La cooperazione sociale: una strada per combattere la disoccupazione e favorire l’integrazione

In questi ultimi anni l’interesse verso la cooperazione sociale è notevolmente aumentato, poiché questo modello di impresa sociale ha permesso l’inserimento di persone svantaggiate escluse dal mercato del lavoro , di poter trovare in tal modo un’occupazione duratura. L’esperienza Italiana delle cooperative sociali offre una via con delle soluzioni interessanti. Le cooperative sociali sono sia imprese che accolgono persone in difficoltà e offrono loro l’opportunità di un inserimento nel mondo del lavoro, sia imprese che gestiscono servizi socio-sanitari ed educativi. Il termine cooperativa sociale comprende quindi due realtà molto diverse. Il loro essenziale punto in comune è di permettere ai lavoratori retribuiti , che assicurano lo svolgimento dei lavori quotidiani, di essere anche soci.

Le cooperative socio-sanitarie o educative , denominate anche cooperative di tipo A, rappresentano un’alternativa al servizio pubblico,attualmente in forte crisi, come possiamo notare dal notevole aumento dei tagli nella spesa pubblica. Queste tipologie di cooperativa sono nate in particolare dalla trasformazione di ospedali psichiatrici, ma assomigliano a cliniche, a centri post cura.

Nella seconda categoria distinguiamo le cooperative di tipo B,finalizzate all’inserimento di persone svantaggiate(disoccupati, disabili fisici o psichici, ex alcolisti , ex tossicodipendenti , ex detenuti ecc) le quali devono essere almeno il 30% dei lavoratori della cooperativa, i quali possono diventare soci come tutti gli altri.

La cooperativa nasce dall’individuazione di un bisogno e dalla volontà di soddisfarlo in modo efficace e ed efficiente attraverso l’autogestione e l’utilizzo delle risorse umane, economiche e tecniche disponibili. Le cooperative presentano un carattere di democrazia nella gestione(un voto per ogni socio) e un fine esclusivamente mutualistico, cioè quello di crescere insieme in un’ottica di auto-aiuto dove ogni socio diviene protagonista del proprio lavoro.

Nelle cooperative a differenza di altre forme societarie gli avanzi di gestione rimangono nel patrimonio sociale per essere destinati agli investimenti e allo sviluppo delle attività di impresa o all’avvio di servizi comuni. Un altro elemento caratteristico è costituito dalla variabilità del capitale sociale, che aumenta o diminuisce in relazione all’ingresso o all’uscita dei soci senza che ciò comporti modifiche nello statuto . Inoltre è da tener presente che in nessuna forma societaria come nelle cooperative è importante la figura del socio .Ognuno infatti ha un solo voto nelle assemblee a prescindere dal capitale posseduto, ognuno ha uguali diritti e doveri.

Per aiutare le cooperative sociali , la legge italiana prevede alcuni provvedimenti: l’esenzione di imposta sui profitti, qualora non vi sia la distribuzione degli utili sotto forma di dividendi; inoltre permette di affidare alle cooperative sociali di inserimento lavorativo forniture di servizi pubblici in deroga ai contratti della pubblica Amministrazione. Inoltre le cooperative sociali hanno il vantaggio di beneficiare della possibilità per un certo periodo secondo una convenzione collettiva particolare di pagare durante il periodo di apprendistato, in misura inferiore rispetto al salario contrattuale, e tale modalità viene definita “salario di ingresso”. In casi in cui un Handicap è talmente grave, il salariato non potrà essere mai pagato al minimo contrattuale e rimarrà al salario di ingresso. Infine è importante ricordare che le cooperative sociali sono sottoposte al controllo sindacale , tramite periodici incontri per verificare l’evoluzione dei salari.

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