Ilva: domani sciopero generale lavoratori

Mentre verranno aperte le buste che contengono le proposte degli aspiranti acquirenti, i lavoratori di quasi tutti gli stabilimenti italiani incroceranno le braccia

La tormentata storia dell’Ilva s.p.a – il colosso siderurgico italiano “minato” nelle sue fondamenta dalla cattiva gestione della famiglia Riva – potrebbe giungere presto a un epilogo. Nella giornata di domani verranno, infatti, aperte le buste contenenti le manifestazioni di interesse palesate da vari gruppi imprenditoriali (gli ultimi a candidarsi sono stati i Marcegaglia) per la cessione, tramite affitto o acquisto, degli stabilimenti del gruppo. Un’operazione che, in tempi ragionevolmente stretti, dovrebbe consentire di porre fine al commissariamento straordinario affidato più di un anno fa a Enrico Laghi, Corrado Carruba e Piero Gnudi.


Non solo: nella giornata di domani si svolgerà anche lo sciopero generale che coinvolgerà i lavoratori di tutti gli stabilimenti italiani dell’Ilva. Fatta eccezione per quello di Cornigliano (Genova) dove la mobilitazione, iniziata qualche tempo fa, ha già fatto perdere troppi giorni di lavoro ai dipendenti. “Abbiamo aperto la strada con quattro giorni di mobilitazione e occupazione della fabbrica – hanno spiegato i sindacalisti – Ora lo sanno anche le pietre che siamo contro la vendita. Operai e rappresentanti guardano, infatti, con preoccupazione all’imminente cessione del gruppo siderurgico vaticinando ridimensionamenti occupazionali che potrebbero lasciarli a casa. 

Alla giornata di protesta di domani – a cui aderiranno i lavoratori degli stabilimenti di Taranto, Racconigi, Novi Ligure e Marghera – parteciperà anche il segretario nazionale della Fiom, Maurizio Landini“Occorre fare assumere al Governo decisioni coerenti con la dichiarazione della strategicità della produzione siderurgica in Italia di cui l’Ilva è parte fondamentale – ha dichiarato ieri il sindacalista – E puntare al mantenimento dell’integrità del gruppo e degli attuali livelli occupazionali“. Di più: “E’ necessaria e non più rinviabile – ha aggiunto Landini – l’attivazione, da parte del Governo, di un tavolo nazionale della siderurgia che, a partire da scelte di politiche industriali, sia in grado di affrontare e risolvere tutte le vertenze aperte nel settore”. 




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