Influencer marketing: quando compro perché mi fido degli opinion leader

Ci sono persone che, sulla Rete, riescono a orientare gli acquisti degli internauti. Un report di ScrubbleLive e Forbes ci svela chi sono

La Rete, si sa, può dispensare ogni genere di informazione e condizionare i nostri comportamenti da consumatori. Soprattutto quando promuove l’influencer marketing ovvero quella particolare forma di marketing che sfrutta le potenzialità persuasive dei cosiddetti opinion leader. La faccenda potrebbe sembrare complicata, ma non lo è affatto perché di altro non parliamo se non dell’abitudine, ampiamente diffusa, di acquistare un bene o un servizio “sponsorizzato” da qualcuno di cui ci fidiamo. E verso il quale nutriamo una certa stima.


inluencer marketing

image by weedezign

ScribbleLive e Forbes, in collaborazione con LinkedIn, hanno approfondito la questione consegnando l’annuale report sui 50 direttori di marketing più influenti del mondo. Nell’elenco compaiono nomi eccellenti: a troneggiare su tutti è Phil Shiller della Apple, seguito da Kevin Hochman della KFC, da Kevin Crull di Sprint, da Olivier Francois della Fiat-Chrysler e da Beth Comstock della General Electric. Sono loro, secondo lo studio, i capi marketing che riescono a orientare, più degli altri, gli acquisti dei clienti. L’indagine ha preso le mosse da un accurato screnning delle loro dichiarazioni e delle idee che hanno espresso sulla Rete documentandone il forte seguito presso gli internauti. In pratica: le loro esternazioni non sono state semplicemente condivise, ma hanno, molto spesso, rappresentato il volano per l’acquisto dei beni o dei servizi offerti dai loro brand.

I campi tematici in cui questi “campioni” primeggiano sono il content marketing (ossia quello che ricorre a strumenti editoriali di vario tipo), il cosiddetto Internet delle cose (che prevede l’estensione di Internet al mondo degli oggetti), l’innovazione, i Millennials (ovvero gli appartenenti alla generazione del nuovo millennio) e il data-driven marketing (che sfrutta i dati dei clienti per ottimizzare le strategie di vendita). L’elenco stilato da ScrubbleLive e Forbes è prevalentemente maschile (38 su 50 sono uomini): le “quote rosa” sono risultate in flessione rispetto all’anno scorso, forse anche per via della “caduta libera” registrata nel settore della moda, tradizionalmente a trazione femminile. I migliori risultati li hanno ottenuti, quest’anno, i settori dell’automotive, dell’hi-tech e dei beni di consumo, ma anche quelli dei servizi finanziari e del food&beverage. Chi volesse conoscere la lista completa degli influenzatori marketing più efficaci del globo, può cliccare qui. A tutti gli altri consigliamo, invece, di continuare a comprare autonomamente, facendosi guidare dal proprio gusto o dalla reale necessità.



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