Imprese: fiducia sale a 90,9 punti, ai massimi dal 2011

Segnali positivi dalle imprese italiane: nel mese di  luglio 2014 l’indice composito del clima di fiducia sale a 90,9 rispetto agli 88,2 di giugno arrivando così ai livelli massimi dal 2011. È questo quello che emerge dai nuovi dati diffusi oggi dall’Istat relativi all’indagine sul Clima di fiducia delle imprese. Come spiega l’Istituto, l’indice complessivo è la sintesi di aumenti della fiducia delle imprese dei servizi di mercato, di costruzione, del commercio al dettaglio e della lieve diminuzione della fiducia delle imprese manifatturiere. Vediamo nello specifico come si sono comportati i diversi settori di produzione rispetto al mese di giugno 2014.fiducia imprese


Le imprese manifatturiere sono le uniche in diminuzione. Per questo settore, infatti, il clima di fiducia scende a 99,7 dal 99,9 del mese precedente. I dati ci mostrano anche delle differenze territoriali, la fiducia sale da 98,5 a 98,9 nel Nord-est e da 92,1 a 92,5 nel Centro, ma scende da 105,3 a 104,7 nel Nord-ovest e da 92,2 a 90,8 nel Mezzogiorno.

Guardando alla fiducia delle imprese di costruzione, sale a  83,2 da 81,6. Più in dettaglio, si è registrato un aumento del clima di fiducia nell’ingegneria civile (da 83,4 a 87,5) e nei lavori di costruzione specializzati (da 95,4 a 107,4), mentre si è verificata una diminuzione nella costruzione di edifici (da 64,6 a 64,0).

Sale anche la fiducia delle imprese dei servizi di mercato arrivando a 92,5 da 88,1. In particolare tra i settori aumenta nei trasporti e magazzinaggio (da 108,6 a 117,3) e nei servizi alle imprese (da 88,7 a 94,2) dove progrediscono tutte le componenti dell’indice. Scende, invece, nei servizi turistici (da 81,0 a 75,1) e in quelli di informazione e comunicazione (da 76,7 a 67,5) dove le stesse componenti si contraggono (tranne le attese sugli ordini nei servizi di informazione e comunicazione).  Nel secondo trimestre 2014, si riduce lievemente la quota di imprese che percepisce l’esistenza di ostacoli all’attività produttiva, passando dal 62% del precedente periodo al 61%. Tra i motivi dell’impedimento, aumenta il peso determinato dall’insufficienza della domanda (59% rispetto al 51% dello scorso trimestre), mentre sono in calo gli “altri motivi” e stabili al 27% i vincoli finanziari.

Anche nel commercio al dettaglio, infine, il clima di fiducia sale passando a luglio a 101,8 dai 101,4 di giugno. La fiducia si conferma sui valori dello scorso mese sia nella grande distribuzione (101,0), sia in quella tradizionale (102,7).




CATEGORIES
Share This

COMMENTS