Imprenditoria: ripartiamo dai giovani e dagli stranieri

Non c'è crescita senza innovazione e chi, meglio dei giovani, può assicurare un futuro al sistema produttivo del nostro Paese?

Le speranze sono legate all’intraprendenza dei nostri giovani e dei cittadini stranieri che in Italia hanno saputo reinventarsi. Se il sistema imprenditoriale nazionale riesce, infatti, ancora a reggere, il merito va riconosciuto – in buona quota – proprio a loro, che hanno avuto la meglio su difficoltà finanziarie e burocratiche di ogni sorta.


A sostegno di quanto detto, i dati forniti da Unioncamere e Infocamere che, tra il 2012 e il 2015, hanno certificato un aumento di 86 mila unità delle imprese avviate dagli immigrati in Italia. Per un totale di 540 mila attività che rappresentano l’8,9% di tutto il tessuto produttivo nazionale. Gli imprenditori stranieri hanno puntato su ben specifici comparti come quello delle Costruzioni, del Commercio (sia all’ingrosso che al dettaglio) e del Noleggio. Ma non hanno tralasciato neanche il settore legato all’organizzazione dei viaggi, alla ristorazione e quello che si occupa di fornire servizi alle imprese.

E veniamo al secondo segmento, quello degli under 35 che, secondo i dati riportati dalla Cna (Confederazione nazionale dell’artigianato e della piccola e media impresa), tra aprile e giugno del 2015, hanno avviato 32 mila imprese pari a un terzo del totale rilevato nell’intero trimestre. I nostri giovani avrebbero, insomma, scoperto la bellezza di investire su se stessi e rappresenterebbero oggi, con quasi 600 mila imprese all’attivo, una parte importante del tessuto produttivo italiano. Tanto che il contributo dato alla crescita imprenditoriale nazionale si sarebbe attestato al 54%. Di più: mentre il resto delle imprese (quelle guidate da chi ha già superato i 35 anni) è cresciuto, tra aprile e giugno, di un magro 0,6%, le attività capitanate dai giovani hanno, invece, “preso il largo” con un ben più rotondo 3,6%.

“L’imprenditoria italiana ha grande necessità di innovazione per tornare a crescere e portare in alto i valori che da sempre la contraddistinguono – hanno sottolineato dalla Cna – I nostri giovani hanno compreso che fare impresa è si faticoso, ma fornisce grandi soddisfazioni e può davvero assicurare un futuro, in un periodo così cupo per le nuove generazioni. Le grandi ambizioni, la mentalità più globalizzata e aperta alle nuove tecnologie, l’esser nativi digitali, sono caratteristiche essenziali all’avvio di un nuovo processo di crescita delle nostre imprese e di posizionamento dell’economia italiana. Per questo – hanno concluso – Cna scommette sulle nuove generazioni e sostiene gli imprenditori stranieri perché da loro passa il nostro futuro“. 




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