ISEE 2018: tutto quello che c’è da sapere

Fatevi aiutare dai Caf o da un commercialista, in attesa che l'Agenzia delle Entrate e l'Inps mettano a regime l'ISEE precompilato

L’ISEE – Indicatore della Situazione Economica Equivalente – è lo strumento che consente al Fisco di valutare la situazione economica di tutte quelle famiglie che richiedono prestazioni sociali agevolate. Detta in soldoni: se ambite ad ottenere una qualsiasi agevolazione o volete godere di qualche bonus, dovete dimostrare di avere i requisiti necessari, certificando uno stato reddituale (e non solo) congruo alla vostra richiesta.

Ne consegue che i nuclei familiari più ricchi non hanno motivo di presentare la domanda per l’ottenimento dell’ISEE, mentre quelli meno facoltosi hanno tutto l’interesse a farlo. Ma da dove partire? E quali informazioni bisogna fornire? Noi cercheremo di darvi tutte le risposte del caso, anticipandovi che per l’ISEE 2018 sono previste importanti novità.

L’ISEE è lo strumento che permette all’Agenzia delle Entrate di ricavare un quadro dettagliato della ricchezza delle famiglie italiane che sperano di ottenere sconti o agevolazioni. Per essere più chiari, ci riferiamo a tutti quei nuclei familiari che, per esempio, fanno richiesta del bonus bebè, della retta agevolata per gli asili nido o per le mense scolastiche, dell’esenzione del ticket sanitario, della riduzione delle tasse universitarie, ma anche di sconti sulle bollette del gas, della luce e sulla tassa dei rifiuti (solo per citarne alcuni). Presentare la domanda non basta; occorre verificare che tutto sia regolare e passare ai raggi X le dichiarazioni dei contribuenti.

Quanti tipi di ISEE ci sono?

Partiamo col precisare che non esiste un solo tipo di ISEE. Quello ordinario (o standard) è valevole per la generalità delle prestazioni sociali agevolate, ma chi ha situazioni particolari in casa, deve fare riferimento ad uno di questi Indicatori:

  • ISEE Università: permette di accedere alle prestazioni che riguardano il diritto allo studio universitario, anche quando il figlio non convive più coi genitori (ma risulta ovviamente a loro carico).
  • ISEE Socio-sanitario: permette di beneficiare di assistenza domiciliare, qualora all’interno della famiglia ci siano persone disabili o non autosufficienti.
  • ISEE Socio-sanitario- Residenze: permette di beneficiare di agevolazioni, qualora all’interno della famiglia ci siano persone disabili o non autosufficienti ricoverate presso una residenza socio-sanitaria assistenziale o strutture simili.
  • ISEE Minorenni con genitori non coniugati (tra loro) e non conviventi: riguarda le agevolazioni previste per i figli di genitori divorziati o che non si sono mai sposati e non vivono nella stessa casa.
  • ISEE Corrente: poiché, di norma, l’ISEE tiene conto dei redditi dichiarati nei due anni precedenti, qualora dovessero subentrare cambiamenti significativi tipo la perdita del lavoro da parte di uno o più componenti della famiglia, è possibile presentare un ISEE nuovo, calcolato sui redditi degli ultimi 12 mesi.

Come si ottiene l’ISEE?

Per ottenere l’ISEE, occorre compilare la DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica), che si compone di diversi moduli e quadri. Ecco (in estrema sintesi) quali sono:

  • Modulo MB.1: lo devono compilare tutti, per qualsiasi tipo di richiesta. Contiene le principali informazioni relative al nucleo familiare ed alla casa di abitazione
  • Modulo MB.2: lo devono compilare solo coloro che fanno richiesta di prestazioni che riguardano il diritto allo studio universitario ed i minorenni di genitori non coniugati tra loro e non conviventi
  • Modulo MB.3: lo devono compilare solo coloro che fanno richiesta di prestazioni socio-sanitarie residenziali (ricovero presso RSSA e simili)
  • Modulo MB.1 rid: da compilare, in alternativa al modello MB.1, se si preferisce far riferimento ad un nucleo familiare ristretto
  • Modulo FC.1: lo devono compilare tutti, per qualsiasi tipo di prestazione.
  • Modulo FC.2: da compilare solo nel caso in cui nel nucleo familiare ci siano persone con disabilità e/o non autosufficienti
  • Modulo FC.3: da compilare solo nel caso in cui nel nucleo familiare ci siano persone esonerate dalla presentazione della dichiarazione dei redditi o nel caso in cui gli adempimenti tributari siano stati sospesi, a causa di eventi eccezionali
  • Modulo FC.4: da compilare solo per il calcolo della “componente aggiuntiva”, in caso di prestazioni socio-sanitarie residenziali (a compilare deve essere il figlio del beneficiario) o in caso di prestazioni per minorenni o universitari con genitori non coniugati e non conviventi (a compilare deve essere il genitore che non convive col figlio).

Una volta compilata, la DSU può essere presentata:

  • ai Comuni
  • ai Caf (Centri di assistenza fiscale)
  • all’Inps (anche in forma telematica, purché abbiate un PIN)
  • all’Ente erogatore della prestazione

Le informazioni ed i dati inseriti nella Dichiarazione vengono presi in consegna e verificati. Se tutto procede in maniera regolare, l’ISEE viene rilasciato entro 10 giorni (lavorativi) dalla presentazione della DSU. Se il richiedente dovesse rilevare qualche inesattezza, può compilare un Modulo integrativo per chiederne la rettifica. Ma attenzione: sui dati modificati verranno effettuati controlli strettissimi ed in caso di dichiarazioni mendaci, verranno applicate sanzioni severe.

Quali informazioni bisogna fornire?

Per ottenere l’ISEE, dovrete fornire un quadro dettagliato della vostra situazione economica (che include i beni mobili e immobili, gli eventuali beni durevoli e molto altro ancora). Alcune informazioni sono già a disposizione dell’Inps e dell’Agenzia delle Entrate, altre dovrete fornirle voi, tramite autodichiarazione. Procediamo con ordine.

L’Agenzia delle Entrate conosce già:

  • il reddito complessivo ai fini Irpef: reddito da lavoro dipendente, reddito da pensione, reddito agrario ecc…
  • le spese per le quali vi spettano le detrazioni d’imposta o le deduzioni dal reddito complessivo

L’Inps conosce già:

  • i trattamenti assistenziali, previdenziali e indennitari (non soggetti ad Irpef) erogati dallo stesso ente.

Bisogna invece auto-dichiarare:

  • i dati anagrafici di tutti i componenti della famiglia, facendo attenzione ai figli: quelli maggiorenni, che non vivono coi genitori ma sono a loro carico e non sono sposati e/o non hanno figli, fanno parte del nucleo familiare; mentre quelli maggiorenni che non vivono più coi genitori, sono a loro carico, ma sono sposati e/o hanno figli, fanno parte di un altro nucleo familiare
  • i dati relativi all’abitazione (bisogna precisare se è di proprietà, se si vive in un appartamento in affitto ecc…)
  • i dati relativi al patrimonio mobiliare: riguardano il possesso di eventuali depositi, conti correnti bancari e/o postali, titoli, azioni o quote azionarie, obbligazioni ecc… Bisogna certificare il saldo contabile attivo al 31 dicembre dell’anno precedente ed il valore della giacenza media annua. Per calcolarla, è necessario avere un quadro chiaro della giacenza giornaliera moltiplicata per i giorni in cui è rimasta costante.Ad esempio, se la giacenza giornaliera di un conto è stata:
    • di 100 € per 100 giorni
    • di 340 € per 70 giorni
    • di 200 € per 95 giorni
    • di 50 € per 100 giorni

    si dovrà moltiplicare ciascun importo per i giorni corrispondenti ottenendo:

    • 100×100= 10.000 €
    • 340×70= 23.800 €
    • 95×200= 19.000 €
    • 50×100= 5.000 €

    La somma di tutti gli importi: 57.800 € è la giacenza complessiva annua. Per ottenere la giacenza media, si dovrà dividere il totale per 365, ottenendo quindi: 57.800/365=158,356. La giacenza media annua corrisponde a 158,36: è questo il dato che dovrete inserire nella casella corrispondente al conto bancario posseduto.

  • i dati relativi al patrimonio immobiliare: possesso di eventuali case, fabbricati, terreni edificabili, terreni agricoli ecc…
  • i redditi assoggettati ad imposte sostitutive o a ritenute a titolo d’imposta, i redditi esenti da imposta, i proventi agrari, i redditi fondiari di beni non locati soggetti alla disciplina IMU, i trattamenti assistenziali, previdenziali e indennitari non soggetti all’Irper e non erogati dall’Inps, i redditi da lavoro o fondiari prodotti all’estero
  • gli assegni periodici percepiti e corrisposti per il mantenimento dei figli
  • gli autoveicoli e altri eventuali beni durevoli posseduti

Si tratta di una mole considerevole di informazioni, ma non spaventatevi. Il consiglio è quello di rivolgervi ad un commercialista o ad un Caf che vi daranno tutte le istruzioni necessarie e vi spiegheranno, nel dettaglio, quali documenti dovete presentare.

Le novità previste per il 2018

Il decreto legislativo (collegato alla Legge di Stabilità) col quale è stato approvato, negli scorsi mesi, il Reddito di Inclusione prevede l’introduzione dell’ISEE precompilato che, dal 1° settembre 2018, diventerà obbligatorio. In pratica: la collaborazione tra l’Agenzia delle Entrate e l’Inps – che attingeranno ad informazioni fornite dall’Anagrafe tributaria, dal Catasto e dallo stesso ente previdenziale – consentirà ai due soggetti di compilare in automatico la richiesta ISEE, basandosi sulle ultime dichiarazioni dei redditi, sui dati patrimoniali (mobiliari e immobiliari) dichiarati dai richiedenti e sulle giacenze rilevate sui loro conti correnti. Si tratta di un’interessante novità, pensata per semplificare la vita ai cittadini che non dovranno più barcamenarsi tra fogli e documenti di ogni tipo. E che dovranno limitarsi a verificare che i dati inseriti nell’ISEE precompilato siano esatti (in caso contrario, dovranno comunicarlo tempestivamente). In attesa che l’annuncio si traduca in realtà (la fase sperimentale potrebbe partire a gennaio 2018) e sino al 1° settembre prossimo, occorrerà comunque fare riferimento alla disciplina vigente.


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