Il lavoro ti spaventa? Procedi un passo alla volta

Quando le sfide lavorative si fanno gravose, occorre ordinare le idee e procedere con metodo. Scopriamo insieme come si fa

Secondo un antico proverbio, “Roma non è stata costruita in un giorno”. Cosa vuol dire? Che quando ci viene chiesto di realizzare grandi imprese o di portare a termine progetti dispendiosi, è inutile affrettarsi per dimostrare a noi stessi e agli altri quanto valiamo perché il carico di lavoro che dobbiamo sostenere potrebbe mandarci completamente in tilt, vanificando ogni sforzo. Quello che occorre fare, in situazioni faticose e impegnative, è piuttosto pazientare e pianificare con oculatezza ogni mossa, facendo appello a quella organizzazione mentale e a quella meticolosità che ci permetteranno di portare a compimento ciò che prima ci appariva ingestibile. Gli americani la chiamano microproduttività, intendendo la capacità di procedere un passo alla volta; scopriamo perché può fare la differenza quando parliamo di lavoro.


L’importanza di procedere step by step

La possibilità che il capo ci chieda di realizzare un progetto importante esiste eccome, specie se la nostra carriera ha preso il largo e siamo alla ricerca di riconoscimenti che possono giustificare un anelato avanzamento. Occuparsi sempre delle stesse mansioni può essere confortante, ma senza un briciolo di ambizione, la routine si trasformerà presto in noia rendendoci dipendenti sciatti e demotivati. Ma come possiamo sperare di sopravvivere all’assegnazione di un incarico particolarmente gravoso? Decidendo di procedere un passo alla volta e di suddividere la mole di lavoro che ci spaventa (perché troppo oneroso) in parti più piccole, gestibili e praticabili. Quello che appare al di fuori della nostra portata deve essere analizzato con attenzione; se possiamo contare sulla collaborazione di una squadra capace e su una buona dose di intraprendenza e professionalità, a bloccarci è solo la paura di fallire. Cerchiamo di vincerla e sforziamoci di capire da dove è meglio cominciare, puntando sulla determinazione e sulla consapevolezza dei nostri limiti che ci farà procedere con misura e cautela.

Definiamo gli obiettivi da raggiungere

Ed entriamo nel vivo della questione: una volta superata la paura che può coglierci alle spalle quando qualcuno ci affida un incarico dispendioso, come possiamo sperare di andare a segno? A darci una mano può essere la “Goal-Setting Theory” elaborata, alla fine degli anni ’60, dallo psicologo americano Edwin Locke e approfondita, qualche anno più tardi, da Gary Latham. Secondo i due studiosi, per portare a termine un progetto di qualsiasi tipo, occorre partire dalla definizione degli obiettivi che devono essere specifici, sfidanti, orientati al risultato e partecipati. Soffermiamoci sui punti più importanti:

  • gli obiettivi devono essere specifici (e non generici) perché conducono a prestazioni più elevate. Quando gli obiettivi sono ben definiti e chiari, tutto scorre più fluidamente perché sappiamo esattamente cosa dobbiamo fare per ottenere il risultato che ci viene richiesto e scegliamo, di norma, di sgomberare il campo da tutto ciò che è inutile e irrilevante. Ordiniamo le idee e prendiamo nota dei micro-obiettivi che dobbiamo centrare entro i tempi stabiliti (nella teoria del “Goal-Setting”, anche la definizione dei tempi e delle scadenze da rispettare gioca un ruolo fondamentale) e la nostra micro-produttività sortirà i suoi risultati;
  • gli obiettivi devono essere sfidanti cioè ragionevolmente difficili perché così ci impegneremo al massimo, impiegando tutte le nostre competenze e le nostre capacità. Attenzione però a non alzare troppo l’asticella: un obiettivo irrealizzabile genererà un senso di frustrazione che finirà per mandare all’aria il progetto.

Diamo importanza ai feedback

Procedere un passo alla volta è la cosa migliore da fare, quando ci viene affidata la realizzazione di un progetto ambizioso e faticoso nel quale dobbiamo dare il meglio di noi ed imparare (laddove possibile o conveniente) a delegare agli altri. Ricordiamoci, inoltre, di tenere in grande considerazione l’opinione di chi ci sta accanto: i loro feedback ci aiuteranno a comprendere se stiamo procedendo bene o se è necessario apportare qualche aggiustamento. Non irritiamoci al cospetto delle eventuali stroncature perché, per quanto severe e seccanti, possono evitare che il nostro lavoro venga vanificato. Impariamo a coltivare l’umiltà – che serve a contenere l’ego che, nel contesto lavorativo, può crescere a dismisura – e concediamo credito ai giudizi di chi, vigilando sul nostro operato, vuole solo riportarci sui giusti binari.

Di fronte alle grandi sfide lavorative, impariamo a fare un passo alla volta (per fare meglio e fare prima) ed evitiamo di entrare nel pallone. Non facciamoci sopraffare dagli eventi e sforziamoci di avvicinarci gradatamente alla meta finale. Collezionare tanti piccoli successi temporanei ci aiuterà ad ingranare la marcia giusta e a mettere benzina nel motore dell’autostima che ci permetterà di realizzare ciò che in principio ci sembrava inaffrontabile.

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