Il lavoro si trova in Rete

Il Web come ufficio di collocamento 2.0: giovani e piccole e medie imprese ripartono da Internet

E chi lo ha detto che per trovare lavoro, occorre necessariamente mettersi in coda dietro la porta del selezionatore del personale di turno? La Fondazione studi dei Consulenti del Lavoro ha recentemente dimostrato che a giocare un ruolo sempre più importante, nell’offerta di un impiego, è la Rete. Che può offrire interessanti opportunità sopratutto ai più giovani.


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image by Rawpixel

Stando all’indagine, infatti, nel 2014, il 10% di under 30 in più avrebbe trovato lavoro grazie a Internet. E con il semplice inserimento del proprio curriculum vitae aggiornato (magari accompagnato da un’efficace lettera di presentazione) sarebbe riuscito a centrare l’obiettivo più faticoso: quello di “sfilarsi” dalla schiera degli inoccupati. Ma non si creda che Internet rappresenti la “panacea” per ogni male. La selezione può risultare spietata anche in Rete dove – come hanno puntualizzato i consulenti del lavoro – ad avere maggiori chance sono i laureati, il cui tasso di disoccupazione, pari al 7,8%, risulta quasi del 9% in meno rispetto a quello dei diplomati.

E c’è di più: insieme all’export e al digitale, la Rete è una delle “leve” su cui i piccoli imprenditori italiani cercano di fare perno per risalire la china e lasciarsi la crisi alle spalle. Tanto che, nel 2014, più del 65% delle piccole e medie imprese guidate da giovani under 35 è riuscito a portare a buon termine almeno un affare grazie al Web. Spingendo molto sulla promozione e/o la vendita online dei propri prodotti o servizi. “I dati testimoniano l’esistenza del cosiddetto sistema Red (Rete, Export, Digitale) – hanno spiegato dalla Fondazione studi dei Consulenti del Lavoro – che ha condizionato, soprattutto durante il triennio 2013-2015, le scelte operate dalle microimprese e dalle pmi e permesso di comprendere quali saranno le leve future delle aziende”. 




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