La situazione italiana all’indomani del Documento di Economia e Finanza

L'Italia deve presentare entro il 10 aprile la bozza del nuovo Documento di Economia e di Finanza, in Parlamento e all'unione europea. La situazione economico-finanziaria italiana e gli impegni del governo per adempiere agli impegni sui conti pubblici per il 2020.

Conti pubblici, finanza, debito pubblico, la situazione italiana non è delle migliori. Intanto Mooddy’s, l’agenzia di rating, che esegue analisi e ricerche finanziarie su attività di imprese commerciali e statali, ha aggiornato il calendario, affermando che per ora non ci sarà nessun intervento. L’Italia momentaneamente graziata, dopo che la stessa agenzia, ad ottobre aveva declassato l’Italia ad un livello appena “superiore alla spazzatura”. Intanto ci si prepara alla consegna del Documento di Economia e Finanza.


Il Documento di Economia e Finanza (DEF)

Entro e non oltre il 10 aprile 2019, il governo è tenuto a presentare la bozza del Documento di Economia e Finanza (DEF), in Parlamento e all’Unione europea. Nel documento la risposta più importante che dovrà essere data, è relativa a come, il nostro Paese, intende rispettare gli impegni relativi i conti pubblici per il 2020. Il DEF è un documento molto importante, perché racchiude al suo interno tutte le politiche economico-finanziarie decise ed intraprese dal governo. Si tratta di un documento preciso, che contiene per iscritto, le regole, i criteri, le normative economico-finanziarie all’interno di uno Stato. Oltre a ciò, contiene gli obiettivi che il governo si propone di raggiungere, il modo di raggiungimento di questi e le tempistiche.

L’Italia ed il suo Documento di Economia e Finanza

L’Italia si trova così, a dover presentare entro il 10 aprile, il Documento di Economia e Finanza, con tutte le indicazioni economiche-finanziarie e sul come onorare i vari impegni relativi ai conti pubblici. “Voci di corridoio” affermano la possibile ipotesi, di presentare, almeno per ora, solamente il quadro delle stime, rimandando al prossimo autunno tutta la serie di decisioni importanti che, devono essere prese.

Altra alternativa, più impegnativa, è quella di incominciare da subito, a fare i conti con quello che è stato scritto in documenti ufficiali dal governo. Bisogna fare i conti con 23,1 miliardi di aumenti Iva nel corso del 2020 e 28,8 miliardi di aumenti Iva nel 2021. Dati che non possono lasciarci indifferenti. Per evitare questi aumenti, il governo dovrebbe apportare tagli oppure avviarsi ad una crescita rilevante, ben sopra le previsioni stesse. Purtroppo, ad oggi, siamo molto distanti dall’avviarci ad una “super crescita economica”. Sono ancora molti i problemi che affliggono il nostro Paese.

Le previsioni non sono a favore della crescita italiana

Se da un lato, il nostro governo, sta polemizzando e questionando, per cercare di evitare i 2 miliardi di tagli che sono già stati promessi a Brixelles, dall’altra parte le previsioni non sono a favore di una crescita italiana. Di fatti, tutte le previsioni fatte, affermano che la crescita italiana sarà ben sotto 1% stimato fino ad ora. Se il Tesoro crede ancora ad una crescita italiana del +0,6%, l’Ocse non si fa problemi nell’annunciare che il 2019 si chiuderà in recessione per l’Italia. Il contesto generale resta negativo, anche se a gennaio, nel fatturato ed ordinativi delle aziende si è assistito ad un’inversione di tendenza, con il +3,1% dei fatturati ed il +1,8% negli ordinativi. Il settore che è più colpito dalla recessione è quello automobilistico, che ha chiuso a gennaio con il -21,5%.  Inoltre, in Italia, il settore automobilistico deve fare i conti con l’introduzione della nuova eco tassa.

Cosa ha intenzione di fare il governo italiano?

Le agenzie di raiting, guardano con sospetto alle cifre economico-finanziarie italiane, sempre pronte ad andare a ridurre il merito di credito del nostro Paese. Intanto, il governo apporterà delle modifiche alle misure che sono state decise in manovra. Il consolidamento del fondo di garanzia pubblico per piccole e medie imprese, è da tempo sollecitato da Confindustria, oltre a voler reintrodurre il super ammortamento per quanto riguarda l’acquisto di beni strumentali.

Ricordiamo che questo fu introdotto dal precedente governo, ma che la manovra di quest’anno ha cancellato. Altre novità e modifiche che il governo si accinge a perseguire, sono l’aumento ed estensione degli incentivi fiscali, per tutti i ricercatori all’estero che, decideranno di ritornare in Italia, la proroga degli incentivi rivolti alle aziende che, investono in tecnologia ed innovazione, ricerca e sviluppo. Prevista anche l’introduzione di una tassa forfettaria di 200 euro, per il passaggio di proprietà di  immobili che sono ormai destinati alla demolizione o ricostruzione.




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