Il lavoro del Redattore Editoriale

Negli ultimi anni, la figura del Redattore editoriale è cambiata.

Le trasformazioni avute con la scrittura per il web, la diffusione dei nuovi media e di Internet, hanno cambiato questa figura professionale. Il Redattore Editoriale è una figura che sta a metà tra l’autore e l’editore; di base è inserito in una casa editrice e redige testi, cominciando con la correzione delle bozze, la riscrittura di testi e interi libri.

Oggi, per via della crisi, questa figura è sempre più free lance, ovvero, il Redattore editoriale si trova a collaborare con diverse realtà, anche spaziando in settori diversi. Si tratta di duna figura che segue l’andamento del mercato, sempre più orientato ad usufruire della collaborazione di liberi professionisti e di collaboratori esterni per ottimizzare i costi interni. Il requisiti fondamentali del redattore editoriale sono: ottime capacità di scrittura e di sintesi, capacità di analisi dei testi e solida cultura generale.

Il redattore editoriale è in genere laureato in una materia umanistica, ha fatto corsi post laurea specializzandosi in editoria, giornalismo o comunicazione, ha ottime conoscenze del computer e dei programmi di editing testuali, videoscrittura e grafica. Infatti, spesso il redattore editoriale deve saper lavorare anche al posto del grafico, scrivendo e correggendo i testi, aggiungendo le immagini. Con la diffusione di Internet e dei contenuti sul web, la figura del redattore editoriale si è spostata verso l’uso di piattaforme di publishing che utilizzano programmi di editing per Internet, ovvero i Content Managment System, tra cui il più diffuso è il WordPress.

Requisiti base del redattore editoriale sono anche chiarezza e velocità. Si tratta di un mestiere che spesso non conosce orari, si svolge in maniera flessibile sia in sede che da casa. Come libero professionista il redattore editoriale può lavorare anche presso diversi studi redazionali e e-magazines, con compensi che variano di volta in volta. E’ preferibile fare qualche tempo di gavetta, anche senza essere pagati, per acquisire sul campo le conoscenze adeguate. I compensi, comunque, variano a seconda dell’ambiente in cui si lavora, al budget e alla qualità del lavoro che si svolge. Oltre a saper scrivere molto bene, ad essere costantemente informato sull’attualità, sulla cultura e società del tempo, il redattore editoriale deve saper conoscere una o più lingue straniere.

Più ampio sarà il suo bagaglio culturale, migliori saranno le sue possibilità lavorative, la dimestichezza con certi argomenti e la velocità nell’esecuzioni dei lavori. Il redattore editoriale deve saper scrivere bene, leggere molto, essere curioso e informato, flessibile, deve inoltre fare da trait d’union tra editore e autore, perché il suo mestiere è in effetti una via di mezzo tra queste due cose.

Con la diminuzione delle fasi lavorative all’interno delle redazioni, il Redattore editoriale riassume in sé la maggior parte delle mansioni. Quanto il redattore è interno alla casa editrice, affianca il direttore editoriale e l’editor. Può, egli stesso essere anche il direttore editoriale o l’editor della Casa Editrice.

Oggi questo mestiere è in continua evoluzione e segue, sia sotto il profilo del guadagno che del lavoro in senso stretto, l’andamento del mercato dell’editoria e i cambiamenti legati a Internet e ai Nuovi Media. E’ bene, quindi, che chi vuole intraprendere questo mestiere, oltre ad avere solide basi di scrittura, ottima cultura generale, conoscenza delle lingue e di programmi di grafica e videoscrittura, sia costantemente aggiornato professionalmente su tutte le novità che vengono dalle nuove tecnologie e dal Web.

Link:

http://www.aie.it/

http://www.governo.it/die/ ( Dipartimento per l’informazione e l’editoria )

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