stipendio base.

Lavorare come animatore turistico, quindi, è un’opportunità che spesso attrae i più giovani, gli studenti o semplicemente chi desidera coniugare un’esperienza di lavoro alla possibilità di visitare luoghi affascinanti, di conoscere persone sempre diverse e di acquisire competenze spendibili anche in altri settori. Le possibilità di carriera? Lo sbocco tipico della professione è l’accesso al ruolo di capo animatore e, in alcuni casi, esiste la possibilità di diventare manager o organizzatore di eventi. E tuttavia, quello dell’animatore turistico è anche un lavoro duro, che prevede un impegno lungo e continuo. L’orario di lavoro può sfiorare le diciotto ore giornaliere; in genere, la giornata lavorativa ha inizio nella prima mattinata e spesso si protrae oltre la mezzanotte. Le pause concesse sono minime ed è richiesto un contatto permanente con l’ospite, anche durante le serate in discoteca. Attenzione, quindi: lavorare come animatore turistico non equivale a regalarsi una vacanza.

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