Laurea: risorsa o limite? Le opinioni dei nostri lettori

È forse finita l’era in cui l’essere in possesso di una laurea significava garanzia di un impiego stabile e duraturo. Anzi, oggi in alcuni casi essere laureati può addirittura costituire un ostacolo nel trovare un impiego. Per usare le parole dei nostri lettori, “La laurea è diventato un titolo discriminante”. È una tematica, questa, di cui molto si dibatte oggigiorno e anche su Bianco Lavoro è emersa durante la diretta web di pochi giorni fa, in cui il nostro direttore ha fornito diversi suggerimenti  su come orientarsi nella ricerca di lavoro online. Ecco una sintesi di ciò che è emerso da commenti e considerazioni postati dai lettori di Bianco Lavoro Magazine


In molti, frustrati e delusi dalle loro ricerche, ci hanno raccontato di adottare la strategia di creare due diversi curriculum a seconda dell’annuncio di lavoro per il quale  vogliono proporsi: “io ho un curriculum completo e uno ridottissimo: lo uso per le posizioni di livello più basso. Altrimenti non vengo presa neanche in considerazione”. Con o senza laurea, con o senza competenze specifiche, con o senza esperienze lavorative specializzanti a seconda che si tratti di un offerta di alto profilo o meno. Ebbene sì, possiamo dire di esserci ridotti a questo, perché di fronte a molti rifiuti “per il solo fatto” di possedere il famoso pezzo di carta tanto desiderato e sofferto  durante mille notti in bianco e ansie pre-esame, se non si riesce a trovare un’occupazione consona al proprio titolo di studio e si “ripiega” su altri lavori, ci si sente spesso dire di essere troppo qualificati (“you’re overqualified”) e quindi..niente lavoro. Una situazione che, indiscutibilmente, “è umiliante”.

 

Ma nemmeno provare a proporsi in candidature in cui non serve un alto livello d’istruzione è sempre  una buona soluzione. Le aziende sono spesso restie ad accettare laureati per posizioni in cui la laurea non serve, pensando che prima o poi, queste persone, riusciranno a trovare di meglio ed andarsene. Il problema non è tanto l’incapacità o l’inadeguatezza di un laureato nello svolgere lavori “manuali” (cosa questa, del tutto indimostrabile e completamente falsa se la si intende in senso assoluto), ma più il rifiuto di chi sta dall’altra parte di assumersi questo rischio. In molti hanno sostenuto questa tesi, attraverso commenti come questo: “non può essere che una società che seleziona il personale o un ufficio del personale,vedendo come titolo laurea per un lavoro che necessita manco della quinta elementare pensi: questo mi sta un paio di mesi,trova di meglio e mi lascia in braghe di tela? E’ un idea neè”.  Tutto ciò, è certamente comprensibile e plausibile in alcuni casi ma.. la questione sta “tutta” qui: al giorno d’oggi è davvero così facile trovare di meglio?




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