Laureati in fuga dall’Italia: futuro a rischio per le figure ad alta professionalità

Sono più di 300.000 i laureati italiani che hanno deciso di lasciare il nostro paese, e tra questi circa 4000 hanno cambiato la loro residenza dall’Italia all’estero.


Nel 2001 il Ministro dell’Università e della Ricerca Ortensio Zecchino, varò un programma per il rientro in patria dei laureati italiani, questo programma tuttavia non suscitò l’interesse dei cervelli coinvolti poiché, come dichiarò un ricercatore, le somme stanziate dal Governo erano equivalenti a quanto una società di calcio mette a disposizione per l’acquisto di due giocatori.

Ciò che preoccupa è soprattutto il fatto che il numero di laureati che lascia l’Italia è nettamente maggiore rispetto a quello rappresentato dai giovani stranieri con alto grado d’istruzione che varcano i confini del nostro paese. Questo comporta che in un prossimo futuro si determinerà una grave perdita a livello culturale ed anche una grave carenza di figure con alto grado di professionalità.

Il settore dove si registra il più alto numero di fughe di cervelli è la ricerca scientifica. Le cause sono da ricercarsi nel fatto che i fondi e i finanziamenti a disposizione sono scarsi, altra nota dolente sono stipendi troppo bassi, mancanza di meritocrazia e tempi eccessivamente lunghi per fare carriera.

La conseguenza a tutto ciò è che molti giovani ricercatori si recano sempre più all’estero per raggiungere livelli più alti di specializzazione, ma anche perché negli altri Paesi sono offerte opportunità di lavoro più vantaggiose tali da determinare l’abbandono definitivo dell’Italia.



 

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