Laurea in ingegneria, conviene: ecco i motivi

A dispetto delle "nuove" facoltà, un recente dossier compiuto sul mercato italiano ci svela perchè laurearsi in ingegneria convenga...

Stando a quanto recentemente emerso dal rapporto annuale del Centro studi del Consiglio nazionale degli ingegneri sulla condizione occupazionale dei laureati in ingegneria in Italia nel 2015, laurearsi in una delle facoltà più “tradizionali” d’Italia conviene, eccome. Il report sottolinea infatti che si è ridotto il numero di professionisti inattivi e che è contemporaneamente aumentato il numero degli ingegneri occupati. In incremento anche l’incidenza della componente femminile, con un tasso di occupazione al 70,5%, 16 punti percentuali al di sopra del corrispondente dato medio nazionale.


Cresce il tasso di occupazione

Più nel dettaglio, il rapporto sottolinea come il tasso di attività degli ingegneri sia cresciuto ma rimanga comunque ben al di sotto dai picchi superiori all’80% che hanno invece contraddistinto il primo decennio degli anni 2000. Secondo l’analisi del centro studi Cni, inoltre, il leggero miglioramento della congiuntura economica, a metà del 2015, potrebbe essere la principale causa che ha indotto un numero consistente di laureati in ingegneria a cercare nuove opportunità di lavoro, sia nell’ambito della libera professione, sia soprattutto del lavoro dipendente.

A dimostrazione di ciò, il report sottolinea come dinanzi a una platea di circa 13 mila ingegneri inattivi in meno rispetto al 2014, nel 2015 si siano registrati circa 7.300 occupati in più, ma anche 4.500 disoccupati in più. Ancora, escludendo dall’osservazione statistica quegli ingegneri che sono in stato di quiescenza e che dunque non svolgono più attività professionale (circa 57 mila), nel 2015 il numero di inattivi “veri” è pari a circa 90 mila individui e il tasso di attività arriva a sfiorare l’86%. La notizia più positiva è tuttavia che per gli ingegneri con età compresa tra i 35 e i 55 anni si raggiunge praticamente la piena occupazione (95%), mentre tra i neolaureati la quota di occupati con età compresa tra i 25 e i 34 anni sfiora un discreto 70%.

ingegneriDifferenze territoriali

Ad ogni modo, l’analisi ricorda come anche nel corso del 2015 siano rimaste ampie differenze territoriali. A dimostrazione di ciò, il fatto che se è ben evidente che nelle regioni del Nordovest la quota di ingegneri occupati supera l’80%, nel Meridione e nelle regioni insulari le opportunità lavorative si riducono in misura molto netta, e la quota di occupati scende rispettivamente al 63,2 e al 61,7%.

Dipendenti e autonomi

Il rapporto si sofferma poi nell’indicare in che modo gli ingegneri hanno trovato un’occupazione. Gli occupati. Analizzando i soli dati statistici relativi agli ingegneri occupati, si scopre che la grande maggioranza è assunta dalle imprese in qualità di dipendente (74,3% contro il 71,1% del 2014). Per quanto riguarda il settore di attività economica di impiego, il 2015 non fornisce dati statistici molto diversi da quelli precedenti, con il terziario che è ancora il principale sbocco occupazionale dei laureati con competenze ingegneristiche, e poco meno di un terzo che invece si ritrova impiegato nel settore industriale in senso stretto (oltre a circa il 3% che lavora nelle costruzioni).

Più nel dettaglio, la quota più numerosa di ingegneri è quella costituita dagli ingegneri civili e dalle professioni assimilate, con oltre 78 mila occupati, davanti agli ingegneri energetici e meccanici (45.417), agli analisti e progettisti di software (35.865), agli ingegneri elettronici e in telecomunicazioni (27.960) e, infine, agli ingegneri elettrotecnici (20.378).

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