Il portiere del condominio? Potrebbe essere un robot

E se a sistemare la posta nelle nostre cassette arrivasse un simpatico robottino? I ricercatori della Co-Robotics di Pisa ci stanno lavorando

Quello del portiere – o portinaio – è un mestiere destinato a scomparire? Di certo, il numero di condomini che scelgono di rinunciare al servizio di custodia e sorveglianza del palazzo in cui abitano continua a crescere. Di pari passo con la necessità di risparmiare. Eppure la presenza del portiere in uno stabile può fare la differenza. Non solo perché garantisce la pulizia e il decoro degli ambienti comuni, ma anche perché s’impegna a controllarli. Il portiere fa, insomma, da vedetta e fornisce (solitamente) ogni tipo di informazione a chi gliene fa esplicita richiesta. Ecco perché i ricercatori della Co-Robotics, una spinoff della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, hanno deciso di concentrarsi su questa particolare figura professionale, progettando il primo prototipo di robot-portiere.


robot

L’idea è stata presentata al convegno sulle tecnologie al servizio dell’ambiente in cui si vive organizzato, nei giorni scorsi, dalla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. Nel corso del quale, ha fatto il suo debutto il robot-portiere, con tanto di cravattino giallo e vassoio per la consegna di posta, pacchi e spesa. E non era da solo. La Co-Robotics ha, infatti, in cantiere anche la realizzazione di un robot-domestico che, come il portinaio, avrà un busto modificabile in plastica, saprà parlare e risponderà ai comandi vocali. E farà anche di più: il robottino domestico, infatti, dovrebbe essere dotato di un braccio con tre dita (con le quali potrà afferrare e porgere oggetti) e di un maniglione che potrà aiutare a muoversi chi ha problemi di deambulazione. Per non parlare dei sensori, che gli permetteranno di capire se una persona è caduta, e dei giochi cognitivi che potrà sottoporre all’attenzione di chi gli starà accanto per intrattenerlo.

Tanto il robot-portinaio quanto quello domestico rientrano all’interno di un progetto, denominato “Robot Era”, che costerà 8,7 milioni di euro. E che i ricercatori della Co-Robotics sperano di portare a termine entro tempi relativamente stretti. “Ci siamo dati due anni come obiettivo per un modello che possa essere prodotto su scala industriale”, ha dichiarato il co-fondatore della spinoff, Filippo Cavallo. Secondo cui, il prezzo dei robottini da condominio oscillerà dai 5 mila euro (per i modelli più semplici) ai 20 mila euro (per quelli più sofisticati). I primi test sono già stati effettuati, con successo, in una casa di cura di Firenze, un ospedale di Ancona e una clinica svedese. I robot-domestici potrebbero, infatti, essere utilizzati anche nelle strutture sanitarie per portare le lenzuola, dispensare cibo ai pazienti, aiutarli a muoversi o affiancare gli infermieri nella somministrazione dei farmaci.

E il robot-portinaio? Riuscirà davvero a non far rimpiangere una persona in carne ed ossa, incaricata di consegnare la posta, sorvegliare e custodire lo stabile e, se richiesto, anche di occuparsi della sua manutenzione? Difficile a dirsi. Quella del portiere è una figura professionale inquadrata dal Contratto collettivo nazionale per i dipendenti da proprietari di fabbricati, che ne definisce gli aspetti economici, le mansioni e gli eventuali standard minimi dell’unità abitativa che gli viene assegnata. Molto spesso, infatti, il portiere usufruisce (oltre che della  cosiddetta “guardiola”) anche di un’abitazione, sita all’interno del palazzo in cui lavora, le cui spese vengono sostenute dai condomini. Che, sempre più spesso, anche per questo, scelgono di orientarsi verso una “spending review” del pianerottolo. Con il beneplacito dell’amministratore.




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