L’Ue contro l’Italia: Non rispetta i diritti al lavoro

Il comitato europeo dei diritti sociali del Consiglio d'Europa ha rimproverato l’Italia di non aver rispettato i il diritto al lavoro dei cittadini. L’analisi, che si basa sui dati Eurostat, riguarda il periodo 2007-2010. E tocca da vicino quella Carta dei diritti sociali di cui il comitato è chiamato a monitorarne l’applicazione. In particolare, le istituzioni italiane preposte non avrebbero fatto tutti gli sforzi necessari a combattere la disoccupazione, cresciuta in modo rilevante negli ultimi anni e che nel 2013 potrebbe toccare il 12%. Un giudizio duro, che prende spunto non solo dai dati Eurostat, ma anche da quelli forniti dallo stesso governo italiano.


Tra questi vi sono il tasso di occupazione e di disoccupazione (suddiviso per settori), i fondi per le politiche occupazionali e anche il Prodotto Interno Lordo, vale a dire quell’indicatore che secondo l’analisi fatta ieri dal presidente di Confindustria Squinzi, dovrebbe aumentare di un paio di punti l’anno per ottenere risultati concreti nel campo della crescita (e quindi anche dell’occupazione). Le informazioni fornite dal governo italiano all’Ue non permetterebbero inoltre di capire molto sulla reale efficacia delle politiche per il lavoro intraprese dall’Italia. Diversa invece è la situazione in materia di pari opportunità per le donne, di formazione e di orientamento, materie nelle quali il Belpaese appare molto più performante.



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