Il lavoro dell’osteopata: come diventarlo, cosa fa e quanto guadagna

Tutte le informazioni per diventare osteopata, dal percorso di studi alle strutture in cui poter lavorare, come fare carriera e quanto potresti guadagnare.

Probabilmente stai pensando di prendere in considerazione la possibilità di diventare osteopata e vuoi conoscere bene cosa cura l’osteopatia e qual è l’iter da seguire per potere lavorare in questo settore. In questo contenuto ti daremo tutte le informazioni per aiutarti a capire se la scelta di diventare un professionista nel campo dell’osteopatia è quella giusta per te. Continuando con la lettura troverai informazioni per capire di cosa si occupa realmente l’osteopata, sul percorso di studi o di specializzazione da seguire, sulle strutture in cui potrai lavorare e su come fare carriera, su quanto potresti guadagnare.


Nell’ultimo decennio la figura dell’osteopata si è fatta sempre più conoscere ed è sempre più richiesta, tanto da essere stata riconosciuta dal punto di vista professionale dall’Organizzazione Nazionale della Sanità (OMS) e individuata dal Governo italiano (Legge 3/2018 o Legge Lorenzin).

Cosa fa l’osteopata e quali disturbi può curare

Un terapista osteopatico utilizza un approccio di tipo olistico con i suoi pazienti. L’olismo, dal greco “olos” (“tutto”) è un paradigma filosofico secondo cui non tutto può essere semplificato nella somma delle parti che compongono un sistema, in quanto il sistema stesso è più della somma delle parti. L’olismo inizia a presentarsi in campo medico negli anni Settanta per dare una risposta ad alcune malattie psicosomatiche poiché, alla base, vi è la concezione dell’uomo visto come insieme di mente, corpo e spirito.

diventare osteopata

Nel campo dell’osteopatia, l’approccio olistico dà modo al terapeuta di lavorare sul corpo umano cercando di ristabilire il suo equilibrio ottimale. Per fare ciò, utilizza tecniche manipolative e massaggi che lavorano sugli arti, sulle viscere e sulle fasce, stimolando l’autoregolazione e l’autoguarigione.

Se scegli di diventare un terapeuta osteopatico potrai curare numerosi disturbi. Quello per cui la maggior parte delle persone si rivolge a un esperto in osteopatia è il mal di schiena o la lombalgia perché sono tra i malesseri più diffusi e quelli che hanno un maggiore impatto negativo sullo svolgimento delle azioni quotidiane. Si stima che in Italia 15 milioni di persone soffrano di questi disturbi e che le cause vadano da problemi di natura posturale a dismorfismi della colonna, dalla scoliosi all’iperlordosi, dall’ernia del disco alle protusioni fino a cause viscerali. Da questi numeri, capirai bene che la scelta che stai pensando di fare potrebbe essere quella giusta vista la sempre più alta richiesta della figura che andrai a ricoprire.

Potresti anche occuparti di curare un mal di pancia, donando nuovamente mobilità alle strutture viscerali, o disturbi all’articolazione temporo-mandibolare come il bruxismo, intervenendo sulle suture craniche. Oppure, ancora, disturbi mestruali come le dismenorree.

Come vedi, un esperto in osteopatia non tratta solo ossa e muscoli ma – anche intervenendo spesso su questi – numerosi altri problemi causati molte volte dallo stesso loro cattivo funzionamento.

Continuando con la lettura di questo contenuto, più avanti ti parlerò della possibilità di specializzarti in una sola di queste tipologie di intervento, permettendoti di qualificarti e diversificarti.

Come si svolge una visita dall’osteopata

Il primo incontro con un esperto in osteopatia è molto importante perché, attraverso una approfondita visita osteopatica, il terapeuta riesce ad avere una visione chiara del disturbo e dei sintomi ad esso connessi. Durante la visita viene effettuato un esame posturale e una palpitazione osteopatica col fine di valutare l’apparato locomotore, insistendo maggiormente sulla colonna vertebrale, sul craniosacrale e sul bacino.

osteopata

L’anamnesi gli permetterà di individuare l’origine del disturbo e le cause dei sintomi associati che si manifestano con problemi alla mobilità e all’elasticità degli organi. Una volta che il quadro completo sarà chiaro, il terapeuta sarà in grado di proporre trattamenti, intervenendo con tecniche manipolative osteopatiche che riusciranno a ripristinare la mobilità, riducendo il dolore e sciogliendo le tensioni muscolari. Queste tecniche, oltre ad agire sul sistema muscolo-scheletrico, intervengono anche su quello nervoso, craniosacrale e viscerale. Tale approccio è in grado di ristabilire l’omeostasi, ovvero l’equilibrio generale del corpo, e di accelerare la guarigione.

Cosa differenzia un osteopata da un fisioterapista

Ciò che differenzia un terapista osteopatico da un fisioterapista è che il primo utilizza solo tecniche manuali e interviene con un approccio globale per curare il corpo. Il fisioterapista, invece, si concentra sulla sintomatologia locale e per i trattamenti si serve anche di macchinari. Di grande importanza, per un esperto in osteopatia, è poi il dialogo con il paziente al quale, alla fine di ogni seduta, dà delle indicazioni precise per seguire uno stile di vita e un’alimentazione sana che devono essere seguite fuori dal suo studio.

Requisiti per diventare osteopata

Nonostante il riconoscimento dell’OMS, il Governo italiano ha ancora solamente individuato tale figura e attivato il percorso che attende la pubblicazione dei decreti attuativi. Per legge, infatti, solo dopo la pubblicazione del decreto la professione sanitaria dell’osteopata potrà essere riconosciuta. Il riconoscimento comporterà la successiva attivazione di un percorso di studi universitari e la creazione di un albo per l’esercizio della professione.

Per lavorare nel campo dell’osteopatia, quindi, bisogna frequentare delle scuole private post-diploma o un master post-lauream riservato a chi ha già una laurea in Medicina o nel settore sanitario, anche solo triennale. Se stai frequentando o vuoi frequentare uno di questi corsi e vuoi che il tuo titolo sia equipollente a quello rilasciato dalla futura Facoltà di Osteopatia, c’è bisogno che il tuo piano di studi soddisfi tutti i requisiti richiesti. Diversamente, dovrai frequentare un percorso integrativo formativo per recuperare il debito riferito dall’ordinamento didattico e i crediti formativi, che stabilirà il MIUR.

In attesa di una regolamentazione da parte del Governo italiano e con il fine di accelerarne il processo e di promuovere lo sviluppo dell’osteopatia, si è costituito il Consiglio Superiore di Osteopatia (CSdO), un’istituzione formata da diverse Associazioni di professionisti osteopati quali:

  • ROI (Registro degli Osteopati d’Italia)
  • AMOI (Associazione Medici Osteopati Italiani)
  • UOI (Unione Osteopati d’Italia)
  • FeSIOs (Federazione Sindacale Italiana Osteopati)
  • AIMM (Accademia Italiana di Medicina Manuale)

La situazione è diversa negli Stati Uniti, dove l’osteopatia è nata. Qui, già dal 1991 fa parte della sanità pubblica. Per quanto riguarda l’Europa, le differenze variano da Paese a Paese.

Non essendo ancora prevista una formazione universitaria, in Italia per diventare terapeuta osteopatico devi frequentare un corso di studio organizzato da un istituto privato. Hai diverse possibilità:

  • se hai appena conseguito il diploma di maturità, puoi frequentare un corso a tempo pieno dei Osteopatia della durata di 5 anni.
  • se hai già conseguito la laurea in Fisioterapia, puoi frequentare un corso a tempo pieno di Osteopatia per Fisioterapisti, della durata sempre di 5 anni.
  • se invece sei laureato in Medicina e Chirurgia o in Odontoiatria puoi frequentare un corso in Osteopatia a tempo parziale, della durata di 6 anni.

Alla fine del percorso, il titolo di abilitazione sarà rilasciato solo a chi è già laureato e quindi possiede altri tipi di abilitazioni in campo medico. Tutti gli altri, dovranno attendere il riconoscimento dello status giuridico per accedere all’abilitazione, ma nel frattempo potranno comunque lavorare presso studi privati o avviando una propria attività in quanto sono in possesso della formazione e del titolo attualmente necessario per poterlo fare.

In Italia, il ROI (Registro degli Osteopati d’Italia) è un’associazione che “diffonde, conserva, protegge e valorizza le conoscenze dell’osteopatia”, come da Statuto. È il ROI ad occuparsi della formazione e dell’aggiornamento degli iscritti, i quali hanno l’obbligo di partecipazione ai corsi per garantire la migliore esperienza di assistenza ai pazienti grazie alla formazione e all’informazione, anche sulle nuove ricerche in campo.

Le scuole che, in Italia, possono fare formazione a tempo pieno e a tempo parziale devono aderire ai criteri del ROI e sono numerose e sparse in diverse città: Pescara, Padova, Verona, Bologna, Firenze, Torino, Roma, Milano ecc.

Dove può lavorare un osteopata

Puoi scegliere di esercitare la professione in autonomia e quindi aprire un tuo studio personale oppure puoi affiancare altri professionisti sanitari (pediatri, ginecologi, oncologi, neurologi, gastroenterologi, neurologi ecc.) o lavorando in diverse strutture sanitarie (ospedali, centri di riabilitazione, ambulatori ecc.).

osteopatia

Uno dei settori in cui la figura del professionista in osteopatia è molto richiesta, è quello sportivo. Trattando soprattutto disturbi a livello muscolo-scheletrico, i suoi trattamenti riescono a risolvere i problemi legati alla pratica sportiva nonché ad ottimizzare la prestazione degli atleti. Se ci fai caso, le società sportive ormai si appoggiano quasi tutte a un esperto in osteopatia che lavora nel team fitoterapico. Questo deve farti riflettere sulle possibilità che potresti avere, specializzandoti proprio in questo settore. È risaputo che la continua attività sportiva causa numerosi problemi e aumenta la possibilità di infortuni. L’esperto in osteopatia, insieme al team sportivo, lavora per riportare equilibrio alla struttura muscolo-scheletrica degli atleti che sono più soggetti a lesioni e a problemi di tipo infiammatorio. Il suo compito è quello di controllare gli esercizi e intervenire in caso di incorrettezze, dando indicazioni sulla postura, apportando correzioni o intervenendo con trattamenti se lo ritiene necessario.

La carriera dell’osteopata

Durante il corso di formazione o il master post-lauream, il futuro professionista osteopatico dovrà obbligatoriamente frequentare dei tirocini che gli serviranno a fare pratica e a conoscere gli ambienti in cui lavorerà. Già da qui, quindi, potrai iniziare a coltivare conoscenze ma anche a stringere contatti per future collaborazioni. Al termine degli studi potrai infatti collaborare con professionisti sanitari quali pediatri, ortopedici, cardiologi, otorinolaringoiatri, logopedisti, oppure partecipare a bandi e concorsi per l’ammissione in progetti o per l’ammissione in strutture pubbliche.
Oltre a ciò, potresti anche pensare di lavorare autonomamente, magari scegliendo tu di avere a fianco altre figure sanitarie proprio nel tuo stesso studio.

Tipologie di osteopata

La carriera dell’osteopata può essere diversa anche in base al suo tipo di specializzazione. Un esperto in osteopatia può orientarsi al trattamento di una singola categoria di pazienti, trattando disturbi e sintomi connessi, diversificandosi e identificandosi come specialista in:

Osteopatia pediatrica

Si concentra sui traumi che il neonato subisce durante il parto (sia naturale che cesareo) e risolve numerosi problemi come coliche, rigurgito, reflusso, enuresi, asma, allergie, ecc. L’osteopatia pediatrica è molto specialistica e deve essere eseguita molto delicatamente e dolcemente. Durante le sedute sono sempre presenti i genitori che eseguiranno le manovre del terapeuta. Queste manovre vengono effettuate per permettere il miglioramento delle tensioni dei tessuti muscolari e fasciali. Durante le sedute, il terapeuta coinvolge i genitori per insegnare loro i trattamenti che andranno eseguiti anche a casa.

Osteopatia ginecologica

Interviene nel post partum e su problemi quali dismenorree, dolori pelvici, problemi del pavimento pelvico, cicatrici di natura ginecologica ecc.
In campo ginecologico il terapeuta interviene soprattutto nei problemi muscolari e vertebrali causati dallo stato di gravidanza come la sciatica, il mal di schiena, i problemi digestivi, il reflusso, ecc. Il trattamento favorisce la mobilità articolare e l’elasticità dei tessuti, facilitando anche il travaglio e l’espulsione del bambino. Inoltre, aiuta alla ripresa dei tessuti addominali nel post gravidanza. Oltre a tutto ciò, i trattamenti sono di valido aiuto per tutte le problematiche relative all’apparato genitale femminile.

Osteopatia geriatrica

Tratta artrosi, sciatalgie, dolori muscolo-articolari, incontinenza urinaria, instabilità, giramenti di testa ecc. I problemi geriatrici più diffusi riguardano i disturbi posturali che causano dolori articolari diffusi. L’intervento osteopatico favorisce l’elasticità dei tessuti e dei muscoli impedendo loro di bloccarsi favorendo soprattutto l’artrosi, molto diffusa nella terza età. In questo caso, la prevenzione è fondamentale e se vuoi diventare un osteopata geriatrico devi puntare molto sull’aspetto preventivo, facendo comprendere ai tuoi pazienti che i tuoi trattamenti sono un investimento per il loro futuro.

Osteopatia dello sport

Dell’osteopatia nello sport abbiamo parlato precedentemente, qui sottolineiamo ancora che interviene per il riequilibrio delle funzioni muscolari, scheletriche e neurologiche, per armonizzare la postura, ripristinare e migliorare la mobilità articolare e l’elasticità muscolare.

Quanto guadagna un osteopata

Non essendoci ancora, in Italia, norme che regolano l’attività della professione, non è facile calcolarne un fatturato. In media, sappiamo che un trattamento osteopatico di circa 50 minuti ha un costo che parte da un minimo di 40 euro. Se il tuo studio è bene avviato, quindi, potresti arrivare a guadagnare anche 1.500 euro a settimana. Ciò vuol dire che avresti uno stipendio mensile di circa 6.000 euro. Tutto però dipende dal costo che tu decidi per i tuoi trattamenti e dall’afflusso di pazienti che frequentano il tuo studio.

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