Indagine lavoro, italiani pronti a espatriare e laurea conta poco

L’indagine “Salary Guide 2011 Hays”, effettuata intervistando centinaia di aziende e 2.500 professionisti, ha esitato alcuni punti davvero poco felici, riguardo alla situazione del lavoro in Italia.

Le interviste hanno confermato che la laurea e in generale il titolo di studio contano davvero poco per le aziende, rispetto all’esperienza di lavoro (10%), mentre ben il 70% degli intervistati si dice pronto a emigrare all’estero, per trovare una buona occupazione.

Un altro dato che indica una certa sfiducia di chi cerca un posto di lavoro è la risposta del 46% che ritiene che il passaparola sia ancora la via più efficace per trovare un lavoro; altro che agenzie interinali, risposte agli annunci, invio del cv; ancora oggi, l’amicizia conta più di ogni cosa.

E se il 65% ritiene che questo sia un momento di incertezza economica, che non consente margini di miglioramento della propria carriera di lavoro, c’è uno sparuto 5,6% che, invece, pensa che in questa fase sia possibile migliorare la propria posizione lavorativa.

Infine, tra le maggiori criticità elencate dagli intervistati, compaiono la rigidità del mondo del lavoro (46% delle aziende e 26% dei professionisti); sfiducia nel mercato del lavoro (31,5% delle aziende e 40,2% dei professionisti); pressione fiscale eccessiva per almeno il 40% delle aziende e scarso dinamismo del mercato (27,7%), oltre che a una mancanza di professionisti specializzati (26,3%).

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