Jobs Act: funziona o no? Facciamo un po’ di chiarezza

Ha ragione il Governo o chi lo critica? Il Jobs Act sta funzionando o no? Secondo Francesco Giubileo qualcosa di buono c'è, ma servono altri provvedimenti, tra i quali anche l'incentivare il turismo invernale nel Sud Italia.

Il Partito Democratico sottolinea i dati Istat sulla Forza Lavoro  che mostrano un netto miglioramento delle condizioni occupazionali da quando c’è Renzi  al Governo, una disoccupazione che scende a 11,4 % e contemporaneamente ci sono 580mila posti di lavoro in più. Dall’altra parte, coloro che criticano il Governo dichiarano che dall’analisi delle fonti amministrative Inps, nei primi sei mesi del 2016, le assunzioni sono calate del 10,5 % e la maggioranza di queste sono a tempo determinato. Inoltre, rispetto ai primi sei mesi del 2015 il numero di voucher è aumentato di quasi 40 %. A questo punto è lecito chiedersi, ma con il Jobs Act, il mercato del lavoro è migliorato o no ? Ha ragione il Governo o chi lo critica ? Abbiamo chiesto al nostro consulente Francesco Giubileo di rispondere a qualche domanda secca.


Allora, Giubileo, chi ha ragione? E soprattutto, c’è qualcuno che ha ragione?

Innanzitutto c’è da dire che sia Governo che opposizione discutono del “nulla”. Non c’è nessuno studio nel bene o nel male che permetta anche minimamente di formulare un giudizio sull’impatto del Jobs Act. Al massimo è ormai chiaro che c’è stato un contributo positivo (non so quanto) del combinato disposto, ovvero degli incentivi economici. Comunque è interessante notare che nel 2015 era il Governo ad utilizzare i dati amministrativi INPS, mentre l’opposizione utilizzava i dati Istat, anche se la polemica era la stessa.

Si ok, ma cercando di interpretare i dati, c’è qualcosa di chiaro ?

In “sintesi” sì: nel 2016 il numero dei posti è aumentato, ma questi sono precari. Guardare le assunzioni INPS è una valutazione sbagliata, la lettura non è facile perché all’interno conta più contratti per singolo lavoratori (in genere il rapporto è del 70%). Potrebbe esserci un effetto dovuto ad una maggiore stabilizzazione dei contratti di lavoro nel 2015 e quindi una minore necessità di rinnovo dei contratti di lavoro a tempo determinato.

Più precari dice? Ma ridurre il precariato non era proprio l’obiettivo del Jobs Act ?

Lo è certamente, peccato che l’intervento precedente, ovvero il Decreto Poletti produca gli effetti opposti, perché ha introdotto un contratto a tempo determinato valido per 3 anni senza causale, il contratto “atipico” peggiore mai realizzato in Italia. E’ ormai da più di un anno che continuo a ripetere che quel tipo di contratto va cancellato, entra direttamente in conflitto con il contratto a tutele crescenti e inoltre “perché” realizzare un contratto di lavoro a tempo determinato di tre anni? Ripeto tre anni.

E’ invece lei cosa propone ?

Meglio tornare alla formula presente nella Riforma Fornero, un solo anno senza causalità (ad eccezione del lavoro somministrato che può rimanere a tre anni perché il datore paga circa il 18 – 21 % in più) e dopo stabilizzazione diretta con contratto a tutele crescenti o eventuali penali che finanzino l’assegno di ricollocazione. Perché soldi per politiche attive al momento non ci sono.

Tornando alla Riforma del lavoro, i voucher, ma il governo non aveva introdotto una limitazione ?

Più che una limitazione, che esisteva già, il governo ha introdotto la tracciabilità del Voucher, ma qui cadiamo sempre nel classico caso nostrano. Puoi studiare il miglior modello del mondo, ma se poi si dispone di solo qualche migliaio di funzionari tra Ispettori del lavoro o Nuclei speciali dei Carabinieri è chiaro che c’è chi sta norma non la rispetterà. Lo dico chiaramente, è necessario aspettare le prime “salassate” di multe e controlli e forse qualcosa cambierà. Inoltre, dentro a quei voucher ci sono rapporti palesamenti illegali, contratto subordinati tutti gli effetti. In questo caso, molti datori rischiano oltre la sanzione anche contenziosi al tribunale del lavoro, che quasi sempre avvengono quando il rapporto si interrompe.

Se non c’è relazione tra Jobs Act e mercato del lavoro, allora cosa può incidere nel migliorare l’attuale occupazione degli italiani ?

Questa è materia degli economisti dello sviluppo, tuttavia e mia opinione che ci sono almeno tre priorità al momento: la prima è una nuova forma di concertazione dei contratti legati più alla produttività media del settore che non a livelli nazionali purtroppo iniqui; la seconda è una riforma della Pubblica amministrazione e senza nascondere una certa necessità di mobilitazione. Abbiamo una quota enorme di dipendenti totalmente analfabeti in termini di informatica e pochissimi in grado di parlare inglese, siamo nel 2016 veda lei se non è importante; terzo sviluppare il turismo nel Sud nel periodo invernale, in grado di generare moltiplicatore economico, ma quest’ultimo è molto complesso da realizzare, nonostante sia un settore con produttività bassa, ma elevato numero di assunti.

Perché il turismo nel Sud è difficile in inverno ?

E’ perché la cultura italiana è quella di spostarsi in massa in vacanza, spesso nella Regione di origine a casa di parenti. Comprendo, è un comportamento tipico e assolutamente ineccepibile, ma generalizzato crea un problema economico e (quindi) causa disoccupazione (soprattutto giovanile e femminile). Se milioni di persone vanno in case di proprietà, fanno per così dire “economia di scala”, può capire che non è la stessa cosa che andare in un albergo o struttura ricettiva a pagamento. Queste a loro volta sono potentissimi moltiplicatori e quindi generano altro lavoro ed hanno in molti casi interesse a rimanere aperte anche in inverno se possono migliorare la loro redditività.

Scusi, ma lei sta dicendo che per incentivare il turismo al Sud bisognerebbe costringere le persone a spendere soldi in alberghi, che però potrebbero non spendere perché hanno una casa in zona?

Certo che no, anche se comprendo il dubbio. Il senso è quello di aumentare la spesa media, di chi può spendere ovviamente. Si potrebbero creare delle zone di turismo di medio e/o alto livello (come ad esempio avviene a Capri), dove attirare persone con possibilità economiche al di sopra della media. Queste, spendendo, generano un circuito economico virtuoso, e quindi anche lavoro. Ovviamente non è fattibile, e non deve essere fatto in “tutto” il Sud. Però, date le bellezze di cui naturalmente gode il Meridione, come ad esempio certi tratti di costa, che sono incredibilmente belli ed invidiati in tutto il mondo, l’idea, volendo, potrebbe essere realizzabile. A mio avviso sarebbe una strategia veramente efficace.




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