Il lavoro è bianco…. il lavoro è nero

Il lavoro è bianco quando vai a cercarlo e sai che saranno valutate le tue competenze, capacità, voglia di fare e potenzialità.

Il lavoro è nero quando vai a cercarlo e sei in coda perché non fai parte di uno scambio clientelare o di un circuito di favore politico.

Il lavoro è bianco quando i sindacalisti fanno riunioni, incontri e trattative nelle officine, tra gli operai, nelle manifestazioni, tra i precari, con gli impiegati da 1.000 euro al mese e le mamme lavoratrici.

Il lavoro è nero quando i sindacalisti fanno riunioni, incontri e trattative solo nei salotti politici e negli uffici dirigenziali dei capitani d’industria.

Il lavoro è bianco quando puntualmente vieni retribuito.

Il lavoro è nero quando puntualmente devi implorare di avere ciò che ti spetta di diritto e poi ringraziare con mezzo sorriso ed inchino.

Il lavoro è bianco quando se hai fatto sacrifici per studiare, laurearti o specializzarti hai le porte aperte per essere una figura importante per  lo sviluppo e l’economia del tuo Paese.

Il lavoro è nero quando se hai fatto sacrifici per studiare, laurearti o specializzarti hai le porte aperte in un call center ma a patto di non pretendere un contratto troppo stabile ed accontentarti di un part-time.

Il lavoro è bianco quando se sei un giovane e promettente ricercatore il tuo Paese fa di tutto per creare le condizioni per poter fruire della tua scienza e delle tue competenze nelle università e nei centri di ricerca.

Il lavoro è nero quando se sei un giovane e promettente ricercatore il tuo Paese ti chiama bamboccione e nelle università per te non ci sono posti poiché nel gioco dello scambio clientelare i baroni li hanno già assegnati tutti.

Il lavoro è bianco quando se inizia un fenomeno come quello della fuga di cervelli, il governo si sente mortificato e sconfitto e non si occupa di altro che arginarlo e riportare in patria le proprie menti.

Il lavoro è nero quando il fenomeno della fuga dei cervelli è considerato dal governo un capriccio dei giovani che vogliono andare a fare un’esperienza all’estero e ci vadano pure qui non ne abbiamo bisogno, tanto dall’estero in cambio dei nostri cervelli ci arrivano miriadi di vallette, letterine, pseudo show-girl ed aspiranti partecipanti dei reality show.

Il lavoro è bianco quando una poltrona politica non è un “posto di lavoro” ma un incarico in cui puoi mettere a disposizione dei tuoi concittadini il tuo impegno e le tue competenze.

Il lavoro è nero quando una poltrona politica è una “occupazione ben retribuita” e farai di tutto per restarci seduto, anche a costo di venir meno a quell’impegno che un tempo significava qualcosa.

Il lavoro è bianco quando se sei giovane e bella puoi tranquillamente lavorare come impiegata amministrativa, segretaria commerciale o cassiera.

Il lavoro è nero quando se sei giovane e bella i media ti insegnano che non hai bisogno di lavorare come impiegata amministrativa, segretaria commerciale o cassiera.

Il lavoro è bianco quando se sai cantare, ballare, suonare uno strumento o recitare a livello professionale, il tuo è considerato un lavoro di cultura ed apprezzato in quanto tale.

Il lavoro è nero quando fare la velina, la letterina o il partecipante del Grande Fratello è considerato un lavoro.

Il lavoro è bianco quando paghi le tasse con orgoglio sapendo che stai contribuendo allo sviluppo del tuo Paese.

Il lavoro è nero quando paghi le tasse con il terrore che i tuoi soldi vengano sprecati in opere inutili o che non saranno mai utilizzate, in stipendi a parlamentari che vi acquisteranno cocaina, in mazzette e tangenti tra spregiudicati imprenditori ed organi dello Stato.

Il lavoro è bianco quando se hai la gonna corta ed il capo ti molesta la colpa è del capo che ti molesta.

Il lavoro è nero quando se hai la gonna corta ed il capo ti molesta, la colpa è tua che hai la gonna corta.

Il lavoro è bianco quando paghi le tasse con la consapevolezza di avere poi una sanità gratuita ed efficiente.

Il lavoro è nero quando paghi le tasse per poi scoprire che se vuoi essere curato come in un Paese civile sei costretto a pagare ancora.

Il lavoro è bianco quando se decidi di lavorare in proprio trovi le istituzioni pubbliche pronte a supportarti, riconoscendoti il valore che stai dando allo sviluppo ed all’economia del Paese.

Il lavoro è nero quando se decidi di lavorare in proprio trovi le istituzioni pubbliche pronte a scoraggiarti con burocrazia, adempimenti, lunghe code e minacce di sanzioni.

Il lavoro è bianco quando il selezionatore cerca personale valido, preparato ed idoneo per la mansione.

Il lavoro è nero quando il selezionatore cerca personale preferibilmente maschile (se femminile comunque non a “rischio pancia”), categoricamente italiano da almeno due generazioni e massimo 35 anni.

Il lavoro è bianco quando candidati e lavoratori sono classificati per competenze, professionalità, attitudini e formazione.

Il lavoro è nero quando candidati e lavoratori sono classificati per sesso, età, origini e nazionalità.

Il lavoro è bianco quando i selezionatori esterni riescono ad insegnare ai loro clienti che le discriminazioni per sesso, nazionalità ed età sono, oltre che vietate dalla legge, anche inutili e controproducenti.

Il lavoro è nero quando i selezionatori esterni cercano un maschio italiano razza bianca massimo 35 anni, poiché il cliente lo vuole così e noi che possiamo farci?!?!

Il lavoro è bianco quando  formazione significa un elemento imprescindibile e continuativo in ogni carriera professionale.

Il lavoro è nero quando  formazione significa che ci sono dei fondi a disposizione e bisogna organizzare velocemente dei corsi qualsiasi prima che spariscano.

Il lavoro è bianco quando sei mamma ed orgogliosa di esserlo.

Il lavoro è nero quando sei mamma ma i tuoi bimbi è meglio nasconderli, no non è un problema per il lavoro, l’asilo non posso permettermelo ma magari possono stare dalla nonna.

Il lavoro è bianco quando hai preso un master prestigioso, lo inserisci con orgoglio nel CV e le aziende lo apprezzano.

Il lavoro è nero quando hai preso un master prestigioso, ma è meglio nasconderlo per ora e non metterlo nel CV.

Il lavoro è bianco quando lo stage è un breve periodo di formazione che precede un inserimento in azienda.

Il lavoro è nero quando lo stage è una fantastica forma di contratto lavoro a costo zero con dipendenti a rotazione ogni 3/6 mesi.

Il lavoro è bianco quando cercasi segretaria di direzione con competenze informatiche, lingua inglese e doti di problem solving.

il lavoro è nero quando cercasi segretaria di direzione allegare due foto una mezzo busto ed una figura intera.

Il lavoro è bianco quando se sei un immigrato extracomunitario e lavori onestamente contribuendo allo sviluppo del Paese, la questura si affretta a rinnovarti il permesso di soggiorno prima che tu cambi idea ed emigri altrove spendendo lì le tue professionalità e voglia di fare.

Il lavoro è nero quando se sei un immigrato extracomunitario e lavori onestamente contribuendo allo sviluppo del Paese, la questura ti guarda dall’alto in basso quando ti presenti a rinnovare il permesso di soggiorno, ti parla come se fossi un bambino stupido e ti dice di tornare tra qualche mese, si vedrà, ma intanto dacci i soldi per le marche da bollo.

Il lavoro è bianco quando grazie al patrimonio culturale del Paese si creano posti di lavoro e si fa girare l’economia con l’orgoglio di essere in assoluto la realtà europea con più voce in capitolo in questo settore.

Il lavoro è nero quando ora non c’è tempo per queste cose, con la cultura poi non si mangia di certo, provate voi a farvi un panino con la Divina Commedia.

Il lavoro è bianco quando la sicurezza è un elemento chiave per lavorare meglio, produrre con maggiore serenità ed ottenere tutti i vantaggi di una azienda sicura.

Il lavoro è nero quando la sicurezza è un costo ed una seccatura.

Il lavoro è bianco quando una ragazza guadagna di più lavorando e non partecipando a la Pupa e il Secchione.

Il lavoro è nero quando un ragazzo guadagna di più partecipando a la Pupa e il Secchione e non lavorando.

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  • Nicola Gandolfi 4 anni

    benissimo, ma le discriminazioni per i disabili sono regola, un noioso obbligo che la legge impone e non una risorsa da sfruttare per colpa di una legge che tutela solo le aziende e i sild…