Il mondo del lavoro visto da un navigante che ha girato il mondo

email pervenuta a La Posta di Bianco Lavoro


Attualmente sbarco il lunario con un lavoro di conduttore di caldaie ed il mondo del lavoro mi ha sempre affascinato.

La mia iscrizione a biancolavoro.it non serve a me quindi, ma è prettamente correlata alla necessita’ di alcuni amici che necessitano trovare lavoro o perchè licenziati, o perchè interessati ad iniziare una nuova attività. Tutta gente che purtroppo non sa usare il computer, ed io faccio da tramite.

A me dispiace vedere tanta gente a spasso: padri di famiglia, gente che sicura del proprio lavoro ha comprato casa col mutuo e che adesso non possono onorare, giovani senza futuro per strada e che più delle volte preferisce delinquere, diplomati ed universitari a spasso o costretti ad accettare un lavoro fuori della loro capacita’ intellettiva,donne e magari madri che preferiscono prostituirsi purtroppo di vedere i loro figli morire di fame.

Mi rattristo nel sentire e vedere tutto questo.

Per 40 anni ho fatto il navigante, sono stato direttore di macchine sulle navi, petroliere e mercantili, e per tal ragione ho girato il mondo per un sacco di volte. Ho conosciuto nazioni e gente di tutte le specie e razze,sono stato attento al loro modo di lavorare e di vivere e sopravvivere di questa gente. La conclusione? 3/4 di mondo vive nella miseria più assoluta, diciamo sopravvive al loro stato di povertà. Desidero fare una carrellata generale del lavoro e del modo di lavorare della gente nel mondo.

Inizio dal Nord America che conosco alquanto bene: 400 milioni di persone di cui oltre la metà vive in ristrettezza ed un quarto di essi per strada.

È inutile nascondere che l’America di 15 anni fa’ non esiste più. Sono stato a Boston per tante volte ed ogni anno che passava la loro situazione finanziaria decadeva. Non più gente ben vestita e spendacciona, ma gente povera che comprava lo stretto necessario per vivere.

La crisi li ha colpiti in pieno, la disoccupazione giovanile è più che triplicata, l’America del nord è allo sbando, sta affondando inesorabilmente.

Il loro lavoro inizia alle 10 di mattino, fanno un break per mangiare e poi fino alle 17. Il sabato e la domenica sono free. Chi ha famiglia resta in casa, chi invece è libero da impegni sentimentali, la sera sputtana tutto lo stipendio settimanale in nightclub ,o pub per divertirsi ed ubriacarsi. Diverso e’ il concetto in Canada dove tutti lavorano e stanno veramente bene, anzi richiedono sempre manodopera e chi vuole andare a lavorare da loro sono ben accettati. Anche qui gli orari di lavoro sono identici a quelli americani.

Brasile: escludendo le zone forestali, interne, l’ho vista come una nazione molto all’avanguardia. Nelle grandi città come Santos, il lavoro e’ arrivato alla frenesia. Lavoro per tutti e sviluppo economico assicurato. La bella Argentina, il Cile ed il Perù sono purtroppo rimasti gli stessi. Il loro territorio e’ ricco ma sono purtroppo lontani.

Giappone: non ho mai visto al mondo gente cordiale e gentile come loro. I negozianti , nell’ora di pranzo, lasciano la loro mercanzia fuori, incustodita senza che nessuno rubi o tocchi niente . Tutti lavorano con umiltà e diligenza. Mai ho visto in loro sofferenza, nè li ho visti lamentarsi della loro posizione sociale. Una cosa voglio consigliare : se vi capita di andare in un qualsiasi ospedale, in Giappone, non andate via senza ossequiare il medico che vi ha visitato.

Corea e Taiwan: altri due popoli attivi al massimo. Il loro lavoro inizia la mattina presto, verso le 5,30 con il suono dell’inno nazionale. Mezz’ora di ginnastica e poi tutti al lavoro. Qui difficilmente trovi gente per strada la mattina, il che significa che sono tutti al lavoro. Lavorano sodo e non badono agli orari.

Cina:ad eccetto la parte interna, tutta la parte costiera ha subito uno sviluppo che ha dell’inverosimile. Porti e cantieri navali dappertutto, bacini di carenaggio a ufo, sempre pieni di navi. Se vuoi fare lavori di manutenzione e carenaggio ad una nave, devi prenotarti un paio di mesi prima e poi li la manutenzione e riparazione di una grossa nave costa veramente poco. Il loro modo di lavorare è frenetico, chi più chi meno riesce sempre a portare a casa un tozzo di pane. Tutto cambia nell’entroterra dove la povertà è ancora ben presente.

India: qui il discorso è molto diverso ed anche se si dichiarano una potenza mondiale per via dell’atomica, per me resta sempre misteriosa e problematica. Si dice che il loro sviluppo economico sia ben visibile, papabile, ma io dico che quando vedi in una città grande come Calcutta certe cose, ci credo poco al loro sviluppo. Cosa ho visto? gente buttata nella spazzatura perché vecchia, perché senza identità. Mi vuoi chiamare potenza mondiale una nazione dove 3/4 di gente muore di fame e malata o che prostituiscono bambine pur di mangiare?

Avrei tante cose da raccontare ancora ma non voglio più annoiare con le mie osservazioni, ma se volete posso ancora andare avanti con altri dettagli.

Un saluto.

Alfio L.


Commento della redazione di Bianco Lavoro

Caro Alfio,

grazie per la sua email ci ha fatto moltissimo piacere. È la dimostrazione di come spesso l’esperienza e la vita di tutti i giorni di una persona che ha sempre lavorato valga molto di più di tanti dibattiti politici ed affermazioni/analisi di docenti universitari e consulenti super-esperti che monopolizzano i media.

Le fa molto onore il fatto di lavorare e contemporaneamente aiutare amici e conoscenti nella ricerca di lavoro, probabilmente spesso riesce a fare meglio lei di molti interventi “finanziati” dalle istituzioni con centinaia di migliaia di euro di fondi pubblici.

Siamo del parere che chi ha il potere politico o comunque sia nella “stanza dei bottoni” abbia l’obbligo ed il dovere di “ascoltare” e dare spazio a persone che come lei hanno viaggiato per lavoro, lavorato per una vita, visto decine di realtà differenti e tutti i giorni vede da vicino le “reali” esigenze di chi cerca un’occupazione per vivere una vita dignitosa ed in linea con i principi costituzionali.

Nel nostro piccolo, noi di Bianco Lavoro tentiamo ogni giorno di dare spazio a tutti coloro che hanno qualcosa da dire e ci confrontiamo con le esigenze dell’Italia che lavora (o che vorrebbe lavorare…), sperando di dare il nostro contributo con l’aiuto di tutti. Per questo pubblichiamo più che volentieri la sua lettera e la ringraziamo per avercela scritta



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