Laureati e disoccupati?

Laureati con 110 e lode, master all’attivo e disoccupati o occupati con uno stipendio sotto i minimi storici. Questo è il panorama che oggi offre il nostro Paese.

I più coraggiosi se ne vanno all’estero dove ricevono un salario più elevato e maggiori chance di carriera.

Gli altri si accontentano di lavori a progetto o a tempo determinato quindi si preparano per un precariato a vita nel sud italia i call center pullulano di laureati in materie umanistiche (la meno spendibile sul mercato del lavoro oggi) sembra che le lauree che consentano una maggior riuscita lavorativa con impiego immediato siano in Ingegneria, Economia e Commercio e tutte quelle facoltà della branca matematica.


Ora ci richiede ”perché le facoltà (tipo le umanistiche sociologiche e comunicazione) che sfornano maggiori disoccupati e precari non sono regolamentate in modo tale da prevedere un numero chiuso?”

E in questo caso fa rabbrividire l’ultimo rapporto presentato a Roma sulla situazione occupazionale dei laureati italiani.

“Il 49% dei laureati non trova lavoro, nonostante conferisca il titolo mediamente con il 109 e conosca bene l’inglese” – si legge nel rapporto – “su 300 mila laureati intervistati ad un anno dalla propria laurea conferma non solo la precarietà o la disoccupazione di quasi la metà del campione, ma anche la scarsa retribuzione”.

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