Invii il curriculum online? Hai diritto a sostenere il colloquio!

Sentenza sorprendente di un tribunale italiano, in materia di regolamentazione dell’incontro domanda – offerta di lavoro online. Cosa stabilisce, nel merito, l’ordinanza del tribunale di Reggio Calabria?


Il disoccupato che, rispondendo ad un annuncio di lavoro, invia il proprio curriculum online ha diritto sempre ad un colloquio conoscitivo. La disposizione del tribunale arriva dopo la denuncia di alcuni disoccupati che avevano inviato il proprio curriculum rispondendo ad un annuncio di un’agenzia per il lavoro privata che cercava personale (60 lavoratori) per un ente pubblico.

Dopo aver ricevuto i CV, l’agenzia per il lavoro ha ricontattato, per colloquio conoscitivo,  esclusivamente i lavoratori con le caratteristiche adeguate alla mansione richiesta. I disoccupati esclusi dal colloquio hanno presentato due ricorsi urgenti al tribunale: nel secondo, il giudice ha dato ragione ai disoccupati.

Le motivazioni? Il tribunale ha sostanzialmente equiparato l’annuncio di lavoro pubblicato su internet ad una “offerta al pubblico”, che, come tale, deve essere gestita con criteri di correttezza e trasparenza. Gli annunci, inoltre, devono indicare oggettivamente i criteri su cui si basa la selezione e, comunque, in ogni caso, l’utilizzo del criterio della “discrezionalità” deve essere ampliamente motivato! Una sentenza storica che avrà i suoi effetti sulla regolamentazione dell’incontro domanda-offerta di lavoro sul web.

Se infatti le agenzie e le società private dovranno realmente offrire un colloquio per legge a tutti coloro che si candidano ad un’offerta, non sarebbe sufficiente quadruplicare il personale, infatti moltissimi candidati inviano il CV indiscriminatamente a tutte le offerte che capitano a tiro e bisognerebbe contattarli ogni volta. Una singola filiale di una agenzia può ricevere in un giorno anche 200 CV in risposta agli annunci, a volte anche di più. Come sarebbe possibile colloquiare tutti e non solo quelli con i requisiti previsti?

Per non parlare di grosse aziende come Poste Italiane e società multinazionali, che ricevono quotidianamente migliaia di CV in risposta ai loro annunci, la maggior parte delle candidature senza requisiti richiesti e se per legge dovessero colloquiare tutti… beh…. c’è da scommettere che non pubblicheranno più annunci ma contatteranno solo tramite “passaparola”.

C’è da dire che la sentenza in questione riguarda la somministrazione tramite agenzia in un ente pubblico, magari per questo motivo il giudice ha fatto questa scelta; ma a leggere le motivazioni della sentenza tuttavia non pare chiaro se tale sentenza sarà valida anche per aziende private o comunque per somministrazione da parte di agenzie in aziende private.

Si tratta di una sentenza che letta con superficialità potrebbe sembrare a favore dei lavoratori, ai quali si concede il diritto ad un colloquio con qualsiasi azienda privata, ma analizzando a fondo ci si rende conto che non essendo fattibile colloquiare migliaia e migliaia di persone e togliendo alle aziende il loro diritto alla discrezionalità nella valutazione, la decisione renderà solo più caotici e “blindati” i processi di selezione.

Attendiamo gli sviluppi e le dichiarazioni di Agenzie, aziende ed avvocati!



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