Laurea in Medicina: percorso e sbocchi lavorativi

Le tante opportunità disponibili dopo una Laurea in Medicina

Le prospettive occupazionali della laurea in Medicina sono di sicuro rosee  e si stima che a cinque anni dalla laurea il 96,5% dei laureati del settore medico (e del personale sanitario in genere) trovi un’occupazione stabile (fonte: Almalaurea). Ma il conseguimento di una Laurea in Medicina non va considerato un investimento sicuro sul quale puntare bensì una scelta responsabile e consapevole le cui solide basi devono essere  rappresentate da impegno, serietà, coscienza e consapevolezza “del senso” del giuramento d’Ippocrate.laurea-in-medicina


Gli sbocchi lavorativi della Laurea in Medicina

Medico: come è ovvio, al termine del percorso di studi il neo-laureato consegue il titolo tanto ambito e per potersi affacciare al mondo del lavoro deve provvedere all’abilitazione e all’iscrizione all’albo (dopo aver superato l’esame di Stato). Il medico senza specializzazione può trovare occupazione ad esempio come sostituto (tranne che in odontoiatria, radiologia e anestesiologia) o lavorare in qualità di medico di continuità assistenziale (ex guardia medica).

Medico-chirurgo alle dipendenze del SSN: per poter esercitare l’attività di medico chirurgo di medicina generale presso il Servizio Sanitario Nazionale è necessario essere in possesso del cosiddetto diploma di formazione specifica in medicina generale. Si tratta di un corso bandito a livello regionale, dura tre anni e vi si accede tramite selezione a quiz.

Medico-chirurgo alle dipendenze di altre istituzioni pubbliche nazionali: in questo caso le porte si aprono a diverse possibilità:

  • medico militare
  • medico nelle carceri
  • medico della Protezione Civile
  • medico dei servizi d’emergenza (ad esempio la Croce Rossa Italiana)
  • medico dell’Inps
  • medico dell’Inail
  • medico del CIRM (per la tele assistenza alla navigazione)

Medico specialista: chi ha conseguito la Laurea in Medicina può decidere anche di seguire una scuola di specializzazione alla quale si accede tramite concorso ministeriale. La specializzazione oramai è fondamentale e tra l’altro condizione indispensabile per poter lavorare nel SSN. Attualmente in Italia ci sono 56 scuole di specializzazione (tutte a numero chiuso) e al termine della formazione (che dura cinque anni) si diventa specialista: pediatra, geriatra, ginecologo, endocrinologo, otorino, urologo, cardiologo e via dicendo.

Insegnante e formatore: il medico può insegnare presso istituti ed enti di formazione ad esempio per le aziende o presso le scuole di Oss o per i corsi di pronto soccorso e via di seguito.

Consulente: in questo caso può collaborare sia con strutture pubbliche che private ed offrire il proprio servizio di consulenza presso centri benessere e termali, case di cura, in ambito assicurativo, presso tribunali e studi legali e così via. In qualità di libero professionista, nel caso si valuti la prospettiva di un trasferimento all’estero, va ricordato che nell’Unione Europea vige la libera circolazione dei professionisti e che poter lavorare è necessaria la conoscenza delle lingue (inglese in primis).

Informatore scientifico: dopo la Laurea in Medicina si può prestare il proprio servizio per conto di aziende farmaceutiche e protesiche.

Copywriter e traduttore: divulgatore scientifico, curatore di rubriche mediche e traduttore di testi scientifici.

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