La bellezza del vino: non si consuma solo a tavola

Dalla crema anti-età allo spumante al dopobarba all'Amarone: i prodotti di bellezza che sfruttano le proprietà benefiche del vino sono sempre più numerosi. E aprono nuovi sbocchi a chi lavora tra le viti e le cantine

E chi lo ha detto che il vino può regalare momenti di piacere solo quando ci si siede a tavola? La cinquantesima edizione di Vinitaly (la grande fiera internazionale del vino e dei distillati che si è aperta ieri a Verona e si concluderà mercoledì 13 aprile) ha fornito il pretesto per ricordare – a chi lo avesse dimenticato – che il “nettare degli Dei” può essere impiegato in tanti modi diversi. E può fornire agli imprenditori agricoli nuovi stimoli ed idee alternative per diversificare le loro attività. A lanciare la linea “Dalla vigna al benessere” era stata, l’anno scorso, la Coldiretti che è tornata a parlare dell’opportunità di innovare col vino. Anche in campi apparentemente lontani come quello della cosmesi. Per scoprire che nel vino non sta solo l’essenza della verità (come recitavano i latini), ma anche quella della bellezza.


I dati diffusi nei giorni scorsi dalla Coldiretti fanno ben sperare: nel 2015, il fatturato del vino italiano è cresciuto del 3%, per effetto soprattutto delle esportazioni aumentate del 5%. Non solo: nel corso dello scorso anno, l’intera filiera (che va dai campi all’indotto) ha dato lavoro a un milione e 300 mila persone, il 4% in più rispetto al 2014. E a suggellare il successo del vino made in Italy sono stati i dati che hanno certificato la crescita esponenziale delle esportazioni negli ultimi 50 anni, cresciute del 687%, nonostante la produzione abbia subito, nello stesso lasso di tempo, una flessione del 30%. Di più: la Coldiretti ha riferito (non senza una certa soddisfazione) che il 22% dei vigneti mondiali coltivati con metodo biologico si trova in Italia. E che il loro successo è da ricondurre all’attività di 10 mila aziende che coltivano 72.300 ettari di terreno e che hanno aperto 1.300 cantine.

Ma come accennato sopra, il vino è un prodotto dalle mille risorse, che può migliorare il benessere di chi lo consuma anche senza berlo. Come accade nel caso della “Wine beauty” che altro non è se non la crescente tendenza a utilizzare il vino in ambito cosmetico, sfruttandone le proprietà benefiche che lo rendono un prezioso alleato della bellezza. Per effetto dei polifenoli e degli antiossidanti (di cui è ricco) che contrastano l’invecchiamento della pelle, purificano, levigano e hanno un’azione antinfiammatoria e antibatterica. Le proposte già in commercio sono diverse: si va dal dopobarba all’Amarone (una delle varietà più utilizzate) alla crema viso alla linfa di vite che promette di rendere la pelle particolarmente liscia. Dallo shampoo al vino rosato, indicato per chi ha capelli fragili e con doppie punte, alla crema anti-età a base di spumante. Passando per il sapone naturale al vino, lo scrub realizzato con gli scarti di potatura e il gel uva rassodante ideato per neutralizzare l’effetto della pelle “a buccia d’arancia”. Il “succo di Bacco” può spalancare le porte a tante (e inaspettate) possibilità imprenditoriali.




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