Come inviare una candidatura: i 2/3 degli application form contengono errori

È davvero possibile che inviare una candidatura in risposta alle offerte di lavoro possa risultare complicato e in alcuni casi nascondere addirittura delle insidie? Secondo uno studio americano, l’ HireRight’s Candidate Health Check, sembrerebbe proprio di sì e, nel corso del 2015, ben il 64% delle richieste inviate per ottenere un posto di lavoro conteneva errori.


A quali aspetti prestare attenzione nell’ inviare una candidatura?

L’accuratezza dei dati, la correttezza ortografica, la veridicità delle informazioni inserite. Sono i tre punti cardine ai quali prestare massima attenzione in fase di compilazione dell’application form per inviare una candidatura alle aziende in risposta ad un annuncio di lavoro.

Secondo quanto emerso da questo studio americano, i candidati sembrano sottovalutare l’importanza di questo primo contatto con i recruiter. Non curare l’ortografia e la grammatica in questa fase è invece fondamentale per evitare di dare l’impressione di essere sciatti e poco attenti. Un piccolo trucco consiste nello scrivere il testo da inviare prima su un foglio Word con correttore ortografico inserito e impostato su lingua italiana,  per poi incollarlo nello spazio dedicato del form, in modo da poter correggere eventuali errori segnati in rosso.

Ma la questione formale è solo marginale.

Le negligenze (quando non si tratta di vere e proprie false informazioni fornite in modo deliberato!) presenti in questa fase possono irrimediabilmente bloccare il processo di selezione, smorzandolo sul nascere. L’area in cui si mente di più –secondo i dati dello studio americano- e si forniscono maggiori inesattezze riguardano la propria istruzione (voti e attestati). A seguire, il campo delle esperienze professionali fino ad arrivare a informazioni sbagliate date riguardo all’attuale impiego (o stato di disoccupazione) o alla città di residenza. Come fanno i selezionatori a scoprirlo? Oggi è più semplice di ieri: profili Linkedin e Facebook in primis, ma a volte basta solo digitare il nome e cognome nella barra di Google per scoprire informazioni che noi stessi avevamo dimenticato di aver messo in circolo sul web.

Nell’inviare una candidatura, ogni campo dell’application form va compilato con cura, pesando le parole (per via dello spazio limitato) e scegliendo quelle “chiave” (keywords), più rilevanti, in funzione della posizione per la quale ci si sta candidando. Il trucco da seguire in questo caso, è quello di capire quali sono le keyword dell’annuncio aziendale e quindi ripeterle nelle risposte.

Da non dimenticare poi che l’application form contiene di solito uno spazio per presentarsi (una cover letter in pratica) e quello in cui allegare il curriculum vitae. Anche il semplice fatto di non allegarlo oppure di incollarlo nello spazio dedicato invece alla presentazione, di per sé rappresenta un errore. Risulta penalizzante anche allegare direttamente il cv senza scrivere nulla negli spazi riservati alle altre informazioni, sempre che non abbiano l’asterisco che indica che il campo è da compilare obbligatoriamente, pena l’impossibilità di inviare il form stesso.

Infine, l’ultimo consiglio per non commettere errori nell’inviare una candidatura tramite application form, è quello di non usare cv “copia e incolla” ma cercare –nei limiti del possibile- di personalizzarlo sempre un po’ in base all’azienda destinataria.

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