Il ruolo della Comunicazione in un colloquio di lavoro vincente

La comunicazione è importante in tutti i rapporti interpersonali, da essa molto spesso possono dipendere un’opinione e un giudizio sulla nostra persona. Il primo impatto tra le persone può essere positivo o negativo, creare interesse o antipatia, sicurezza o incertezza, apertura o riluttanza.


Saper gestire al meglio le proprie parole, il proprio modo di comunicare verbalmente, il linguaggio del corpo, il proprio modo di vestirsi soprattutto nei primi minuti di un colloquio, può incidere notevolmente sull’esito.

Secondo alcune ricerche fin dai primi minuti di un colloquio i selezionatori hanno un’idea su chi sta loro di fronte e questa idea, giusta o sbagliata che sia, condizionerà il rapporto.

Durante un colloquio è necessario anche osservare attentamente il linguaggio del corpo degli altri, il loro modo di parlare e le parole che usano. Il ruolo della comunicazione, quindi riveste un aspetto fondamentale per produrre una buona impressione nel proprio interlocutore.

Come comportarsi durante un colloquio di lavoro per suscitare un’impressione positiva di sé?

Prima di tutto mostrarsi sorridente, guardare negli occhi il tuo selezionatore, riflettere prima di rispondere e scandire bene le parole mantenendo un tono di voce controllato e colloquiale, indice di tranquillità.

L’atteggiamento quando si parla non deve essere di chiusura, per esempio, evitare le braccia conserte o posizioni di estrema rilassatezza.

Dimostrarsi collaborativo ed esprimere interesse per il lavoro, chiedere informazioni sulle mansioni, sulle prospettive professionali, senza affrontare immediatamente l’aspetto economico.

Non guardare l’orologio in continuazione. Non essere frettolosi nel voler esporre tutto quello che intendete dire. Non nascondere le mani e non fumare. Ricordare di non alzarvi per primi quando il colloquio è finito. Evitare discorsi politici e di parlare male dell’ultimo datore di lavoro. Evitare di dire che vi fidate solo di voi stessi. Non nascondere di aver ricevuto altre proposte. Al termine dell’incontro, salutare cordialmente con una stretta di mano calorosa; ringraziare e chiedere quali saranno i passi successivi. Non mostrarsi impaziente di avere una risposta.

Quali aspetti della comunicazione bisogna considerare per un colloquio vincente?

Nel colloquio non contano solo le parole, un ruolo fondamentale è giocato dalla comunicazione non verbale, quindi da gesti, voce, sguardo, vestiti. Fondamentale è preparare prima un discorso, puntando sui nostri punti di forza senza trascurare le nostre debolezze.

Durante il colloquio è necessario trasmettere, anche attraverso il modo di vestire, delle sensazioni di affidabilità e serietà, quindi il look dovrebbe essere sobrio e lasciare da parte l’originalità e la fantasia.

È meglio che il volume di voce sia leggermente più alto di quello normale, perché rende più facile comprendere ciò che si dici. Bisogna quindi esercitarsi preparando, ripetendo la presentazione che faremo di noi stessi.

Spesso nell’affrontare un colloquio di lavoro concentriamo la nostra attenzione sulle cose da dire e su come dirle. Questi aspetti sono fondamentali per ottenere un buon risultato e dare una positiva impressione di se stessi. Per una buona comunicazione il linguaggio verbale deve essere efficiente ed efficace. Una comunicazione è efficiente quando il mittente del messaggio si fa accettare dal suo interlocutore, e da quest’ultimo è udito e capito. Perché la comunicazione sia anche efficace, è importante raggiungere altri due scopi: essere ricordati e suscitare un feedback a noi favorevole.

E’ importante sapere che in una comunicazione, il linguaggio verbale incide solo per il 10%.

E’ utile prepararsi un poco prima di un colloquio e non lasciare tutto all’improvvisazione. E’ meglio riflettere con anticipo su quali siano le esperienze lavorative da mettere in evidenza e le occupazioni più in linea con la posizione per la quale ci si candida. E’ utile avere ben chiari a mente i concetti che si vogliono esprimere.

Quando ci si prepara per un colloquio, c’è sempre un po’ di agitazione, i più bravi sono in grado di celare la loro emozione dietro una comunicazione verbale posata e calma.

Tuttavia non dobbiamo trascurare un altro fattore altrettanto importante: ”La comunicazione non verbale”. Molti selezionatori, infatti, nel dover esprimere un giudizio su un candidato tengono conto anche di questo elemento che può dire molto di noi e della nostra personalità. Ricordiamoci che si comunica con gli altri anche attraverso il proprio comportamento.

Perciò si deve tener conto delle seguenti regole: curare il proprio look; ricordare che l‟occhio è attirato dal colore dei vestiti e dal movimento del corpo e che l‟orecchio è attirato dal rumore della voce; i capelli devono essere puliti o altrimenti legati; l‟abbigliamento deve essere pulito, ordinato e semplice, quindi né troppo elegante né troppo sobrio né troppo sportivo.

In un ambiente lavorativo bisogna rispettare alcune regole: gli uomini non devono portare i capelli lunghi; le donne non devono essere provocanti. Più in particolare, consideriamo gli aspetti statici e quelli dinamici della comunicazione non verbale. i segnali fisiologici, come il colorito, la respirazione, i movimenti degli occhi, ecc.

Durante un colloquio, è importante saper controllare il linguaggio del nostro corpo. L’uso delle braccia deve essere ben controllato; ciò non significa non dare “tono” alle parole con dei movimenti ma attenzione a non esagerare. La postura è importante. Una persona capace di controllare la situazione, tende a stare eretta con la schiena; indicando sicurezza di se stessa.

Coloro che si occupano di risorse umane e gestione del personale sono capaci di leggere il linguaggio del corpo. Se, per esempio, alziamo le spalle, scuotiamo la testa, parliamo con voce bassa quasi annoiata, guardiamo l’orologio, comunicheremo disinteresse per ciò che stiamo facendo.

Anche quando non parliamo, abbiamo un corpo che “dice” continuamente quello che pensiamo o proviamo. Non c’è parte di noi che non comunichi qualcosa, addirittura la direzione dei piedi o la loro postura possono tradire dei messaggi.

Naturalmente, ci sono parti più o meno espressive; al riguardo, sicuramente la più espressiva è il volto: una miriade di muscoli possono animarsi per dare luogo ad un’espressione e segnalare le più sottili sfumature di un’emozione.

La nostra espressività corporea dipende anche dalla nostra personalità e dal nostro stato d’animo. C’è chi é di suo piuttosto freddo e analitico : i messaggi non verbali di questo tipo di persona sono piuttosto ridotti, proprio perché dispone di un alto autocontrollo. Sull’altro versante ci sono le persone emotive, che appaiono “libri aperti” e in tal caso è opportuno imparare a esercitarsi a un certo autocontrollo.

Facciamo attenzione anche a un altro aspetto: talvolta esprimiamo messaggi contraddittori nel senso che diciamo qualcosa a parole, e il contrario o altro con il corpo. Un modo per riconoscere queste incongruenze è la valutazione del rapporto temporale tra un gesto e la parola; ormai è provato che i gesti anticipano sempre quello che stiamo per dire; se accade il contrario, significa che il messaggio verbale è “non sentito”.

La posizione delle spalle, il modo di toccare, i gesti e altri segnali possono tradire quello che siamo e le nostre inclinazioni. Ad esempio, chi tende ad avere le spalle basse e curve è un tipo piuttosto chiuso e refrattario al contatto interpersonale. Chi tocca con naturalezza e spesso é in genere piuttosto estroverso, anticonformista, sicuro di sé.Chi, invece, é generalmente schivo nel contatto é di solito inibito e insicuro.

Gli individui eclettici e sognatori, hanno anch’essi un linguaggio del corpo caratteristico: appaiono sempre piuttosto scattanti; inoltre, di solito sono in movimento (fanno oscillare un piede) e gesticolano molto e in modo esuberante. Nell’eloquio hanno in genere un tono alto.

Infine, possiamo anche distinguere sempre dai segnali non verbali una persona sensibile e con i piedi per terra: questa assume spesso posture rilassate e comode; si muove in modo armonioso e coordinato; la voce è profonda e il modo di parlare é in genere lento e “soppesato”.

Durante un colloquio, la posizione migliore stando seduti è la postura eretta con le mani appoggiate sulle gambe. All’inizio potrà sembrare innaturale perché le nostre emozioni ci spingeranno a muoverci, ma mantenendo la posizione anche il nostro stato di agitazione si calmerà.

Oltre al linguaggio verbale e non verbale abbiamo anche il linguaggio paraverbale che indica la modalità con cui usiamo la voce.

La comunicazione paraverbale permette di dare risalto a un concetto rispetto che a un altro; ad esempio attraverso un’intonazione di voce differente. Il linguaggio paraverbale è per lo più dettato dall’inconscio.

Il tono e il volume della voce sono piuttosto rivelatori della nostra personalità: i timidi parlano spesso con voce sorda, strozzata e sottile. Le persone dominanti e intraprendenti hanno invece una voce più tonante del comune e parlano abbastanza accelerato. Sempre dal modo di parlare, si possono riconoscere gli individui pignoli, metodici e razionali: il loro timbro é medio e pressoché privo di variazioni.

Per mantenere l’attenzione dell’interlocutore durante il colloquio di lavoro è bene evitare: una voce monotona che risulti piatta; un volume di voce troppo costante; troppe pause, in tal caso cercare di utilizzarle per rafforzare i concetti chiave. Il linguaggio paraverbale deve essere controllato in modo che non sia troppo condizionato dall’emozione.

Infine, ciò che conta in colloquio di lavoro è essere convincenti facendo percepire con entusiasmo e sicurezza ciò che si desidera comunicare.

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