Irpef 2018, cos’è, come si calcola e scaglioni di riferimento

Come funziona il calcolo Irpef 2018, quali sono gli scaglioni e le aliquote previste per quest'anno, e tutto ciò che dovete sapere.

L’Irpef (imposta sul reddito delle persone fisiche) è l’imposizione fiscale, diretta e progressiva, proporzionale all’entità dei redditi che sono percepiti dal contribuente nell’arco di un anno solare, coincidente con il periodo di imposta di riferimento. Come noto, il calcolo Irpef 2018 poggia il proprio meccanismo base sulla presenza degli scaglioni di reddito, sulla base dei quali il contribuente subirà l’applicazione di una specifica aliquota Irpef. Ma come funzionano le aliquote? E come procedere al calcolo dell’imposta?


La questione interessa sia chi lavora come dipendente che chi vuole mettersi in proprio o ha già aperto partita iva

Cerchiamo di vederlo per gradi, andando a comprendere che cosa è l’Irpef, come funziona e quanto bisogna pagare.

irpef

Che cos’è l’Irpef

L’Irpef è l’imposta più importante del sistema tributario italiano. in grado di riguardare più di 40 milioni di contribuenti. Prevista con la riforma tributaria del 1973, riguarda tutte le persone fisiche residenti in Italia che generano redditi sul territorio nazionale o all’estero, e le persone fisiche non residenti per i redditi prodotti nel territorio italiano. Il gettito Irpef complessivo è di circa 180 miliardi di euro l’anno, equivalente a più di un terzo del totale delle entrate tributarie.

Come funziona l’Irpef

L’Irpef è un’imposta progressiva, con l’aliquota percentuale che verrà applicata in maniera proporzionale al reddito da assoggettare a tale imposizione. L’applicazione dell’aliquota è inoltre a scaglioni, con aliquote crescenti sui differenti livelli di reddito, e qualche sistema di deduzione e di detrazione a “complicare” coloro che cercano di capire esattamente quante imposte dovranno pagare a fine anno.

Per comprendere come funziona l’Irpef, diventa fondamentale cercare di valutare in che modo viene determinata l’imposta lorda, che viene calcolata applicando ad ogni scaglione una diversa aliquota di prelievo.

Per saperne di più, diamo prima un’occhiata alle aliquote Irpef e, solo successivamente, valutiamo come funziona nel dettaglio il meccanismo di applicazione, le detrazioni e le deduzioni.

Aliquote Irpef

Anche per il 2018 le aliquote Irpef sono rimaste immutate rispetto al passato, variando tra il 23% e il 43%. È altamente probabile che le stesse aliquote rimarranno invariate anche per tutto il periodo di imposta successivo, mentre c’è uno spiraglio di manovra per quanto concerne il 2019, anno per il quale è ancora possibile che gli auspici di riforma fiscale più volte anticipati possano produrre i loro effetti. Considerato però che quanto sopra dipenderà dal nuovo governo, è bene adottare la massima cautela prima di accogliere troppo positivamente qualsiasi ventilata innovazione.

Scaglioni Irpef 2018

Stabilito quanto precede, cerchiamo di comprendere quali siano gli scaglioni di reddito oggi applicati, e quali le aliquote coincidenti:

  1. I scaglione, reddito tra 0 e 15.000 euro: è il primo scaglione, che coinvolge tutti i contribuenti con un reddito fino a 15.000 euro. In questo caso l’aliquota Irpef è del 23%, che corrisponde ad una tassazione massima di 3.450 euro.
  2. II scaglione, reddito tra 15.001 e 28.000 euro: è il secondo scaglione, che comprende i redditi tra i 15.001 euro e i 28.000 euro. L’aliquota che è stata riservata per questa fascia è del 27%, con tassazione massima di 6.960 euro.
  3. III scaglione, reddito tra 28.001 euro e 55.000 euro: è il terzo scaglione, che comprende i redditi tra i 28.001 euro e i 55.000 euro. L’aliquota prevista per questa fascia è al 38%, con tassazione massima di 17.220 euro nel caso di redditi più alti.
  4. IV scaglione, reddito tra i 55.001 euro e i 75.000 euro: è il quarto scaglione, che comprende i redditi tra i 55.001 euro e i 75.000 euro. L’aliquota prevista è in questo caso pari al 41%, con tassazione massima, per i redditi più alti, di 25.420 euro.
  5. V scaglione, reddito oltre i 75.000 euro: è il quinto e ultimo scaglione, con aliquota del 43%.

A questo punto, riprendendo quanto sopra abbiamo anticipato, si tenga conto che ai fini di un corretto calcolo Irpef, la maggiore aliquota Irpef è applicata sulle parti eccedenti a ogni scaglione. Se pertanto il contribuente ha un reddito di 20.000 euro, che lo fa “ricadere” in seconda fascia, subirà l’applicazione di un’aliquota del 23% per la sua quota fino a 15.000 euro, e del 27% per la quota tra i 15.001 euro e i 20.000 euro.

Detrazioni Irpef

Passiamo ora a occuparci delle detrazioni Irpef, che consentono di ridurre l’imposta lorda, determinando in tal modo quella netta (cioè, quella che poi andremo effettivamente a pagare). Le detrazioni Irpef sono riconosciute in numerose fattispecie: pensate ad esempio alle spese che vengono sostenute dal contribuente, o quelle che sono legate a specifiche condizioni, come quella di lavoro dipendente o pensionato, ai familiari a carico, e così via.

Inoltre, le detrazioni possono essere riconosciute sia in misura fissa che variabile. Tra i principali e più ricorrenti esempi, citiamo la detrazione del 19 per cento sulle spesa sostenute per gli interessi passivi del mutuo prima casa, fino a un massimo di 4.000 euro. Sottraendo tutte queste detrazioni all’imposta lorda, si otterrà l’imposta che il contribuente dovrà effettivamente versare al Fisco.

Ad ogni modo, si tenga anche conto che se le detrazioni sono decrescenti al crescere del reddito (come spesso avviene per alcune casistiche di detrazione, come quelle per lavoro o pensione, o ancora per i carichi familiari), un incremento di reddito provocherà non solamente il passaggio eventuale ad uno scaglione superiore, e quindi ad un’aliquota più alta, quanto anche la riduzione dell’importo della detrazione stessa e – in ultima conseguenza – l’aumento dell’imposta netta.

È anche per questo motivo che le persone che guadagnano di più hanno una maggiore incidenza percentuale del prelievo, versando alle casse delle Entrate una quota sensibilmente maggiore del proprio reddito.

Deduzioni Irpef

Infine, è opportuno evitare facili confusioni tra il concetto di detrazione, che sopra abbiamo esplicitato, e quello di deduzione. Quest’ultima è infatti un determinato importo che può essere sottratto dal reddito imponibile prima che su questo vengano applicate le aliquote dell’imposta. In altri termini, le deduzioni servono a rendere esente dalla tassazione una parte di reddito, con uno sconto che poi si produrrà in sede di imposta andando ad abbassare la base imponibile su cui applicare l’Irpef.



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