In bici al lavoro? Grazie, anche no. Per dieci motivi

Andare al lavoro utilizzando la bici pare non sia tra le abitudini preferite dagli inglesi. E sono ben dieci le motivazioni addotte dagli utenti intervistati. Contrariamente ai molti partecipanti ai vari progetti di Bike 2 Work, la pratica di utilizzare i pedali per andare a lavorare pare abbia anche un buon numero di detrattori. Lo rende noto un articolo del Guardian, riportando i dati relativi all’ultimo censimento dell’Office for National Statistics. La percentuale di coloro che raggiungono in bicicletta il posto di lavoro è rimasta al 2,8% dei lavoratori, come tre anni fa. Ma perché un’abitudine così salutare e green è poco ben vista da dipendenti e professionisti? The Guardian ha raccolto i commenti dei lettori e stilato una top ten dei motivi più comuni che relegano la bici a mezzo di trasporto marginale.


1.      La guida pericolosa degli automobilisti: i ciclisti lamentano la guida poco prudente e disattenta degli automobilisti, che corrono in strada non rispettando i limiti di velocità, li sorpassano a volte quasi sfiorandoli (nonostante catarifrangenti e fanalini luminosi) e invadono le piste ciclabili.

2.      Strade non adatte alle bici: tra i vari commenti il più comune è che le strade sono costruite per le auto e non per le bici. Difficile muoversi in mezzo al traffico senza una corsia preferenziale o una pista ciclabile.

3.      Piste ciclabili inadatte: anche nel caso in cui esista l’alternativa “più sicura”, spesso ci si ritrova in compagnia di autobus o tram che devono obbligatoriamente passarvi sopra.

4.      Un’elevata presenza di frequenti e reali pericoli: e di conseguenza, una grande paura degli incidenti.

5.      Ma anche un’esperienza diretta in tal senso: molti ciclisti dopo aver avuto un incidente, hanno abbandonato la bici. E anche nel caso non abbiano vissuto la triste esperienza di persona conoscono comunque qualche parente o amico che è stato investito o ha avuto conseguenze anche gravi in seguito ad un incidente in bici.

6.      La mancanza di comfort: se nonostante tutto si sceglie la bici per arrivare al lavoro, si pone subito il problema di dove lasciarla: non ci sono parcheggi nei pressi degli uffici né depositi dove lasciare casco ed equipaggiamenti vari. E nemmeno un bagno riservato (magari con doccia) dove potersi rinfrescare e cambiare, nel caso in cui si arrivi sudati e trafelati.

7.      Le pessime condizioni del manto stradale: rovinato, con dislivelli e pieno di buche. Non c’è niente di peggio quando si guida, che esaminare il terreno invece di guardare la strada.

8.      L’avanzare dell’età: pare che tra i motivi che inducano ad abbandonare la bicicletta ci sia anche l’avanzare dell’età. Per quanto vista e udito siano a posto, molti lettori confessano comunque di sentirsi meno reattivi e quindi in difficoltà a destreggiarsi nel traffico.

9.      La posizione geografica: l’utilizzo della bicicletta non è agevolato né incentivato nei vari Paesi Europei, se non in Germania e nei Paesi Bassi, dove il ciclista è davvero privilegiato, dispone di piste riservate, semafori dedicati, segnaletiche apposite.

10.  La pioggia: frequente e costante. Una ragione comprensibile, trattandosi della Gran Bretagna.

A questo si potrebbe aggiungere che percorrere le grandi distanze di una città come Londra, in mezzo allo smog e ai gas di scarico di migliaia di auto forse è una ragione in più per concedersi una rilassante passeggiata in bici nei week-end, magari in aree verdi e fuori città.



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