Jobs act: contratti e novità

Jobs act entrato in vigore: promulgati dal governo Renzi i decreti attuativi che sanciscono quali tipologie contrattuali restano e quali no

Nell’ambito della riforma del mercato del lavoro tramite il cosiddetto jobs act, è stato approvato il testo definitivo dei decreti attuativi, contenuti in un documento chi è stato messo nome “Testo organico delle tipologie contrattuali e revisione della disciplina delle mansioni”. Alcune tipologie contrattuali rimangono, altre scompariranno. Tra queste ultime, i contratti a progetto e i cosiddetto co.co.co., contratti di collaborazione coordinata e continuativa. Co.co.co. e co.co.pro già esistenti, di conseguenza, continueranno fino alla loro naturale scadenza, ma non se ne firmeranno di nuovi. Dal 1° gennaio 2016 saranno attuative tutte le nuove norme, e le collaborazioni lavorative di questo tipo saranno equiparate a contratti di lavoro subordinato, dei quali dovranno rispettare le regole.


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Jobs act: cosa cambia nei contratti

 

Le tipologie contrattuali che invece, anche se non inalterate, resteranno saranno, tra le altre, quelle regolate da contratti collettivi, per le particolari esigenze organizzative di cui si è tenuto conto a suo tempo nel regolamentare tali tipi di professioni. Alcuni tipi di mediazione del mondo del lavoro è prevedibile che a causa del jobs act non le vedremo più, dato che il cosiddetto job sharing è tra le tipologie lavorative che sono state bocciate dai decreti attuativi del jobs act promulgati oggi (20 febbraio 2015). Anche l’associazione in compartecipazione con apporto di lavoro ha subito modifiche, così come sono state introdotte regole più specifiche di quanto fosse stato fatto in precedenza per quanto riguarda il contratto a tempo determinato, quello di somministrazione e il contratto a chiamata: le aziende che faranno ricorso a queste tipologie contrattuali dovranno corrispondere a requisiti meglio precisati e quelle che secondo il capo del Governo Renzi “ci marciano” potranno usufruirne meno che in precedenza, dato che ad esempio i contratti di somministrazione potranno rappresentare solo il 10% del totale dei contratti che l’azienda stipulerà con i suoi collaboratori.

Particolari le norme introdotte dal jobs act nel caso di provvedimenti tecnici facenti al caso di tipologie di lavoro precarie che saranno, quanto meno, organizzate meglio che in precedenza, a beneficio sia del lavoratore che dell’azienda. Modernissimo ad esempio l’espediente di introdurre nel contratto a chiamata la possibilità che tale chiamata avvenga tramite sms, ma in totale ufficialità: sarà proprio tramite un sistema di controllo di tali sms che il fisco provvederà a certificare quale sia la fascia contributiva del lavoratore e a quanto ammonterà la somma da corrispondere all’Agenzia delle Entrate.




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