Istat, cresce disoccupazione giovanile ma sale occupazione: come interpretare i dati?

Un quadro in chiaroscuro emerge dall’ultima sfornata di dati Istat sull’occupazione in Italia. Emerge, infatti, che a marzo, rispetto allo stesso mese del 2010, il tasso di occupazione cresce dello 0,6%, portando il numero degli occupati a quota 22,977 milioni, pari a 141 mila lavoratori in più e dello 0,5% su febbraio, pari a 111 mila lavoratori.


Ma risale il tasso di disoccupazione, su base mensile, che tuttavia risulta in calo, in termini tendenziali, ossia sullo stesso mese dell’anno precedente, attestandosi all’8,3%, lo 0,2% in meno.

Preoccupa il dato sulla disoccupazione giovanile, che coinvolge il 28,6%, l’1,3% in più sul marzo 2010 e in crescita pure dello 0,3% sul febbraio 2011.

Dunque, come interpretare questi dati? La dinamica dell’occupazione è senz’altro in ripresa, con il riassorbimento di diverse migliaia di disoccupati, ma, tuttavia, in questi mesi si potrebbe assistere a un aumento statistico del tasso di disoccupazione, in seguito all’ingresso nel mondo del lavoro di inoccupati, i quali, approfittando del miglioramento delle prospettive lavorative, potrebbero tornare a cercare lavoro; cosa a cui molti hanno rinunciato nei mesi passati, soprattutto tra i giovani e le donne, e in misura più marcata al sud. Quindi, prima di valutare l’altalena delle cifre, bisogna analizzare meglio i dati, tenendo in debita considerazione i numeri sull’occupazione.



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