Il bluff perfetto nel processo di selezione: storia di chi ha ingannato tutti per farsi assumere

Per la ricerca di una figura professionale molto difficile da reperire sul mercato, una grossa SpA lombarda si rivolse ad una società di selezione del personale tra le più note a Milano e con un marchio noto a livello internazionale. L'azienda aveva acquistato due nuove macchine a controllo numerico con sistemi software all'avanguardia, si trattava ora di cercare un programmatore per tali macchine. L'incarico fu assegnato a Massimo, esperto selezionatore del personale ed uno dei più validi consulenti della società di selezione contattata. Massimo è un mio amico e spesso ci scambiamo opinioni e confrontiamo sul mondo del lavoro e della selezione del personale.

La storia che mi ha raccontato ultimamente e che ha quasi dell'incredibile è degna di essere divulgata, anche perché contiene dei validi “insegnamenti” e “spunti di riflessione” sia per chi cerca occupazione sia per gli “addetti ai lavori” nel settore delle Risorse Umane.

Per la ricerca di questa figura Massimo mise i primi annunci e cominciò a fare lo screening dei curriculum ricevuti, riscontro: poca roba… si trattava comunque di una mansione “difficile” in pochi hanno i requisiti giusti e tutte le competenze tecniche richieste. Riuscì comunque ad inviare tre candidati a colloquio entro la prima settimana.

Trattandosi di una grossa e strutturata azienda l'iter di selezione non era certamente uno scherzo: reclutamento e prima scrematura da parte della società di selezione, colloquio con ufficio del personale dell'azienda e somministrazione di test psico-attitudinali, colloquio con l'ingegnere responsabile di produzione e relativa somministrazione di test tecnico ed infine colloquione finale con il direttore di stabilimento.

Dei primi tre candidati solo uno arrivò alle fasi finali, gli altri due furono “tagliati” quasi subito per mancanza di requisiti. Ma anche quest'ultimo, Mattia, alla fine non superò i test tecnici, che consistevano in una serie di 30 domande sulla programmazione a controllo numerico, ognuna delle quali prevedeva la scelta di una tra le 4 risposte proposte. Non arrivò ad indovinarne nemmeno la metà, insomma, aveva l'infarinatura ma in quel momento l'azienda cercava una persona esperta e subito pronta al lavoro, poiché le macchine venivano ora programmate da un ingegnere inviato dalla casa produttrice e che era lì in maniera temporanea.

Ancora qualche giorno di screening CV e ricerche e Massimo sembrò finalmente aver individuato la figura giusta, rispondeva al nome di Marcello ed era un perito industriale con tutte le carte in regola, già aveva lavorato come programmatore proprio su macchine simili.

Non perse tempo e lo contattò subito, ottimo colloquio, aveva perso il lavoro perché la vecchia azienda stava per fallire ed avevano venduto le macchine più costose, erano rimasti a lavorarci giusto il titolare ed i suoi familiari. Diede anche il riferimento del vecchio datore di lavoro per avere una referenza. Massimo colse l'occasione e contattò il vecchio datore di lavoro che non mancò di lodare le doti del suo ex dipendente.

Tutto ok quindi, si passa alle fasi successive, già dopo uno o due giorni ecco il colloquio con tre referenti contemporaneamente: il direttore del personale, la psicologa del lavoro responsabile di selezione e la sua tirocinante. Colloquio eccellente e non solo, ottimi risultati al test psico-attitudinale, risultato: persona motivata, valida e che sa il fatto suo.

Alla fase finale partecipò anche Massimo, orgoglioso del proprio operato: test tecnico e colloqui con l'ingegnere ed il capo dello stabilimento. Il test andò in maniera eccezionale, 30 risposte esatte su 30, anche l'ingegnere della casa produttrice delle macchine (che aveva preparato il test) rimase sbalordito, nessuno aveva mai fatto l'en plein su quel test prima d'ora.

Decisa quindi l'assunzione e contrattato un ottimo stipendio seduti in ufficio, ultima formalità: un giro in officina per vedere le macchine dal vivo e conoscere gli operai che ci lavorano intorno.

Arrivati al pannello di controllo Massimo, Marcello e l'ingegnere, nel frastuono tipico delle officine meccaniche (anche quelle più moderne) incontrarono il gruppo di operai al lavoro. L'ingegnere si rivolse all'operaio più anziano chiedendogli di mostrare a Marcello il lavoro che stavano facendo in quel momento ed introducendolo come il nuovo responsabile della programmazione delle macchine. E così mentre Massimo e l'ingegnere chiacchieravano in disparte, l'anziano operaio si intratteneva con Marcello mostrando il lavoro attuale con i pezzi che uscivano, il modo in cui ora erano piazzate le macchine ed il pannello di comando. Il tutto non durò più di cinque minuti e salutato l'operaio il trio si diresse verso la porta degli uffici, ma dopo i primi venti passi l'anziano operaio urlò dietro “Ingegnere, ingegnere…” richiamò la sua attenzione: “giacché è qui le devo dire due parole”. L'ingegnere a quel punto chiese a Marcello di andare avanti ed attenderlo in ufficio ed insieme a Massimo tornò indietro dall'operaio, che una volta avvicinati i due disse: “Senta ingegnere, assumetelo pure se volete provarlo ma continuate a cercare perché questo tizio di programmare queste macchine ne capisce davvero poco e niente…”

L'ingegnere fece una smorfia di “sufficienza” sollevando la testa ed il braccio e rispose con un semplice “si si ok…” mentre si voltava. Salutò con la mano allontanandosi insieme a Massimo.

Aperta la porta per andare negli uffici Massimo volle sapere chi era quell'operaio e come mai poteva dire una cosa del genere, l'ingegnere tagliò corto: “Lasci perdere, si chiama Nicola ed è qui in produzione da quasi quarant'anni, vicinissimo alla pensione ormai. Ottimo operaio meccanico, mai un'assenza e sempre disponibile ma ha il difetto di essere sempre un po' diffidente e restio, specie verso i nuovi arrivati…”

Insomma quello che ha detto non vuol dire nulla e, perbacco, Marcello ha fatto 30 su 30 al test tecnico e superato tutti i colloqui. Tutto ok quindi ed al lunedì successivo il nuovo assunto inizia a lavorare, affiancato per una o al massimo due settimane dall'ingegnere inviato dalla casa produttrice delle macchine (saranno più sufficienti ovviamente, tanto è espertissimo…).

Passa la prima settima e la seconda, alla terza settimana a Massimo squilla il cellulare, è il direttore di stabilimento e la notizia non è delle migliori: Marcello non sa affatto programmare le macchine, ci prova, si impegna, ha certamente delle basi, ma davvero troppo troppo lontano dal poter dire di essere una programmatore su quelle macchine. Si riparte con la selezione.

Ma come diavolo era possibile? Come può essere successo? E la referenza? Ed i colloqui tutti positivi? Ed il test 30 su 30?

Il direttore spiego a Massimo che dopo i primi giorni già iniziarono a sorgere alcuni dubbi, poi anche di fronte ad operazioni semplici Marcello sembrava un dilettante ed alla fine richiamato in ufficio e messo alle strette dal direttore di stabilimento, pian piano confessò: la referenza dell'ex datore di lavoro? In quell'azienda aveva si lavorato sulle macchine, ma come operaio e mai programmandole in autonomia ma al massimo “piazzandole” (come si dice in gergo quando si gestisce la macchina già programmata), aveva poi chiesto il favore all'ex datore di lavoro (che comunque pare si sentisse in colpa per averlo dovuto licenziare a causa della crisi, era comunque un valido dipendente) di “esagerare” sulle sue competenze tecniche. Ed i colloqui con l'ufficio del personale? La psicologa del lavoro ed i test psico-attitudinali? Beh…  quella parte serve a capire la motivazione, non di certo la capacità tecnica, e di motivazione Marcello ne aveva da vendere…. Ma la cosa più misteriosa rimaneva il test tecnico superato a pieni voti… ed ecco la confessione più schockante: ricordate Mattia? È uno dei primi candidati che Massimo mandò a colloquio, non superò il test ma si tenne il foglio con le risposte corrette, nessuno glielo chiese indietro e se lo portò a casa. Ebbene, Mattia e Marcello erano amici, fu lui a segnalargli l'opportunità e consigliargli di candidarsi… e così semplicemente imparò le risposte a memoria ed in più si fece dare qualche dritta sulle fasi di selezione, che utilizzò al meglio.

Marcello giustificava comunque la sua posizione, aveva bisogno di un lavoro ed ha colto la palla al balzo, le macchine le conosceva veramente ed era convinto che studiando la sera e concentrandosi nell'affiancamento poteva imparare velocemente senza che nessuno si accorgesse che aveva bluffato. Ma aveva indubbiamente sottovaluto la complessità di quella mansione, che richiede moltissimo studio e competenze.

Mentre l''ufficio del personale era infuriato con Marcello e parlava addirittura di denunciarlo, il direttore di stabilimento era rimasto talmente colpito dalla sua intraprendenza, che valutando comunque la voglia di lavorare ad ogni costo, contrattò la piena confessione in cambio di un posto di lavoro presso una loro aziendina satellite, come semplice operaio e con stipendio ovviamente ben differente. Marcello accettò entusiasta.

Insomma, scoperto l'arcano di questa storia, faccio le mie conclusioni… la figura che più mi ha colpito è certamente quella dell'anziano operaio: Nicola.

Marcello con il suo bluff era infatti riuscito a superare (o ingannare o gabbare, chiamiamolo come vogliamo) nell'ordine: una forte società di selezione, un direttore del personale, una psicologa del lavoro e la sua tirocinante, un ingegnere capo di produzione, un direttore di stabilimento ed anche l'ingegnere della casa produttrice ed il suo test; aveva superato brillantemente test psico-attitudinali e colloqui per un totale di svariati incontri. Ma…. non era riuscito a “fare fesso” Nicola, che non era un dirigente, non aveva il titolo di ingegnere né una laurea in psicologia del lavoro, non aveva somministrato alcun test al candidato, non aveva preso referenze e non lo aveva nemmeno colloquiato, ma… viveva in un'officina meccanica da quasi quarant'anni per 8 o 9 ore al giorno, e meno di cinque minuti di osservazione gli erano stati sufficienti per inquadrare la situazione.

Come promesso all'inizio, questa storia porta con se “insegnamenti” e da spazio a “spunti di riflessione”.

I commenti sono come al solito ben accetti ed aperti a ragionamenti, esperienze ed opinioni…

editoriale di Marco Fattizzo, direttore di Bianco Lavoro

Inoltre Bianco Lavoro ti consiglia:

#1 – Se cerchi un nuovo lavoro, ti consigliamo il KIT Lavorare sempre, garantito da Bianco Lavoro per la sua qualità ed efficacia!

#2 – Per avere sempre offerte di lavoro reali e verificate in linea con le tue esigenze, fai le tue ricerche e registrarti su Euspert Italia.

CATEGORIES
TAGS
Share This

COMMENTS

Wordpress (348)
  • Aristide Rossetto 5 anni

    Questo insegna che un semplice Muratore magari anche poco dotato sotto il profilo della scolarizzazione, ma dotato della semplice esperienza sarebbe sicuramente in grado di costruire la propria abitazione, un Architetto o un Ingegnere sarebbe limitato alla sola progettazione, quindi non potrebbe autonomamente arere mai un tetto sulla testa.. il chè mi sembrerebbe l’obbiettivo finale!
    Dopo aver assunto Marcello, che probabilmente con il tempo avrebbe imparato quel compito, non avrei esitato a congedare tutti gli altri Collaboratori. E tutto ciò accadeva nel privato, figurarsi nel Pubblico, dove nessuno è mai responsabile di nulla.. Purtroppo troppo spesso si collocano nelle Aziende persone incapaci e/o  pressapochiste, magari messe li da Amici e/o Parenti, o peggio ancora dalla politica, mentre ancor più spesso cacciatori di teste privi di apertura mentale e ligi al rispetto delle solite regolette, si lasciano sfuggire Figure che se messe subito a parlare con Nicola, sarebbero risultate immediadamente idonee oppure no.. l’Azienda avrebbe risparmiato un sacco di soldi per tutte le intermediazioni e per tutto il tempo speso dagli altri “Scienziati..”
    Aristide

  • Argiolas_salvatore 5 anni

    la teoria è indubbiamente utile ma la pratica e indispensabile.

    Dovrebbero. camminare di pari passo cosi fa formare ottimi tecnici,ma anche semplici operai

  • Mi chiedo come si faccia a rimanere colpiti, comunque in un certo senso stupiti della figura di Nicola…. Le persone che tengono i colloqui studiano per questo e spesso fanno bene il loro mestiere, anche perchè l’hanno studiato e lo fanno da tempo…. Peccato però che spesso pecchino di presunzione (come in questa vicenda il direttore).

    Che dire??? A parte che se va bene “la dico grossa forse” ma la persona capace l’avevano già in azienda e l’hanno snobbata due volte la prima quando non l’hanno tenuta in considerazione “potevano fargli fare gli ultimi anni con una mansione meno pesante fisicamente” e la seconda quando non gli hanno dato retta.

    E’ che al giorno d’oggi spesso si ricercano figure professionali specifiche e non si ha più il tempo di far crescere una persona interna o esterna ma con buona volontà.

    Cercando princicpalente sui requisiti tecnici si può certo trovare persone qualificate ” ma chissà quanto motivate” e si può spesso lasciare a casa persone con voglia di imparare e di crescere professionalemnte che lavorerebbero a qualsiasi cifra avendo l’opprtunità di un lavoro e per di più di crescere, persone che sicuramente meriterebbero non dico di più ma almeno tanto quanto lo specializzato meno volenteroso e che sicuramente costa di più e pretende molto non solo da un punto di vista economico.

    Io la penso così forse perchè 6 anni elettricista 3 anni barman 4 anni operai fabbriche materie plastiche corsi di formazione sulla 626, autocad, java, amministratore di condominio, rec, haccp, patente del muletto.

    Spesso mi trovo la porta sbarrata quando sarei disposto a lavorare con quasi qualsiasi tipo di turnistica e di condizione economica ma come già detto porta sbarrata perchè forse in nessun ramo ho 10/20anni di esperienza.

    Di sicuro so che se avessi avuto le domande del test forse anche io ci avrei provato, probabilmente mi sarei fermato prima i miei complimenti a Marcello.

  • Fabio 5 anni

    Società selezione :Certo è frustrante essere una società di selezione al giorno d’oggi. Troppe offerte di candidati, troppo poche offerte di lavoro e quasi tutte farlocche (diciamo le cose come sono capperi, prove alla mano) …

    Azienda :Certo è frustrante essere una società che cerca personale al giorno d’oggi. Troppa carne al fuoco troppe proposte di personale; oggi trovo 100 cv che sembrano tutti ottimi ma perchè non aspettare domani? troverò sicuramente altri 110 cv di giovani brillanti laureati con “esperienza nel settore” intraprendenti belli carichi a mille e soprattutto disposti a sputare sangue a meno di 1000-1100 € al mese… o forse sarà ancora meglio aspettare dopodomani…

    Certo è frustrante essere un non occupato (o un rilasciato, disoccupato nn  è + trendy). se il mio cv è praticamente identico ad altri 300 che entrano contemporaneamente nei database di una azienda che sembra (ripeto sembra!) che stia cercando personale, con quale criteria possono assumermi ? tirano i dadi, le freccette, girano la ruota sparano al piattello, per simpatia, per favori, per soldi, per pietà …non penso… 

    Cercare una posizione lavorativa adesso è come avere una mega station wagon e cercare un posto nell’orario di punta in pieno centro: se hai cu..o lo trovi e magari ci stai persino largo, se no continui a girare finchè nn finisci il carburante e in + devi anche spingere. Solo questo…
    Tutto il resto sono emerite balle.
    Il problema è che il centro città è diventato ancora più piccolo e le auto sempre di meno e sempre più grandi…

  • Ludovico coronati 5 anni

    Si purtroppo questa è l’ amara  realtà di chi ha la sfortuna di fare un colloquio di lavoro con incompetenti : agenzie per il lavoro ecc…. che teoricamente sanno tutto ma praticamente nulla. La vera esperienza di anni di lavoro non è riconosciuta in questa nuova società pericolante dove ha poca importanza quanta esperienza hai professionalmente ma è molto importante che tu sia giovane con esperienza e che come operaio conosca almeno due lingue e in ultimo che tu sia iscritto alle liste di invalidità . 

    Ludovico Coronati di anni 50 con 35 anni di esperieza in quattro professioni ma disoccupato perchè troppo vecchio…….

  • Nemmeno considerare chi ha esperienza!
    Dai dai … Presto che è Tardi.
    Roberto

  • Gloria Cirotto 5 anni

    Tutto questo fa riflettere.
    E’ proprio vero che per ottenere un lavoro al giorno d’oggi non serve più l’onestà, la correttezza, la conoscenza e la professionalità.
    Si ottiene solo se si hanno “conoscenze” o con metodi poco corretti.
    Vi siete mai chiesti perchè spesso si trovano persone a ricoprire delle posizioni di rilievo pur non avendo alcuna qualifica?
    Io sono alla ricerca di un lavoro da quasi un anno e vorrei trovarlo seguendo un iter corretto, senza le cosiddette “spinte”… ma alla mia età (49) sembra un’utopia ormai..
    Il ragazzo non meritava di essere assunto in una società satellite ma, anzi, avrebbero dovuto allontanarlo immediatamente e richiamare l’agenzia che si è occupata della selezione perchè non si ripetano mai più certe scorrettezze.

  • Giovanni 5 anni

    Non parlerei di bluff, Marcello era in buona fede, doveva solo imparare l’uso di una macchina. Se poi c’era tutta questa urgenza, la colpa è dell’azienda, che non ha programmato a tempo il suo sviluppo.
    Ci sono anche cose impossibili da realizzare in un attimo, non dimentichiamolo.
    Sostanzialmente il problema non è stato risolto. E allora, perché non fornire, insieme alla macchina, l’omino per farla funzionare? Anche il produttore è in difetto, cribbio! 
    Piuttosto mi soffermerei sul linguaggio tra uomo e macchina.
    Io, pur essendo nato professionalmente come riparatore radio TV, fin dal ’66 e, nonostante abbia poi lavorato una vita nel laboratorio misure elettroniche/incoming strumenti di un’importante azienda aerospaziale, ho dovuto dare forfait di fronte alla mia autoradio Kenwood, in dotazione al Fiorino Cubo della FIAT: un quantità di funzioni inutili, un manuale illeggibile e insufficiente, (forse dovevano risparmiare carta) probabilmente scritto da un ingegnere giapponese e tradotto da un cinese… una serie di menù assurdi per raggiungere una semplice funzione: cancellare i bassi, che in un’auto sono esaltati dall’abitacolo. Un tempo questa funzione era svolta da una semplice manopola.
    Non sono riuscito a capire se mi trovo di fronte ad un apparecchio con dei difetti o se sono io, vecchio imbecillone, che non comprenderò mai la nuova logica d’uso delle macchine. 
    Ovvio che non ho neanche un’apparecchiatura il cui nome inizi con “i” (tipo i-pod) e mai la comprerò.
    Lo stesso si può dire con i moderni schemi piatti: tolte tutte le vecchie comodissime manopole e sostituite da una serie di tastini laterali multifunzione, difficili da apprendere e facili da dimenticare.
    Perché noi esseri umani, abbiamo il difetto di avere delle dita, fatte per girare manopole più che pigiare minuscoli tasti, che una volta servono ad una cosa e, se premuti dopo aver attivato un’altra funzione, servono ad altro. Se sbagli ricominci daccapo. 
    Siamo nell’era digitale ma noi funzioniamo analogicamente, cosa dimenticata dai progettisti.
    La filosofia, a mio avviso, deve essere quella di non concentrare troppe funzioni in un’unica macchina. Io il telefonino lo uso solo per telefonare e, se serve un computer, ho il desktop. 
    Di social networking ce ne sono troppi, la maggior parte vanno deserti, molti scrivono ma nessuno legge. Ho ho deciso di star fuori da twitter, come un tempo volli non entrare i “second life” e feci bene; credo che oggi nessuno sappia più cosa sia.

    La storia è interessante ed insegna una cosa: il difetto sta nella progettazione della macchina. Se è così difficile programmarla, probabilmente assolve a troppe funzioni, ergo gli ingegneri progettisti dovranno rivedere la loro filosofia: o l’affidano ad un robot oppure, se è un uomo a doverla usare, dovranno frequentare un corso di psicologia, per un urgente aggiornamento delle loro conoscenze in campo umano.
    Sull’operaio, Nicola, che aveva capito le lacune di Massimo: bravo, sì, anch’io ho lavorato in catene di montaggio; si diventa bravissimi a svolgere poche funzioni, ma si conoscono solo quelle, il passo successivo è quello di sapere tutto sul nulla.
    Anche il Creatore, per dire, ha ecceduto nel mettere insieme apparato urinario ed organi riproduttivi, sono sicuro che, nel cosmo, ci sia un pianeta con esseri assai più perfezionati, noi siamo solo dei breadboard.     

  • Tefir 5 anni

    Sicuramente una storia interessante.
    Direi che ci sono delle riflessioni da fare.
    Non sempre i test e chi fa i colloqui indovina con chi ha a che fare. (A volte anche con persona capaci e scartate perchè ….???)
    Di questo ne ho diretta esperinza mandano persone a volte che a mio giudizio non hanno neanche analizzato (il problema vero è che sountano come funghi queste agenzie per il lavoro e devono pur campare e allora arriva il danno)
    La seconda è che è una persona intelligente quel datore di lavoro che ha comunque dato una possibilità a “Marcello”.
    Una terza da valutare è che a volte le aziende chiedono persone che sono praticamente impossibili da cercare , se invece si “accontentassero” di persone che possono crescere velocemente in azienda perchè sono molto motivate, probabilmente le cose andrebbero o sarebbero andate diversamente.
    Stefano

  • Noemi 5 anni

    Complimenti per questo articolo-riflessione …
    A volte le persone ‘piccole’, capiscono qualcosa riguardo quello a cui hanno dedicato tutti i suoi anni
    Grazie per i riconoscimenti.
    Mettendo in risalto il nome e il ruolo di Nicola, anche noi ci sentiamo ripagati.
    ..

  • Gino Ralli 5 anni

    Io potrei essere la controfigura di Marcello perché: Ho 17 anni d’esperienza in varie officine. Piazzavo 3 centri di lavoro a controllo numerico mentre sorvegliavo e all’occorrenza facevo ripartire quando si fermavano 4 eletroerosioni a filo a controllo numerico  (qui modificando un pò il programma)  e ripiazzavo 2 pantografi a controllo numerico facendoli ripartire, tutti in contemporanea, tutti i giorni  per ben sei mesi nei turni notturni dove  lavoravo da solo. Ho il diploma da congegnatore meccanico lavoro su tutte le macchine utensili manuali visualizzate o no in piena autonomia.  So’ completare da zero (con i disegni tecnici alla mano) una macchina automatica compreso la messa a punto o la riparazione. Sò lucidare a specchio un foro di diametro inferiore al millimetro anche su vidia (materiale + duro dell’acciaio temperato) sò fare trattamenti termici, (tempra, rinvenimento ecc…) 
    Per poter programmare bene le macchine a controllo numerico bisogna saper usare prima quelle manuali.
    Quando si ha una buona padronanza delle varie fasi di lavorazione si può programmare più consapevolmente quelle a controllo numerico. C’è un detto: prima si impara a camminare poi a correre.
    Tornando al quesito: a fatto bene Marcello ad ingannare tutti?
    Secondo me no. Ma visto che poi il lavoro glielo anno dato (anche se non quello) vale la regola: “Il Fine Giustifica i Mezzi”
    Se si continua però a premiare i disonesti come si può migliorare questa nostra situazione lavorativa Italiana?
    Si deve essere sempre onesti, in ogni situazione, io avrei detto che ne sarei stato all’altezza ma non subito.
    Perché un pò di confidenza con le macchine ci va’ sempre presa anche con le stesse che uno ha già usato. La programmazione non è altro che una serie di codici messi nel giusto modo. Ad ogn’uno dei quali corrisponde un movimento o un ordine specifico niente di impossibile ma la difficolta nel programmare bene è non trascurare niente.
    Il raggiungimento di tale scopo è tanto più lontano quanto più scarse siano le competenze aquisite nella meccanica.
    In parole povere, se devo costruire un palazzo e ho fondamenta e struttura gia fatti, lo posso completare prima che costruirlo dall’inizio.
    Tornando a Marcello secondo me è stato esonerato da quell’incarico perché non aveva proprio “le fondamenta”.
    A questo punto mi sorge un dubbio: non sarà anche questo uno dei problemi che aiutano ad aggravare la nostra situazione di crisi in Italia? ovvero tutte queste persone che di mestiere cercano e assegnano i candidati ai loro lavori? non sarebbe più opportuno dare il giusto merito a chi il lavoro lo sà fare e quindi sà quando un candidato e all’altezza oppure no?
    Non sarebbe stato meglio dare qualche soldo in più a Nicola e farglielo trovare a lui il lavoratore specifico?
    Gino Ralli  “Disoccupato” con moglie e tre figli a carico (iscritto a Biancolavoro, jobrapido,trovalavoro,impigo24 ecc…)
    Arezzo, lì 13/9/2012 tel. 328 9110 738 mail ginoralli@alice.it

  • Lorenzo solcia 5 anni

    Marcello non meritava un’altra oppurtunità di lavoro, a preso per i fondelli un’azienda importante che aveva
    creduto nelle sue vere capacità.Inoltre credo che Marcello abbia mancato di rispetto alle persone che come
    me cercano da molto tempo un posto di lavoro in modo onesto senza ingannare  i datori di lavoro dando
    delle informazioni sbagliate sull curriculum.Spero che episodi come tale non accadano più !…….

                                                                                                                                            Lorenzo                      .

  • Silver551983 5 anni

    è una storia molto interessante ed istruttiva…spero che sia stato dato almeno un premio a Nicola!

  • G Cl 5 anni

    Guardate che non e’ difficile fregare il selezionatore… Spesso ‘non sentono’ il candidato. I test psicologici sono by-passabili con la consulenza di uno psicologo del lavoro… Le grandi aziende di selezione utilizzano cliche’ … Standard… Che una volta inquadrati.. Permettono al candidato di ‘avvantaggiarsi’ … Ci vuole piu’ 6 senso…

  • Fabio Quatraro 5 anni

    Trovo assurdo il fatto che si debba mentire pur di arrivare ad avere un lavoro e non tanto perché Marcello non è stato onesto, quanto piuttosto per il fatto che ci si debba ridurre a mentire per lavorare (anche come operaio generico). Ho lavorato nelle risorse umane per dodici anni ed episodi del genere sono sempre più la normalità. Anzi in molti casi e ciò rende le cose ancora più tristi, la “bugia” non serve ad accrescere le proprie competenze/conoscenze, ma a sminuirle….tanti ragazzi infatti, “nascondono” la loro laurea sul cv per timore di esser scartati. Spesso il diploma di laurea è ritenuto titolo di studio troppo elevato per la mansione o semplicemente si pensa che chi ne è in possesso abbia necessariamente aspettative remunerative più elevate…. 

  • Bi Sammarco 5 anni

    Che dire hanno fallito entrambi Selezionatore e candidato.Il Primo magari un po’ di piu’ perche’ il secondo l’obiettivo di coprire un ruolo consono alle proprie competenze l’ha raggiunto.L’operaio invece ha inconsapevolmente insegnato che i test andrebbero fatti sul campo,non in ambienti sterili dove, piu’della competenza,e’importante sapersi vendere.

  • Massimiliano Stradi 5 anni

    La considero una storiella a lieto fine in cui , fra l’altro (inutilità di quei test, di quei colloqui, ecc…), chi possiede un’aziendina satellite si assume qualche responsabilità in più! Ma credo che la logica degli avvenimenti importanti stia nel modo identico (magari anche i modi di vedere le cose di datore di lavoro e dipendente sono simili) di intendere la parola intraprendenza, definizione che contiene, ben pochi riferimenti a scrupoli o senso del giusto, … D’altra parte le cose funzionano così: quante “illusioni” sono destinate (solo perchè conoscitori dei meccanismi di attrazione e di convincimento) sono destinate a noi consumatori/utenti o comunque cittadini?

    Massimiliano Stradi

  • Alessandro Raguseo 5 anni

    Credo che Nicola sarebbe perfetto come HiveScout. Quando ho iniziato a lavorare al progetto Hivejobs era – in fondo – a lui che pensavo.

  • Alessio Maraldo 5 anni

    Di Marcello ammiro la sua voglia di trovare un lavoro, motivazione talmente forte che gli ha permesso di superare tutte o quasi le selezioni, infatti solo l’anziano operaio era riuscito a capirlo subito. Da questa storia si capisce che se la motivazione è forte , le barriere e gli ostacoli si superano tutti (o quasi …)

  • Salacarloit 5 anni

    Bluffare è stupido perché, come si diceva a scuola, ti sgamano. Bluffare significa scarsa confidenza in se stessi, ma a fronte delle difficoltà di trovare un lavoro in Italia (non stiamo qui a far sociologia sul perché, personalmente sono cmq per la flessibilità) pensare di gonfiarsi un po’ per scalare posizioni.. Il punto è che mentre si fa un Cv probabilmente si pensa che tanto le aziende lo sanno che ognuno bara un po’, perché tutti barano nel Cv. Poi magari si pensa che sia ancora come a scuola, che tanto alla fine ce la si cava. E del resto, come dar torto a qualcuno che pensa che quello che millanta poi avrà modo di impararlo sul serio una volta che lo prendessero? La soluzione: più flessibilità (cioé licenziamenti liberi, per dirla tutta): se sai che quello che prendi te lo tieni comunque è ovvio che sei più selettivo in entrata, se invece lo puoi cambiare strada facendo (ovvio, d’altro lato, che nessuno voglia imbarcare qualcuno che dopo poco debba cambiare, anche in regime di piena libertà di cambiare personale)

  • Royan32 5 anni

    Io ho capito da questo articolo che ci si deve mentire per ottenere un lavoro. Mi risulta da qui, che poveri noi che mandiamo i CV accompagnati da lettere motivazionali, non siamo abbastanza motivati per lavorare! 

  • Tripodip2 5 anni

    Nicola da semplice operaio è di quelli inteliggente per natura, altri lo sono perchè hanno studiato.

  • Vincenzo Staffa 5 anni

    purtroppo di queste cose se ne sentono tutti i giorni e non soltanto in quel campo purtroppo chi ha le referenze per non chiamare in un altro modo può fare di tutto invece ragazzi come me semplici e senza referenze che cercano di trovare un lavoro per campare se la pigliano in quel posto. oggi giorno i soldi fanno tutto e chi non può rimane sempre al punto da capo

  • La disonestà così sfacciata  non paga, a lungo andare. Marcello può farla franca per un periodo..Secondo me non è stato giusto offrirgli il posto, seppur di operaio semplice.

  • Phebe 5 anni

    ho letto con attenzione l’articolo ma purtroppo ci sono persone competenti che sono a spasso è persone che non capiscono nulla di quello che fanno e lavorano meno male che ci sono ancora persone anziane che sanno fare il proprio lavoro e mandano avanti la baracca però dico una cosa non lamentiamoci se non c’è lavoro per i giovani perchè chi dovrebbe andare in pensione non va non può semplicemente andare perchè non c’è nessuna persona valida ha sostituirlo allora io mi domando perchè bisogna studiare tanto ed avere un pezzo di carta se poi non ci sono gli sbocchi?.

    • Giuseppe 5 anni

      Spiacente, non condivido; studiare è un bene acquisito che Ti sarà sempre utile. Per gli sbocchi di cui parli credo che oggi, parecchi imprenditori rivolgono l’attenzione verso persone meritevoli, capaci e scolasticamente preparati. 

  • M Guerrieri 5 anni

    Ecco perchè tante persone competenti sono a spasso mentre lavorano emeriti incapaci , soprattutto nei posti di comando e proprio per questo amano circondarsi di altri incapaci o pressapochisti. L’unica salvezza è avere personale pluridecennale ancora lavorante che sa dove dirigere la barca. Ma prima o poi andranno in pensione eno so come si metterà. Le agenzie di selezione non sanno valutare le vere capacità di un lavoratore e operano per parametri quindi se il parametro è l’età abbiamo assunzione di personale inesperto a discapito di personale capace, con alta possibilità di fare danni all’azienda e quindi mangiarsi ampiamente i soldi che risparmiano sull’assunzione di uno giovane messo in posti di responsabilità. Ci sono aziende che cercano responsabili di settore con assunzione in apprendistato! Non ci andrei a lavorare mai in un’azienda del genere, è gente che non capisce nulla. Conclude il quadro la piaga delle raccomandazioni. Ecco uno dei perchè le aziende falliscono e ottimi profili professionali sono a casa a “fare la calzetta”. 

  • Manuel 5 anni

    Certo è un validissimo esempio di come l’astuzia, la scaltrezza, il bisogno e la voglia di arrivare unita ad un po’ di capacita di rischio….che sono tutte forme di intelligenza possano portare buoni frutti. Bravo il candidato che ha sgomitato, bravo chi li ha assunto capendo le potenzialità della persona, bravi a tutti quelli che in cerca di lavoro riusciranno a guardare al di la della crisi e capire che solo un titolo ormai non da diritto ad avere un impiego. Master e università sono seme e terreno. Ma serve un contadini esperto per fae crescere

  • Lauravallebona 5 anni

    Questo racconto desolante. Se è vero, bisogna proprio dire che in quell’azienda lavorano degli incompetenti.
    Trovo allucinante che ad una persona che, se pure per necessità, dimostra di essere così bravo ad ingannare venga offerto un altro lavoro.
    Come può un datore di lavoro serio offrire altra opportunità di lavoro a chi l’ha già ingannato.
    Mi pare ci siano le condizioni per configurare ” il venir meno del rapporto di fiducia tra lavoratore e datore di lavoro (causa di licenziamento, o sbaglio?)….
    Se poi, invece, vogliamo chiamarela “intraprendenza”…..allora va bè….fortunato lui.

  • Simmilano 5 anni

    Le agenzie di selezione del personale dovrebbero mettere persone più esperte e non come è capitato più di una volta a me ragazzini appena usciti dalle università che non hanno la minima idea del mondo vero del lavoro e delle sue problematiche, soprattutto in questo momento di disastro generale, qualcuno sa dirmi come una donna di 43 anni può continuare a lavorare dignitosamente? Siamo in mano a persone non esperte e questa cosa è gravissima. In bocca al lupo a tutti

  • ailatan 5 anni

    morale della favola: lui cmq ha trovato lavoro !! …no comment ….

  • Andrea Rinaldi 5 anni

    l’Alfa romeo quando assumeva insegnava ai propri operai la mansione e questi sono rimasti fedeli fino all’ultimo, ovviamente se io ho esperienza da vendere e vado in un’azienda dove non mi insegnano niente è normale che appena posso me ne vado poiche non sono particolarmente legato ne vincolato da un legame, se non solo per i soldi !!

  • Remedi0s 5 anni

    Io non capisco, chi opera nel campo della selezione del personale deve avere una certa preparazione, lauree in psicologia e quant’altro e alla fine seleziona in base alle sole apparenze! Una mia ex collega ha trovato lavoro dopo 2 settimane di iscrizione ad un’agenzia di lavoro interinale perchè al colloquio di presentazione si è messa a piangere… per dimostrare la propria “disperazione” poichè diceva di non resistere più nell’ufficio dove lavoravamo. Io, iscritta da anni a diverse agenzie ho avuto poche proposte nemmeno inerenti a ciò che cercavo…quindi mi son tenuta stretta quel lavoro, seppur sopportando la situazione. CONCLUSIONE son stata licenziata per calo lavoro a maggio e ad oggi 1 settembre sono ancora disoccupata! Purtroppo l’onestà e la sincerità non vengono mai premiate.

  • Sam 5 anni

    Mi chiedo: che cosa può succedere in aziende dove non sono richieste mansioni molto tecniche, specifiche e dove non ci sono operai come Nicola, poco motivati a fare il bene dell’azienda nella quale lavorano?
    In aziende piccole, forse è più difficile ma in aziende medie o grandi quante persone prive di competenze passano, magari più socievoli o intraprendenti, a scapito di timidi o meno socievoli ma più capaci? 
    Mi chiedo, quindi, quanto siano validi tutti i processi di selezione che portano l’azienda alla decisione di escludere o meno il candidato. 

  • Monica Bresciani 5 anni

    Questo racconto mostra come, purtroppo, anche nel mondo del lavoro conti molto più l’aspetto formale rispetto alla validità della persona.Siamo passati da titolari che assumevano anni fa (non nella preistoria)con una pacca sulla spalla ad un’analisi forse un po’ troppo approfondita del curriculum, trascurando la persona che si ha di fronte, che si considera come un “numero ” da analizzare.Non conta a volte ciò che hai fatto ma come l’hai fatto, se l’hai acquisito per passione o per aumentare una riga nella lettera di presentazione.Scusate ma è lo sfogo di una 46enne che cerca lavoro e non riesce a trovarlo.Saluti

  • Imbroglione mah!! 5 anni

    Faceva l’operaio ha trovato un lavoro da operio perchè non barare a questo punto!

  • Mariachiarafogliato 5 anni

    Incredibile??? Non direi proprio. Il mondo del lavoro offre così poche possibilità, che molti candidati “barano” per riuscire a fare meta. Questo non fa altro che dimostrare la gravità della situazione e confermare, come sosteneva Plauto, che “homo homini lupus”.
    Buon week end a tutti.
    Chiara

  • Robertopiazza 5 anni

    Si questo accade sempre più di frequente,le spiegazioni sono più di una, ma le motivazione è che la crisi deflattiva, recessiva che  sta portando una aumento del tasso di disoccupazioni a livelli allarmanti colpisce in modo violento i giovani che si trovano in fortissima dificoltà,sia per mancanza di fiducia ma anche manca loro la possibilita di poter fare esperienze lavorative,ele possibilita
     di trovare un lavoro con un contratto indeterminato o determinato ma che dialoro una possibilita di crescita professionale, questo è tutto molto difficile,
    saluti Roberto

  • Caterina Chiaramello 5 anni

    fantastico,questo insegna che la formalità’ ha ben poco che vedere con la sostanza!ma è proprio necessario sostenere un colloquio del genere “per uno stipendio”?neppure fosse stata una candidatura per un ruolo da manager aziendale !un mese con Nicola e Marcello avrebbe usato questi macchinari con la stessa dimestichezza che si ha nell’usare una bicicletta e  senza dover passare attraverso selezionatori che in un modo o nell’altro speculano sulla carenza di lavoro!  

  • Giorgio Mattoccia 5 anni

    304 commenti per una storia che non voglio giudicare significa che tanta gente è stata  polarizzata perche non ha altro da fare che seguire storie da due soldi tentando di inventarsi un commento.
    E’ quello che faccio anche io ma vorrei stregare tutti i lettori da questo commento in poi tirando fuori una morale vera altro che commenti da bar!
    Siamo tutti qui a interessarci di cose solo perche non abbiamo  un lavoro altrimenti neppure aprivamo la posta ! siamo qui cercando se esiste traccia di lavoro nell’etere ! Ma non esite niente e se qualcuno fiuta qualcosa … ci prova è chiaro!
    Vorrei ribaltare il discorso e farvi fare considerazione contraria: quante volte abbiamo letto annunci con lunga sequenza di caratteristiche compreso “inglese fluente scritto e parlato” quando poi questa peculiarità non sarà mai utilizzata ?
    Non mi sono candidato a mille posizioni perchè non conosco inglese fluente parlato, al massimo comprendo lo scritto, in realtà nel lavoro non mi è stato mai chiesto di frequentare corsi serali di inglese per migliorare la carriera e le poche volte che il centralino mi ha passato  telefonate di trasportatori olandesi ..come tedeschi o rumeni che chiedevano informazioni per venire a scaricare in azienda, me la sono cavata benissimo, ma tutto qui. Non capisco allora questo cercare caratteristiche particolari neppure fossero valutare 200 euro in più rispetto a chi non possiede la conoscenza della lingua inglese.
    Allora dico che le aziende si sono spinte troppo nella virtualizzazione perchè manager e amministratori senza vera consistenza hanno preso lucciole per lanterne e le aziende sono andate in crisi, La mia azienda era in crisi e per non pagare il  mio normalissimo stipendio di responsabile ced ha deciso di dimezzare i costi licenziandomi e assumendo Carmela, peccato che dopo pochi mesi ha chiuso il magazzino perchè Carmela non poteva ….emulare la mia esperienza di 35 anni, così ha pensato di  fare solo una  finanziaria dove si intascano solo soldi!
    C’è il  problema del lavoro, di lavoro ce n’è pochissimo, le poche ricerche  vere vorrebbero solo da Carlo Rubbia in su, pagandolo 12000 euro l’anno, mentre il parco lavoratori è quello che è, allora se qualcuno ci prova (e a tantiva anche bene)…ok! se qualcuno bleffa e viene smascherato nessun problema, il tizio stesso già lo sapeva!
     Fenomeno molto più vasto invece quello che ho prospettato, di aziende che cercano scenziati cinesi, da utilizzare come scenziati e pagare come cinesi.
    Se le aziende si ridimensionano tornano a fare lavoro e non finanziarie e scommesse sulle valute, (peggio ancora scommesse strane)  si potrebbe fare roba seria, costante, con innovazione continua, ma la classe dirigente oggi è quella che nel 1968 iniziava a fumare e già abbiamo iniziato a vedere i figli dei fumatori che hanno fatto sfracelli. Poi ce la prendiamo con la globalizzazione … si… qualcosa… ma le teste pensanti non pensano (almeno sono pochine)  Tutti bruciati dal capoturno che dopo averci pensato bene ha sgamato l’intruso che altri mangiapane a tradimento non avevano  individuato.
    Non penso di illustrare le soluzioni perchè tanto ognuno ha le sue, quindi Buona fortuna a tutti.

  • Giordano Roberto 5 anni

    Ora et labora …..

  • Fabio Dam 5 anni

    Storia interessante ma nulla di nuovo. Conosco i sistemi e le metodologie degli uffici del personale e, come questa storia insegna, ritengo non siano più efficaci (se mai lo siano stati realmente). Direi comunque che il caso peggiore va visto al contrario: un esperto dipendente che può efficacemente supportare nella selezione di una figura tecnico-professionale  la sua azienda suggerisce una persona tra 20-30 colloquiate e l’ufficio personale che ne boccia la candidatura (è già successo anche al sottoscritto). Perchè? troppe esperienze lavorative di un certo livello registrate nel cv possono fare dei brutti scherzi ai cervellotici impiegati dell’ufficio personale che come dei novelli tenenti Colombo o Sherlock Holmes, o peggio stile Lie to Me, ti scrutano per indagare ogni minima sbavatura nel tuo colloquio, chiedendo e richiedendo spesso le stesse cose e soffermandosi minuziosamente su come il suppliziato posizioni le mani e le braccia durante il colloquio e dove ponga il suo sguargo ad ogni sua risposta… ridicolo.
    Suggerimento spassionato alle aziende: usate di più l’istinto, la ragione e spesso il cuore, prendete le persone mettetele alla prova, schiacciatele sotto il torchio, spremetele, stressatele e se fanno proprio schifo esiste il periodo di prova. Al contrario li renderete veri professionisti; valutatene sempre le idee, dal primo all’ultimo arrivato perchè un giudizio di una persona non coinvolta ancora nei processi aziendali può essere di aiuto esattamente come quello di un dipendente che lavora da 20 anni.

  •  bè molto furbo quasto ragazzo ma io non andrei comunque a rischiare di essere denunciata… è  vero purtroppo oggi come oggi è difficilissimo trovare lavoro perchè la maggior parte delle aziende assumono solo con esperienza ma una persona come me che è appena uscita da scuola da qualche anno e che non ha esperienza come può essere assunta da queste aziende?
    Anche perchè se non mi danno la possibilità di fare esperienza e di imparare noi giovani non riusciremo mai a trovare niente

  • Patrizia Setti 5 anni

    Questo conferma il mio pensiero: un selezionatore non può dire doi conoscermi e sapere come lavoro nemmeno dopo una selezione accurata e puntuale.
    Durante il processo di selezione puoi fare un figurone (come in questo caso) o (più facilmente) incappare in qualche silenzio imbarazzante o non rispondere come volevi a tutte le domande… insomma l’ansia può fare brutti scherzi…
    Ma alla fine bisogna testarle le persone per conoscerle davvero.

  • Alessandro Vanin 5 anni

    dimostrazione che coloro che devono giudicare se un aspirante lavoratore è in grado di svolgere una mansione talvolta sono molto più incompetenti dell’aspirante lavoratore stesso a cominciare da chi ha lasciato le domande del test ai partecipanti della selezione, passando per chi non ha ascoltato l’operaio esperto prossimo alla selezione. Nelle agenzie lavoro interinale non dovrebbero lavorare solo giovani signorine di 25 anni che non hanno fatto altro in vita loro, ma persone che hanno fatto lavapiatti, operaio/a cameriere/a, agricoltore, portiere, idraulico ecc e che sanno cosa vuol dire fare tenti mestieri.

  • Antonella Clemente93 5 anni

    Questo racconto è solo l’ennesima dimostrazione del fatto che solitamente chi deve giudicare il lavoro degli altri in genere il lavoro in questione non lo conosce veramente perchè non lo pratica e nessuno di loro in genere ha l’umiltà di ammettere questa “ignoranza” affidandosi alla consulenza di qualcuno veramente esperto.

  • Ludovica 5 anni

    Onestamente non mi stupisce
    affatto. Se le aziende iniziassero seriamente a dare valore al proprio
    patrimonio umano, a fare per esempio delle riunioni in cui TUTTI siano
    coinvolti, dall’amministratore fino all’ultimo degli operai, in una vera e
    propria organizzazione circolare dell’azienda invece che nelle modalità della
    vecchia impostazione verticale, sono certa che TUTTI nell’azienda ne trarrebbero
    reali vantaggi. A volte il semplice spostare un macchinario da una posizione ad
    un’altra può snellire e migliorare la produzione di un singolo pezzo, rendendo
    il lavoro più semplice e riducendo i tempi, e chi può dare un suggerimento
    simile se non la persona che in quella postazione passa intere giornate a
    lavorare? Questo è solo un piccolo esempio che si riallaccia alla storia sopra
    raccontata, ma immaginiamo che potente e positiva rivoluzione potrebbe accadere
    dentro un’azienda illuminata che adottasse questo modello di gestione dal primo
    all’ultimo dei suoi dipendenti! Finché i dirigenti penseranno spocchiosamente di
    essere i soli depositari della conoscenza a 360° delle loro aziende, non faremo
    nessun passo in avanti. Questa vecchia concezione è tra le più due a morire in
    questa nostra decrepita realtà industriale italiana, specie nelle aziende di
    provincia a conduzione familiare. Non credo sarà questo tipo di azienda a
    superare i tempi difficili che stiamo vivendo, ma saranno piuttosto quelle
    aziende che faranno di tutto il team aziendale coeso e uniformemente motivato il
    loro punto di forza, ad arrivare ancora vivi e sani alla fine della tempesta
    e ripartire.

  • Xartascelica 5 anni

    di seguito Vi propongo il mio commento: dal mio punto di vista le agenzie di selezione effettuano una prima scrematura, ma i test psico attudinali che attualmente si utilizzano nelle aziende italiane per trovare i candidati giusti si basano su dati errati. Gli stessi test vengono usati sia per posizioni manageriali( sul saper condurre un team ) che per posizioni tecniche dove una persona deve saper usare un macchinario e  non gestire il personale.

    Il fatto che l'”anziano” non venga preso in considerazione dal Direttore e’ da preoccuparsi…spesso colui che lavora col macchinario ha piu’ conoscenza dei superiori( vorrei ricordare che e’ normale che il direttore non conosca molto bene un macchin ario, anche se non dovrebbe accadere, siccome il suo lavoro e’ soprattuitto il cost control e far si che si sia sempre in positivo, ma allo stesso tempo riconoscere che solo dagli “aziani” si puo’  imparare….vorrei anche dire che in italia come in algtri posti e’ difficile che un operaio diventi dirigente, siccome non c’e’ la cultura della formazione interna per portare un semplice operaio, che per sua scelta o per altri fattori a scelto di lavorare anziche’ continuare gli studi, a posizioni manageriali in modo tale che l’impresa non debba spendere denaro all’esterno per cercare qualcuno di qualificatio, il quale non conosca il suo lavoro e quindi spendere di nuovo soldi, per un’altra ricerca, e tempo. Ci sono persone all’interno dell’aziendaq che se aiutate anche finanziariamente negli studi potrebbero imprarare anche la parte di programmazione: in tal modo nbon solo conoscerebbero la parte tecnica in modo approfondito ma anche nuove modalita’ ed il saper combinare le due per una migliore efficacia ed efficienza lavorativa.

    Allo stesso tempo e’ interessante sentir “parlare” di come Marcello abbia avuto fortuna trovare qualcuno che abbia trovato la sua caparbieta’ ( anche se non perfettamente efficace) adatta per poterlo assumere, in quanto persona sveglia ( spesso meglio di una persona con tutti i fogli necessari me che e’ un robot durante il lavoro senza iniziativa e capacita’ di raggirare i problemi).

    Per finire: cosa manca nelle realta’ italiane e’ il provare subito la persona per vedere se conosce il suo lavoro…una piccola prova pratica svela subito le vere capacita’ della persona, se non pratiche per lo meno nel sapersi gestire in situazioni di criticita’, anziche’ basarsi su colloqui di gruppo con stupidi test i quali per lavori manuali non hanno senso….ho lo sai fare il lavoro o non lo sai fare!!!!

    Io ho 31 anni laureato in Economia a Torino ( triennale nei tempi giusti) ora studio per un Master degreea londra in relazioni internazionali in ambito economico e mediazione. parlo 6 lingue straniere e ne studuio altre e nel tempo libero mi leggo libri uyniversitari di metalmneccanica fisica e chimica.  Lavoro a tempo pieno in posione manageriale nel settore alberghiero.   In Italia non ho mai trovato lavoro, neppure nei call center come part-time siccome non passavo i vari test psico attudinali. ( vorrei ricordare che ho avuto posizioni manageriali in vari paesi  quali Stati Uniti, Francia e Inghilterra).

      E’ meglio cambiare la mentalita’  italiana sul mondo del lavoro altrimenti l’italia perdera’ tutto il suo KNOW-HOW!!

  • Cattafla 5 anni

    Vero,interesantissima storia,che porta a riflettere su due fronti:1 l’abito non fa il monaco,2 la pratica vale piu della grammatica,parole d’altri tempi ma tuttore in vouge

  • Domenica Borzi 5 anni

    Non ho parole! Non ho parole per commentare con quale indegno titolo è stato divulgato questo avvenimento! Ma dove siamo arrivati ad accusare un ragazzo che chissà con quante peripezie sia arrivato ad essere obbligato di ingannare dei professionisti del mestiere per che cosa??? Semplicemente per avere un normale e sottolineo normale posto di lavoro. Ma io gli faccio mille complimenti per la sua tenacia, bacio la terra dove cammina e gli stendo il tappeto rosso dove cammina!!! Mik meraviglio che
    andiamo ad accusare  una persona che chiede semplicemente di avere un posto di lavoro per la sopravvivenza e mi vergognerei di accusare una persona che sta solo chiedendo un posto di lavoro per sopravvivere e deve e sottolineo deve ricorrere a certi bluff per averlo, quando il diritto al lavoro è un nostro dirittto. Allora se dobbiamo parlare di bluff perchè non pubblichiamo anche i medodi con cui le nuove strutture di selezione del personale in cerca di lavoro agiscono nei confronti dei poveri cristi che sono stati messi fuori uso dopo che magari hanno dedicato una vita al lavoro e che non trovano più nè un qualsiasi  lavoro nè
     hanno più i requisiti per andare in pensione, o vogliamo parlare dei nostri giovani che dopoi aver studiato una vita devono fare gli sguatteri per pochi euro al mese???? Ma intanto dobbiamo pagare le spese, le tasse, magari il mutuo o un affitto astronomico se vogliamo vivere sotto un tetto.  Potrei andare avanti all’infinito, mi fermo qui sottolineando che la persona che ha proposto la divulgazione di questo articolo sotto questa forma, sapendo quello che milioni di italiani e sottolineo i t a l i a n i !!! stanno subendo in questo momento si dovrebbe vergognare!!!!!!  Ma forse è proprio perchè a questa persona il problema  non lo tocca.
    Bhè niente è dato per scontato la ruota non gira sempre dallo stesso verso, potrebbe cambiare rotta, e chissaà mai che qualcuno si preoccupi di difendere questi italiani che sono sempre stati ospitali e generosi con tutti e che da padroni stanno diventando garzoni.  Non aggiungo altro ma a buon intenditor……………

  • Angeloni_claudio 5 anni

    Marcello ha fatto di necessità virtù , avendo bisogno di lavorare , e un grande merito va al direttore di stabilimento che vedendolo così determinato gli ha dato una seconda opportunità  , e state pur certi che Marcello sputerà sangue pur di non perderla , quindi l’azienda ha fatto sicuramente una ottima assunzione anche se non nella posizione inizialmente ricercata.
    Qui la figura del fessacchiotto l’ha fatta l’ingegnere capo di produzione ,che chiaramente non è all’altezza di verificare le capacità di chi lavorerà per lui , e maggior colpa per non avere ascoltato l’operatore “vicino alla pensione”  , perchè vuole dire che non è in grado di valutarne i pareri nonostante lavori lì da tanto tempo , per cui se un manager non sa valutare i propri collaboratori è da eliminare al volo, perchè il problema per un manager non è avere la fiducia di chi ti sta sopra o al tuo stesso livello , il vero problema è quando chi sta sotto di te non ti ritiene capace , e allora cominci a scavarti la fossa.
    Non potevano farci nulla nè il responsabile del personale, nè Massimo .
    Per finire , il rospo più grosso , non capisco ancora l’utilità di uno psicologo e test psico – attitudinali , fanno ridere e fanno ridere le aziende che li applicano , ho lavorato per una multinazionale che utilizzava questi “strumenti”  , io li chiamavo “ufficio complicazione cose semplici” , stiamo parlando di affidare la decisione se dare il lavoro o meno a persone che non hanno mai lavorato in vita loro……

  • Cat63 5 anni

    Ho avutouna esperienza simile, ma io ero al posto di Nicola. Una ragazza che doveva sostituirmi in un ufficio commerciale-estero aveva gonfiato le sue capacità, subito sgonfiate dopo il primo giorno di affiancamento. In questo caso io non ho detto nulla al datore inizialmente, poichè volevo aiutare la ragazza ad avere il posto se ci teneva, ma quando le ho fatto capire che l’avevo smascherata non si è umilmente “confessata”; io avrei potuto aiutarla se avessi saputo a che punto era con le sue conoscenze,  invece dopo pochi giorni in cui aveva visto di non potere sostenere la parte si è data malata per non incontrarmi più ed il sabato successivo, in cui io non lavoravo, adducendo una banale scusa si è ritirata. A quel punto il mio datore di lavoro era già al corrente del motivo per cui non si faceva più viva e quando gli ho chiesto che cosa fosse successo alla mia futura sostituta, mi ha risposto, sorridendo e con uno sguardo sollevato per il rischio corso, “una strega l’ha fatta scappare!!”. Morale: sono d’accordo è difficile trovare personale qualificato, era meglio quando si stava peggio, poichè si faceva il classico colloquio, magari in presenza del futuro più esperto ed anziano collega dell’aspirante candidato, con un periodo di prova che a quel punto diventava superfluo; difficile prendere per il naso chi nel settore ci lavora 8 ore al giorno ormai da parecchi anni!

  • Filip1983 5 anni

    Esperienza diretta con psicologi del lavoro. Selezione per un master, cui seguì un’assunzione praticamente per tutti i partecipanti. 20 selezionati e 5 riserve: 17 entrati (8 che hanno rinunciato ad un master pagato). Di questi 17, a due anni di distanza 3 hanno già cambiato azienda (1 addirittura prima della fine del master), ed 1 non ha avuto il contratto rinnovato (gli altri a tempo indeterminato). Insomma, alla faccia della motivazione e delle capacità relazionali: le 5 riserve erano praticamente state escluse dalla psicologa del lavoro per queste motivazioni, nonostante profili tecnici e capacità personali di ottimo livello, ma si sono rivelate migliori investimenti per l’azienda di alcuni “motivatissimi” concorrenti.

  • Fpball 5 anni

    Tutto ciò va ad ulteriore riprova che il metodo di selezione di personale qualificato è completamente errato.
    Se si continua ad adoperare gli psicologi che imitano i profilers dei filmetti americani per definire l’attitudine ad una attività operativa, si seguiterà ad alimentare la specie dei Managers che ti fanno i fari sulla corsia di sorpasso perché corrono da una parte all’altra della regione a “Gestire” e a sviluppare il business. Già che ci siete fate anche un colloquio in Inglese a chi lo dichiara ” fluente” nel curriculum.

  • Luis 5 anni

    Purtroppo in queto caso si ha capito che tutte le espeienze aqcuisite in teoria dai psicologi, dattore di lavoro, capo turno ect.ect. non servono tanto. Perchè? io mi posso proponere come il miglior pittore del mondo so di tutto e di crudo, ma se non ho mai usato il pennello ce pocco da fare. Per questo il signor Nicola lo ha scoperto, poce parole ma fatti, Lui ha capito il falso. In qualsiasi mestiere di professione, specialmente di opera manuale un buon operaio lo vedi se è capace o no, se non lo vedi perchè anche tu non lo sei.

  • Ospite 5 anni

    E’ la dimostrazione lampante del particolare momento di crisi che attraversiamo…siamo disposti a reinventarci pur di non esser tagliati fuori, seppur con una buona dose di incoscienza, perchè alle parole devono poi seguir i fatti…l’accaduto in sè è lodevole per l’audacia dimostrata, ma deprimente per il sentimento di disperazione che in esso si cela. Si è vero, oggi bisogna esser sempre più competitivi e preparati per che il mercato lo richiede, ma come il  Sig. Nicola insegna il principale componente per esser competitivi e praparati è l’esperienza e questa non si recepisce ne con un titolo di laurea, ne balzando da un’azienda all’altra..come le attuali esigenze imppongono. Oggi, i nostri amministratori ci dicono,  “il lavoro dev’esser flessibile…al passo con l’esigenze della società”… ed io aggiungo “esigenze indotte dal loro fallace operato”…RIFLESSIONE: sarebbe ora il momento di riformare la nostra classe amministrativa?!? visto che il frutto del nostro seminato va al trove?!? forse le aziende bovrebbero investire in apprendistato e in corsi di formazione per il proprio personale, e magari rimettendoci all’inizio per poi recuparare tutto e più dopo…ma siccome i nostri governatori ci chiedono “aiuto” invece di aiutarci, ed il risulato è quello di non avere più stabilità e quindi prospettive di crescita, forse i cambiameni dovrebbero riguardare altre sfere sociali..
    PS: il Sig. Nicola Vanta un’esperienza di 40 anni e se non fosse per l’età di pensionamento…non l’avrebbero mai sostituito con nessuno…

  • Bigslash 5 anni

    Salve a tutti! Vorrei che qualcuno mi spiegasse perchè molte aziende “holdings”, selezionano personale ogni giorno ripetendo sempre la stessa minestra e inculcano ideali che poi trasformano le persone stesse in macchine da guerra senza scrupoli. Questa azienda si trova a Verona e seleziona “agenti commerciali plurimandatari” porta a porta. (contratti per l’Eni con tanto di tesserino a nome di aziende terze). E’ normale una cosa del genere?? Io sono rimasto senza parole, vedendo e sentendo certe cose……

  • ayrton22 5 anni

    ennesima dimostrazione di come sia sempre utile millantare. Se lui non avesse “barato”, non gli sarebbe mai stata data nemmeno una possibilità.
    Invece così la porta gli è stata aperta e c’è anche stato il lieto fine.
    è paradossale che rispettando le regole, nessuno avrebbe apprezzato la sua grande determinazione. 

  • Fabriziolongo 5 anni

    Marcello, senza dubbio è una persona molto furba, da non confondere con l’intelligenza pensiero ricorrente nella maggioranza dei casi, forse avrebbe potuto anche imparare, ma in questo caso avrebbe dovuto avere un attimo di onesta.purtroppo il mondo è pieno di questa gente, bisogna valutare le persone per quello che sono e non per quello che furbamente (spesso anche per le loro insicurezze sembrano) questo è molto difficile, comunque forse la nostra società un giorno sarà in grado di farlo.

  • Lara 5 anni

    pazzesco,ma questo dovrebbe riportare tutti un po’al passato e alle vecchie maniere,ricordate..
    non c’erano persone preposte alla selezione del personale,molto piu’ veloce e sbrigativo l’iter: chi voleva lavorare e aveva tanta voglia di fare,iniziava da subito senza tutta sta burocrazia allucinante che serve solo a perdere tempo e a far guadagnare soldi utili a persone inutili.
    Mi trovo nella stessa situazione,sto cambiando posto di lavoro,so lavorare autonomamente,l’ho dimostrato,ma sul curriculum c’è scritto in maniera onesta che ho un anno e mezzo di esperienza nel mio lavoro,dunque si preoccupano piu’di questo che della dimostrazione pratica che ho dato…
    sono avvelenata,forse dovrei imparare a comportarmi nel medesimo modo,i furbi hanno sempre la meglio

  • Patriziaberlo 5 anni

    Era deciso a trovare un lavoro e ha dimostrato a tutti che nè una laurea, nè un ingegnere avrebbero potuto fermarlo.
    Per quanto mi riguarda è stato molto furbo ma determinato e spesso la determinazione basta per ottenere nella vita ciò che si desidera.
    Ha preso in giro tutti  ma è riuscito nel suo intento. Che dire? Bravo

  • patrizia 5 anni

    Dopo aver letto attentamente quanto accaduto, dico solo che spesso non serve nè una laurea nè altri studi per giudicare le capacità di una persona, ma l’esperienza.
    In tantissimi posti ho visto entrare persone non qualificate per l’attività che svolgono ma assunte solo per raccomandazioni e non per meritocrazia.
    Certo è che il Furbetto ha ottenuto il posto di lavoro e non sono bastati ingegneri o altro a fermarlo.
    La sua fermezza nel trovare lavoro lo ha premiato e questo è tutto

  • Giampaolo Camera 5 anni

    IO SONO STUFO DELLE SCREMATURE.
    SE UNA PERSONA COME ME, AD ESEMPIO, NON POSSIEDE TUTTE LE COMPETENZE NECESSARIE, PERCHE’ NON SI PUO’ IMPIEGARE UGUALMENTE IN UFFICIO MAGARI A FAR FOTOCOPIE OPPURE AD IMPARARE QUALCOSA DI NUOVO CHE UN DOMANI POSSA ESSERE UTILE ALL’AZIENDA STESSA?
    SUL FATTO CHE LE AZIENDE NON ASSUMONO PERCHE’ NON HANNO I SOLDI PER PAGARE GLI STIPENDI, RISPONDO CHE E’ VERO, MA E’ ALTRETTANTO VERO CHE SE LE SCELTE DEI VARI GOVERNI SUCCEDUTISI NON AVESSERO SPRECATO IL DENARO PUBBLICO E AVESSERO MESSO MENO TASSAZIONI ALLE IMPRESE STESSE, PROBABILMENTE QUESTI PROBLEMI POTREBBERO FORSE ANCHE ESSERE SUPERATI.

  • Daesy73 5 anni

    Vorrei far presente che(nn ho letto la storia ma mi interessa l’argomento) capita a volte che anche le aziende nn hanno le qualità per assumenre nè tantomeno per garantire la coriispondenza fra l’offerta e il profilo ricercato.
    a volte capita di essere assunti con i migliori propositi e dopo due mesi di sentirsi dire che hanno sbagliato persona: che il profilo nn corrisponde e che nn supererai il periodo di prova, con una certezza :che effettivamente si credeva di trovare un tipo di lavoro e invece di ritrovi a farne un altro nn in linea col tuo profilo.Sicuramente ci sono persone poco scrupolose che si vendono bene e vendono fumo….anche se secondo me nn vai lontano…quindi meglio esere corretti durante il colloquio e stare anche “”schisci”” senza avere manie di grandezza, però anche le aziende o chi per loro devono mostrare lealtà nelle selezioni.

  • Um67 5 anni

    quanti ce ne sono così…e ad oggi hanno pure un posto di rilievo. Lasciamo perdere!!!…basta andare a scuola e vedere come insegnano certi docenti laureati… e pensare che lì si formano le basi per il futuro di chi andrà a lavorare. Le competenze ed esperienza non sono mai state premiate… Basta essere furbi…saperla raccontare..insomma essere dei bravi venditori di fumo… peccato che queste persone oggi giorno riescono ancora a farla franca. Ma la classe politica dove é?…opsss…. ma sono loro i primi…ahahahahahah

  • Ciro papi 5 anni

    Alla fine della fiera, il furbastro ha comunque avuto un lavoro grazie alla sua faccia tosta e alla sua “fame”,gabbando fior di professionisti e di struttura esistente proprio per evitare questi episodi.
    Un altro spunto di riflessione è che non c’è niente di meglio dell’esperienza operativa sul campo più di tante teorie. 

  • Mariapalma82 5 anni

    i propri limiti, anche se nascosti, prima o poi vengono fuori! la sincerità paga SEMPRE, io ci credo! anche se in un momento difficile come questo molte persone farebbero carte false per trovare lavoro…..però fa riflettere il fatto che l’unico a capire l’inganno è stato il semplice operaio!complimenti ai super valutatori e selezionatori.

  • Alicya A 5 anni

    bene bene allora per ottenere un lavoro bisogna essere falsi ,bugiardi e prendere in giro tutti? lezione appresa!!!

  • Gianguido_pisapia 5 anni

    Al di la dei romanzetti più o meno reali purtroppo quando non c’è lavoro ci si deve un pò arrangiare e ci si prova sempre che si abbia la possibilità di farlo. La verità è che in un mercato sempre più al ribasso quello che latita è propriola professionalità che viene meno per due motivi.
    La formazione è sempre più carente
    Leaziende non supportano più la crescita interna ma pretendono da subito

    Aggiungendo che dai settori in crisi esiste un travaso di persone e di competenze che purtroppo volenti o nolenti tentano di riciclarsi.

    Al collocamento ho visto questo annuncio: cercasi disabile per lavoro full time commerciale estero ottima conoscenza inglese,francese, tedesco, contabilità e rapporti con fornitori, ottima conoscenza dei programmi gestionali.

    Si offre contratto di prova con rimborso mensile (330 €/ mese) con possibilità di assunzione.

    Si potrebbe ipotizzare che qualche persona in possesso dei non banali requisiti abbia potuto barare sul fatto di essere diversamente abile.

    Dopo un periodo abbastanza lungo comunque la ricerca è andata a buon fine.

  • Stellalpina 1 5 anni

    Purtoppo anch io ho dovuto escogitare simili alternative per avere un lavoro. Tutti vogliono attestati pezzi di carta che non servono a niente se poi nn si ha la possibilità di fare pratica. A volte per avere un lavoro bisogna fare i “furbi” . Ma bisogna comunque essere del settore.

  • Pinorestaino 5 anni

    Non riesco a biasimare Marcello per come si è comportato, soprattutto ha mentito sulle sue reali capacità di lavoro. Di questi tempi simili comportamenti sono all’ordine del giorno e capisco le difficoltà che le aziende devono affrontare  per assumere personale qualificato: infatti anche loro si rivolgono a persone che possono conoscere personalmente i candidati e quando non ne dipongono si rivolgono alle agenzie di selezione.
    Questo per affermare che nemmeno le agenzie di selezione garantiscono al 100% l’assunzione di personale qualificato.
    Quindi: come poter assumere candidati senza il rischio di scegliere una persona “non idonea”? Semplicemente affidando il compito della selezione ad una persona che abbia già ricoperto l’incarico richiesto, tipo un pensionato recente, senza NESSUN tipo di pregiudizio o favoritismo verso gli esaminandi. Questo spiega la “valutazione” competente del sig. Nicola, dopo 40 anni di lavoro ed esperienze. Nel mio campo i geometri di cantiere venivano affiancati dagli assistenti edili o capomastri che, vicini alla pensione, non sentivano nessuna competizione da parte dell’esaminato. Questo è l’unico neo della valutazione  da parte delle persone con esperienza: trovare “esaminatori” vicini alla pensione, fiduciati dall’azienda, senza alcun pregiudizio verso i candidati, così da sfruttare  appieno le esperienze dei pensionandi  (patrimonio incalcolabile), anche giustificandoli con un leggero compenso offerto dalle aziende, così da incentivare e gratificare, anche dopo la pensione, le persone che hanno lavorato tutta una vita. Questo è un mio suggerimento per le “Agenzie di selezione”.
    Io penso che i pensionati siano una risorsa irrinunciabile per garantire un “passaggio del testimone” per avviare i giovani al lavoro. 

  • Sarminstallazioni 5 anni

     poche parole ,le bugie anno le gambe corte ,e l’esperienza vale più di qualsiasi diploma

  • Onorina 5 anni

    Questa storia evidenzia da un lato l’esasperazione di chi cerca lavoro, non giustifico le bugie in nessun caso, ma nello specifico  il lavoratore per disperazione ha erroneamente giocato le sue carte.
    I manager spesso, hanno cognizioni più teoriche che pratiche ed alle volte si lasciano prendere solo dall’aspetto puramente statistico o matematico, ma non pratico.
    L’operaio esperto, se da un lato può essere per certi versi prevenuto è comunque più competente di chi è addetto alle assunzioni.
    Ad oggi la realtà lavorativa è veramente molto amara, e per chi deve entrare nel mondo del lavoro, che a furia di stage si ritrova più precario che mai, e  per chi come me  dopo  aver gestito per 13 anni  un negozio ed il  relatvo personale, a 40  viene considerato vecchio,dal’azienda, che è una multinazionale francese e soprattutto un costo eccessivo; meglio 400 euro di rimborso spese ad uno stagista  che uno stipendio di poco più di 1000 euro ad una gerente qualificata, nel caso specifico il valore aggiunto è dato solo dal risparmio sulle spese del personale.
    Risorse umane???? perdonatemi ma mi viene da ridere, esperienza????Importantissima, ma sei vecchia, meritocrazia???? sarebbe bello, ma le cose più sensate sono utopìa:((((

  • Giuseppe Scimone56 5 anni

    Il bluff perfetto nel processo di selezione. 

    La
    necessità di trovare un lavoro, sprona l’inventiva umana fino all’inverosimile e spesso si accetta qualsiasi lavoro pur di sbarcare il lunario. Purtroppo
    questa consuetudine nella maggior parte dei casi, sia per il lavoratore che per
    il datore di lavoro non è un bene. Certo i selezionatori fanno del loro meglio,
    valutano i requisiti scolastici, professionali ecc… ecc…ma non possono  valutare
    l’effettiva attinenza  del lavoratore. Dalla mia esperienza vissuta, posso
    con certezza dire che non sempre il titolo di studio  acquisito, la
    capacità di effettuare quel tipo di lavoro, calibra il lavoratore
    all’eccellenza.

    Certo
    gli studi non sono acqua le conoscenze teoriche servono ad accorciare i tempi
    di addestramento all’utilizzo delle macchine, a migliorare la qualità del
    lavoro, a capire  come programmare e velocizzare le fasi lavorative. Ma è
    sempre vero che questi requisiti senza attinenza e volontà non portano a
    niente.
    Saluti Giuseppe.

  • Maria Parlato 5 anni

    SIGNORI E’ LITALIA DEI VALORI!!BRAVI!! BRAVI!! I SELEZIONATORI CHE A PRENDER  GLI STIPENDI PER PASSIONE DEL LAVORO, SONO” IDONEI” ANCHE LORO.E NOI TUTTI VECCHI E GIOVANI AD ACCETTAR TUTTO CIO’ CHE SA’ DI “FINTO DOTTOR”E ALLORA  FORZA  E DAI CHE A FARE I PANINI CI VADO IO…E A INSEGNARE LE LETTERE CI MANDANO CAPITA FRACASSA!SCUSATE MA ANCHE A COMMENTARE L’ACCADUTO E SEMPLICEMENTE  UN PO DI TEMPO PERDUTO.MICA CI DICONO POI DI PRENDERLA COSIII..?
    E SCUSATE SE NON NON MI SONO LAUREATA MA A SCRIVERE NON SONO POI UNA CACCA!
    PAZIENZA E CHE VINCA PRIMA O POI IL MIGLIORE

  • Vendetti Alessandro 5 anni

    E’ una storia come tante, ne ho sentite tante e on mi stpisce ne la tattica di Marcello che fa di tutto per ottenere il posto, ne mi stupisce Nicola che con la sua esperienza ha valutato in pochi minuti il candidato. Le difficoltà di Marcello però offrono due indicazioni sulle quali riflettere: chi cerca lavoro può essere un serio professionista, competente epreparato, ma senza un apripista che lo sponsorizzi difficilmente otterrà il posto.
    L’altra indicazione è che non sempre gli studi hanno la meglio rispetto all’esperienza. Non esistono leggi matematiche in tema di human resource, il problema è che in Italia le raccomandazioni hanno creato un management incompetente, che spesso non è inn grado di valutare, pianificare, gestire.
    Sono anni che tento di avere una seria opportunità di giocarmi le mie carte, sostenendo colloqui, ma continuo ad essere un precario che le sue opportunità le ottiene solo grazie al passaparola, solo grazie a chi ha avuto modo di lavorare con me e mi propone ad aziende che di volta in volta richiedono professionisti con le miecompetenze. Il discorso è assai lungo e complesso, non vi annoio oltre.
    Alessandro

  • Moniasilvestri76 5 anni

    Questa esperienza dovrebbero leggerla risorse umane a volte non si hanno i titoli ma si hanno le capacita peccato che non possiamo dimostrare a nessuno quanto valiamo perche la prima cosa che si guarda e il titoli

    • Sunil1 Sc 5 anni

      Non è questioni di titoli e questione di saper fare. Il saper fare lo dimostri solo sul campo. I titoli servono ma anche l’esperienza. Tutto serve e niente è indispensabile

  • Giovanna Ligato 5 anni

    Salve a tutti…. io sono una ” Nicola ” ma disocupata!!!!  Tanti potenziali datori di lavoro mi vorrebbero per la mia serietà personale e professionale ma…. nessuno mi  prende perchè non porto sgravi all’azienza. Allora si preferisce  l’impiegato qualunque, che fa risparmiare sui contributi, anche se ti manda a gambe in aria un ufficio!!!  Purtroppo sono stata valutata da quasi tutte le agenzie interinali dell’Emilia Romagna per sei mesi, ma sempre con la stessa risposta: ” signora lei sarebbe perfetta ma l’azienda ha bisogno di sgravi fiscali… ci dispiace!!!!!” 
    Il mio è un commento/sfogo e mi scuso se ho tediato qualcuno ma chi valuta le risorse umane per  un’azienda da questa storia ha molto da imparare e soprattutto dovrebbe far capire alle aziende che 
    ” non sempre guadagnano con gli  sgravi fiscali “!!!!! 

  • Michele 5 anni

    Nicola e’ stato veramente in gamba e la cosa non mi stupisce per niente, vista la sua esperienza 40ennale sul campo…non vi è mai capitato di poter avere le carte in regola per smentire un vostro superiore?..e una volta che questo succede venite messi alle strette da un subalterno che vi porta all’esasperazione tanto da portarvi a chiedere le dimissioni?…a me è successo in una azienda meccanica, facevo controllo qualità e nel mio ruolo ero diventato abbastanza in gamba e il molti a vario livello dell’azienda avevano bisogno di me in un modo o nell’altro per il proprio lavoro…quando gli ho fatto presente alcune cose in merito all’aumento di produzione negli ultimi due anni (questo succedeva ormai circa 10 anni fa) e il dover rimanere senza il minimo aiuto(di personale) e senza la minima riconoscenza per quello che facevo…sono stato portato a rassegnare le mie dimissioni per esasperazione per le continue discussioni con il mio capo e l’ingegnere (amministratore delegato dell’azienda)…dopo poco più di una settimana sono stato sostituito da un ingegnere con laurea breve e due altri operai nuovi, che sarebbero stati i suoi “sguatteri”….ora dopo altre esperienze in altri lavori, forse ho trovato quello che avrei dovuto sempre fare visto che sono un perito elettrotecnico,ma all’alba dei 35 anni sono in questa azienza con un contratto d’agenzia a 1050 euro al mese…..posso concludere dicendo che in un modo o nell’altro (vedi ad esempio il Sig. Marcello come ha avuto le informazioni necessarie per poter fare un’ottima prova ed entrare in quella azienda) il lavoro dove si può entrare più “facilmente” e che di garantisce di vivere e non di sopravvivere e quello che viene grazie alle CONOSCENZE e con la famosa SPINTARELLA (notare l’ex capo del Sig. Marcello)….se hai la conoscenza giusta ok, altrimenti fai la fame!!!

  • Giacomo 5 anni

    La storia è interessante ma a mio avviso le conclusioni sono opinabili…credo che l’operaio anziano avrebbe usato in ogni caso delle parole di chiusura nei confronti di un nuovo arrivato, anche se quest’ultimo era realmente un genio della programmazione.

    • Giuseppe 5 anni

      Non è detto, la valutazione può essere fatta a prima vista, ma una persona corretta si guarda bene prima di esprimere in pubblico un parere negativo.
      Giuseppe.

  • Luigichalet 5 anni

    Si può fregare tutte le persone, tutti i test , chiunque si può fregare , ma non le persone con esperienza da vendere !!!!!!

  • Dario Valca 5 anni

    Non me la sento di giudicare troppo negativamente un ragazzo che ha voglia di lavorare ma si trova disoccupato.
    Mi ha colpito molto di più i cinque minuti di Nicola.
    La storia di Nicola mi fa sorridere e scuotere la testa quasi come a vedermi fra 20 anni, si perchè sono 19 anni che lavoro, ho accumulato esperienze anche come capo reparto nel settore elettrico di automazione industriale, portato avanti dei lavori creando dei gruppi di collaboratori validi e migliorando i sistemi di lavoro dalla progettazione al collaudo finale. A parte tutto questo resoconto, mi sono trovato a ripartire ancora una volta indietro di un gradino, iniziare a guadagnare la fiducia di nuove persone, dimostrare ancora di essere in grado di fare quel qualche cosa in più, e sentendo queste storie credo che farò la fine di Nicola. Mi domando perchè le persone brave a lavorare fanno più fatica a fare carriera di altri personaggi che leccano i piedi e proteggono il loro lavoro anche con metodi scorretti pur di rimanere a galla pur non facendo il bene della ditta dove lavorano e quindi mancando di rispetto a tutti i colleghi. Forza Nicola!!!!!

  • eris 5 anni

    Sicuramente è una storia vera e ne sono sicuramente convinta, ma questo dimostra quanto il mondo del lavoro sia messo male

  • Marinella Pairetti 5 anni

    Ero certa che Nicola avrebbe scoperto l’inganno…mai sottovalutare l’esperienza che a volte supera tutti gli attestati e tutti i buoni venditori di se stessi..
    L’aspirante “super-professionista” ha sbagliato di grosso: è assolutamente inutile raccontare mirabolanti esperienze mai vissute, di fronte ad un annuncio di lavoro è necessario fare un severo esame di coscienza, è bene essere sinceri con se stessi e con chi ti si porrà di fronte per il colloquio, questo non vuol assolutamente dire aver scarsa autostima di sè, anzi è necessario sottolineare garbatamente ma con determinazione i propri punti di forza…ma da qui a rischiare di “sballare” un ciclo produttivo..ce ne corre.

  • Rosario Gentile 5 anni

    Questa storia è interessante, ma non mi sorprende…
     
    Oggi chiunque farebbe di tutto per ottenere un posto di lavoro…!!!
     
    Ma tutto questo non è anche la conseguenza e il risultato di un’Italia in crisi nel mondo del lavoro?
     
    Si comprano le lauree, s’inventano titoli professionali inesistenti, s’inseriscono nei curriculum esperienze lavorative mai vissute, si corrompono persone e quant’altro…
     
    Per cosa…?  Per ottenere un posto di lavoro in Italia…?!?
     
    L’art. 1 della costituzione italiana recita il diritto al lavoro, ma qualcuno oggi ci dice che tale articolo recita il diritto di lavorare, ma non di avere un lavoro… VERGOGNA…!!!
     
    Sono troppo pochi i posti di lavoro disponibili in Italia, e in qualsiasi categoria, pertanto sempre più si verificheranno truffe e illeciti, da parte di tutti nei confronti di tutti.
     
    Tuttavia, ritornando alla Sua storia, l’unico personaggio di questo racconto che andrebbe premiato è solo l’anziano dipendente (per l’esperienza, il senso del dovere che ha dimostrato e il coraggio di esprimere il proprio parere all’Azienda) mentre, ci sarebbe molto da discutere sulle capacità professionali delle altre persone coinvolte nella selezione di questo candidato, poiché ricoprono ruoli importanti e di alta responsabilità nell’Azienda e non solo…

  • gianfranco 5 anni

    Mi sembra una storia quasi impossibile a realizzarsi,eppure,è successa!Sono del parere che è meglio essere sinceri e che il vecchio datore di lavoro di Marcello avrebbe fatto meglio ad aiutarlo a trovare un nuovo posto di lavora tramite le sue conoscenze e non bleffando sul curriculum del suo ex dipendente.
    Gianfranco

  • Filippo Groppelli 5 anni

    il fine giustifica i mezzi.

  • anonimo 5 anni

    Qualche mese fa, fecci un
    colloquio per una realtà molto importante nella città dove abito per un
    posto di grande responsabilità. Faccio i colloqui. Faccio il colloquio, mi rispondono che mi ritengono una persona motivata e capace. Faccio il giro dell’azienda coi
    responsabili, al che mi rispondono, siccome, pur avendone le competenze
    e  le conoscenze necessarie per ricoprire il ruolo, ma non avendono la
    esperienza le chiediamo cortesemente di aspettare 15 giorni circa in
    modo da finire i colloqui e decidere; al che ho già cominciato ad avere qualche dubbio ma, non si sa mai. sono passati 6 mesi e ancora niente (Ovviamente avranno assunto un’altro).

    Io sono un perito metallurgico, ma mi ritrovo a fare l’apprendista
    addetto al collaudo in una piccola azienda vicino a casa
    per una miseria, perchè dopo quasi 2 anni di inviare in giro cv, sono
    riuscito a trovare solo questo.

    Io mi chiedo, come fai a farti esperienza in ruoli importanti se nessuno ti
    da l’opportunità di dimostrare quanto vali? qualcuno si renderà conto che prima o poi il personale
    con esperienza per ricoprire certi ruoli finirà? che non possono pretendere di avere personale giovane con determinate capacità e con un minimo (per quanto ho potuto constatare) 3/5 anni di esperienza nel ruolo.
    da considerare poi, come ho potuto constatare nei vari commenti, che il più delle volte, il personale che viene assunto a livello dirigenziale, ha meno esperienza dell’operaio che magari ha fatto 2 o 3 anni nella mansione specifica (constatato personalemente) e quindi ecco spiegato perchè il ragazzo della storia (Marcello) era riuscito a farla franca coi selezionatori ma non con Nicola, il semplice operaio che viveva quella realtà.

  • Maria Paola Casiraghi 5 anni

    Il Signor Nicola ha l’occhio esperto di chi, appunto, lavora con impegno e criterio da una vita. Forse, ad una “mente” più giovane e con un altro tipo di mansione (direttore, ingegnere, o simili) il suo commento su Marcello poteva effettivamente sembrare la classica diffidenza riguardo ad una faccia nuova ma anche avvicinarsi ad essere una sorta di “invidia” rispetto ad una persona più giovane che ha buone competenze e l’occasione di avere un ruolo migliore rispetto al suo. In realtà il suo occhio esperto gli ha permesso in cinque minuti di capire chi era il buon Marcello, in fatto di competenze. Non ha però potuto valutare la sua sincera (spero) buona volontà e il suo bisogno di lavorare.
    Marcello non è stato sincero, direi che è partito col piede sbagliato ed è stato calcolatore, ma ha trovato comunque un’azienda che gli ha dato una possibilità. E’ stato fortunato. Pur dimostrandosi “falso” è stato capace di chiedere scusa e rimboccarsi le maniche. Al giorno d’oggi è molto difficile trovare, cambiare o solo migliorare il proprio lavoro. Reputo molto importante la correttezza, la sincerità, la volontà, l’impegno, la capacità di saper giudicare correttamente, di impegnarsi e di prendersi qualche minuto per riflettere a mente fredda. Ma tutte queste caratteristiche devono appartenere sia al lavoratore che al datore di lavoro. Altrimenti conteranno sempre e soltanto le parole ed i titoli scritti su un foglio di carta. Altrimenti il buon occhio fedele,esperto e competente di Nicola e, (torno a ripetere: spero) la sincera buona volontà e voglia di lavorare di Marcello non potranno mai dare gli ottimi risultati che sono capaci di raggiungere.

  • Previdi Massimo 5 anni

    Quello che ha fatto Marcello non è molto ortodosso , però purtroppo con la crici che c’ è pur di trovare lavoro vendersti l’ anima al diavolo .
    Ed io anche se non lo difendo però lo capisco perchè anch’ io sono senza lavoro e non so cosa darei per trovarlo .
    E poi un altro appunto sui dirigenti aziendali che non capiscono niente o comunque poco , sono solo lì a prendere dei bei stipendi e basta .
    Perchè io ho lavorato in ditte che finchè c’ era il titolare magari si discuteva a volte si litigava anche però alla fine si andava d’ accordo perchè avevamo in comune tutte due per il bene della fabbrica .
    Poi quando si allargata e sono arrivati i vari dirigenti la ditta ha chiuso per fallimento e per fortuna che erano tutti laureati . 

  • dieghito 5 anni

    Chi inganna trova un lavoro sia pure molto diverso da quello per cui si era presentato e chi invece fa le cose onestamente non ottiene niente. Ma stiamo scherzando? Non ho parole per esprimere tutto lo schifo e il disprezzo che provo per quello che è successo

  • dieghito 5 anni

    Non ho parole: Marcello ha imbrogliato e ha trovato un altro lavoro sia pure molto differente. Gli altri hanno fatto le cose onestamente  e non hanno ottenuto niente. Bisogna ingannare per ottenere qualcosa? Ovviamente non è quello che farei io ma queste cose mi lasciano sconcertato. Voglio dire una cosa comunque: siate onesti, non ve ne pentirete mai.

  • Francesco Carriere 5 anni

    Sono sincero non ho letto tutti i commenti già scritti, ma quello che ho carpito leggendone alcuni è questo:
    1- Quanti, tra responsabili, selezionatori e HR, hanno la competenza VERA per giudicare un candidato?
    2- Quanti hanno l’umiltà, VERA, di ascoltare chi il lavoro lo fa quotidianamente e non necessariamente rivestendo ruoli Manageriali?
    3- Quante aziende possono permettersi di investire su i giovani utilizzando al meglio la professionalità delle proprie risorse “anziane”?
    4- Troppo spesso leggo negli annunci: “necessaria Laurea in ……..”, per ruoli prettamente operativi; mi riferisco a quei lavori che si svolgono quotidianamente in officina a stretto contatto con le maestranze, di tutti i livelli. Ma mi spiegate quale Politecnico o Università italiana è in grado di dare, anche solo qualche nozione, di come si gestiscono le risorse/officine? La leadership è una cosa che hai o non hai, puoi maturare ma non necessariamente te la da una Laurea.
    A quanti sono stati assunti dal sottoscritto ed hanno lavorato nei miei team, tra le primissime domande che facevo era quella se avevano mai messo piede in un officina, e la domanda la facevo passeggiando tra le linee di montaggio, guardando attentamente le loro reazioni.
    Io nello specifico mi occupo di qualità, quello che ho sempre ribadito e ribadisco ai miei collaboratori è che la Qualità non la si fa stando nella “Torre d’avorio” ma stando vicino a chi lavora e compie quel lavoro per otto ore al giorno, chi meglio di loro potrà indicarti quali sono le difficoltà che vi sono per raggiungere un traguardo che DEVE essere comune.
    In uno dei tanti corsi che ho avuto la possibilità di fare (N.B. io sono un Diplomato, sono meridionale e sono stato assunto come Operaio di 2° livello in una azienda dove se non parlavi torinese venivi chiamato terrone  e dopo 21 anni di servizio sono stato promosso Dirigente), ho capito che ascoltare è in alcune circostanze molto più importante che parlare.

  • Ciroalby2007 5 anni

    Per me l’ operaio ha sbagliato a mentire sulle sue capacità, ma lo capisco: le aziende pretendono gente efficiente al 100 % su macchine che magari non ha mai visto, il che è impossibile considerando che tante selezioni si riducono ad assumere uno con meno di 30 anni per risparmiare sulle stipendio! Bisogna “crescere” insieme alle aziende: questa è la vera soluzione alla crisi.

  • Lauro Gavioli 5 anni

    Buona sera, la mia opinione e’ che ho’ la forte sensazione che chi seleziona ( intendo alla prima scrematura presso le agenzie)non abbia le idee chiare su chi gli sta di fronte. ( senza naturalmente nulla togliere alla Sua sicura Professionalita’ di selettore).
    Nella mia personale ricerca di impiego dopo oltre 33 anni nello stesso settore mi sento rivolgere delle domande piuttosto banali e scontate, mai veramente tecniche e sulle tematiche della propria professione, in piu’ data la mia eta’ (48 ANNI )  vengo sicuramente discriminato ( sono troppo vecchio per lavorare e troppo giovane per andare in pensione ) . Noi cinquantenni possediamo un bagaglio professionale che le aziende dovrebbero considerare maggiormente anche se alcuni di noi non sono Diplomati o Laureati. Non arer studiato non significa essere sciocchi.
    Distinti Saluti
    Lauro Gavioli.

  • Flavio Bucci 5 anni

    la cosa più assurda de sto paese di cialtroni è che ti chiedono l’esperienza per farti iuncominciare  a lavorare senza pagarti…io cn due lauree e parlando 3 lingue molto bene ho chiesto anche di fare l’operaio…risposta: manca l’esperienza…nuh nascono tutti imparati. Vanno avanti solo i raccomandati e i pretaioli…da qnd sono fuori paese sono rinato.

  • Gunners72 5 anni

    i sapientoni non sono tanto sapientoni,certe persone nelle agenzie interinali non sanno fare il propio lavoro e non conoscono neanche le leggi del settore molte volte, e devono dare l’ ok per un eventuale assunzione,le aziende poi vogliono persone gia’ esperte a poco prezzo,moglie ubriaca e botte piena………………

  • Cinzia 5 anni

    Storia triste purtroppo ed io mi ci ritrovo completamente dentro.
    Non esiste più la possibilità di dimostrare la nostra buona volontà e la nostra validità, non esiste più la meritocrazia.
    Io sono stata licenziata un mese fa e l’esperienza appena conclusa mi ha fatto acquistare molta sicurezza in me stessa sul piano lavorativo. Questo è successo perchè io, non diplomata, mi sono scoperta molto più valida, colta ed intelligente di alcune persone che avevano fior di lauree. Purtroppo però non potrò mai dimostrarlo perchè non me ne sarà mai data la possibilità; il mio curriculum verrà scartato alla prima scrematura solo perchè non ho quel “pezzo di carta” che in molti casi è importante, ma che in alcune occasioni non certifica la validità di una persona.
    Io sono disposta a fare qualsiasi lavoro, ma quando leggo sulle richieste per un operaio in linea di confezionamento, che è neccessario il diploma veramente mi ribolle il sangue. Ditemi voi se una persona che ha, ad esempio, un diploma di liceo classico, ha maggiori doti nel confezionamento di una persona che magari non è diplomata ma ha sempre svolto lavori manuali. Non so che dire, so solo che mi sento una persona valida, curiosa e mi stimola imparare, ma se va avanti così non potrò mai dimostrarlo a nessuno.
    Cinzia 

  • Seghetti Edoardo 5 anni

    Spesso la gran voglia di lavorare, pur prendendo dei rischi seri che potrebbero compromettere non solo la propria sfera giuridica ma anche quella altrui, è meglio di qualsiasi laurea che si voglia. Inoltre si tratta anche di fortuna in quanto, nel caso in questione, il reo confesso ha trovato una controparte che ha apprezzato la sua GRAN VOGLIA DI LAVORARE cosa che oggi, in Italia sopratutto, sembra quasi dar fastidio…..!!!!!!

  • Fulvio 5 anni

    Salve, mi chiamo fulvio e sto cercando lavoro…  ho letto l’articolo e certamente si sà che sono sempre esistiti falsi canditati e autocertificatori. Certo che il suo fine in qualche modo l’ha ottenuto.. fà pensare!   .. io ho inviato infiniti annunci sempre onesti nel contenuto delle mie capacità e qualità.. purtroppo non sono capace di mentire anche perchè ho 46 anni e ho avuto le mie molteplici esperienze lavorative che descrivo sempre nelle lettere di presentazione. Spero sempre che a qualcuno serva una persona con le mie qualità, in più onesta e gran lavoratrice. distinti saluti!

  • Diegodealti 5 anni

    Nonostante abbia barato ha ottenuto un lavoro gli altri niente come dire l’onestà non serve a niente non ho parole

  • Diegodealti 5 anni

    Questa persona ha barato, è stata scoperta e nonostante tutto ha ottenuto un posto di lavoro e gli altri che invece sono stati onesti? non ho parole praticamente ottieni qualcosa solo se imbrogli? A buon intenditor……

  • Silvianike 5 anni

    questo conferma che l’ esperienza supera lo studio, ma la nostra societa’ attuale offuscata da principi fittizi, a volte rischia di non vedere il vero valore delle persone (Nicola)
    A me e’ capitato che quest’ anno in azienda hanno cambiato tutto il consiglio di amministrazione, ho anticipato i problemi alla mia azienda (3 mesi prima dell’ inizio della stagione), nel momento in cui si sono fatte delle scelte, non hanno seguito i miei consigli, mi sono dovuta sorbire il periodo di lavoro con tutte le loro mancanze quindi si sono riversati su di me, ed il mio reparto, tutti i problemi che avevo previsto….
    un emerito ringraziamento a qualsiasi  laureato che vuole essere presuntuoso
    la verita’ viene sempre a galla
    ….la mia storia invece e’ terminata con le dimissioni in quanto mi sono trovata anche un declassamento di livello
    Cordiali Saluti

  • Deluso dai colloqui 5 anni

    Bravissimo Marcello ad approfittare di tutto quanto aveva a disposizione, spesso si sente che manca l’intraprendenza negli aspiranti ad un lavoro; in questo caso aveva veramente intraprendenza da vendere. Non mi soffermo sui “Soloni” ne ho visti fin troppi nella mia vita, ne meritano commenti. L’unico spunto che mi dà è: Chi, me compreso, non avrebbero agito come Marcello in questi tempi dove anche se sei VERAMENTE qualificato e con tutte le carte in regola per un lavoro, ti preferiscono il ragazzetto che possono addestrare e nel frattempo sfruttare? NE avrei da raccontare ….

  • Mauro 5 anni

    Verissimo, ma il problema è che comunque se uno le capacità le ha acquisite con il sudore le sa anche dimostrare a lato pratico, mentre chi “le ha copiate o per sentito dire” prima o poi viene scoperto, tutto questo per dire che i curriculum la maggior parte delle volte è gonfiato, tanto per scrivere per far vedere o nascondere quello che non è, comunque le selezioni e i test servono a questo! 

  • Mirko Temi 5 anni

    Credo che si possa concludere dicendo che alla fine COMUNQUE tutti i nodi vengono al pettine e che STRANAMENTE con riferimento all’Italia, in questo caso l’intraprendenza ha pagato. In italia la “formazione interna” è sottostimata, incomprensibilmente sottostimata.

  • daniela davidoaia 5 anni

    Mi dispiace per la delusione creata alla casa produttrce, ( e per tutti gli altri) ma qui e la dovada lampante che:
    1.  esperienta anche se molto importante, in ambito lavorativo  è da considerare  (parliamo di Nicola) . Lui ha capito subito perchè  appunto la sua esperienza l’ ha fatto capire.
    2.  E da considerare anche la voglia disperata diciamo, da lavorare il rischio che sin dal inizio il candidato ha  assunto,… sapeva benissimo che  cosa rischia se lo beccano pero… le persone in situazioni di crisi sono disposte a fare qualsiasi compromesso pur di trovare ( conquistare ) un lavoro.. Non ha la tutti i torti .. perche la mottivazione e importante in un lavoro.  Esperienaza acumuli in tempo se ti si da la minima possibilità di accedere e di dimonstrare  volontà e capacità.

     Come fai, se sei giovane,.. hai voglia di fare,  di dare magari  il meglio di te , ma  nessuno vede chi sei perche  troppo occupati a cercare il ” fenomeno” che sin dal inizio sa fare tutto.?  ( Non si vede la foresta dietro agli alberi)  
     Nessuno ad oggi non ha voglia di dedicare tempo energia ad insegnare i poveri giovani  l’  ABC del ogni mestriere.  Tutti vogliono i giovani brillanti, preparati, …..ma dove li trovi? 
     Si dice che se non dai .. non ricevi.  Uguale in questo sistemo.  Il colloquio e partito sin dal inizio col piede sbagliato. I rapresentanto dalla casa produttrice che per una mansione cosi  difficile,  ha pero  il tempo limitato da dedicare.  Questo secondo me è stato il sbaglio principale,.. perche cosi il selezionatore sa di essere costretto chiudere la facenda con piu fretta possibile dando …(da  parte sua..) il meglio possibile ma le cose fatte in fretta non hanno quasi mai un  lieto fine.

    Ed i selezionatori che sono cosi rigidi nelle ricerche.. ( escludo il presente selezionatore ovviamente) molte volte per la paura di non sbagliare  …pero… lavorare con persone umane vuol dire: elasticita mentale piu capacità  di adattare che molti selezionatori non hanno. Tempo di crisi che tutti trascuriamo ci obliga ad adattarsi, a reinventarsi realisticamente evidentemente.
    Ma molte volte il selezionatore e molto rigido perche gerarchico…ha uno responsabile   rigido,  che ha  sua volta  ha dei clienti ( il tittolare di azienda che richiede il personale)  rigida… e cosi via. Come diceva il collega sotto  ..Italia
    ha il problema del serpente che si mangia la  coda.

    Uno puo avere 5 lauree se nessuno i da la possibilita di fare le sue esperienze,..  la gente che già sa fare… andra in pensione  ed i giovani aspetterano che qualcuno creda nelle loro capacità oppure sarano in piu ad usare l’esempio di Marcello.

    Ps.      Io sono un’avvocato praticante che dopo lunghe ricerche,ha trovato  finalmente  uno studio, dove faccio il mio praticantato,..
    Prima di questo ho  spedito in giro  tantissimi cv anche per il settore HR che mi affascina , ,ma nessuno mi ha chiamato nemeno per una chiacherata,  sicuramente mi scartavano subito,… perche.. ( ….il selezionatore  rigido di quali parlavo prima )  e convintissimo che  uno laureato in giurisprudenza non sarà mai capace essere un  buon selezionatore …nessuno concepisce che una persona può essere portata a fare qualcosa fuori dagli schemi  per qui ha studiato.. e nessuno sopratutto Non ha tempo di vedere in 4 righe di un cv una persona tutta da scoprire,.. ascoltare con il cuore,.. mettere il cuore nel proprio lavoro,.. non solo impegno – Devi entrare nel’universo di una persona per capirla bene anche se perdi tempo ed energia… Solo cosi riesci  trovare uno equillibrio,.. per te di un lavoro fatto bene,.. per candidato ( cliente in caso mio)   – Una problema risolta

    italia usa .la mentalità è ” prima finisco meglio è”.  vorrei che mi sbaglio.. i giovanni in questo paese hanno tanto da offrire.

  • Liliana 5 anni

    salve swono un operaia metalmeccanica,premetto sono precaria da 3 anni ma prima di questo lavoro ho dovuto bleffare anche io x bisogno lo si fa ma vi dico che sia psicologi,ingegnieri ecc,,,,,nn conoscono affatto il lavoro che si svolge giornalmente in una produzione.siamo noi operai a risolvere i problemi al momento che si presentano ogni qualvolta ci mette le mani un ingegniere nn fa altro che causarci problemi,quindi buttassero pure le loro laure,chiudessero un po i loro uffici climatizzati x passare un po piu di tempo in produzione affianco agli operai non e una lamentela,ma un consiglio….liliana ciao

    • Giuseppe 5 anni

      Ciao Liliana, buttare la laurea e chiudere gli uffici non è certo la soluzione giusta, parli così perchè non conosci il lavoro che i superiori fanno magari per crearti e mantenere il Tuo laoro. Certo non sono in grado di risolvere il problema della catena del lavoro e non perchè non sono in grado di farlo ma perchè non svolgono quel tipo di mansione.

  • Michelemattioni 5 anni

    Non giustifico Marcello ma lo capisco. Oggi cercano solo personale esperto e nessuno è più disponibile ad investire sulla formazione. Grazie

  • Eva 5 anni

    ciao, volevo segnalarti una chicca successa mentre, in attesa del mio colloquio ascoltavo il colloquio di una candidata prima di me  presso un’agenzia per il lavoro interinale. dunque  questa ragazza si era appena trasferita in italia per esigenze familiari, laureata, (circa 25 anni direi) attendeva risposta dall’università per la convalida del titolo o eventuale integrazione … tutto ok, la selezionatrice inizia lo scarno colloquio. ora questa ragazza era russa  ma parlava abbastanza bene l’italiano,   dopo circa 5  min di chiacchierata (c’era solo un pannello tra chi aspettava il turno e la scrivania del colloquio , nessuna porta ) mentre la selezionatrice scorre la scheda compilata dalla ragazza, si passa alla conoscenza sulle lingue … beh… questa tipa è stata in grado (udite udite!!!!) di  dire ” qui vedo come lingue la conoscenza del russo, come mai questa scelta?” al che la  ragazza dopo un evidente imbarazzo ha risposto ” sono madrelingua” . 
    successivamente toccava a me, reprimendo le risate, risate un pò amare quando mi ha detto che cercavano sì una selezionatrice, ma che la mia laurea specifica e il master inerente non bastavano perchè non avevo fatto esperienza  in un’agenzia interinale, e che aver affiancato uno psicologo nei colloqui d’orientamento non era la stessa cosa….. 

    • Deluso dai colloqui 5 anni

       Ciao Eva mi fai ricordare un colloquio che anch’io ho fatto presso un’agenzia, dove uno dei requisiti era l’inglese e mentre facevo la mia presentazione in inglese vedevo la mia esperta esaminatrice che proprio non riusciva a seguirmi, perchè non sapeva la lingua!

    • Makee 5 anni

      Sembra un post che avrei potuto scrivere io! Laurea specifica + master, e una breve esperienza in stage in azienda, mi son sentita rispondere che non ero adeguata per una posizione da STAGISTA, e in più la mia residenza era lontana dal luogo di lavoro (15km) e per una stagista non sapevano se ne sarebbe valsa la pena!
      Quasi tutte le agenzie interinali prendono in stage candidati residenti nella stessa città o zone limitrofe, anche con lauree che non centrano nulla con quello che andranno a fare solo perchè possono andare a lavoro a piedi.
      Non danno spazio a chi ha studiato per FARE QUEL LAVORO. E’ come se un’azienda per un progettista meccanico prendesse un laureato in economia…forse il paragone è un pò azzardato, ma permettiamo alla gente di fare un lavoro per il quale ha studiato o almeno sperarci!

  • Edi Ferrari 5 anni

    Questa storia mi fa venire in mente un articolo che ho letto
    stamani (qui: http://www.corriere.it/cronache/12_agosto_29/test-medicina-primario-respinto_38f92a56-f196-11e1-975b-225a9f9609c6.shtml)
    di un primario che, se avesse dovuto sottoporsi ai test di accesso alla Facoltà
    di Medicina, sarebbe probabilmente stato respinto. Parliamo di un medico noto e
    riconosciuto a livello internazionale, non di uno reso magari astioso da una
    non carriera.

    Nel test ci sono insomma domande che poco o niente hanno a
    che fare con la professione di futuro medico, e questo mi ricorda colloqui e
    test psicoattitudinali che vengono citati nella storia di questo bluff perfetto
    (mica tanto poi, visto il finale).

    Ma l’articolo è interessante anche perché ripropone la
    questione se è meglio la teoria o meglio la pratica. Cito: “Negli Stati Uniti
    pensano che bisognerebbe poterci parlare a chi vuol entrare a medicina, anche
    solo per qualche minuto. «Ma sono troppi, come fare in pratica?». Come fanno in
    Francia. Il primo anno entrano tutti, se ne perdessimo anche solo uno di quelli
    giusti perché non sapeva il sinonimo di impudente, saremmo colpevoli. Al
    secondo ci vanno solo quelli che hanno fatto bene il primo, a loro però ci si
    deve parlare davvero.”

    Trasportando la questione dal mondo dell’università a quello
    del lavoro, è chiaro che un’azienda non può permettersi di far “entrare tutti”.
    Ma deve essere altrettanto chiaro che non può innalzare muri di sbarramento
    ogni volta – quelle poche volte, visti i tempi – che cerca una nuova figura.
    Non si possono cercare persone che siano laureate e con master e tre lingue e
    esperienza e però, per carità, sui 25 anni o poco più (poi quelli che ne hanno
    più di 35 sono spacciati in assoluto, ma qui si aprirebbe tutta un’altra
    discussione). Il primo filtro del cv – filtro indispensabile ovviamente – non
    deve essere troppo rigido. E qui sta il primo errore: è l’azienda che deve dare
    al selezionatore le indicazioni giuste, non limitarsi a fare l’elenco degli
    intoccabili requisiti. Esempio: si richiede la conoscenza del pacchetto Office
    di Windows. Quindi se c’è uno che ha tutti i requisiti ma ha il difetto di
    lavorare su Mac che si fa, non lo si prende in considerazione oppure si
    comprende che quel tipo di programmi si assomigliano tutti e ci vuol poco a
    digerirli? Meglio ancora sarebbe se l’azienda, e il selezionatore, capissero
    che quella ‘mancanza’ potrebbe trasformarsi in valore aggiunto, una ‘diversità’
    che magari porta nuove idee e soluzioni. (E’ utopia, capisco)

    Altro errore è secondo me nella trafila di psicologi (leggo
    qui addirittura la tirocinante della psicologa!) e test psicoattitudinali. Va
    bene se devi fare il poliziotto e avere la responsabilità di un’arma in mano,
    ma questa necessità per uno che di lavoro deve programmare delle macchine
    onestamente mi sfugge.

    Comunque, tutti gabbati. Tranne Nicola, la cui intuizione è
    stata registrata con un po’ di fastidio e rapidamente archiviata. Perché
    l’azienda non gli ha dato retta, pur riconoscendone l’esperienza e
    l’affidabilità? Perché, brutalmente, è ‘vecchio’. Perché non ha un curriculum
    con quei requisiti rigidi di cui sopra. Ed è un errore che fanno molte aziende
    quello di snobbare l’esperienza in nome di una giovinezza che non sempre
    significa competenza e novità. Ma a Nicola glielo avevano chiesto di provare a
    lavorare con quel nuovo macchinario? E possibile che non ci fossero altri
    operai all’interno con un po’ di esperienza da formare e crescere
    professionalmente? Si sarebbe comunque aperto lo spazio per un nuovo posto di
    lavoro, anche se a un livello inferiore (e magari Marcello non avrebbe avuto
    bisogno di mentire). Però purtroppo alle imprese – ma accade solo in Italia –
    investire soldi e tempo nella formazione sembra uno spreco.

    Concludo. Pessima figura per tutti (tranne Nicola). A
    Marcello la simpatia umana per aver ‘osato’, ma ha rischiato grosso (la
    denuncia) e fatto perdere un sacco di tempo a molte persone: non è serio. Ma
    maggiore serietà ci vorrebbe anche da parte delle imprese.

    • cinzia 5 anni

       Condivido in pieno tutto ciò che hai scritto. Lo so, nel mio caso sono stata io a sbagliare non studiando, ma non per questo non sono valida per fare altri lavori. Mi candido a colloqui da operaia, mica di dirigente di azienda!
      E poi sai qual’è il colmo, che proprio ai dirigenti di azienda magari si fanno meno richieste. Quella che è riuscita a far chiudere la nostra azienda faceva cose che anche un 17enne in piena crisi adolescenziale avrebbe capito di non dover fare. Risultato? Azienda chiusa, 10 persone a casa e lei ha trovato lavoro subito ma io mi chiedo: Ma per assumere queste persone non gli fanno tutte le storie che fanno a noi? Non indagano sulle esperienze precedenti????
      Cinzia

  • Maria Cioffi1984 5 anni

    Concordo su tutto con Federico. Poveri noi giovani ancora per poco e inesperti…
    Sperando in un’Italia migliore!!!

  • Vittorio Marchione 5 anni

    ciao a tutti, la mia? Dopo piu’ di 20 di esperienza come modellista nel settore moda sono disoccupato e ne ho visti di Marcelli passarmi avanti e ne vedo di Marcelli lavorare facendo sprecare tempo e denaro alle aziende ma i mitici dirigenti non vedono tanto non pagano loro gli sprechi l’importante e’ che tu ti sottometta attribuendo a loro tutti i meriti di un lavoro e assumendoti la responsabilità se il lavoro non va cosi loro percepiscono un buono stipendio senza fare nulla ( o poco più ) e tu lavori con un misero stipendio e tieni il posto a tutti. Non voglio fare di tutta l’erba un fascio ma questa e’ la mia esperienza in 20 anni di lavoro nelle aziende italiane…Grazie per lo sfogo

  • Giampaolo Pierobon 5 anni

    La conclusione è positiva, tutti contenti o  quasi…., visto che resta aperta la ricerca della figura di programmatore e non penso venga incaricata la stessa azienda selezionatrice, per cui nuovi costi.
    Ma comunque non mi convince, sembra quasi positivo l’inganno, così in qualche maniera un posto lo si trova.
    Per riuscire a “conquistare” il posto, bisogna avere doti e capacità e determinazione, se però poi altri usano armi scorrette forse è altro che bisogna prediligere.
    Ma non sono d’accordo.
    Preferisco la correttezza, la professionalità, l’affidabilità, la serietà, lo stare in squadra.
    Questi atteggiamenti/doti dovrebbero, alla lunga, pagare e dare una marcia in più all’azienda che li predilige ed Italia questo non succede spesso, anzi è abbastanza raro.
    Poi è molto vero quanto riportato da altri, si cercano giovani con esperienza per pagarli poco; mentre chi ha l’esperienza, forse qualche anno in più e qualche pretesa economica in più (esperienza personale) non viene preso in considerazione. Valutazione miope, quanto posso dare all’azienda non viene consderato e per questo, a mio modo di vedere, tante aziende poi entrano in difficoltà e rischiano di morire.
    Speriamo di intraprendere, a tutti i livelli, un serio percorso di meritocrazia.
    Ciao
    Giampaolo

    • dieghito 5 anni

       Giampaolo, sono pienamente d’accordo con te su tutto quello che hai scritto soprattutto su questa frase “Preferisco la correttezza, la professionalità, l’affidabilità, la serietà, lo stare in squadra”. E’ bello vedere che nonostante quello che succede oggi come l’esperienza appena menzionata qualcuno ritiene la correttezza e la professionalità valori importanti. Grazie ancora Giampaolo per il tuo commento. Dieghito

  • Pippo Fiore 5 anni

    Non ho parole,ma di queste ne succedono diversissimi.Per farne un discorso personale, successe a mia sorella la quale fu scalzata da un raccomandato e tre mesi dopo fu richiamata ed oggi è un capo area.Il vero problema è alla fonte.QUESTE agenzie di recluting hanno dei formati standard di selezione ed a volte succede che un vecchio operaio magari quasi sicuramente abile a certe mansioni non viene preso assolutamente in considerazjone dall’azienda e lo si cerca in realtà non corrispondenti alle esigenze della stessa.Concludo dicendo che forse le persone preposte al recluting facciano un esame di coscienza considerando il fatto che loro non pagano mai il conto ma è l’azienda e chi non è stato scelto per quel determinato posto di lavoro.Grazie

  • Marco 5 anni

    Behh sarà retorico, ma alla fine, davvero ogni nodo viene al pettine….ammirabile la motivazione e il mezzo ogniuno, adottato per raggiungere il fine…

    Inoltre Mai sottovalutare la visione delle persone che sono in azienda da una vita….l’esperienza, come si è potuto evincere, vale 1000 lauree, master, astuzie e via dicendo….!!

    questa storia è di assoluto insegnamento per i selezionatori, per i candidati, per chi lavora e dirige aziende…insomma…a Voi le conclusioni !!

    marco Bari.

  • Gabriele 5 anni

    I punti che emergono dalla storia sono :
    1. la situazione lavorativa. Essa e´ critica e fa si che persone siano diventate disperate pur di trovare lavoro. –> situazione generalizzata in Italia al momento con particolare perdita di valori e know-how di risorse umane.
    2. il processo di reclutamento :  sempre piu´ affidato a societa´di selezione che non sono in grado di comprendere i bisogni dei clienti in specifiche aree industriali. –> l´obiettivo e´ solo vendere una persona per ottenere/incrementare il fatturato.
      Specifiche aree del mercato hanno bisogno di un approccio molto serio e “tecnico” nel processo di selezione. Sono e rimango dell´opinione che le aziende stesse devono avviare i processi di selezione, in quanto possiedono il know-how tecnico delle produzioni, dei prodotti e dei servizi nel mercato e sono le uniche in grado di capire il reale potenziale umano dei candidati. –> Selezione diventa quindi : non piu´ vendita di risorse umane, ma acquisto e sviluppo di competenze per l´azienda.
    3. il lato professionale del candidato. Sebbene disperato, non si mente sulle competenze. Questa storia non deve essere spunto per gli altri al fine di mentire. –> mentire vuol dire aprire una fase di caos completo in tutti i processi di selezione e danneggerebbe il gia´ precario mondo del lavoro, in quanto nessuno crederebbe piu´ ad alcuno.

    Saluti,
    Gabriele

  • PUGLIA 5 anni

    èTALMENTE TRISTE QUESTA STORIA CHE MI VIEN DA PIANGERE… LE AZIENDE VOGLIO OPERAI TALMENTE SPECIALIZZATI DA ESSERE ROBOT DA APPLICARE GIA BELLI E PRONTI AI MACCHINARI E NON VOGLIO PIU INVESTIRE SUI VALORI E SULLA VOLONTA’ CHE SECONDO ME CONTANO DI PIU’ … CMQ AUGURO A TUTTE QUESTE AZIENDE DI TROVARE GENTE GIA BELLA E PRONTA (OCCHI AZZURRI CAPELLI BIONDI E NUMERO DI SCARPE 40,5) MA OCCHIO PERCHE QUESTA GENTE POI A DEI DIFFETTI BEN PIU’ GRANDI DEI PROPRI PREGI.. INVESTITE E PUNTATE SU GENTE VOLENTEROSA COME MATTIA E MARCELLO.. CIAO A TUTTI

  • Sara U23 5 anni

    Direi che c’è ben poco da commentare.
    C’è gente con un forte Egocentrismo e, aggiungerei, molto coraggio. 
    Falsificare curriculum vitae e vendersi per quello che in realtà non si è, PURTROPPO oggi è una solida realtà.
    La cosa peggiore è che queste persone rubano il posto a quelle davvero meritevoli, e lo si scopre sempre troppo tardi.
    Ad oggi sono ancora alla ricerca di un lavoro, vuoi che sia un periodo di crisi, vuoi che non ci sia più rispetto per i professionisti, (considerando che quel che offrono sono stage non retribuiti e contratti a progetto), resta il fatto che continuo a rispondere ad ogni genere di annuncio rivolto al mio settore d’ interesse. Ritengo di avere un buon curriculum, (ottima preparazione e buona esperienza lavorativa) eppure niente… Neanche la possibilità di un colloquio. 
    Di continuo mi consigliano di aggiungere “piccole bugie” che potrebbero rendere il mio C.V. più interessante ma a che servirebbe??!!!. Non voglio scrivere ciò che non sono e ciò che non sò… 
    Mi servirebbe a ricevere solo una grande mortificazione ed umiliazione.
    Quindi continuo a sperare e a non demordere. E mi auguro che questa correttezza porterà, prima o poi, a qualcosa di buono!

  • giro 5 anni

    devo pensare che nonostante il bluff è andato tutto bene, ma ciò capiterà una volta su un milione ,certo che gli potevano tagliare le gambe nel senso di non farlo assumere da nessuno e mandare a casa anche  i selezionatori, cosi avrebbe danneggiato anke altri.

  • Federico 5 anni

    Siamo alle solite!
    Sono sia perito chimico industriale che laureato con laurea magistrale in chimica (5 anni di studio + 1 anno di ricerca sperimentale per una ditta tedesca) da quasi tre anni, ho delle valide conoscenze sia teoriche che pratiche. Un diploma ed una laurea avranno un loro valore, altrimenti perchè perchè esisterebbero. Certo io stesso sono conscio e lo faccio sempre presente ai colloqui, che sono “giovane nella professione” e quindi io stesso sò che potrei avere tutte le lauree del mondo ma finchè non fai esperienza sul campo non saprei mai applicare a pieno quel che conosco.
    Qual è il punto, voi chiederete!
    Il punto è che siamo alle solite del sistema italiano, IL SERPENTE CHE SI MANGIA LA CODA.
    Appena terminate le scuole e si iniziano a leggere offerte e ad inviare CV, ci si ritrova immediatamente difronte alle solite richieste assurde: “cercasi..GIOVANE…ESPERTO…NEL TAL SETTORE…CHE  CONOSCA ALMENO DUE/TRE LINGUE….”
    Questa è la rovina del nostro sistema. GIOVANE ED ESPERTO….qualcosa non quadra!
    Intanto è giusto che all’interno dell’azienda vengano assunte persone che sono esperte e che hanno anni di esperienza, lo capisco e lo sosterrei anche io se fossi alla dirigenza. Tali persone in virtù della loro esperienza sono la colonna portante di tutto.
    PERO’… Ecco che sorge il PERO’! Se le aziende non cambiano rotta e non iniziano ad investire su noi “giovani ed inesperti” il MECCANISMO SI BLOCCA! Come tutte le cose E’ UNA RUOTA…oggi sei tu l’esperto, domani col passare degli anni tu andrai in pensione e io prenderò il tuo posto….O ALMENO PRIMA ERA COSI’.
    Se le aziende no reiniziano ad INVESTE su nuove persone non potrà che andare peggio.
    Purtroppo ad oggi non vedo il cambiamento di rotta. Il fatto di essere giovane, volenteroso, laureato, con voglia di darsi da fare non sembra bastare. Vogliono la botte piena e pure la moglie ubriaca!
    Nel mio settore poi la situazione è tremenda. Aziende che facciano ancora ricerca sperimentale sono poche e quando cercano ti ritrovi davanti alle richieste sopra descritte. Le restanti che fanno analisi di routine o controllo qualità in genere cercano il perito, quando presenti il CV e vedono che sei laureato ti scartano perche “un laureato è troppo specializzato per quasto posto” , tutti ormai hanno capito che in realtà dovrebbero pagarlo più di un diplomato. MA INSOMMA SE NESSUNO MI ASSUME COME FACCIO IO A DIVENTARE “ESPERTO”. Poi vagli a spiegare che negli ultimi due anni ho lavorato con contratto da impiegato di 3° livello, e che i periti avevano uno stipendio maggiore del mio “che sono laureato”.
    IL TUTTO CADE NELL’ASSURDO! Questo è lo specchio dell’Italia di oggi.
    Con affetto;
    UNO DEI TANTI LAUREATI E DISPERATI (Mapo).

    • Egidio Gravagna 5 anni

      Ciao Federico (Mapo). Beh…. vorrei avere la tua età e la tua laurea. L’unica cosa che ho di forte è la mia esperienza, ben 25 anni di commerciale in aziende multinazionali e/o comunque importanti. E’ veramente paradossale leggere le tue righe, dopo aver scoperto, da qualche anno, che non ho più l’età per essere assunto, come paradossale è il fatto che per tutta la vita avrei voluto avere l’esperienza che oggi ho e, adesso che ce l’ho ed ho anche più grinta e voglia di fare, non mi serve più… Credo, nel tuo caso, che tu ti sia rivolto alle aziende sbagliate o abbia risposto alle inserzioni sbagliate, peraltro sono certo che probabilmente la ricerca di personale per il tuo ruolo è stata scarsa. Personalmente non risponderei mai ad un’inserzione che parla di un giovane esperto, questo denota l’inesperienza di chi fa la ricerca, quindi la non validità dell’azienda stessa. Se posso darti un suggerimento, accetterei di buon grado uno stage di una prestigiosa azienda, giusto per cominciare a farsi notare, negli ultimi tre mesi ne ho visti parecchi ed estremamente interessanti… Ma su una cosa ti do estremamente ragione: lo specchio dell’Italia di oggi. In realtà, chi fa le ricerche, non è un’entità astratta o materiale con dei valori e dei canoni ben precisi: Spesso è una persona che ha il tuo curriculum in mano e che vale meno della metà di te…. e allora…. cosa mai ti puoi aspettare? Siamo uomini… Egidio Gravagna

    • Mir 5 anni

      quoto il suo commento (
       richieste assurde: “cercasi..GIOVANE…ESPERTO…NEL TAL SETTORE…CHE  CONOSCA ALMENO DUE/TRE LINGUE….”) pero c’è anche un altra cosa ed lo vista in molti annunci di molte ditte o aziende, chiedono sia che il candidato sia giovane e sia che abbia esperienza è per giovane intendo 22/25 anni beh la domanda sorge spontanea e lo pure fatta a un selezionatore (ho 40 anni) ma scusi l’esperienza un ragazzo di 22 anni dove se le fatta alla prima elementare? non so voi ma a me suona tanto di gatto che si morde la coda e francamente personalmente credo che con i tempi che corrono e la crisi e mancanza di lavoro in corso e questa volta il lavoro manca per davvero queste strane e confuse richieste siano le meno adatte da fare perchè creano ed aggiungono ancora di più confusione ed insicurezza ad quella che esiste di già, saluti e in bocca al lupo – mir 

  • Jessica 5 anni

    Tanto si sa prima o poi tutti i nodi vengono al pettine…

  • Makee 5 anni

    Mi vien dare dire…la solita “Italietta”, va avanti chi imbroglia e chi invece sa davvero fare resta a casa! Ci indigniamo per i concorsi pubblici truccati, le raccomandazioni, eccetera e poi dovremmo giustificare chi si comporta in tal modo? Sinceramente mi son stancata di questo atteggiamento a tutti i livelli: politico, lavorativo e umano! Faccio il furbo e intanto la passo liscia! Dobbiamo cambiare questa mentalità per uscire da questo brutto periodo!
    Dall’altra parte faccio queste riflessioni:
    –       La prima parte della selezione aveva individuato correttamente le caratteristiche del candidato: persona motivata e intraprendente
    –       Nella valutazione tecnica ci si è fidati solo del test e non gli erano state poste delle domande aperte. In un test a risposta chiusa, per la probabilità, io potrei individuare tutte le risposte esatte, pur non sapendo nulla della materia!
    –       Nella valutazione del candidato da parte dell’operaio non so se c’è stato più intuito o fortuna. In fin dei conti il candidato aveva utilizzato quelle macchine, ma non le sapeva programmare, quindi qualcosa della materia la conosceva sicuramente. L’operaio da una parte non vedeva di buon occhio il futuro nuovo arrivato, dall’altra avrà posto alcune domande specifiche alle quali il candidato ha risposto in modo dubbioso.

  • F Iacono 5 anni

    Le bugie hanno le gambe corte, ma si può fare una riflessione su questo episodio, questo episodio insegna a chi fa delle selezioni o alle aziende che devono assumere, che nessuno nasce insegnante di colpo ma insegnante si ci diventa con l’esperienza con gli anni, e questo vale per tutti i lavori e settori!| 

  • Anna Betti 5 anni

    Buongiorno, per tutta lettura ho pensato che il racconto
    fosse di fantasia… solo dopo, tornando all’inizio, mi sono resa conto che viene
    presentato come vero! Davvero incredibile! L’aspetto più insolito, la “sfortuna”
    per l’azienda, è stata la curiosa coincidenza dell’amicizia tra Mattia e
    Marcello, senza la quale tutto sarebbe filato liscio (non per Marcello!).
    Certo, anche se è difficile pensare alla selezione del personale come a un
    processo infallibile, vien quasi da sorridere di fronte alla sproporzione tra un
    articolato insieme di strumenti accuratamente predisposto ad hoc, “gabbato” da
    una coincidenza remota ma possibile, e cinque minuti di osservazione informale
    da parte di un operaio, che non era lì per studiare il candidato ma aveva dalla
    sua parte grande esperienza e un tantino di diffidenza. Con questo non si vuole
    certo sminuire il processo di selezione: probabilmente Nicola non sarebbe
    riuscito ad esplorare tutti gli aspetti che fanno di un candidato quello “giusto”
    per una certa posizione, ad esempio quelli, fondamentali, riguardanti la
    motivazione. Ma sorge comunque una domanda: perché il confronto con Nicola ha “funzionato”
    mentre i colloqui con altre persone di indubbia competenza tecnica (i due
    ingegneri e il direttore di stabilimento) non hanno portato ad alcun dubbio?
    Forse le figure manageriali tendono oggi a concentrarsi maggiormente sugli
    aspetti di relazione, lasciando un po’ più in sordina quelli tecnici?
     

  • Vittoria Concari 5 anni

    come si dice, vale più la pratica che la grammatica e l’esperienza, complimenti a Nicola ha visto più in là delle varie selezioni

  • Abboniziodaniela 5 anni

    L’esperienza è importante per la valutazione e forse a far un colloqui deve esserci una persona con esperienza e vicina alla figura stessa…comunque è sempre importante la prova iniziale di 1 mese.
     

  • lyamoudi 5 anni

    aziz secondo mi le persone pui qualifecati stanno acasa o fatto tanti demande ma non mai chiamato nessuno

  • MBoj 5 anni

    Bella storia…..non mi sorprende……..dimostra che in Italia sarebbe ora di ricominciare a tenere nella giusta considerazione l’esperienza e non solo i titoli di studiio……………assurdo parlare di disoccupazione giovanile in una nazione dove siamo tutti a spasso…….è solo demagogia dei politici che sperano così di guadagnare consensi presso i giovani……..si preparano già alle prossime elezioni…………visto che le persone “più mature” ormai non li seguono più cercano di infinocchiare i giovani……….

  • Nicola Cennamo 5 anni

    nel 1985 mi sono diplomato con votazione di 52/60 prendendo la Licenza Liceale (classica).Ho avuto problemi familiari e nel
    1988 ho lasciato la facolta’ di Giurisprudenza con 10 esami.Nel 1991 ,dopo aver perso tempo e denaro per avere le necessarie autorizzazioni dall’ACI di NA per aprire una delegazione,sono stato assunto con raccomandazione politica all’ ALENIA di Pomigliano d’Arco con contratto di formazione e lavoro biennale.Ho seguito un corso di formazione e ho imparato a fare l’operaio
    producendo pannelli aeronautici e leggendo il disegno meccanico!
    Nel 1993 l’Alenia e’ entrata in crisi e tutti noi assunti a contratto di formazione siamo passati all’ALFA ROMEO AVIO un ‘ azienda
    del gruppo IRI che invece si interessava di meccanica aeronautica.Ho lavorato come magazziniere,come addetto al carrello elevatore,come responsabile spedizioni,ecc ecc.Nel 1999 l’Alfa romeo e’ stata acquistata dalla FIAT AVIO ma si sa quello che si compra con i soldi statali e’ destinato a a fallire per cui ci siamo ritrovati in mobilita’ di durata biennale con scopo licenziamento.Nello stesso anno ho superato,senza raccomsenza conoscermiandazioni, le selezioni per entrare a infermieristica.Avevo tre figli e incombeva sulla mia famiglia l’ombra del licenziamento…Ho preso il D.U.Infermiere nel 2002 con 110/110 e lode.avevo 38 anni
    e ho frequentato 3 anni con ragazzini dell’eta’ quasi di mio figlio.Pensavo che la vita mi avesse dato un’altra possibilita’.Sono diventato bravo nel mio lavoro e ho lavorato in varie strutture accreditate.Non vale a nulla il titolo…togli la cacca,pulisci i comodini, sei tutto tranne cio’ che ti hanno fatto credere all’Universita’.Quello che sai te lo conquisti…le aziende non ti danno neanche la possibilita’ di frequentare gli ECM che sono obbligatori! Poi incominciano a parlare di crisi,di tagli…il solito terrorismo psicologico.Avvalorano tale tesi incominciando a non erogarti la tredicesima.Poi si inzia con lo stipendio…un mese meta’ poi niente.Poi ancora ti danno mezzo stipendio dopo due mesi e mezzo.Cosi’ finisci che il 16 agosto percepisci lo stipendio del mese di maggio….E intanto c’e’ il mutuo,le tasse,i bollettini….e il mare? No,io mi sono inventato un’allergia al sole.Imiei figli quasi non mi parlano…la macchina e’ senza assicurazione….che bello:pero’ sono laureato,sono infermiere,mi dicono che sono bravo….
    e adesso? adesso ho 46 anni,4 figli e sono a contratto di solidarieta’.Cerco qualche casa di cura di buon cuore che mi faccia lavorare.Ma non sono disposto a lavare i comodini,quello no.O almeno non solo quello.Posso lavare per terra,posso andare anche a casa del mio prossimo datore di lavoro a togliere le tende o lavargli il gabinetto.O magari raccontare altre stronzate ad un agenzia di reclutamento che deve,  senza conoscermi,fare da intermediario tra la mia professionalita’ e le richieste di un datore di lavoro che forse cerca infermieri alieni che chissa’ a quali funzioni (non mansioni) dovra’ adibirle.E’ vero,il periodo e’ quello che e’…ma forse se si tornasse un attimo a credere nelle persone  e in quello che sanno fare,sarebbe tutto piu’ facile.
    Io sono infermiere ….le agenzie ,le cooperative mi offrono 7,50 euro l’ora …bravi.Ma sul mio stato di famiglia ho gia’ 4 bocche da
    sfamare,oltre la mia e di mia moglie. Per questo,non parliamo di furbi.I furbi non sono chi cerca il lavoro magari barando, ma chi lo offre sfruttando le capacita’ altrui.Scusate lo sfogo e riprendete i vostri giochini …tanto tra poco le agenzie interinali o cooperative ci manderanno la settimana inigmistica 

    nicola cennamo
    infermiere (ma per hobbie)

  • Omar_feducci 5 anni

    La pratica rimane sempre meglio della teoria. Tanti fichi per niente , rispecchia  il ” nostro ” paese. La meritocrazia e’ ancora lontana.

  • M72c 5 anni

    Purtroppo questa è la realtà!
    Si gurda il titolo di studio e non la capacità acquisita e la voglia di apprendere e di mettersi in gioco.
    Continuo a chiedermi a cosa serve il CV se vengono scartati a priori e non presi in considerazione i “Nicola” che non hanno un titolo di studio mentre si danno opportunità ai “Marcello”.

  • Drex 5 anni

    Si si ok, sempre se è vera sta storia , ma alcune cose . Allora , prima chiamatelo truffatore  a “Marcello” ,il suo vero nome. Non furbo, che ha voglia di lavorare ecc. Bell’esempio davvero da mostrare, un truffatore che alla fine comunque riesce ad arraffare un lavoro, anche se non era quello desiderato 2 Ma mi volete fare credere che le aziende ,, quantomeno la maggior parte delle aziende italiane faccia tutti questi iter di selezione? A parte che con i test non si può capire tutto di una persona, e tra l’altro fatti da direttori del personale e psicologi del lavoro ( parole grosse…io avrei altri nomi, ma vabè, mi tengo e non li dico ) …ma secondo voi davvero credete che quelli che assumono, sta gente qua, siano degli DEI in terra, che  loro riescono a selezionare i migliori e se vengono “gabbati” come dite voi, se ne accorgono prima o poi ? Davvero, ma credete veramente a tutto questo? Sono persone come noi se non peggiori, visto che al 99% sono messi la per raccomandazione!!Altro che psicologo e direttore del personale.. 3 Avete dimenticato di dire che i “Marcello” sono la quasi totalità di quelli che lavorano. Cioè che non sanno un c., non capiscono un c., ma hanno la raccomandazione. E facendo pratica, poi imparano il lavoro. Detto questo ripeto: bell’esempio da dare , “truffate e forse verrete premiati”. Complimenti Biancolavoro!!!

  • Martinafranca1111 5 anni

    Di casi analoghi ne sono successi e ne succedono spessissimo, l’unico problema e che in questo caso si ha a che fare con una macchina che è inesorabile. Pensate a quante persone assunte nei posti pubblici non sanno fare il loro lavoro, eppure percepiscono stipendi da favola alla faccia di noi contribuenti. Nel settore privato è già più difficile, ma quando l’azienda è grande o particolarmente florida succede ugualmente.

  • Angelicamarcheselli 5 anni

    Alla fine della fiera ciò che conta è il detto “volli fortissimamente volli”. A tutti i costi.

  • Djenzino64 5 anni

    ciao sono enzo e voglio dire che oggi il mondo del lavoro e’ una giungla davvero, tu immagina che io sono un elettricista e sono stato assunto da una ditta come aiuto elettricista eppure sono appartenente alla legge 68/99 legge delle categorie protette come orfano di padre caduto sul lavoro e questo da alla ditta agevolazioni a nn finire come ad esempio la contribuzione gratuita totale per tre anni da parte dello stato e poi anche tutti i corsi e gli aggiornamente sono gratuiti , insomma nn riesco a trovare occupazione solo lavori per uno o due mesi  raramente come mai questo.E vero che anche io sono diplomato come perito elettrotecnico  ma cio’ che conta e la pratica , penso che la storia che ho letto qui e una favola ma poi quando si passa alla pratica il mondo cambia veroo. Un salutone da parte mia ciao e avrei bisogno di lavorare grazie

  • Davidecareddu 5 anni

    Le aziende d’oggi ricercano personale superspecializato ,non fare più corsi interni o dare possibilità di studiare e imparare e controproducente ,perchè non hanno affiancato il tecnico di programmazione ,spendevano un pò di più i primi mesi ma avevano una persona preparata ,tempo al tempo e quel candidato ne ha avuto sicuramente poco,il solito tutto e subito senza un istruzione interna con colleghi che ti ridono alle spalle e ti mettono bastoni tra le gambe,credo che il vecchio anziano non ha passato tutti quei test ai tempi e soprattutto ha avuto tutto il tempo possibile per imparare,sottovalutato per non adeguato affiancamento,questa e la realtà che ha vissuto il candidato e l azienza ha peccato di incopetenza nell inserimento , daltronde l infarinatura e la motivazione c’erano.Lui ci ha provato ma qualcuno dal primo giorno gli ha dato contro.

  • Faye 5 anni

    Io sono una che ha bluffato per lavorare, e non me ne vergogno per niente perchè ne avevo davvero bisogno.
    Il mio caso era la patente che non avevo ancora conseguito e un requisito importante x quell’azienda era appunto, la patente.
    Per 6 mesi li ho bluffati, poi mi sono licenziata perchè la ditta stava fallendo.

  • Luciano Parimbelli 5 anni

    Nel lavoro e nella vita, è sempre meglio essere umili e dire la metà di quello che in realtà sappiamo fare. Sicuramente prima o poi, il vero valore di una persona uscirà alla grande….

  • Roberto 5 anni

    Questa storia puo’ voler dire tante cose. Alcune persone sono veramente disperate perchè non riescono a trovare lavoro e le provano tutte. Certo è che certi dirigenti e compagnia bella (vedi psicologa e direttore del personale) conoscono poco il proprio lavoro tanto da non saper valutare la competenza di un possibile candidato all’assunzione, e credetemi che ce ne sono veramente tanti di questi personaggi come ci sono tante persone che stanno a casa senza lavoro perche magari non hanno un pezzo di carta che le permetta di candidarsi per un posto di lavoro, e ci sono altri che hanno quel pezzo di carta ma che sul campo non valgono niente. Ma perchè dico io non danno a tutti la possibilità di fare un periodo di prova per far vedere cio che valgono? Da parte mia faccio i complimenti a questa persona che con la sua intraprendenza è comunque riuscito a trovare lavoro, e ammonisco i vari dirigenti che considerano poco o niente chi non ha un “titolo”, ma a volte, giustamente,qualcuno gli fa notare che siamo tutti uguali….Abbi rispetto per le persone che incontri quando sali, perche probabilmente sono le stesse che incontri quando scendi!!

  • Antonio Deledda 5 anni

    Direttore buongiorno, non pensavo in alcun modo di ricevere un “assist straordinario come questo” che mi consentissse di tirare in porta come fosse un rigore.
    Purtroppo eventi di questo tipo non sono una novità e come me anche Lei lo sà molto bene, per questo tocca aVoi fare il minimo indispensabile, quel qualcosa che impedisca ai soliti disonesti di passare davanti a tutti, sia nel mondo professionale che personale inteso in senso stretto dei rapporti umani.
    Tutto mercificato, persino i sentimenti e gli affetti in virtù di questo, ho quasi perso il gusto e la voglia di continuare a rispondere ad annunci “offerte di lavoro pubblicate con grandi paroloni” che alla fine si rivelano per me e credo per la maggior parte dei cittadini onesti di considerare le Vostre offerte solo una perdita di tempo, unito al disprezzo e disgusto che provo quotidianamente, visto che da un anno invio a manca e a destra il mio CV senza peraltro ricevere il più insignificante riscontro da parte di alcuna agenzia interinale che ti consenta di dire : meno male anche se questa volta non mi hanno preso per ricoprire questo o quell’ incarico almeno ho avuto la possibilità di essere considerato da qualcuno, niente di tutto questo, solo per il motivo che questo bellissimo paese “ITALIA” è abitato prevalentemente da schifosi millantatori, sopratutto ladri, scrocconi e parolai che sono l’espressione della classe dirigente pubblica ma anche privata che ormai da troppi anni hanno vissuto e continuano a vivere sulle spalle della povera gente dei deboli ed ache degli indifesi, questo è il frutto degli insegnamenti che hanno ricevuto a tutti i livelli a partire dalle famiglie per teminare con la scuola ed infine con il mondo del lavoro.
    Grazie
    Antonio Deledda

  • Pina 5 anni

    Cosa dire di questa storia? Io non avrei certo il coraggio di ‘barare’ ; rimediare brutte figure non è il mio forte… per fortuna! Ho sempre sostenuto che essere se stessi e raccontarsi per quello che si è realmente è la cosa più saggia che si possa fare. Sono disoccupata da ormai due anni e sono sempre stata il jolly nel mondo del lavoro (sostituzioni maternità, sostituzioni malattia, sostituzioni estive…) e la mia pecca è avere un C.V. frammentato che spesso è mal visto – ahimè – ma è il mio c.v., è la mia vera storia lavorativa e ne sono fiera perchè ho avuto modo di acquisire molte competenze, di confrontarmi con molte realtà e di trarne il meglio. Perchè dovrei modificare il mio C.V. barando come il ragazzo della storia? Non ci penso neanche. Questo momento di crisi è terribile ma in ogni caso credo che al nostro paese serva gente competente, non solo titolata; dovrebbero essere le competenze e non i titoli i requisiti fondamentali per le assunzioni. E poi la tanto agoniata ‘meritocrazia’ che l’Italia non sa neanche cosa sia. Sono molto amareggiata.

  • Dini Dino 5 anni

    Puoi anche cercare di migliorare il curriculum ma se devi saper fare una cosa non scappi. Anche io programmavo torni fanuc ma da qui a dire che li so programmare oggi ne passa, per questo lo sottolineo che li sapevo programmare e quindi potrei rimettermici e riprogrammarli di nuovo ma dopo un periodo di ripresa. Insomma c’è poco da mentire se il lavoro che vai a fare presuppone una tua preparazione tecnica o comunque di rilievo.
    Il problema è che siamo talmente disperati in questa Italia maledette che pur di trovare lavoro le proviamo tutte, e c’è chi esagera

  • Writer 5 anni

    Cosa si evince dal racconto? Semplice!
    L’inutilità della selezione svolta sulla base di test psicoattitudinali che pretendono di racchiudere una persona in uno schema prefissato e contemplato a priori e la totale inutilità di selezionatori che non sappiano nulla del lavoro che il candidato andrà a svolgere.
    Mi spiego: se sono un ingegnere dovrei essere testato sul campo e sulle mie conoscenze da un ingegnere, se lavoro per l’ufficio legale da una figura senior dell’ufficio, se lavoro in pubblicità come copywriter o art director dal direttore creativo dei progetti, gente che conosce direttamente il lavoro e sa capire se la persona che ha di fronte ha capacità e competenze.
    Purtroppo, le aziende si stanno popolando di psicologi e formatori che vendono aria fritta senza avere la benché minima cognizione del lavoro svolto.
    Chiedere che i selezionatori delle risorse umane siano persone che svolgono quotidianamente quel lavoro è una cosa così strana? In Italia pare di sì…

    • Mrosa_favaro 5 anni

       Hai proprio ragione: i selezionatori delle risorse umane purtroppo seguono principalmente iter psicologici per scartare o promuovere un candidato, trascurando di valutare le vere capacità personali. Maria Rosa

    • Vita Simona1981 5 anni

      Io direi anche un selezionatore incapace di valutare un candidato!!Un buon selezionatore e psicologo si accorge se un candidato mente fidati!!

  • Stefano Farris 5 anni

    Nel lavoro le bugie hanno le gambe corte, ma è anche importante lo spirito d’adattamento nel nuovo lavoro, le aziende hanno da sempre premiato da quanto ho visto, anche nelle tecniche, l’humus fertile ad apprendere il loro sistema, se le qualifiche non sono inventate. Grazie dell’interessante vicenda. Stefano Farris

  • Giacomo 5 anni

    È stato piacevole leggere questa esperienza, ha saputo in qualche modo riassumere molti aspetti che ruotano intorno alla problematica dell’assunzione da parte di un’azienda di una nuova persona.
     
    Le figure ci sono tutte ed è giusto che ci siano :
    –          la società di ricerca del personale ha messo a disposizione le persone opportune che hanno lavorato sulla personalità e sulle motivazioni e quelle sono risultate esserci tutte, hanno dato forse troppo peso alle “referenze” (è normale che se le motivazioni sono la cessazione dell’operatività dell’azienda e il rapporto è stato positivo si cerchi di aiutare). Per gli aspetti tecnici ha relegato il compito all’azienda, ovviamente non avendone lei stessa le competenze squisitamente tecniche.
    –          sull’operaio anziano va fatta una precisazione, basandomi anche sull’esperienza personale di direzione di produzione. C’è sempre una difficoltà per queste persone al cambiamento (quello che io definisco “un attrito di primo distacco”) e molte volte ci si sente “spodestati” dal nuovo, in conflitto e sulla difensiva e soprattutto non convinti a rimettersi in gioco. Ma in questo caso l’operaio non si sentiva “minacciato” sul suo posto di lavoro voleva però avere la sensazione di riconoscere la leadership del nuovo venuto
    –          l’ingegnere se da una parte ha colto “l’attrito di primo distacco” non ha però valutato nel giusto modo che non era il cambiamento a spaventare l’operaio ma la non competenza del nuovo venuto, vale a dire non era la componente psicologica ma quella tecnica che aveva espresso l’operaio
    –          per quanto riguarda il direttore di stabilimento devo dire che mi ha sorpreso (positivamente) la sua “visione” strategicamente valida che personalmente per motivi “etici” non avrei (forse sbagliando) condivisa
    –          sulla persona del candidato ci sarebbe molto da scrivere per esempio sul fatto dell’intraprendenza e sulle sfide che ognuno di noi si sente di fare, va però sottolineato che almeno in questo caso l’aspetto squisitamente tecnico e di alta qualità richiesto doveva portare la persona ad una maggiore serietà verso gli altri e in fondo anche verso se stesso
     
    Conclusioni : a mio modesto parere è giusto che le figure entrate nel gioco esistano e che continuino ad esistere, errori di questo tipo sono ammissibili in quanto nel caso in questione c’è una componente che in questi casi è rara, il riuscire a bleffare su competenze tecniche che solitamente sono facilmente smascherabili, penso che la cosa veramente importante è, come sempre, fare tesoro dell’esperienza.

  • Salvo Signorino 5 anni

    ..E poi magari persone davvero valide e capaci…restano a casa…..è da un anno che invio Cv e candidature..non ho mai ricevuto una comunicazione anche solo per un dialogo…..che tristezza..sono scoraggiato la mia professionalità non serve a nulla.

     

                                                                                    Salvo Signorino

    • Pietro Pio Blasi 5 anni

      Sono d’accordo con te.. purtroppo la professionalità è valutata solo da quanto letto sul cv. Vorrei comunque dirti che a me 51enne è praticamente negato il lavoro e sentirsi dire da un responsabile di un grosso Centro di reclutamento del personale guardi è inutile che lei presenti il cv perchè tanto non lo leggeranno nemmeno…beh è frustrante. Io ho un’esperienza di 25 anni in ambito fisioterapico, ma si preferisce assumere (magari in nero ) ragazze dell’est che costano meno

  • Lisa 5 anni

    Buongiorno, anche in questo caso mi spiace dirlo ma si premia la furbizia a discapito di chi come l’operaio Nicola più esperto e cosciente del lavoro aziendale e che s’è fatto chissà quanti anni di lavoro probabilmente per un massimo di 1500 € al mese.
    Sinceramente mi sento molto Nicola, sono cresciuta all’interno di un azienda d’abbigliamento e quando ho iniziato a prendermi delle specializzazioni per qualificarmi non ho fatto altro che trovarmi con delle porte chiuse in faccia, gli stage si concludono in un niente se non in una nuova referenza e mi vien da chiedermi perchè mi ritenete così valida da mettere la faccia per me, ma non il contratto? Perchè sono donna e son sposata quindi un rischio troppo alto? Perchè non ho raccomandazioni del tipo figlia di, amica di, amante di?? Io spero proprio che non sia uno di questi il motivo se no altro che triste Italia.
    Sinceramente io da quando ho iniziato a lavorare non ho mai avuto la fortuna di saper cosa vuol dire la meritocrazia…
    Scusate lo sfogo probabilmente poco inerente, ma mi sembra che qui in Italia ci siano tanti Nicola ai quali nemmeno per sbaglio viene riconosciuto un merito, nemmeno quello di smascherare un truffaldino aspirante ingegnere.

  • Giovanni Mappa 5 anni

    Dopo 15 anni di selezione e assunzione di giovani laureati destinati alla ricerca industriale, vale a dire di personale destinato a operare in ambiti creativi e quindi, non ripetitivi (il lavoro che appassiona la stragrande maggioranza dei candidati), mi sono fatto un’idea sulla mia “pelle” sulla questione selezione risorse/idoneità o meno.
    Penso che sia molto difficile “inquadrare” gli skill effettivi di un candidato in quanto, a meno che non si tratti di un lavoro molto specialistico e temporaneo, l’assunzione a lungo termine di una risorsa è come un “matrimonio” ( con riferimento al succitato episodio, il “bluff” iniziale pro-obiettivo è soltanto uno dei tanti risvolti della faccenda).
    La difficoltà è insita, secondo me, nel fatto che è difficile definire con gli strumenti attualmente utilizzati (test psico-attitudinali, colloqui tecnici e psicologici, ecc.), se il candidato in questione, possiede piena rispondenza al job da soddisfare al momento, piuttosto che essere rispondente ad un prefissato profilo di carriera e ad una fruttuosa integrazione nella organizzazione aziendale di riferimento.
    Pertanto, come nei matrimoni… (con gli attuali strumenti di valutazione a disposizione…) si può essere più o meno fortunati).

    In realtà, l’Italia sconta ancora un grave ritardo rispetto all’utilizzo di strumenti efficienti per la gestione del capitale intangibile (Intangibles) come il “Capitale Intellettuale Potenziale” che una risorsa sarà in grado di esprimere (in termini di trend di performance) in una definita organizzazione aziendale e in definito contesto digestione delle risorse umane.
    Nell’era della Economia della Conoscenza, si verifica che un candidato è rappresentato da cio che scrive nel proprio CV e da come “appare” agli occhi dei valutatori: un perfetto sconosciuto!
    Credo che, in un futuro prossimo, l’utilizzo “professionale” dei social network e  l’incrocio “intelligente) delle innumerevoli fonti di storicizzazione delle esperienze educative/professionali individuali, potrà dare la possibilità di conoscere i candidati “prima”, mentre strumenti di analisi degli “Intangibles” consentiranno di gestire le risorse e accompagnarle profittevolmente durante il loro percorso lavorativo in azienda.

  • Carlotta 5 anni

    I giovani con esperienza, ma se nessuno fa fare loro esperienza non esistono, solo che essendo giovani costano alle aziende di meno.
    I media età con esperienza e magari nessun attestato sono quelli che potrebbero essere adatti a certe mansioni ma costano un occhio della testa alle aziende e quindi non vengono presi in considerazione mai.
    Gli anziani del lavoro, in genere le aziende non vedono l’ora di liberarsene anche se costerà loro molto e gli stessi anziani sono terrorizzati di essere lasciati a casa anzitempo rischiando così di non percepire la pensione.
    Le aziende hanno dei costi assurdi per i dipendenti e questi costi non li spingono certo ad assumere, in più esistono adesso diversi contratti capestro e tra questi se ce n’è qualcuno decente certamente verrà eliminato in fretta da Governo.
    La fascia di età che va dai 40 anni in su è decisamente penalizzata sempre e comunque.
    Credo che sia una strada senza uscita.
    Bella la storia, sarebbe ancor più bello credere che sia vera, ma impegno, serietà, disponibilità, onestà, sincerità credo che scarseggino abbondantemente.

    • francesco 5 anni

      hai proprio ragione quelli penalizzati sono quelli dai 40 in su ………………………….poi pero cercano l’apprendista con esperienza e tutto na bufala come fa un apprendista ad essere con esperienza …………poi prendono i ragazzini e poi si trovano a non saper far nulla io dico se dovreste prendere l’apprendista prendetelo per apprendista………….. se no non sa dove mettere le mani………………… non esiste apprendista con esperienza….comunque certe inserzioni per chi cerca del personale mi fanno ridere ………………direi anzi piangere come fa uno a mettere certe inserzioni di lavoro nella posizione in cui si trova sia di  commerciante o  di responsabile alle assunzioni questo non lo capisco proprio certa gente ha fortuna nel posto in cuio si trova non come noi che abbiamo esperienza e passione per il lavoro che svolgiamo un saluto grande da parte di chiello francesco di legnano pr.di milano ciao

  • Anny Sestosenso 5 anni

    .. ce ne fossero di nicola…e si…diciamo che l’occhio esperto fa ben la sua parte..lui ha guardato gli anni di sacrifici, di impegni, di volonta’ riflessi sulla sulla sua pelle osservando sicuramnte marcello nel suo intento a  voler imparare un lavoro a tutti i costi…sicuramnte un nicola non aveva niente da perdere,ma confidando all’ingeniere il suo pensiero a fatto solo che bene,anche perche’ probabilmente sulle macchine avrebbe dovuto lavorare anche lui…sono contenta che le persone in questa faccenda abbiano capito e  compreso, sia la volonta’ di nicola..sia quello di marcello che l’unica colpa che gli si puo’ dare,,,e’ quella di avere tanta tanta voglia di lavorare..e questo gli fa onore,ma come diceva la mia nonna..le bugie hanno le gambe corte…e poi penso che la cosa migliore sia comunque essere in piena onesta’ ,,prima con se stessi..poi ovviamente con cio’ che ci circonda.ad un’uomo senza un lavoro  piano piano col passare dei giorni gli si sbiadisce l’anima,inizia a non avere piu’ stimoli,inizia a perdere stima di se stesso…e questo per una persona che ha tanta voglia di lavorare e’ ingiusto…allora inizia a pensare che probabilmente e’ anche colpa sua..che forse non e’ stato abbastanza “volenteroso” nel cercarsi un’occupaazione…anche se probabilmente non e’ cosi..io dico solo una cosa…in bocca al lupo a chi come me sta cercando un lavoro..abbiate fiducia in voi stessi.non fatevi prendere dallo sconforto,che e’ sempre li dietro l’angolo in attesa di un abbassamnento di guardia da parte nostra…(parlodella vita in generale).caricatevi di amore verso voi stessi e cercate di aggrapparvi alla speranza…di riuscire nella realizzazione dei vostri progetti…spero con tutto il cuore che ognuno di noi possa ricevere un po’ di serenita’….. buona giornata a tutti:-)) 

  • Elvisdicicco 5 anni

    Che dire questa storia fortifica sempre piu’ l’idea che davanti ad un curriculum non sempre c’e’ il reale valore di un canditato,ma solo uno spunto che deve servire per un primo approccio .la verita viene evidenziata solo quando si scende nel campo di battaglia ,li basta poco per capire se si  ferrati in quel campo ….magari oltre a dei test,,,, un rapido giro in produzione e qualche domanda da tipo uno piu esperto operaio tipo il nostro Nicola…………..

  • Emi_crania 5 anni

    questo per me dimostra soprattutto che 40 anni di lavoro in un settore significano tantissimo. E’ per questo che non capisco perchè le aziende siano restie ad assumere persone che, per loro sfortuna, hanno perso il lavoro a 50 55 o addirittura oltre quell’età, non tenendo conto della notevole esperienza e capacità maturata nell’arco di un’attività lavorativa. Se per caso quell’operaio con 40 anni di lavoro, per un qualsiasi motivo, avesse perso il suo posto di lavoro, quanti aziende avrebbe trovato che lo avrebbero riassunto?

  • Roberto 5 anni

    Per esperienza personale posso dire che quando ti serve lavorare ti inventi di tutto.Io a 20 anni sono diventato padre,non lavoravo ed un giorno passando davanti alla vetrata di un agenzia di lavoro temporaneo ho letto un annuncio…..cercavano un saldatore: ebbene io sfacciato mi candidai per quel lavoro spacciandomi per saldatore esperto.Mi fecero fare il colloquio di lavoro e con mia sorpresa mi presero a lavorare.Ma chi l’haveva mai toccata una saldatrice?Per mia fortuna quel lavoro l’ho nel sangue mi riuscì subito facile.L’esperienza mi isegna che se sei veramente motivato e se si parla di sopravvivenza riesci a fare di tutto.Oggi faccio ancora lo stesso lavoro.

  • Marcello 5 anni

    Non doveva candidarsi. Non avendo i requisiti, non doveva mettere in difficolta’ l’azienda .

  • Manuela 5 anni

    Questo racconto mi ha terrorizzata. Non riesco a credere alla fortuna che ha avuto questo Marcello, nonostante tutto. Sono terrorizzata e anche arrabbiata perché questa sembra una favola, un film: non succede mai nella realtà che le persone motivate (in genere lo sono quelle che cercano un impiego) e molto competenti riescano ad ottenere un posto di lavoro. Quando cominceranno a sparire nelle aziende operai qualificati come “Nicola”, ci resteranno solo gli amministratori incompetenti e selezionatori dequalificati.

  • Dimmortallx 5 anni

    Trovandoci, in una situazione, economica, io direi pessima, vorrei solo aggiungere una sola cosa, che a volte tanti pezzi di carta che, altre persone nn hanno avuto la possibilità di prendere, perché meno fortunate, problemi familiari e tanto altro, fanno proprio capire l’inadeguatezza di certe “Laureate” che nn capiscono un cazzo!!!!!
    Mi viene di direi Monti e tutti quelli come lui, secondo me nn ci vuole un genio per risanare un debito pubblico, in piu creato da loro.

  • Mekky 5 anni

    il problema è a monte….siamo un popolo di mediocri,che cerca con pochi soldi gente super esperta…apprendista.
    Chi esce da scuola non sa far niente….chi ha delle aziende non sa formare, chi ci guida politicamente non pensa a noi….il futuro è nelle nostre mani, ma dobbiamo cambiare radicalmente!!!
    !

  • milena 5 anni

    Ho lavorato anch’io come selezionatrice e so cosa sono questi test, ma di solito il datore di lavoro chiede una prova pratica ai candidati e non semplicemente di completare un quiz a risposta multipla. Forse anche in questo caso sarebbe stato necessario dare spazio ai giovani, un neodiplomato perito industriale con i suoi mesi di tirocinio alle spalle (certificati dall’istituto, difficile da falsificare). Già, spesso ci si accorge che gli adulti non sono in grado di fare il lavoro che dicono di saper fare. Ma continuiamo così, a non assumere giovani e investire in formazione. Tenetevi i bluff, ben vi stanno. 

  • Margherita 5 anni

    Che dire? Chapeau a Nicola … Per quanto riguarda Marcello non è una novità che una persona debba fare “salti mortali” pur di ottenere un lavoro, uno qualsiasi! Diciamo che alla fine ha vinto la sua sfacciataggine, io la chiamerei così, piuttosto che “intraprendenza”!

  • gianluca 5 anni

    Ciò insegna che l’utilizzo di società di selezione è molto spesso inutile, ma purtroppo sono diventate così forti e potenti che oramai hanno in mano il destino di futuri lavoratori. Dovrebbero essere la aziende ad occupardi delle risorse umano e non persone che magari in uno stabilimento non sono mai entrate. Altro spunto, le persone con l’esperienza sono quelle che dovrebbero fare le assunzioni e dovrebbero insegnare ai giovani come si fa un lavoro. I quasi pensionati sono una risorsa fondamentale per le aziende e ci bisognerebbe che le leggi del mercato del lavoro venissero fatte in modo tale che il ricambio per una posizione non sia un semplice cambio di persona ma una continuità di conoscenza. Purtroppo oggi, si manda in pensione le persone anche dopo aver maturato i requisiti necessari e poi le nuove assunzioni vengono fatte con la speranza che  ci siano le conoscenze che si apprendono solo in 40 anni di lavoro. Insomma c’è molto da fare, tanti interessi personali da smantellare e fare le cose nell’interesse di tutti.

  • L’unico commento che mi sento di fare è che se tutte le aziende del mondo fossero dirette da chi ci lavora, leggasi: autogestione del lavoro, il mondo sarebbe un posto migliore.

  • Alberto Gheller 5 anni

    Pratica è sempre meglio della teoria……penso sia la miglio sintesi

  • Laura Luigia Invernizzi 5 anni

    Buongiorno!Interessante tutta la vicenda che mi fa pensare subito ad una sola cosa molto pratica .. affiancare la persona entrante che possieda competenze in linea con i tempi attuali (ad esempio solo 20 anni fa per fare l’operaio era sufficiente il diploma di 3°media inferiore ora si sa ci vuole il diploma professionale superiore del quinquennio..) alla persona che nel giro di un paio di anni andrà in pensione . Passare il testimone per un tempo anche discreto perchè tutto ha un tempo e non tutto si può imparare in poche settimane.E fare tanta gavetta senza vergognarsi mai!Costruire il proprio percorso professionale con esperienze significative anche quando sembrano di poco valore affinchè sia subito evidente il piacere e la voglia di lavorare prima ancora della necessità.
    Una valutazione a parte merita il disvalore dell’aver barato ma qui si entra nel campo della coscienza personale e come non esiste punizione così non dovrebbe esistere merito ma ci è concesso sbagliare soprattutto per migliorarci e se c’è consapevolezza c’è margine di una possibile umanità

  • Antonietta 5 anni

    sono daccordo e ormai se ne sentono tante che non ci si fa’ piu’ caso purtroppo………………..

  • Domenico Gallo 5 anni

    Questa vicenda mostra ancora una volta la disgregazione e la mancanza di un iter e leggi serie che dovrebbero regolare il mercato del lavoro. Certo questo fatto fa riflettere e di molto…tuttavia, un ridimenzionamento e un sistema di ricerca più pratico, secondo me darebbe migliori risultati.
    Allo scopo voglio dire questo: oggi spesso e volentieri sono giovanissimi che giudicano in maniera completa il candidato  dal CV inviato,applicando sopratutto delle formule ben stabilite sul criterio di ritenere la candidatura valida o da scartare.Da qui moltissimi errori di valutazione del candidato. Se i candidati in questione, oltre a rispondere ai test fossero passati anche in fabbrica, sicuramente sarebbe stato meglio…poi cosa IMPORTANTISSIMA l’esperienza e il fiuto di un operaio con 40 anni di pratica piutosto che una laurea teorica, ancora una volta ha confermato il vecchio detto: la pratica supera a volte di gran lunga la grammatica”.  A conclusione voglio dire: è spesso giustificato che oggi alcune categorie barino dal momento che moltissime aziende oggi più  ne i parametri legali ne tantomeno umani dove si dice che tutti hanno diritto a un posto di lavoro. Oggi in italia spesso sei troppo vecchio per lavorare e troppo giovane per andare in pensione. Ma nel fratempo come vivi?? 

  • maurizio 5 anni

    Buongiorno. Questa storia,se cosi possiamo definirla mi e piaciuta. Non e il primo caso ce ne sono tante alcune constatate da me personalmente. Ma se questo porta oggi dei vantaggi per lavorare con la crisi,si arrangi chi può. Ho 50 anni e tanta di esperienza lavorativa ho anche vari attestati ma: mi sa che sono tagliato fuori per l’età.Infatti da 2 anni sono in cerca di lavoro,ho lavorato qualche mese ma niente di che.Mi sono trasferito a Bolzano ma senza risultato. Sto pensando di ritornare a Palermo. Coloro che fanno colloqui li cercano giovani e con esperienza. non e facile,allora se non conosci non lavori.
      
    Scusi se non rispondo spesso.

                                                Cordiali Salutiè

  • stefano ventura 5 anni

    questa storia , la dovrebbero leggere un po tutti gli addetti ai lavori , chissa magari imparerebbero qualche cosa

  • Claudio Rinaldi 5 anni

    Non mi meraviglia più nulla, a 57 anni con comprovate e lunghe esperienze commerciali b2b e con una cultura finanziaria infinita che mi ha permesso di operare come trader nei mercati finanziari per piu di un decennio quando vengo contattato da sbarbati mi rendo subito conto che non sanno nemmeno di cosa stò parlando. Una vera tristezza , se questi sono coloro che fanno una prima selezione allora direi che sarebbe il caso di parlare di una “crisi di persone”……….quello che non trova lavoro però son io..

  • Bomber1969a 5 anni

    i nodi vengono sempre al pettine!

  • Franz 5 anni

    … Sarebbe tutto più semplice e veloce se invece di cercare ventenni con esperienza trentennale si potesse saltare al: cerchiamo qualcuno che sappia fare A B C… Lei lo sa fare? Si/No. Chi offre lavoro può adesso pescare nell’eccezionalità, e la normale umanità si sforza di apparire eccezionale. Con una enorme perdita di tempo nelli sforzo di vedere oltre il fumo. Nell’era dell’apparire si perde sempre più di vista la sostanza.

  • luca 5 anni

    spesso un vecchio bravo infermiere, è meglio di un dottore appena laureato

  • Deefab2003 5 anni

    morale della favola,i vecchi hanno il sesto senso,,,,non basta solo la parte ”tecnica”

  • Bove Rocco 5 anni

    credo che nella vita tutti in nodi vadano al pettine,cosi’ mi ha insegnato mio padre…

  • Fabry 5 anni

    Vogliamo parlare di come si comportano i datori di lavoro? Ti chiedono di firmare insieme alla lettera di una utopica assunzione anche IN BIANCO quella di dimissioni; chiedono alle donne se hanno intenzioni di fare figli, etc etc etc ma che bella gente! E gli organi di vigilanza dove sono? Ispettorato Lavoro e Aziende Sanitarie  che anzichè che fare controlli giornalieri “aspettano” la denuncia del lavoratore ammesso abbia tutto questo coraggio! Siamo il paese di Pulcinella per cultura e non solo. Questi signori (imprenditori) sono i primi che violano i contratti e portano il loro guadagni all’ estero (le cronache parlano chiaro) e poi tutti attingono alla pila dell’acqua santa (INPS) ma fatemi il piacere!  Siamo stanchi  ma veramente ed il disegno di qualsisasi Governo in questo paese è chiaro: autoeliminatevi che siete un problema e questo per le tasche di chi ci Governa e non solo!

  • Augusto 5 anni

    Purtroppo non sono sorpreso, ho 61 anni e per la prima volta nella mia vita cerco lavoro su internet, mi sono reso conto che purtroppo la professinalità e le capacità non riesci a trasmetterle,specialmente quando parli con selezionatori che non sono addentrati nellle specifiche. Non biasimo Marcello, quando uno vuole veramente lavorare escogita qualsiasi cosa per ottenere un posto, così avrà la possibilità di dimostrare le sue capacità, e la sua serietà. 

  • Maria Grazia Neri 5 anni

    Non so se la storia è vera, ma stiamo al gioco. Tra esperienza, competenze e motivazione cosa serve di più a un candidato e cosa interessa a una azienda, forse il tema è questo.
    Stando al caso descritto la prima considerazione (o suggerimento) è che una persona motivata a trovare una occupazione prima o poi qualcosa trova, magari con una remunerazione inferiore alle aspettative o alle esperienze pregresse. E’ una considerazione molto ragionevole.
    L’esperienza può aiutare a valutare le competenze specifiche ma non è allineata all’innovazione di processo (in questo caso), le serverebbe un training o un up-date formativo, ma conviene all’azienda skillare un dipendente prossimo alla pensione? In alcune aziende l’ho visto fare in altre è considerato non opportuno. Unprogrammatore che non addestra nessuno mi sembra un espediente narrativo. Un consulente che programma una nuova macchina è sempre affiancato da qualcuno interno all’azienda che viene addestrato (anche perché questa formazione di solito è un costo incluso nel progetto d’investimento).
    Le competenze a volte sembrano un oggetto sconosciuto non solo per l’azienda ma anche per la pletora di esperti a cui l’azienda si affida (selezionatori, consulenti, etc.) con conseguente dispendio di tempo e denaro.
    La conclusione della storia è aperta, la ricerca continua, domanda e offerta non si sono ancora incontrate, dunque a suivre …

  • Luck 5 anni

    Intraprendenza, inganno, pentimento……lavoro.
    L’italietta ( si con la i minuscola) dei furbi, anche in questo caso ripaga, comunque, con un posto di lavoro.
    Che miseria.

  • Mondomarisa 5 anni

    Ho circa 30 anni di esperienza di vendita.Ho partecipato a selezioni tenute da ‘esperti’ di max 30 anni e sono stata scartata.
    Premetto che mi emoziono ancora ai colloqui di lavoro (qualcuno disse che chi non ha più emozioni non ha più nulla da offrire).
    Concludo che l’Esperienza (vedi l’operaio di cui sopra) non è equivalente a Vecchiaia ….ma è un tesoro che le Aziende non sanno riconoscere/sfruttare.
    A disposizione per ogni ulteriore commento
    Marisa

  • Leggendo questo articolo si evidenzia quanto sono inutili curriculum,colloqui,quiz,ecc.secondo me il vecchio metodo quello della prova sul posto di lavoro e il migliore li non si scappa,anche x quanto riguarda il carattere di una persona dopo qualche giorno esce fuori, a parole siamo tutti bravi. Parecchi anni fa (avevo 27 anni) mi presentai di persona presso una ebanisteria falegnameria x cercare lavoro,chiedo ad una persona presente con chi poter parlare (spiego che sono un ebanista e cerco lavoro)si da il caso che sia  il titolare,li sui 2 piedi mi dice che al momento non avevano bisogno,che doveva ingrandire la fabbrica ecc.ecc. mi chiede davanti a tutti ma tu cosa sai fare? Io rispondo tutto! E li scatta la risata sua e degli altri operai presenti, (di solito chi dice che sa fare tutto alla fine non sa fare niente ma io ero sicuro di me) finita la risata dico fatemi fare una settimana di prova se non và come sono venuto me ne vado,a quel punto il titolare mi dice ok mi sei piaciuto lunedì puoi venire a fare la prova. E andata a finire che nel giro di un mese si e reso conto che ero il miglior operaio che avesse la dentro e ho continuato a lavorare li x 8 anni.Concludo dicendo che i curriculum sono importanti ma la prova sul posto di lavoro e la verità.

  • Ospite 5 anni

    Purtroppo certe situazioni si verificano molto spesso; praticamente in tutti i casi in un cui il processo di selezione di un profilo estremamente specializzato è affidato a persone -spesso anche molto preparate- del tutto a digiuno degli “aspetti pratici “inerenti il suddetto profilo.
    In alcuni paesi del nord Europa il problema è risolto alla base: occorre un certificato. Gli enti certificatori hanno tutti interesse (economico) a verificare che chiunque ottenga il “pezzo di carta” possieda come minimo una valida preparazione di base e se si aggiunge che il sistema è fortemente statalizzato per garantire a tutti una possibilità di carriera, il sistema è quasi perfetto.
    In Italia il bluff è una pratica consolidata a tutti i livelli. Abbiamo un sacco di carta bollata senza valore perché, a mio avvisio, (cominciando dallo stato) a nessuno interessa veramente la qualità ;la filosofia di fondo è che non servono competenze, servono soldi: se sei un’impresa pagherai qualcuno per darti la sua competenza, se sei un lavoratore pagherai per ottere un lavoro. Fintanto che non ci sono implicazioni economiche nessuno sembra preoccupato di accertare se uno soggetto è realmente qualificato per fare quel che fa.
    E’ triste, ma fintanto che le cose restano così il bluff è l’unico strumento, a disposizione di chi non ha abbastanza risorse economiche, per ottenere visibilità.

  • Sono 35 anni che lavoro ed ho fatto circa 100 interviste di lavoro e mi sento di sottoscrivere appieno quanto affermato gia’ nei commenti dal sig. Eugenio Caponoce.
    Le aziende cercano il grande esperto con grande esperienza a 25 anni e da quando i selezionatori sono perlopiu’ persone di 30 anni che non avendo esperienza, cercano alla lettera i curriculum con le prerogative richieste dalle aziende. Pertanto è giusto ed è bene che siate fregati entrambe. Test attitudinali e americanate varie.
    In 30 anni di lavoro non ho mai fatto un lavoro che fosse uguale all’altro ma grazie alle esperinze dei selezionatori sono sempre stato in grado di capire ed affrontare i nuovi incarichi, dato che questa è la sola maniera di crescere.
    Da quando i selezionatori ed i nuovi dirigenti sono i Bocconiani trentenni che non considerano gli operai come Nicola e cercano i fenomeni. Infatti l’Italia sta’ andando a rotoli seguendo il modello americano.
    Ing. Marco Leonangeli

  • Francesco Dezio 5 anni

    mettetela come volete ma io faccio comunque il tifo per nicolaaa!!! a me più di tutto incuriosiscono due cose, programmare macchine è un lavoro orribile. per questo lavoro, ripeto, orribile, in officina, tra i rumori, magari pure turni, e responsabilità da ingegneri della nasa (previo test colloqui e strizzapalleattitudinali) che mi fa ribrezzo solo a pensarci, voglio augurarmi che lo pagassero almeno e dico almeno un 3mila euro! e magari pure un tempo indeterminato ci starebbe tutto!

  • Astrid Antares 5 anni

    Non è una novità che un operaio esperto possa bagnare il naso a tanti laureati…. il fatto è che anche l’esperienza vale almeno una laurea se non di più.

  • Lara 5 anni

    questo non fa che dimostrare quanto siamo arrivati all’assurdo e dei giri infiniti che servono anche solo per avere una chance di fare un colloquio. questo è dovuto in primis alle società di ricerca del personale che scartano cv senza nemmeno aprirli (penso che l’età sia il criterio principale..) tagliando di fatto fuori le persone dal mondo del lavoro.
    poi anche se ottieni il colloquio vieni valutato per la recita che sei in grado di mettere in scena.
     le aziende non vogliono più formare una persona nuova nemmeno per mezza giornata, e hanno dei criteri di ricerca talmente pedanti che non sembrano cercare collaboratori validi e in gamba, ma dei cloni del collaboratore che li ha preceduti.tutto ciò è terribilmente spersonalizzante anche perchè sono convinta che le doti principali di un lavoratore (serietà, onestà, affidabilità) non sono misurabili a priori nè dimostrabili da un pezzo di carta e vanno ben oltre le competenze professionali.

  • FiorucciE 5 anni

    Formazione interna. Invece di cercare un super-esperto già fatto e finito, prendete il migliore dei vostri e fatelo migliorare ancora di più. Non sono i diplomi a lavorare, ma le persone, e quando si parte dal basso e si raggiungono obiettivi di crescita si lavora con molto più impegno e soddisfazione.

  • Dalla 5 anni

    una, volta non c’era tutta questa selezione, il primo colloquio con l’agenzia per ”conoscerci”, poi con la ditta, poi un’altro per le capacità tecniche, l’ingegnere, il direttore, la psicologa, i test, infine se ti chiamano (perché tutte le ditte non sono oneste e non si fanno più sentire se non sei andato bene, così la tua speranza inutile rimane) ci sarà l’ultimo colloquio per discutere del contratto. .In tutto questa serie di colloqui passa dei mesi, cosa che molti senza lavoro non possono permettersi. .
    Dico un’altra cosa; gente come questa, che ingannano alle selezioni dicendo cose che in realtà non sono e vengono scoperte, le ditte diventano più diffidenti nell’assumere delle altre persone aumentando di conseguenza, il numero di colloqui che si devono fare. Ci dovete mettere alla prova sul campo!   

  • Nicorosolen 5 anni

    Questo ci insegna:
    l’esperienza (spesso) serve più di tanti studi….

  • Expert Quality Concrete 5 anni

    Io opero da circa trent’anni nel settore delle costruzioni e in particolar modo in quello del controllo qualità sui materiali da costruzione, ovviamente, la professionalità e tanto meno l’esperienza nel settore specifico vanno dichiarate espicitamente in un curriculum, ma soprattutto dimostrate realmente.Oggi molti responsabili delle risorse umane non riescono ad individuare questi requisiti, in quanto si basano molto sulla teoria e sugli aspetti che certamente non aiutano a capire il grado di preparazione individuale, ed è palese che poi sussistono problemi in qualsiasi settore. Inutile dire che alcune valutazioni sono dettate dalle segnalazioni…

  • Ing Defalco 5 anni

    Credo si tratti di una fotografia dei danni che il sempre minore rapporto umano esistente nei luoghi di lavoro possa causare. Più le società sono grandi e più si ricorre a schemi, test asettici. Purtroppo le dimensioni dei lavori e le competenze necessarie diventano sempre maggiori e credo che l’unico modo costruttivo di risolvere il problema sia quello, da parte delle aziende, di allevare e formare il proprio personale instaurando una diffusione delle conoscenze in modo che l’improvvisa assenza di una figura particolare come quella dell’articolo, possa essere sostituita da una conoscenza diffusa del personale in attesa di trovare un sostituto.
    Temo solo che questa serietà….sia solo un’utopia.

  • Nicole Carucci 5 anni

    Mentre leggevo questo racconto ero esterefatta. Non si dovrebbe mai “barare” sulle proprie doti e conoscenze perchè sono convinta che la verità venga sempre a galla prima o poi.
    Sicuramente capisco Marcello, la sua intraprendenza e la sua voglia di un lavoro in un momento di crisi come questo e sono contenta che gli sia stata data un’altra, seppur minore, possibilità di non affondare nuovamente nel baratro della disoccupazione .
    Da questa storia si possono trarre due grandi insegnamenti a mio avviso:il primo è fidarsi e puntare sempre sulle proprie potenzialità, il secondo è non abbattersi mai.

  • Morena45 5 anni

    io non lo avrei fatto perchè prima o poi ti beccano , comunque era meglio una volta che entravi in una azienda e ti insegnavano a far tutto , ora invece tutte agenzie che cercano diplomati con esperienza , anche sei operaio in mobilità o di categorie protette come cercano ti dicono di mandargli il curriculum e ti faranno sapere….se mai aspetta e spera , al giorno d’oggi bisogna essere raccomandati altrimenti puoi morire di fame .

  • tiziana 5 anni

    Vorrei dire che non occorre assumere un super tecnico per capire che spesso o meglio quasi sempre anche gli assunti
    come commessi o cassieri non hanno affatto le competenze che le aziende richiedono.
    Spesso sono le apparenze che si prendono in considerazione e le cose che vengono dette ma mai si osservano le persone
    per le reali capacità. Per questo basterebbe, invece dei colloqui assolutamente inutili, una prova pratica di fatto di tre giorni.
    Se uno sa dimostrarsi capace, le chiacchere stanno a zero, anche per coloro che si credono esperti. Le persone che fanno
    i colloqui cosa guardano, i famosi test e le assolute teleguidate chiaccherate? Poi si va nei negozi, uffici e supermercati
    e si trovano persone che non sanno neanche piegare un vestito ma tanto tanto carini quanto antipatici e assolutamente
    poco motivati.
    Questo lo posso dimostrare, basta guardarsi intorno.
    Tiziana

  • Maria Teresa Di Marco 5 anni

    Mi meraviglio che si cerchi di accedere a posti di lavoro così qualificati, cercando scappatoie. Le lacune vengono sempre a galla

  • Caponoce Eugenio 5 anni

    NULLA DI NUOVO  ! 
    ALLE PRESUNTUOSE RICHIESTE DEL COMMITTENTE PER “L’EVENTUALE” ASSUNZIONE DI GIOVANE DICIANNOVENNE ESPERTISSIMO NEL SETTORE INDICATO, PLURILAUREATO  E SOPRATUTTO INSCRITTO NEGLI ALBI PROFESSIONALI CHE ABILITANO L’USO DELLE LAUREE (  IN MOBILITA’ E COMUNQUE PROVVISTO DI PATENTI A, B, C, D, E, K, DI GRUISTA, E DI QUELLE PER L’USO DI TUTTE LE MACCHINE OPERATIVE, ECC. ), SI CONTRAPPONE L’OFFERTA DEL      ( COME SI E’ IN SEGUITO APPURATO ) DISPERATO CHE IMITA PEDISSEQUAMENTE LE AZIONI DEL RICHIEDENTE ; A QUANTO DETTO SI AGGIUNGE LA CONFERMA DELLA CERTA CAPACITA’ DI DISCERNIMENTO DEL PROTAGONISTA OPERATIVO DELLA PRODUZIONE, CON ALLE SPALLE 40 ANNI DI ESPERIENZA, RISPETTO ALLA CERTA INCAPACITA’ DEL MANAGER SICURAMENTE ESPERTO NEL POSIZIONARE LA BROCCA DEL CAFFE’ ( COL MANICO RIVOLTO VERSO LA POLTRONCINA DELLA SEGRETARIA) OLTRE A QUELLA  DEL VASSOIO DEI CIOCCOLATINI E DEI BISCOTTI SUL TAVOLO DELLE RIUNIONI.
    LEI SI SALVA IN EXTREMIS CERCANDO DI PORSI AL DI SOPRA DELLE PARTI CON L’AUTOCRITICA FATTA.
    SALUTI!
    eugenio caponoce

  • Pittalugaelisa 5 anni

    Succede spesso di trovarsi a lavorare con colleghi che hanno bluffato al colloquio… viene fuori dopo un paio di giorni… solo che spesso il parere dei dipendenti non viene ascoltato, ci sarebbero meno incompetenti e più serenità sul posto di lavoro!

  • Eleonora Soldano 5 anni

    questo è l’esempio lampante della disperazione , è altresì evidente che nonostante vi siano persone molto valide e con molta esperienza ,non vengono prese in considerazione , le aziende preferiscono i giovani,

  • B Beltrame62 5 anni

    Egr. Sig.ri,
    secondo il mio modesto parere è un fatto che ben si adatta alla realtà odierna, dove chi possiede una reale e profonda esperienza in un settore riesce a percepire quasi immediatamente se la persona che ha davanti possiede i requisiti necessari per svolgere la mansione per cui è stato convocato. Tutti gli altri strumenti atti a valutare le reali capacità di un potenziale candidato lasciano il tempo che trovano e possono essere raggirati se questi è una persona sveglia e motivata. Naturalmente parlo per esperienza personale diretta, sia come selezionatore, sia come candidato.
    Cordiali saluti.

    Bruno Beltrame      

  • fedra 5 anni

    E’ molto evidente come si stia pian piano perdendo il senso pratico quando si fa selezione. troppa teoria, troppe energie perse tra colloquiatori di dubbia competenza e troppa attenzione alla forma piuttosto che al contenuto.
    Di certo anche fare un colloquio è diventato tutto un “mostrare” ed è ovvio che chi è più scaltro, più riesca; a prescindere da capacità e conoscenze utili per il lavoro.
    Questa storia non mi stupisce affatto, devo ancora capire perchè non si parte dalla macchina direttamente per poi valutare tutti gli altri aspetti della persona..sicuramente dietro c’è tutto il solito giretto di soldi tra agenzie, intermediari ecc ecc
    Insomma..direi nulla di nuovo!!

  • Venusia 5 anni

    in questo periodo si fa di tutto per un posto di lavoro…e stato coraggioso..anchio cerco lavoro e sono piena di esperienze anche senza diplomi o lauree ma sento dire si sai fare ma….ma che cosa? nelle scelte dei candidati non e sempre obbligatorio saper fare con il diploma uno sa fare anche senza…

  • Dante 5 anni

    Quanto sopra non fà che convalidare una mia opinione, ovvero che le persone si valutano “SUL CAMPO” e non attraverso pareri di persone “ai autorevoli” , che compilano e studiano profili.
    Io personalmente non ho mai sopportato il fatto che un candidato debba essere giudicato da un/a psicologa o da altri esperti, ho sempre detto: Signori questo è il mio CV, questa è la mia esperienza, provatemi sul campo e poi, se non vado bene cacciatemi pure.
    L’operaio Nicola è l’esempio di quanto ho detto sopra, ma non mi sembra che l’esperienza dei “vecchi” sia più tenuta in nessuna considerazone.

  • Dmallini 5 anni

    Gent.mo Direttore, la storia è veramente emblematica,  sotto tanti punti di vista. In questo caso il candidato aveva mentito sulle reali conoscenze dell’argomento, ma sempre più spesso accade il contrario, ossia occorre eliminare dal curriculum alcune esperienze professionali oppure un titolo di studio per non apparire troppo qualificati.
    Quindi più aumenta l’esperienza e più si viene tagliati fuori dal mondo del lavoro, perché relegati al proprio settore (mentre probabilmente la persona ha flessibilità e capacità di adattamento che valgono come oro nel mondo del lavoro).
    E qui aprirei una parentesi sulla preparazione dei selezionatori, ma il discorso si farebbe lungo……
    Buona giornata

  • G Henga 5 anni

    Quanti esempi simili a questi si potrebbero citare? Forse non di questa entità è vero, ma davvero troppi. Personalmente inviterei i selezionatori a non prendere troppo sotto gamba il loro compito; senza far nomi dell’azienda in questione, ho visto assumere commesse che si son sapute vendere bene, per poi scoprire quanto fossero poco qualificate troppo tardi : una di loro addirittura non sapeva nemmeno utilizzare il computer ( intendo che nemmeno era in grado di accenderlo), nonostante fosse uno dei requisiti richiesti. Risultato? Questo negozio ha fallito. Se la commessa non sa vendere,  certi prodotti, non di prima necessità, non si vendono da soli.  Ora, attenzione, sono dell’idea che i giovani abbiano il pieno diritto di lavorare , proprio per il futuro loro e nostro, ma se a 35 anni mi sento dire che sono un pò avanti con l’età, ritengo vagamente bizzarro che si richieda una persona davvero qualificata, ma con 15 anni di meno. Pertanto, tornando al discorso principale rinnovo il mio monito ai selezionatori: per favore state attenti, il lavoro oggi è più prezioso che mai!

  • Aquarela76 5 anni

    Sapete detta sinceramente ci stavo quasi pensando anche io di mentire ai colloqui o sul curriculum ma soltanto perchè se hai oltre 29 anni sei escluso, se sei donna sei esclusa, se sei sposata pure, se hai figli ancora peggio,se non sei categoria protetta o se non sei in mobilità non ti considerano nemmeno per farti fare il colloquio. Se non sai ora pure il russo o il cinese … insomma non dico che mentire va bene ma ci sono certi che nemmeno prendono in considerazione il fatto che non si deve giudicare le persone solo dal loro stato ma dalla loro capacità o dalla loro voglia di imparare e di essere disponibile a farlo…e tanti Vi assicuro hanno il lavoro ma non la voglia di lavorare eppure sono fortunati  

  • Vito Pignatelli 5 anni

    In’anzitutto l’azienda deve avere un simulatore per il colloquio  in base al tipo di macchinari al’avanguardia , cosi l’azienda guadagnerebbe tempo e denaro , ci sono persone con pochi studi e molta genialità .
    Pignatelli Vito, 

  • Rossetto Luisa 5 anni

    come torno a ripetere esperienza supera tutte le tesi i test e altre fantasticherie che si inventano per darti un lavoro e non valutano piu la persona che perdita nelle nostre aziende.

  • Lschincaglia1 5 anni

    una volta si assumeva senza curriculum e si insegnava a lavorare su macchine saldare piegare lamiere usare torni senza bisogno di selezionare , bastava la voglia di lavorare. ora se non hai un pezzo di carta in mano i tuoi curriculum li buttano nella spazzatura immediatamente. se hai 30 anni di esperienza lavorativa e pensi di provare con questi selezionatori be scordatelo. avro’ fatto mandato scritto tutti i miei lavori le mie le mie fatiche tutte le ore fatte in 30 anni ma non si è fatto vivo nessuno.

  • A, anzitutto direi che i bluff ci sono ovunque , ma se l’azienda avesse un simulatore in prossimità del colloquio guadagnerebbe tempo e denaro, dico questo perché non tutti anno degli studi molto avanzati sul tipo di macchinari  alavanguardia, ma ci sono persone che sono molto inteligenti  che fanno stupire anche i migliori, scusate per gli errori ortografici .
    Pignatelli Vito

  • Alfonso Albano 5 anni

    La storia raccontata conferma la mia valutazione sulle capacità/possibilità che i selezionatori possano davvero essere utili in tutti i casi di assunzione. Il mercato del lavoro, come tutti i mercati, è connotato da forti asimmetrie informative: in altre parole, l’impresa non può accedere a tutte le informazioni che vorrebbe, lo stesso vale per il candidato. A mio parere, l’intera procedura di selezione è lunga e inutile. La lettura dei curriculum deve essere la prima fase (mirata a scartare quelli totalmente non corrispondenti, quali ad es. un contabile che si candida per un posto da infermiere). La seconda è unica fase deve necessariamente essere composta da un test attitudinale relativo alle mansioni che il candidato dovrà svolgere, direttamente a contatto con l’impresa. Non serve altro.
    Io ho 45 anni, sono un ex professionista che ha chiuso lo studio per problemi economici e dopo oltre 20 anni di esperienza nel settore contabile e fiscalità d’impresa ho sostenuto un colloquio di gruppo per registrare delle fatture. Sono stato l’unico dei candidati, su decine, a chiedersi ad alta voce della valenza della procedura. Ritengo che i cattivi manuali sia peggio dei cattivi maestri!

  • Carlocapuzzo 5 anni

    E’ una vicenda che non mi meraviglia affatto. Due osservazioni.
    1) Chi seleziona difficilmente è in grado di valutare tecnicamente un candidato. La società di ricerca perchè incarica della selezione giovani, che difficilmente hanno esperienze lavorative significative. Il cliente finale perchè molte volte chi decide è un manager che non conosce nel dettaglio le mansioni per le quali sta assumendo un candidato. Se trovano un candidato sveglio, è possibile che facciano una scelta sbagliata.
    2) La società cliente finale dimostra di non sapere utilizzare un bagaglio di esperienza, che nel tempo verrà irrimediabilmente perso.

  • Cavagna Mauro 5 anni

    Una volta le aziende non pretendevano di trovare l’introvabile ma formavano il candidato in azienda secondo le loro necessità.
    Tutto subito era una frase poco utilizzata.Era il periodo in cui l’Italia era protagonista in tutto il mondo nel settore industriale.Oggi purtroppo siamo protagonisti solo per rifilarci  fragature a vicenda.Le aziende poi in questa pratica si sono specializzate e il risultato è che ogni tanto trovano qualcuno di più bravo a fregarle. 

  • Joeposse 5 anni

    Io opero nel settore della meccanica da circa 20 anni.Come sempre succede, le selezioni, i test, i titoli di studio servono a poco.Per lavori altamente specializzati, i colloqui andrebbero fatti da gente che conosce realmente il mestiere, indipendentemente dal suo titolo di studio. Un tempo quando non esistevano tutte queste fasi di scrematura si sbagliava molto meno, perchè generalmente chi decideva l’assunzione di una persona era il capo officina o nelle aziende più piccole il datore di lavoro che generalmente conosceva molto bene il lavoro, perchè a chi è del mestiere bastano realmente 5 min. per inquadrare le capacità di una persona.
    Credo che si debba tornare un pò indietro perchè queste cose capitano tutti i giorni.
    Buona giornata.

  • A Ciceri67 5 anni

    Ammetto che non lo ho letto ma di solito si dice il fine giustifica i mezzi, questo il proverbio.

  • Goody2shoes_u_17_2006 5 anni

    niente da dire

  • L Zoia 5 anni

    non mi sembra che sia necessario commentare, siamo  nell’era dell’apparenza e la capacità lavorativa si basa solamente sulle relazioni scritte, a cosa servono le agenzie esterne per trovare una risorsa, per assumere un collega  chi meglio di chi già lavora. negli anni 70 la FIAT progettava le novità chiedendo ai propri dipendenti, poi quando si è affidata ai grandi esperti esterni ,,,beh lo sappiamo che fine ha fatto… 

  • Jesolo72 5 anni

    Se manca il lavoro non ci son stratergie che tengano…..
    Un giorno o l’altro iniziere ad ammazzarci l’un l’altro per fare qualcosa!!!
    In italia questo sistema non puo piu andare avanti, la gente ha bisogno di lavorare, è sopratutto di REDITTIVITA’

    P.S. seguendo il discorso…. non c’e test, non c’e pisicologo, non c’e direttore, che ti possa insegnare l’esperienza…
    tutte ste cacchio di agenzie interinali non so manco come possano star aperte, nel mio paese c’e ne sono 7 e tutte ti chiedono i dati, ma poi il lavoro non te lo trovano mai….
    Ho trovato piu lavoro io andando a suonar campanelli che loro che lo fanno per mestiere.

    Ma non era meglio il classico ufficio di collocamento, dove un titolare andava a far domanda per una figura lavorativa, e chi cercava andava al collocamento… No ora ci son le agenzie!!! i psicologhi

    Volete che vi dica l’ultima…. L’italia va male perche c’e troppa gente da mentenere sulle spalle di quei pochi che lavorano..
    e come bleffa, chi non lavora percepisce di piu di chi fatica!!!

    • Msula01 5 anni

      Ma non era meglio il classico ufficio di collocamento, dove un titolare andava a far domanda per una figura lavorativa, e chi cercava andava al collocamento… No ora ci son le agenzie!!! — STRAQUOTONE, BRAVO cosi si eliminavano le aziende interinali raccomandazioni e altre cose è si andava direttamente al sodo cioè (OFFERTA E RICHIESTA) ci guadagnavano tutti l’azienda ed il lavoratore

  • Raffaella 5 anni

    La mia capa mi dice sempre: il 70% del nostro lavoro lo impariamo “facendo”, solo il 30% è costituito dalla teoria!

  • Sergius 5 anni

    E’ sempre utile farsi dare un parere da chi ha fatto tanta “gavetta”: spesso i professori parlano solo di teorie, vedere Monti per credere!….

  • Piera2007 5 anni

    Un grande!!! L’esperienza? Evidentemente non sempre è indispensabile!

  • Vari95 5 anni

    Esperienza (nicola) e intraprendenza (nicola) sono importanti.
    Spesso mi capita di fare dei colloqui con selezionatori che non hanno conoscenze tecniche per valutare le persone.

  • Azzini1972 5 anni

    il primo impatto in un colloquio di lavoro è importante , credo che la psicologia dei selezionatori
    delle aziende a volte lascia un po a desiderare : le competenze tecniche ci devono essere
    ma è altrettanto vero che se una persona riesce a vendersi bene in un colloquio ha il doppio
    di probabilita per essere preso a lavorare

  • Cicio 5 anni

    non capisco dove sia l’inganno. la persona ci ha provato ma è ovvio che in azienda prima o poi qualcuno se ne accorge. e quindi pazienza. proverà un pò di giorni ma alla fine verrà scoperto. c’è poco da dire inganno o non inganno

    d’altra parte queste aziende che cercano personale espertissimo spesso lo vogliono anche pagare pochissimo. per cui o si decidono di pagare bene una persona competente con tanti anni d’esperienza o fanno crescere qualcuno che ha voglia comunque di imparare e fare

  • Ivo Nastasi 5 anni

    Purtroppo succede spesso anche il contrario.
    Cinque minuti a dimostrare che si sa fare il proprio lavoro non sono sufficienti a superare lo scoglio di psicologi, direttori e ingegneri che spesso guardano piú la forma di come è messo giù il curriculum che la vera capacità di fare.

  • Nicola 5 anni

    All’estero in Inghilterra per la ricerca e la selezione del personale si affidano ai lavoratori stessi e allo stesso tempo vengono premiati se la scelta si è rivelata ottima per l’azienda.
    Io da quasi 2 anni faccio selezioni in agenzie per il lavoro e vengo intervistato da ragazzini…che non sanno di cosa stò parlando….dopo 20 anni di esperienza e gestione negozi e selezioni del personale mi ritrovo ad essere selezionato da macchine e persone che non sanno se stò dicendo novità ,esperienze o fesserie…certo adesso ho 45 anni…e credo di dovermi inventare altri sistemi per arrivare a parlare direttamente con la proprietà….con una moglie che oggi gli hanno comunicato la cassa integrazione straordinaria e una figlia di 6 anni..vivere a Roma è impossibile….e non posso perder tempo con le agenzie del lavoro….mi tocca ricorrere alla fantasia per arrivare primo alle selezioni con chi di dovere…vi farò sapere se trovo strategie vincenti.
    Nicola

    • Alfredo 5 anni

      appoggio completamente le tue osservazione, mi trovo nelle stesse condizioni, con 2 differenze io di figli ne ho 4, e purtroppo vivo in prov. di foggia dove non ci realtà lavorative come in una prov. come quella di roma, se questo ti può confortare, in bocca al lupo

  • Gionathan Domizzi 5 anni

    Benvenuti nella nuova era “la crisi” essa porta ogni cittadino a fare cose che magari non avrebbe mai fatto, noi tutti non possiamo giudicare questa persona, è facile scrivere sentenze quando sia il sedere guardato da papa o dal lavoro, ma signori ci sono persone che davvero sono consumate, certamente questo non giustifica quello che lui ha fatto, però è da capire il perchè lo abbia fatto, molti di voi dicono che conta più l’esperienza che lo studio… ma ragazzi che cavolo dite??? scusate, se un’operaio lavoro su una macchina da 20 anni eseguendo tutti i giorni 8-9 ore al giorno la stessa mansione voi davvero credete che esso posso risolvere un problema che magari in questi 20 anni non è mai saltato fuori??? io credo di no, ovviamente lo “studioso” avendo studiato tutti i pregi e difetti della macchina credo che possa pensare di provare a risolvere il problema in quanto ha già le basi per sapere da dove partire.

    • Stefano C. 5 anni

      Spiace dirlo e lungi da me farne una questione personale, ma questa risposta e’ l’esempio chiarificatore di quello di cui si sta discutendo. Ormai si da per scontato che il silogismo (studio = istruzione – istruzione = capacità quindi studio = capacità) sia incontrovertibile ma ahimè, le variabili che intervengono sono tantissime e contano assai più di un percorso di studi. L’esempio e’ proprio davanti ai nostri occhi, nel commento del simpatico Gionathan che dimostrando sapienza, è convinto che quell’operaio sia alienato alla mansione ed incapace di capire le problematiche che lo studioso invece, avendo ampie conoscenze, ha nelle sue corde. Siamo proprio messi maluccio… Ed il vero problema è la miopia con cui ragazzi come il nostro G. esprime senza troppa umiltà un concetto sbagliato sin nella radice. Aggiungiamo inoltre 2 fattori interessanti: questi ragazzi, portano l’acqua al loro mulino sgomitando al limite del lecito (spesso anche oltre) e trovano terreno fertile nelle aziende dove altri come loro, sono portati dalla sete di crescita a fare gruppo, creando nuclei omogenei per eta’ e visione del mondo.
      Alle varie direzioni, spesso pero’, questo trend va benissimo: nessuno che critica, lauto stipendio da manager assicurato da risultati in media con le aspettative, problemi veri cancellati da giri di parole e riunioni e canvass e urla di personaggi esagitati con un potere da kapò.
      Non siamo messi bene, il trend è questo.
      Studiare fa bene. Sono convinto che sia necessario farlo per tutta la vita, tuttavia credo che sia necessario che qualcuno sia in grado di insegnare.
      P.S.
      Pestalozzi, Froebel e molti altri, sono ancora un mondo sconosciuto da esplorare da questi ragazzini….

  • Mariarosaria Migliozzi 5 anni

    Ho letto con molta attenzione la storia da voi propostami, è stata molto interessante, perchè da un lato emerge la volontà e la grinta di chi, pur di avere un lavoro,sfrutta al massimo la propria fantasia ed astuzia, dall’altro è possibile affermare che non sono i titoli a mettere in evidenza l’intuito e le capacità di una persona, ma le proprie doti intrinseche che purtroppo nel mercato del lavoro attuale sono saffocate da reqisiti formali, quali lauree e master!

  • Laura 5 anni

    Buonasera Direttore. L’articolo appena letto mi sembra inverosimile in base alla mia esperienza. Ho lavorato per un edile ed in una grande azienda metalmeccanica: il direttore o titolare non avrebbero mai messo in dubbio la parola di un operaio con 40 anni di esperienza (almeno i responsabili che hanno fatto la gavetta, quelli che hanno ottenuto il posto politicamente probabilmente si). Riguardo il candidato, per quanto l’intraprendenza sia sempre apprezzata, mentire non dovrebbe far ottenere un impiego. Ovviamente è un’opinione personale. Io sono fra i pochi rimasti che non elimina titoli ed esperienze in base all’impiego per cui si candida ed ancor meno aggiungo qualifiche che non ho (forse per questo motivo sono disoccupata!). Faccio un esempio vicino alla mia realtà: quando ero in Argentina mi sono occupata di selezione personale per la Camera di Commercio Italiana ed essendo madrelingua dovevo testare principalmente la conoscenza dell’italiano. Nei CV ho trovato sempre scritto livello C1 e C2…al colloquio telefonico non raggiungevano il B1! Lo so, è difficile telefonicamente, soprattutto quando non si è preparati a ricevere quella telefonata. Mi è capitato di ricevere telefonate simili, nei momenti più impensati della giornata e a distanza di mesi dall’invio del CV. Me la sono sempre cavata egregiamente e rispecchiando pienamente ciò che avevo indicato nel CV, infatti ho sempre ottenuto il secondo colloquio. Quindi opto per l’onestà. In merito alle qualifiche, sono certa che l’esperienza non si possa sostituire con lo studio (e lo dico da laureata), ma varia molto dal tipo di impiego. La flessibilità mentale che da lo studio, i sacrifici, il senso di frustrazione per non aver superato un esame e talvolta le umiliazioni che si subiscono all’Università (senza poter dire nulla ad assistenti o professori e senza nessun sindacato), servono molto per affrontare il mondo del lavoro. Almeno così è stato per me. Nell’ultimo impiego, precario ovviamente, ho dovuto lavorare con 2 apprendisti di 20 e 21 anni senza esperienza universitaria. Nonostante un contratto di apprendistato di anni, uno stipendio netto di 1100,00€ al primo impiego della loro vita (ovviamente in regola), erano arroganti, maleducati, non abituati al sacrificio, continuamente a lamentarsi del lavoro ed a parlare dei loro diritti di lavoratori. Tutto questo nel 2012, con la crisi sempre più incalzante. Un po’ di sana gavetta a 500€ forse gli sarebbe servita! Per ciò che riguarda i test psicologici, ho affrontato una selezione pubblica per la GdF ruolo ufficiale (idonea non vincitrice), ed ho visto superare questi “temibili” test a persone con seri problemi di attacchi di panico e gestione dell’ansia, e, sebbene andranno a ricoprire un ruolo amministrativo, a queste persone verrà data l’arma di ordinanza ed avranno sottoposti da gestire, visto il grado. In merito alle società di selezione, come esistono i tirocinanti in ogni professione, si incontrano anche nelle agenzie per il lavoro. Dopo 3 colloqui in altrettante aziende sottopostimi da una ragazza di 21 anni che non aveva capito nulla di ciò che stavano cercando le aziende (ovvero persone in età di apprendistato, che non dovrebbe essere difficile da capire), ho deciso di non rivolgermi più a loro nella ricerca di impiego. Ma in generale ormai mando pochi CV in Italia, solo estero. E le risposte, almeno per assicurare che hanno ricevuto il CV, arrivano.

  • Francesco Roma***** 5 anni

    Caro Direttore,
    purtroppo questa è una manifestazione del degrado morale,dell’azzeramento ed inversione di una scala di valori che dovrebbe essere meritocratica naturalmente, in un paese allo sbando nonostante le false e rutilanti notizie diffuse a livello governativo attuale.Non per fare demagogia o sterile polemica essendo un ottimista di natura  devo però dire che non và per nulla bene in Italia la situazione lavoro ed occupazione.Una forma priva di sostanza definirei l’attuale procedere nelle direzione opposta ad una ripresa basata solo su tasse e sovrattasse e nessuna iniziativa concreta di progettualità e di ripresa socio economica seria.Tutto il resto discende da questo compreso l’articolo del quale desiderava un parere.Solo chiacchiere non seguite dai fatti è ormai il comodo stile di vita di coloro che dovrebbero invece avere a cuore la sorti della nazione.Frazie per lo spazio a ne concesso per questa breve ma chiarissima risposta all Sua domanda.
    Francesco Roma*****
    Roma

  • Jasdesy 5 anni

    ecco perche’la  migliore cosa da fare è mettere alla prova

  • Lucia 5 anni

    Io accuso di totale incompetenza il primo selezionatore, che ha lasciato all’amico Mattia i fogli dei test con le domande e pure quelli con le risposte corrette!!!!  Quando ho fatto test attitudinali per grosse società, i selezionatori hanno SEMPRE ritirato i fogli con le domande, e quelli delle risposte corrette non sono mai stati neanche mostrati!! Se si veniva richiamati, vuol dire che si aveva risposto bene! Se non si veniva richiamati, allora voleva dire che si aveva risposto male a parecchie domande…

  • Cayone 5 anni

    lo studio e le capacità sono importanti , però, c’è poco  che supera l’esperienza sul campo , alle aziende un pò stà bene questi personaggi, date troppo peso e scontato il contenuto dei CV , la prova è la vera missione da superare

  • Cyber_spyro 5 anni

    Benvenuto nel mondo del lavoto italiano: un sacco di capi, capetti e capini che capiscono poco o niente di cosa fa l’azienda per la quale lavorano e persone che ci lavorano da 40 anni con impegno e dedizione lasciate nella stessa posizione nella quale sono entrati per tutta la loro vita lavorativa e trattate con sufficienza.  Un pirla fresco di colloquio andato bene inserito come Dio sceso in terra e, stavolta è stato smascherato…

    Film già visto; questa è l’Italia vera, che (non) mi piace…

    PS: fossi stato nella proprietà avrei licenziato in tronco l’ingegnere – ma troppi cambiamenti nelle gerarchie faranno venire l’emicrania….

  • Michro 5 anni

    Salve Direttore, purtroppo la mia storia e’ un ibrido tra quella dei due candidati, nel senso che pur avendo 12 anni di esperienza in officina, rimango ” fregato” da gente che come Marcello e’ capace divendersi abbagliando i selezionatori e una laurea in ingegneria sudata fino al 42-esimo esame, tutti sostenuti durante l’attivita’ lavorativa, non e’ in grado di farmi valere come credo. Troppa onesta’! Saluti

  • massimiliano 5 anni

    BENE, QUESTO Fà CAPIRE QUANTO CONTI L ESPERIENZA A VOLTE PIù DELLO STUDIO E LO DICO IO CHE SONO UN OPERAIO DA 20 ANNI.
    CORDIALI SALUTI

    LILLI    MASSIMILIANO

  • The wall 5 anni

    Sono capo turno in una grossa azienda metalmeccanica e quando mi vedo arrivare il capo del personale con cui anche io ho fatto il colloquio e lo staf  del personale mi metto le mani nei capelli . Purtroppo nella maggiore parte dei casi sono incompetenti per valutare anche i profili più “bassi” pur avendo lauree di svariato genere e master di tutti i tipi . Dovrebbero “abbassare ” un pò le ali e capire veramente quello che succede in officina .

  • carlo pompili 5 anni

    credo che le aziende si basino troppo su test e colloqui vari io sono uno di quelli che e stato sottoposto a prove calligrafiche e colloqui individuali con personale specializzato ho passato sempre tutte le prove ma avere 51 anni e unproblema per le aziende mi sembra riduttivo ed abbastanza ridicolo
    grazie
    cordiali saluti
    Carlo Pompili

  • Mike76paletmo 5 anni

    per mè tutto vero ora al momento tutti barano…..

  • Domenicomedda 5 anni

     In ogni caso Marcello ha ottenuto un posto di lavoro quindi buon per lui.
     Secondo me(e non solo mi pare di capire) il punto su cui mettere l’accento in questa storia è
    la totale incompetenza di direttore ,psicologa,ingegnere nel valutare la persona che avevano davanti.
     Mi sento di salvare la società di selezione jn quanto ha fatto quello di  cui è stata incaricata
    cioè trovare dei potenziali candidati.
     Nella mia carriera ho visto spesso che l’esperienza non conta molto contro una buona lingua e
     l’incapacità tecnica di chi occupa posti di comando in certe aziende.
     Il buon Nicola non è stato ascoltato ma in fondo è solo un operaio con 40 anni di esperienza
     magari non ha nemmeno un diploma cosa ne capisce lui di chi è adatto alle esigenze dell’azienda.     
     

  • Charles Cros 5 anni

    Far passare questi messaggi di far fessa la gente un po’ alla prova a prendermi, per poi venire assunti come fossero protofavole contemporanee dal bel finale e vissero tutti felici, in un portale frequentato da masnade di ultra garantisti e giustizialisti precari esodati e neolicenziati mi sembra quantomeno ardito.

  • Criscaso 5 anni

    Certamente: la selezione di candidati attraverso test attitudinali, attraverso i curriculum e per mezzo di terzi che non fanno parte dell’azienda che offre il lavoro non garantisce di assumere la persona veramente valida. Occorre invece valutare come un candidato usa le MANI. Dallo studio delle mani si capisce come ragiona la persona, come tratta gli strumenti, quale grado di precisione e di coordinazione possiede e persino il suo stato d’animo. Una persona non competente in una certa mansione può diventarlo in breve tempo se lo si immerge nel nuovo contesto e se ha una certa dose di passione. 

  • Dario D'Andrea 5 anni

    mi dispiace che per lavorare si debba ricorre a scorciatoie simili e abusare della buona fede di chi ti è davanti nel mio campo capita spesso che tra noi operai e gli ingeneri ci siano diversità di opinione sopratutto perché ci sono cose possibili solo sulla carta ma nella realtà no comunque alla fine hanno ottenuto tutti e due le parti quello che volevano

  • Marco Puddu63 5 anni

    Un lavoro simile richiede competenza nella selezione e puntualmente chi seleziona è incompetente, inadeguato e brancola nella foresta preconfezionata di domande a cui molti sono preparati. 

  • Ctiberto 5 anni

    È una vicenda molto interessante, anche se la coincidenza di essere amico di una persona che ha già sostenuto lo stesso colloquio non so quanto possa essere frequente.
    Io vorrei invece sottolineare l’importanza dell’osservazione del vecchio operaio, che come io sostengo sempre: puoi fare fesso chiunque ma se trovi uno che ne sa più di te capisce subito l’imbroglio.
    Inoltre ancora una volta vince l’esperienza fatta con anni e anni di lavoro e che sarebbe giusto premiare e non scartare come si fa sempre più spesso.
    Lo studio rimane sempre importantissimo ma la gavetta fa miracoli perché ti porta a contatto con il lavoro e tutti dovrebbero, laureati e non, passarci per acquisire quell’intuizione e dimestichezza che solo il lavoro può dare.
    Il fatto poi che la necessità di trovare lavoro abbia portato Marcello ad agire in quel modo è un segnale preoccupante perché da una parte è indice di disperazione delle persone, che sono disposte a tutto pur di trovare un lavoro, dall’altra è indice che si stanno adottando nella selezione dei metodi a percorsi obbligati e come sempre, gli automatismi, impigriscono la mente, sopiscono l’intuizione, snobbano la fantasia.
    Il mio parere è che proprio la selezione dovrebbe essere meno selettiva con questa spasmodica ricerca del candidato perfetto.
    Secondo me, se nella ricerca di personale ci si mettesse un po’ più di umanità e fantasia da parte di tutti, forse le cose andrebbero meglio.

  • Soniacalamai 5 anni

    molto veritiero, ma purtroppo la selezione del personale segue sempre i soliti canoni. Ho una esperienza di lavoro di 36 anni, ma per un ruolo analogo a quello che svolgevo in precedenza sono troppo vecchia e mi si dice che si preferisce investire su una persona più giovane, per lavori meno qualificati non vengo presa in considerazione perchè ho un curriculum troppo importante! come si fa a rientrare al lavoro a 55anni? grazie

  • Toni Mis 5 anni

    opla!…c’è di peggio, ho dovuto fare la richiesta di invalidità altrimenti la ditta non mi assumeva perchè volevano gli sgravi di assunzione …………bello vero? il lavoro ce e lo stato che non da possibilita alle ditte di assumere.
    un mio parere da ignorante
    anni fa hanno fatto chiudere tutti i negozi per far nascere i centri commerciali
    oggi? via tutte le piccole imprese troppe partite iva, troppa confusione e tutto in mano a………..bello vero?
    il lavoro c’è anche la buona volonta delle persone…con il 68 abbiamo ottenuto una parte di decorosa dignità…io ho fatto il 68 a torino corso traiano.
    oggi???????????l lo rifarei eccome se lo rifarei ma le persone sono cambiate oggi scapperebbero tutti e di questo lo stato si fa forte. buonaserata a tutti toni mistretta

  • Lucilla 5 anni

    Bhe’ quello che te dici e’ sacrosanto!!!
    Ma a quanto pare oggi come oggi l’esperienza e gli anni passati “insieme” alle “macchine” non servono piu’ a nulla se non hai la laurea, se non sai almeno tre lingue….. e soprattutto se hai piu’ di 35 anni!!
    Ovviamente cio’ lo dico per esperienza personale e con tanta amarezza….

  • Cherchi Gianluca 5 anni

    Bhe che dire? Siamo alla solita favoletta di malcostume italiano c’è propio tutto: la disonestà del dipendente è solo la base del “piatto”, ma poi abbondano anche i “condimenti”: l’enorme quantità di immani risorse (una forte società di selezione, un direttore del personale, una psicologa del lavoro e la sua tirocinante, un ingegnere capo di produzione, un direttore di stabilimento ed anche l’ingegnere della casa produttrice, test ecc…) per avere un attendibilità del responso, non inefficace, ma propio ridicola;
    ma poi ancora la mala organizzazione, la grande superficialità, e la grande paratia stagna che separa le padronanze dal mondo del lavoro “reale”, il più profondo e incrollabile disprezzo verso chi per 40 anni si è rotto la schiena per quell’azienda.
    E poi gran finale fantozziano: non so se ricordate quell’episodio dove fantozzi tenta di borseggiare una vecchietta e i suoi superiori gli dicono “Ma lei ha “QUALITA” che non sospettavamo!!! A questo punto dobbiamo assolutamente serbarle un trattamento di favore……”.
    Continuiamo a perseverare con la nostra mentalità tanto i dirigenti quanto i dipendenti, non ostante la stessa non faccia che trascinarci sempre più a fondo.
    Qualche volta proviamo a chiederci come fa la Germania, lavorando mediamente 5/6 ore al giorno, a mantenersi competitiva su un mercato come quello di oggi!

  • Silvio 5 anni

    Nella selezione del personale,  va sempre coinvolto il preposto più esperto nel momento delle prove pratiche di attrezzature particolarmente complesse. L’anzianità e la competenza maturata in anni di reparto, sono capitale inestimabile per un’azienda. Bisogna saperlo gestire altrimenti può ritornare contro.

  • Paola Pioldi 5 anni

    Una lezione di vita e di varia umanità!
    Le competenze “su campo” sono preziose e l’intuito non si acquisisce con le lauree … Bravo Nicola e … anche Marcello, deplorabile l’inganno, ma credo si dimostrerà un bravo operaio.Cordiali saluti,Paola

  • La solita storia l’ing titolato che guarda con sufficienza il povero vecchio operaio che dice sciocchezze, e poi come al solito figure di M…a perché il povero operaio ignorante,impiega 5 minuti per scoprire il bluf
    L’esperienza cari signori vale più dei titoli scolastici esibiti con presunzione. 

  • massimo 5 anni

    oramai molti sono in cerca di un lavoro e qualcuno di sicuro bluffa la migliore cosa da fare prima dei test ecc e controllare la vera esperienza lavorativa(cioe’ quello che una personaeffettivamente sa’)e poi sentire il parere di operai anziani 

  • matteo lilli 5 anni

    si in effetti marcello come cavolo pensavi di copiare anche la programmazione delle macchine ?? comunque che schifo , capisco l’assenza di lavoro ma perchè bruciarsi opportunità per dire minchiate ??

  • Lenti-marco 5 anni

    Immagino che tutta la storia si sia svolta in un arco di tempo troppo lungo per l’azienda e quindi mi chiedo e vi chiedo: In questo, come in altri casi, non sarebbe più opportuno ribaltare la successione delle prove, per quanto riguarda quelle effettuate con l’azienda richiedente? Se, quindi, Marcello avesse dovuto come prima prova, effettuare una dimostrazione pratica delle sue capacità, avrebbe rivelato subito la sua scarsa dimestichezza con la mansione richiesta e quindi sarebbe stato scartato, dando modo all’azienda di andare avanti in più breve temp con le selezioni.

  • Gianluca 5 anni

    E Bravo Marcello!!!! è riuscito nel suo obiettivo con l’ aiuto del suo amico Mattia,come si dice…( a mali estremi,estremi rimedi,io adesso non sò perchè Marcello a tutti costi ha provato a bluffare e a fregare una delle sociètà di selezione più ingamba non sò?!,ma se uno ha da sfamare i propri figli…potrei capire,ma se uno vuole cambiare lavoro solo per guadagnare di più bè almeno ha provato… ma non è stato  all altezza dei veri programmatori,ma tuttavia Marcello
    è stato molto in gamba credendo di imparare subito. Non sò se è proprio giusto avergli dato quell’ altro posto.. credo di si.?!.visto che mi sembra di aver capito che era pieno di motivazioni.resta comunque che è bene avere degli operai interni di fiducia come Nicola,sono loro i lavoratori su quelle macchine che conoscono forse meglio di un ingegnere che le ha brevettate.
    Comunque sia bisogna stare attenti prima di fare un assunzione, anche se ci sono, come nelle serie agenzie di selezione,dei test psicoattitudinali ecc.La verità comunque prima o poi verrà sempre a galla.Non mi resta che augurarvi buon lavoro a tutto lo staff  di Bianco Lavoro e a Marcello..Cordiali saluti
                                                                                Tomanin Gianluca

  • Salvo 5 anni

    Il fatto successo non mi meraviglia. anche a me è capitato di assistere a situazioni del genere. salvo poi dover provvedere io, per altri, all’allontamento.

    Nella veste di candidato o di cliente alla ricerca di figure profesionali, ho sempre avuto, con le agenzie di selezione,  i migliori riscontri. E’ ovvio che ognuno deve saper fare il suo mestiere: l’opera del selezionatore di filtrare i numerosi CV presenti nel DB, e di intercettare quelli da proporre al cliente, sono il servizio chiesto dal cliente.

    Una complimento a Nicola per i numerosi “master” conseguiti sul campo. Avercene uno come Lui per ogni area.

    • Quagliozzi 5 anni

      Scusa Salvo,
      dici di aver avuto i migliori riscontri. Ci credo se mi dici che ti hanno proposto candidature valide, ma che siano le migliori non ci credo, né avrai mai la possibilità di verificare se, tra i candidati, ce n’erano migliori di quelli proposti.

  • Lisa 5 anni

    Storia di disperazione dei disoccupati di oggi. Ma la cosa più significativa è che l’onestà e la correttezza sembra passino in secondo piano per essere assunti, visto che purtroppo molti vendono aria fritta valorizzando competenze che hanno solo marginalmente! La cosa che mi meraviglia di più è che nel colloquio tecnico dei professionisti non si riescano a capirlo. 

  • Danibk58 5 anni

    Il problema è quello della catena di S. Antonio. Se introduci un primo cretino con mansioni direttive in azienda, questo assumerà altri cretini, diffondendo il virus.
    Il posto migliore per un cretino è da sempre l’ufficio del personale, si lavora a chiacchiere e distintivo, una volta che hai fatto contento il capo, non ti si richiede altro. Gli errori…. è come per il medico, la terra li ricopre….
    Ormai far carriera è come far politica, devi far contento il capo, non far qualcosa di sensato…. almeno nelle multinazionali in cui ho lavorato io purtroppo è così.
    Un titolo di studio senza esperienza vale molto più che una esperienza senza titolo di studio.
    Il buon Nicola si è preso anche del p…rla, scommetto….

  • nicola 5 anni

    Domanda:puo’una persona di un’agenzia interinale,permettersi di fare un apprezzamento sull’aspetto fisico a titolo discriminatorio(e non perche’la persona fosse impresentabile attenzione) e non subire nessuna conseguenza,mentre la persona viene mortificata?

    • biancolavoro 5 anni

      Salve Nicola,
      non ha molto a che fare con il tema che stiamo trattando, comunque la risposta è: assolutamente no! si profilano dei reati anche penali in un “apprezzamento sull’aspetto fisico a titolo discriminatorio”…
      ovviamente va tutto provato con testimoni o ammissione dello stesso “discriminatore”

    • Roberta 5 anni

      Ciao Nicola mi chiamo Roberta e voglio darti un consiglio: se hai avuto ricevuto dei comportamenti discriminatori da parte di un recruter di una agenzia interinale tu puoi metterti un contatto con un organismo che si occupa di discriminazioni ed illegalità sul lavoro. Questo ente si chiama UNAR, lo puoi contattare gratuitamente su internet (www.unar.it); non devi assolutamente pagare nulla, è tutto gratuito, tu descrivi la situazione, il nome e cognome di questa persona, dove lavora, come ti ha insultato, ecc. Oppure puoi contattarli telefonicamente al numero verde 800 901010. Sper di aver fatto cosa gradita. Ciao.

      • biancolavoro 5 anni

        Grazie Roberta per l’intervento, chiediamo tuttavia di fare estrema attenzione a consigliare denunce con nome e cognome, in questi casi è sempre bene rivolgersi ad un avvocato piuttosto del fai-da-te… ricordiamo infatti che se ciò che si racconta non si può provare, scatta il reato penale di “calunia” nei confronti di chi denuncia, e quindi… oltre al danno la beffa!!!

        • Roberta 5 anni

          Gentile Biancolavoro, non voglio influenzare nessuno, ma io se vedo un’inserzione discriminante (E ce ne sono, soprattutto per quanto riguarda l’età), scrivo subito a questo ente. Inoltre se si entra nel sito suddetto c’è la sezione che dice “Sei stato vittima o testimone  di atti discriminatori” oppure “Vuoi denunciare un annuncio discriminatorio”. A mio avviso Nicola ha subito violenze psicologiche da parte di un recruter che io potrei definire “Imbecille”, e quindi, questa persona merita una lezione; ad ogni modo questo è un consiglio spassionato.

          • biancolavoro 5 anni

            Salve Roberta,
            non fraintenda, lei ha ragione… se qualcuno è stato discriminato, offeso o gli sono stati comunque lesi i suoi diritti è giusto che faccia valere le sue ragioni!! Ci mancherebbe… diciamo solo di fare attenzione e portare avanti le cose con la testa e meglio se con un avvocato… per ogni denuncia o segnalazione ci vogliono prove certe, altrimenti non solo Unar non può farci nulla, ma scatta anche la denuncia per calunia…

  • Nicola 5 anni

    non esiste il bluff”perfetto”,perche’poi le incompetenze vengono a galla..

  • Elisa 5 anni

    purtroppo.. colloqui per conquistare un posto in quest’ultimo anno ne ho fatti pochi!!! le risposte agli annunci, al contrario, sono state…innumerevoli…. la causa è soprattutto la fantasia con cui le aziende, di qualunque genere esse siano, di lavoro interinale od altro, pubblicizzano posti di lavoro che per lo più sono o quantomeno sembrano inesistenti, anche perché a distanza di tempo, molto tempo e magari più di un anno, gli annunci son sempre gli stessi o con sommarie modifiche!!!!! perché cercano nuovi iscritti quando non hanno nulla o quasi da offrire???? perché ti chiamano per colloqui conoscitivi e ti rispondono che la posizione per cui ci si è candidati non esiste più in quanto l’offerta è stata ritirata dall’azienda ovvero dallo studio in quanto hanno riorganizzato il personale??? insomma…vogliono onestà da parte nostra quali candidati, ma…cosa ci offrono???? per lo più…una montagna di balle!!!!!!

  • Lunetta 5 anni

    sempre sostenuto l’inutilità di sedicenti “psicologi del lavoro” e “selezionatori” ma grande ammirazione va al personaggio Marcello che ha dovuto ingegnarsi per cercare un lavoro, sebbene non a buon fine, oggi purtroppo funziona così, e ossequi al personaggio Nicola: l’esperienza insegna.

  • andrea 5 anni

    colpa dell’ingegnere..non  puo liquidare una persona con 40 anni d’esperienza con un “si si ok”..con tutta quell’esperienza qualcosa la sapra pure!
    comunque complimenti a Marcello..si è impegnato..motivato e alla fine ha ottenuto quello che voleva..un lavoro (che dovrebbe essere un diritto nonche un dovere..) AUDENTES FORTUNA IUVAT.

  • Francesco S 5 anni

    Non mi stupisce affatto, questo è ciò che succede quando si scelgono dirigenti e responsabili del personale che non provengono da un’esauriente esperienza tecnica sul campo. L’unico modo che ha questa gente di scegliere un candidato al posto di un altro è fidarsi della lettura del CV ed appellarsi alla modo del momento “il colloquio di gruppo pseudo-attitudinale” salvo poi rendersi conto troppo tardi che le doti comunicative per impieghi tecnici non servono a niente.

  • Fabio 5 anni

    sono un responsabile del personale di una azienda di medie dimensioni.

    Se anche questa storia non fosse vera, è senz’altro verosimile: spesso chi deve selezionare non sa cosa deve cercare: ecco il motivo per il quale (dopo un po’ di errori) nel tempo ho imparato che :
    1. le agenzie di reclutamento devono fare una visita in azienda e mostrare di aver compreso i processi aziendali (stabilimento produttivo & elmetto inclusi);
    2. oltre i manager, ai colloqui di selezione partecipa il responsabile diretto (o il lavoratore più esperto);
    3. il colloquio prevede una visita in stabilimento (anche per i ruoli Office);
    4. i test tecnici vengono somministrati in simultanea ai candidati, e casomai modificati se cambia la rosa dei candidati; 
    5. i test psicologici sono un valido elemento scientifico, se ben utilizzati, ma non decidono loro per noi;
    6. il contratto prevede Sempre un periodo di prova, specie per chi non lo vuole (manager inclusi).

    Poi, trattandosi di persone, sbagliare è sempre possibile (anche a noi capita), ma la fretta e  l’approssimazione non portano mai ad una buona scelta.

    p.s. per chi cerca seriamente un lavoro, anche di questi tempi: puntate sempre alla affidabilità e a una buona reputazione, specie adesso che c’è internet.

  • Aldozuccaro 5 anni

    Sono un tipografo, svariati anni fà la mia ditta dove lavoravo comprandosi una macchina nuova mi mando a milano x visionare e fare pratica su codesta macchina (era un sistema nuovo di stampa)  in modo che, quando la macchina arrivava non avremo avuto complicazioni. Cosi si dovrebbe affrontare questi problemi, mi fanno ridere essendo disoccupato vengo periodicamente x il mio cv interessante preso in  considerazione  da questi selezionatori che non capiscono un tubo, come fanno a cer5care la persona giusta, non essendo in grado di selezionare un niente gli chiamano HR.

  • Lucia Girardi 5 anni

    Buongiorno, il mio primo pensiero è che questo caso dimostra come “l’eccezione confermi la regola”
    per dirla in breve non si può valutare un candidato anche se plurilaureato se manca di esperienza diretta con tutto il rispetto per l’istruzione e l’impegno per costruirsela, la pratica sul campo è cosa ben diversa, i libri danno ottimi strumenti e conoscenze ma solo a livello teorico, la realtà e i trucchi del mestiere si imparano lavorando e cosa non meno importante l’UMILTA’  di voler imparare inizialmente anche con uno stipendio molto basso, troppo spesso i giovani non sanno cosa sia.

    Una disoccupata che umilmente anche con un diploma ha svolto tanti troppi lavori precari in vari settori e ancora sta cercando una nuova opportunità.
    Lucia

  • Anne 5 anni

    Bravo Marco! L’evento è atipico ma sopratutto lo descrivi e racconti benissimo!

  • Purtroppo io non ho mai avuto molta fiducia nelle agenzie di lavoro ne tantomeno dei vari uffici del personale. ritengo tali soggetti spesso troppo acerbi e scolastici per capire cosa realmente un soggetto può offrire all’azienda. Difatti nella mia vita ogni volta che ho provato a cambiare lavoro e mi sono “scontrato” con tali realtà non ho mai ottenuto nulla, quando mi sono trovato a discutere direttamente col responsabile o con il “capo” ho sempre ottenuto il posto, chissà come mai …

  • Lucia 5 anni

    Buongiorno a tutti, ho appena terminato di leggere la storia di cui sopra. sento montare dentro un bel pò di rabbia, perchè il mondo del lavoro sembra essere diventato un campo di battaglia, in cui la povera gente deve inventarsi di tutto e di più per poter ottenere un lavoro. non voglio essere polemica e comprendo il disappunto degli organi di selezione del personale quando si trovano davanti a truffe e falsità, ma mi sento di trovare una chiave di lettura differente a questa storia.
    io “lavoro” da più di 15 anni nel settore del commercio al dettaglio come commessa e responsabile di PdV e se già 15 anni fa le condizioni lavorative che si dovevano accettare per poter lavorare, erano disdicevoli, devo sottolinerare a grandi tratti che ora la situazione è nettamente peggiorata. Non sto ad elencare le varie ed eventuali situazioni in cui mi sono mio malgrado imbattuta nel corso degli anni, ma di recente ho due esperienze piuttosto singolari e catastrofiche da raccontare, che spiegano il motivo per cui non riesco a trovare assurdo un comportamento come quello descritto nel vostro articolo, da parte del “lavoratore bugiardo”.
    Dopo mesi di ricerca, una nota, anzi notissima, azienda di moda con una delle sue numerose sedi in c.so Vittorio Emanuele a Milano, mi contatta per avermi nel suo staff. Dopo due colloqui superati con eccellenza e un trasferimento di città, accetto di buon grado di provare a dare una svolta in positivo e in qualità alla mia carriera ..contratto di sei mesi con il classico mese di prova, al termine del quale, senza preavviso (come permette la legge) e senza che mi siano stati rimproverati o attribuiti comportamenti non conformi allo standard aziendale, la responsabile del PdV mi comunica che l’azienda ha deciso all’ultimo momento di assumere una risorsa piu giovane. Trovo disdicevole la cosa, ma non mi perdo d’animo e cerco subito un altro impiego, che trovo presso un agenzia che gestisce il personale per i negozi delle stazioni ferroviarie..nel caso specifico a Milano. Supero, anche qui due selezioni e mi viene proposto un contratto di 1 anno. Al secondo giorno di lavoro, il direttore generale dell agenzia , in persona mi propone subito di essere referente del pdv e non semplice commessa, perchè si dice contento del modo in cui lavoro. Nelle successive settimane sempre Lui in persona si scomoda per venirmi a comunicare che l’azienda con la quale stava collaborando il mio pdv , si era dimostrata entusiasta del mio lavoro e che i feedback a riguardo erano positivi su tutti i fronti… Nonostante tutto, dopo due giorni, mi viene recapitata una lettera in cui si dice che non ho superato il periodo di prova. Alla richiesta di spiegazioni, solo una fantomatica lettera di valutazioni negative da parte di una collega con il contratto in scadenza proprio negli stessi giorni.
    E’ inutile dire a questo punto cosa penso , ognuno di voi che sta leggendo, trarrà le sue conclusioni…e capirà perchè non mi stupisco più di nulla e soprattutto non mi sento di condannare chi per lavorare deve mentire, anche perchè mi chiedo: chi è realmente colui  che mente a questo punto?
    Qualunque sia la risposta, io sono ancora senza lavoro….

    • Roberta 5 anni

      Ciao Lucia, ti dico solo una cosa: io mi trovo in una situazione di precariato/disoccupazione da ben 6 anni, e situazioni come la tua mi sono capitate anche a me. Pensa che 5 anni fa un’azienda di outsorcing di Milano mi ha contattata per un lavoro da contabile tramite un’agenzia interinale, ho sostenuto il colloquio sia con l’agenzia che con l’azienda, è andato tutto bene, mi hanno fatto il contratto di 3 mesi prorogabili con 9 giorni di prova. Al 2° giorno, l’agenzia mi chiama dicendomi che non ho sostenuto il periodo di prova; indignata chiedo come mai non me l’ha riferito direttamente la responsabile amministrativa (Anche perché io ero a diretto contatto con lei, e non mi ha mai fatto cenno di una mia mancanza sia per quanto riguardava il comportamento, sia per quanto riguardava il lavoro; insomma, tutti erano soddisfatti di me, Lei compresa) e sai cosa mi ha risposto l’agenzia? “Mi dispiace, ma loro non sono obbligati a dirle queste cose, per loro è giusto che si mettano in contatto con noi in caso di mancato superamento del periodo di prova”. Io naturalmente ho ribadito che questo comportamento è scorretto nei confronti del candidato, anche perché, nonostante il candidato sia una persona con un’esperienza significativa, ha comunque bisogno di tempo per conoscere l’azienda, il sistema in cui lavora, la gente con cui deve venire a contatto, e 2 giorni non sono nemmeno sufficienti per conoscere tutte queste cose.
      Dopo 1 anno ricevo una telefonata da parte di un’altra società interinale; avevano il mio cv e, mi hanno detto che cercavano una contabile per una società di outsorcing di Milano. Dal momento che mi hanno indicato dove era ubicata questa azienda ho domandato:” Mi scusi, ma si tratto dell’azienda TAL DEI TALI?”; davanti alla risposta affermativa ho narrato quanto mi è successo l’anno precedente con loro, ed ho anche detto che, se i titolari di questa ditta ricercano continuamente personale perché non trovano i candidati che vorrebbero, forse sarebbe meglio che si facessero un’esame di coscienza e che cambiassero atteggiamento se desiderano andare avanti con il loro operato e se vogliono che l’azienda si salvi. Ho anche domandato alla persona che mi ha contattata “Le sembra giusto valutare un candidato dopo soli 2 giorni? Non le sembra un lasso di tempo troppo breve?” Imbarazzata la signorina mi risponde “Lo so che non è giusto, ma purtroppo non sono decisioni che stabiliamo noi, e non possiamo farci nulla se i titolari di questa ditta la pensano in questo modo”. A questo punto io le rispondo che, piuttosto che avere a che fare con titolari del genere, preferisco continuare a cercare lavoro, ma non voglio più avere nulla a che fare con la suddetta azienda, a costo di stare a casa e mangiare pane e cipolle.
      Questa è una delle tante mi avventure per la ricerca di un impiego; per quanto riguarda il comportamento della persona citata da biancolavoro non lo giustifico per nulla. A mio avviso non serve a niente bleffare per farsi assumere, tanto poi la verità viene sempre a galla! Comunque se ti può rincuorare sono anch’io senza lavoro. Ciao.
      Roberta.

  • Michele 5 anni

    Storiella significativa sotto molti aspetti. Quello che più mi colpisce è il fatto che il primo impatto con l’azienda lo devi avere con i responsabili delle risorse umane che fanno domande pari ad un quiz di “Donna Moderna” per ricavarne il profilo A, B, o C. Insomma, chi ti indirizza verso gli altri colloqui ti giudica da quanto sei brillante come comunicatore e venditore di te stesso: in questo modo è abbastanza normale che le aziende vogliano essere prese per il culo. Al di là di questi ridicoli profili psicologici e test da riviste per teenager, dovrebbero far svolgere i colloqui a chi ci lavora in azienda e non a uno che ti giudica per come muovi le mani e come gesticoli davanti a lui.

  • D Melappioni 5 anni

    E’ sempre più difficile trovare lavoro, l’onoestà e la correttezza oggi come oggi sembrano non pagare nulla. Ho sostenuto moltissimi colloqui di lavoro ma non sono mai andato oltre il colloquio nonostante un indiscussa preparazione teorico pratica, un buon lessico certo bluffere non serve a molto se le cose non le si sanno fare è difficilissimo nasocdersi si viene scoperti rapidamente ma oggi come oggi sinceramente non so quanto sia giusto essere onessti e sinceri. Io lo sono sempre ai colloqui ma raramente sono andato oltre il colloquio sinceramente spesso mi verrebbe voglia di mentire spudoratamente sono ormai due anni che non riesco più a cavare un ragno dal buco e si che tutte le persone per cui ho lavorato possono tranuillamente confermare che sono un lavoratore intento a portare a termine il proprio lavoro ricordo di una volta che per terminare un impianto piuttosto complicato feci le tre di notte dovendomi cablare da solo circa 300 metri di cavo eppure spesso tutto questo sembra non importare a chi seleziona. Non parliamo poi delle agenzie interinali sarò iscritto a sei o sette di loro ma mai andato oltre il primo colloquio bah 

  • Pattydd 5 anni

    penso che le assunzioni dovrebbero farle gli impiegati e/o operai che lavorano già dal tempo in azienda…(v.Nicola operaio che aveva già capito!)

  • Quagliozzi 5 anni

    Anche questa volta i selezionatori non ci hanno fatto una gran figura….
    Ma gli eventuali errori dei selezionatori difficilmente emergono. Sono casi sporadici come questo, o come il mio quando sono stato chiamato da un’azienda a sostituire la persona indicata dall’agenzia di selezione. Selezione alla quale avevo partecipato anch’io, rimanendone escluso.
    In tutti gli altri casi il datore di lavoro non saprà mai se le persone indicate dai selezionatori siano effettivamente quanto di meglio offriva il mercato.

  • Nox_85 5 anni

    è vero…pochi minuti di colloquio e qualche test non sono sufficienti per capire la reale preparazione di una persona.
    Spesso è sufficiente saper parlare e far apparire di aver fatto chissà cosa per essere assunti, mentre le persone realmente preparate restano a casa, solo perché a primo impatto sono meno brave con le parole!
    e i risultati dei test spesso dipendono dalla fortuna…magari qualcuno cerca di indovinare la risposta giusta tra quelle indicate…e ci riesce!!! e non sempre chi sta dall’altra parte riesce a capire la personalità e la preparazione del candidato. Personalmente, spesso ho la sensazione che i selezionatori (quelli delle agenzie interinali e il personale HR di alcune imprese) non capiscano nulla di quello che dico…fanno domande tecniche giusto per farle, senza capire effettivamente cosa vogliano dire le risposte! Non voglio dare tutta la colpa a loro per gli “errori” nella selezione, ma a chi gli attribuisce il compito! Ogni colloquio, già dalla prima fase, dovrebbe essere fatto con la presenza di una persona competente in materia! 

  • Inni 5 anni

    le agenzie interinali e le aziende troppo spesso cercano un candidato impossibile (spesso con esperienza ma neolaureato), e per esserlo si è costretti ad esagerare un po… ovviamente le esagerazioni sono controproducenti, questa esperienza insegna.
     

  • Thoro 5 anni

    IL mio commento è il seguente: “Le persone vanno testate sul campo, basta con quiz, test, esami, colloqui su materie etc. etc. Bisogna vedere se uno ha la stoffa e le capacità di crescere professionalmente e di apprendere il mestiere, non ci vuole la laurea per capire il lavoro, ma ci vuole solo esperienza e dedizione è un minimo di logica e buon senso accompagnata con dello studio in occasione del lavoro che ci si appresta a svolgere; però se nessuno ci dà l’opportunità di fare tutto ciò, cioè di iniziare dalle basi, e tutti voglio la famosa comprovata esperienza, allora di fregature del genere miei cari ce ne saranno ancora altre, ve lo assicuro!!! Perchè la gente è letteralmente disperata e non se ne può più di questa crisi e della mancanza di lavoro!!!”

  • rocco 5 anni

    Sono d’accordo con Manuele

    – i test servono a poco
    – chi esegue le selezioni non è in grado di valutare le professionialità più elevate e soprattutto spesso si lasciano ingannare solo dai modi comportamentali e non dalle esperienze pregresse reali (certo c’è chi scrive anche il falso nel CV)
    – la prova finale è sul campo o in officina o in fase operativa

    In merito al 2° punto vi racconto io un aneddoto: conosco un tale che sul CV ha una innumerevole quantità di corsi, belle esperienze (anche come tipologia di azienda etc etc) ebbene quasi niente di quanto scritto è vero.
    Questo tale lavorava insieme a me ma la sua esperienza era infinitesimale rispetto a quanto scritto sul CV pertanto dopo il periodo di prova il soggetto è stato silurato.
    Io presi anche il suo posto per circa un anno.
    Avendo dato le dimissioni: facevo una ricerca anonima per il mio sostituto in azienda. Se non chè ricevo il CV del tale: beh, dall’esperienza di 6 mesi erano venuti fuori dei corsi milioni di euro……

  • Robyfox2001 5 anni

    Non leggo i commenti già scritti che forse diranno la stessa cosa che dico io. Le persone nelle agenzie interinali non sanno niente o quasi di lavoro. La maggior parte sono stagiste appensa uscite dall’università e non hanno mai lavorato in vita loro e giudicano i candidati solamente “a pelle”, non si informano realmente sulle esperienze di lavoro e quanto contano davvero e cosa può aver maturato una persona con quel lavoro, ma solo sulla durata e giudicano il valore di quell’esperienza secondo loro criteri, cioé se gli piace o meno. Anzi, spesso il loro unico criterio è immaginare se ti vorrebbero come loro collega, ecco perché dico che giudicano a pelle, come se dovessi diventare un loro amico. Sono appena tornato da un colloquio e c’era la solita stagista, per sua stessa ammissione, di poco più di 20 anni che ripeteva le solite domande senza nemmeno pensare a quello che stava chiedendo. Ora, possibile che il risultato di un primo colloquio dipenda dalle lune di una ragazzina messa dietro ad una scrivania? Poi parliamo di meritocrazia e ci chiediamo come è possibile che tanta gente inetta abbia un posto di lavoro quando non è capace di fare un ragionamentoo una analisi che vada oltre il 2+2. Ha fatto bene a barare Marcello, perché c’è davvero tanta gente che viene assunta per essere parente o amico di qualche dipendente, o perché di aspetto piacevole e sa vendersi bene ai colloqui, senza avere credenziali migliori di tanti altri.

  • Fabrizio 5 anni

    Lettura molto interessante che, a mio avviso, dimostra come l’esperienza (quella maturata dall’operaio con 40 anni di lavoro sul campo) sia il più grande valore aggiunto delle singole persone e contestualmente un vantaggio competitivo per le aziende presso cui lavorano certi personaggi.
    Penso dovrebbe far riflettere molte aziende (e con loro anche le agenzie di selezione) che oggi cercano ESCLUSIVAMENTE persone neolaureate, quindi con esperienza pari a ZERO (e non per loro volontà), a cui propongono i contratti più strampalati che esistono (qualunque porcheria tranne un tempo indeterminato con periodo di prova) e che retribuiscono con i minimi tabellari.
    Sicuramente saranno cambiati anche gli aspiranti nuovi lavoratori, ma sono cambiate anche le aziende: ricordo perfettamente il caso di una prestigiosa azienda italiana, operante a livello internazionale in un settore in cui i competitors del suo livello si contano su una sola mano, che si vantava della sua politica relativa alla gestione delle risorse umane dell’area tecnica: piuttosto che assumere un perito meccanico (o industriale o elettronico) con già degli anni di esperienza lavorativa alle spalle e quindi parliamo di una persona che non si sarebbe “accontentata” dei minimi tabellari, preferiva assumere dei neolaureati, pagarli il meno possibile, perché tanto poi massimo nel giro di un paio di anni se ne sarebbero andati a lavorare altrove e l’azienda li avrebbe rimpiazzati con altri neolaureati.
    Quale esperienza possono aver fatto questi personaggi neolauretai ? E cosa non da meno, con che spirito ? E poi ci meravigliamo se le aziende italiane (in grande misura) faticano a tenere il passo rispetto a quelle degli altri paesi ???
    Si raccoglie ciò che si è seminato !
    Ma è inutile parlarne, non c’è più sordo di chi non vuol sentire !!!

  • Mony Giacobazzi 5 anni

    Quarant’anni fa NON  c’erano tutti questi passaggi per iniziare una mansione lavorativa,INSEGNAVANO un mestiere e si lavorava TUTTI !! ma prima di iniziare a fare un colloquio e meglio dire la verità ..non come è capitato a me , dove avevo lavorato, il capo  aveva dato ragione alla responsabile …….per un lavoro che aveva SBAGLIATO lei dando la colpa a me.Cosi quella che è rimasta a casa sono stata io VERGOGNA . 

  • Lo_spartano52 5 anni

    Storia a dir poco incredibile! Questo è un chiaro esempio che gli escamotage per accalappiarsi un posto di lavoro dove la concorrenza è parecchia, sono molteplici. In passato, pur di entrare a far parte di un’azienda, ammetto che pure io ho un tantino esagerato sul curriculum, per esempio aumentando il periodo lavorativo precedente, portandolo da 4 a 5 mesi. Ma era in buona fede, anche perché delle volte, effettivamente c’era stato il mese di prova non conteggiato nei contratti o nel tirocinio. Ma storie del genere non ne avevo mai sentite fino a questo punto. Se io sono ragioniere e studio tutto il giorno per essere al livello di un geometra, può essere encomiabile. Ma se poi mostro evidenti lacune e non posso certo assurgere alla posizione di un geometra esperto, solo per aver studiato su vecchi libri scolastici materie tipo ESTIMO, non posso arrogarmi il diritto di inserire nel curriculum “Diploma di ragioniere ed ottime conoscenze estimo e disegno tecnico” poiché non risulterebbe vero e toglierei, forse, l’opportunità a chi è geometra sul serio.

  • Lcbonaldo0 5 anni

    Di getto lo riterrei un comportamento scorretto, inutile e controproducente, lontano dal mio modo di essere e di pensare.Poi, dopo oltre due anni e mezzo di ricerca
    di una nuova occupazione,  senza esito, con un paio di colloqui  indisponenti per la superficialità e a volte non essendo nemmeno interpellato con la sola ed unica scusa dell’età, a questo punto mi sono ricreduto e ritengo che tutto sia lecito.Se qualcuno mi fa sentire una cosa inutile, un peso ed un ingombro, allora nessuno scrupolo per ottenere il mio scopo.

  • Debrah78 5 anni

    articolo molto interessante!

  • Framoro2009 5 anni

    E’una storia triste!!!!Purtroppo sempre meglio cosi di chi si toglie la vita.Anch’io sono senza lavoro,vieni continuamente rimbalzato da queste agenzie che non sanno un’emerito cavolo di cosa vuol dire lavorare….ti segnalano delle possibilità,chiami,ti informi,domandi……nessuno sa mai nulla ed il posto viene assegnato a chi sa chi senza che te possa aver detto “a”.Quasi 15 anni di lavoro buttati nel cesso e nessuno ti riconosce le tue capacità.
    Mi auguro si torni ai vecchi colloqui con i titolari diretti dell’azienda cosi da poter essere valutati sia professionalmente che personalmente da persone che sanno il fatto loro e dando a noi la possibilità di proporci al meglio.
    Ci fa comunque capire nel 2012 a che punto siamo…..si parla di Marte e qui cè gente che non ha il latte per i figli!!!!!

  • Helyos 5 anni

    Nulla di scioccante si sa a priori che le agenzie interinali non sono all’altezza e per la maggiore trovano lavoro solo a parenti e conoscenti ne ho un valido eseempio del mio coinquilino che è riuscito a trovare lavoro a 40 anni con contr. indeterminato dopo esser stato licenziato dalla vecchia azienda, soltanto perchè conosceva un responsabile di selezione della nuova azienda e aveva una cara amica nell’agenzia interinale, lei lo ha proposto e lui lo ha assunto eheheh. Ma di che vi scioccate siamo in Italia fino a quando non ci sarà una rivoluzione addio lavoro e riduzione delle tasse.

  • Davidepirazzini 5 anni

    Sono davvero incazzato con i recruters : non capiscono nulla su settori produttivi specifici : hanno spesso in mano dei parametri di valutazione sterili ed inadatti.
    Ho davvero nostalgia di quando si bussava alle porte delle aziende per conoscere personalmente il direttore del personale .
    Le aziende oggi non vogliono nemmeno riceverti , non vogliono perdere tempo e credono di risparmiarlo con le agenzie interinali :
    questi sono i risultati !!!!!!
    Questo è il motivo per cui ormai  non cerco nemmeno !!! ….sono davvero esausto di inventarmi competenze (inventare è la regola !!)
    Ho l’impressione che non serva davvero a nulla ….
    Come puo’ un essere umano affrontare anni di preparazione accademica  andando a scuola per una vita e poi magari ,
    se non conosce quella macchina di quella marca non trova lavoro ?

  • Chiara Della Valle 5 anni

    Credo che nonostante il candidato abbia sbagliato nell’esagerare la propria conoscenza (non reputo saggio esasperare in maniera “disperata” le proprie competenze) il problema maggiore che è sorto negli ultimi anni, sia la troppo influente presenza delle agenzie di selezione del personale. il problema è che queste agenzie possono solo valutare il candidato da un punto di vista puramente psicologico. A meno che il recruiter non abbia perfetta conoscenza della mansione, come si può pretendere che riescano a comprendere perfettamente tutte le competenze richieste per una determinata mansione?il punto è che le aziende si affidano troppo a queste società per quanto riguarda la competenza tecnica, che solamente l’azienda può valutare. molte volte mi è capitata la classica domanda : mi descriva la mansione, ma alla fine l’unica cosa che ne veniva fuori era che la stessa recruiter non avesse la minima conoscenza della mia mansione, quindi come poteva valutare se effettivamente fossi adatto per lavorare in quella realtà?restando invece in tema Marcello, come già accennato, credo sia stato scorretto nei confronti della società (che cmq l’ha segato per quella mansione, nonostante sia stato fortunato ad incontrare persone intelligenti disposte a dare una seconda opportunità) ..però mi viene spontaneo domandare : ma nei colloqui orali, come cavolo ha fatto a dimostrarsi all’altezza della situazione? anche i responsabili dell’azienda non si sono posti delle evidenti domande (considerato che messo alla prova in una settimana si sono accorti che non era la persona più adatta)?

  • emanuele 5 anni

    Posso solo dire che :
    – i test servono a poco (30% della selezione ?) ;
    – chi esegue le selezioni non è in grado di valutare le professionialità più elevate ;
    – la prova finale è sul campo o in officina o in fase operativa . Non esiste il colloquio perfetto ;
    – molta gente pur di lavorare , si inventa un mestiere .
    Spesso e volentieri sento raccontare questa storia ,che non è una storia limite, le aziende non hanno strumenti veri per capire quale candidato è perfetto per quel ruolo !

  • Emanuela Mimo 5 anni

     La fame di lavoro, la disperazione e tanto altro possono indurre ad un comportamento fuori dalle regole e, pur non approvando le falsità, non me la sento di condannare Marcello.
    Ma le devo dire una cosa, direttore. Mi piacerebbe che, come ci ha voluto ricordare che esiste anche chi imbroglia il prossimo pur di lavorare (e si capisce quanto lei lo trovi così scandaloso!) che, con altrettanta precisione e dovizia di particolari, ci portasse a conoscenza, magari anche di un solo caso (mi creda, ne esistono a valanghe!) opposto, e cioè di agenzie del lavoro che pubblicano FALSI ANNUNCI !!! Purtroppo questo esiste, è esistito ed esisterà….ne vogliamo parlare, direttore??!!

    P.S.: Per la ricerca di questa figura Massimo mise i primi annunci e cominciò a fare lo screening dei curriculum ricevuti…..     Direttore, il plurale di curriculum è CURRICULA, e lei dovrebbe saperlo!Emanuela Mimo   

    • biancolavoro 5 anni

      Risponde Marco Fattizzo, direttore di Bianco Lavoro ed autore dell’articolo

      Gen.le Emanuela Mimo,

      rispondo volentieri ai suoi quesiti:
      Annunci falsi delle agenzie… ok se ne può parlare, ma prima deve
      essere più concreta, mi fa vedere un annuncio falso? Mi racconta una
      storia concreta dove ha la certezza e le prove che si sia trattato di
      annuncio falso? Lei sostiene che ne esistono a valanghe, ma allora
      non sarà difficile fare qualche esempio, no? Altrimenti come può
      ben immaginare le sue rimangono sterili illazioni…. e non sto
      dicendo che lei stia asserendo il falso, magari ha ragione lei, ma deve
      dimostrarlo ed argomentarlo se vuole essere credibile.

      Altro punto: CURRICULA… il plurale di
      curriculum in italiano resta curriculum, quindi è corretto dire “i
      curriculum”, questo secondo i più autorevoli dizionari della
      lingua italiana, che se li consulta scoprirà che alla parola
      curriculum sarà scritto “inv.” (che vuol dire che rimane
      invariato al plurale). Poi il plurale Curricula è talmente usato
      oggi che è assolutamente accettato, ma non vuol dire che sia
      corretto. Curricula è in realtà il plurale latino, ma io l’articolo
      lo ho scritto in italiano e non in latino e quindi vale la regola che
      resti invariato al plurale così come altre parole (es.: Forum,
      lapsus, alibi, deficit,vademecum, etc…).

      Comunque su Bianco Lavoro ne abbiamo
      parlato in precedenza e dettagliato molto bene l’argomento:

      https://news.biancolavoro.it/orientamento/532-plurale-curriculum-o-curricula

      https://news.biancolavoro.it/orientamento/651-perche-il-plurale-di-curriculum-non-e-curricula

      Ma oltre che sui dizionari può
      scoprirlo anche su Wikipedia: “La forma corretta del plurale di
      curriculum, come attestano i più autorevoli dizionari, è
      curriculum, analogamente a tutti gli altri termini italiani
      acquisiti dal latino e che sono, difatti, invarianti: virus,
      humus, alibi, lapsus, deficit, forum,
      raptus, post scriptum, bonus, alter ego,
      senior, habitat, referendum”

      • Chiara Della Valle 5 anni

        Direttore, curriculum o curricula che sia, resta il fatto la sig. Emanuela ha perfettamente ragione. Chiaro che risulta estremamente difficile da dimostrare anche perchè le agenzie non pubblicano un annuncio dicendo alla fine che si tratta solo di un espediente per riempire i database o far credere che il mercato sia aperto e disponibile.. però la invito a fare una prova su alcuni siti specializzati che le offrono la possibilità di visualizzare lo stato della candidatura: decine e decine di annunci dove il suo cv non verrà nemmeno aperto. chiunque sia alla ricerca di un posto di lavoro da più di un mese e che invii regolarmente cv potrà confermarle che esisto annunci che non vengono nemmeno consultati dalle stesse agenzie che lo pubblicano.

        • biancolavoro 5 anni

          Risponde Marco Fattizzo, direttore di Bianco Lavoro ed autore dell’articolo

          Gen.le Chiara Della Valle,
          lei ha ragione, infatti se legge bene la mia risposta non ho assolutamente detto che la sig.ra Emanuela abbia torto, ma semplicemente che i fatti vanno provati e comunque non bisogna generalizzare… altrimenti pur avendo ragione si passa dalla parte del torto…

  • Cristina Lentini 5 anni

    Il compito di un’agenzia di selezione, per ovvie ragioni, è quella di selezionare i candidati psico-attitudinalmente in linea con una ricerca e non quello di valutare la preparazione tecnica; lo stesso vale nei confronti dell’ufficio risorse umane dell’azienda.
    Da queste premesse trarrei due differenti conclusioni:
    1- Il processo di selezione dovrebbe, per definizione, prevedere uno step con il dipendente più senior che svolge “materialmente” il lavoro, sia perchè è la persona più adatta per valutare la reale preparazione del candidato (applicata soprattutto alle lavorazioni che verranno svolte in azienda) sia per valutare, nel caso di un lavoro in affiancamento, il possibile matching caratteriale;
    2- Nella valutazione personale del candidato (primi step di selezione) evidentemente qualcosa è andato storto!
    La conclusione che ne traggo è che una maggiore umiltà e consapevolezza dei propri limiti sarebbe bastata a “smascherare” il povero Marcello, che a conti fatti, sembrerebbe aver trovato il metodo efficace per raggiungere il suo scopo, cioè ottenere una chance per confrontarsi con questa mansione che purtroppo per lui si è rivelata troppo difficile per essere improvvisata!

  • Irene Pini 5 anni

    Bella questa storia, ma è la realtà molto spesso si viene giudicati da persone che pensano di aver capito tutto ed invece non hanno capito niente! Tutto è lì ma nessuno vede……parafrasando un concetto di Kafka.
    Irene

  • Silvia 5 anni

    Siamo in Italia questo è l’unico commento che mi viene spontaneo. Ci meravigliamo perchè un innocuo operaio, magari con seri problemi economici, tenta il tutto per tutto per farsi assumere da un’azienda? Mi dispiace ma quello che più mi spaventa sono queste agenzie interinali, note agenzie interinali, che ti procurano colloqui, ma che di fatto già sanno a priori che il posto sarà assegnato ad una figura ultraraccomandata. E te sei lì invece a prepararti per giorni per evitare di fare brutte figure e perchè ci credi veramente alla MERITOCRAZIA, parola che è ormai scomparsa dal vocabolario della lingua italiana. Questa è l’ITALIA, la più totale mancanza di rispetto, il tempo che io dedico per prepararmi al colloquio non merita tutto ciò…e non penso ci sia altro da  aggiungere!!!!

  • Bogaldo1 5 anni

    Allora è vero vale più l pratica che la grammatica

  • Giovanni Deineri 5 anni

    E’ un caso estremo ma nel campo della programmazione è quasi una prassi comune che succeda quanlcosa del genere.
    Il problema stà proprio nell’approccio seguito nell’assunzione. Tutte le figure aziendali hanno trovato una loro collocazione gerarchica nel processo di selezione tranne chi effeettivamene opera. 

  • sgozzi 5 anni

    sinceramente non mi stupisce, per vari motivi:
    1) non è un bluff perfetto, in quanto è durato poco
    2) l’unico modo per fare scremature tecniche serie consiste in un colloquio “stile google” col responsabile del reparto, con domande tecniche “de visu” univoche, non con test prestampati uguali per tutti
    3) se pensiamo a tutti i megabluff riusciti veramente, si tratta quasi sempre non di figure tecniche ma manageriali. Se si fosse impegnato tanto a millantare non conoscenze tecniche (le cui bugie hanno le gambe corte), ma conoscenze manageriali, sarebbe durato ben di più…

  • Giuseppe Cereda 5 anni

    I nostri dirigenti industriali dovrebbero tenere conto delle opinioni di chi ha 40 anni di esperienza, anche se è un semplice operaio. I giovani invece, anche se laureati, vanno assunti partendo dalla posizione più bassa. Questo per permettere, col tempo, di valutare le loro effettive capacità.

  • Emanuele 5 anni

    Non mi sembra uno scandalo!
    Oggi le selezioni vengono fatte da persone che fanno delle valutazioni sterili e metodologiche del profilo professionale senza contemplare una componente importante del soggetto, l’entusiasmo e la capacià.
    Si fanno valutazioni del tipo 
    lavoro meccanico – profilo di studio meccanico e così via.
    Se provate a farvi valutare da imprenditori che sono operativi nell’azienda vedrete che le valutazioni cambiano.
    Posso portare un sacco di aneddoti frutto della mia esperienza dove per una semplice figura di acquisti per il settore meccanico volevano un plurilaureato in ingegneria. Alla fine questa societa blasonata mi ha scartato e per mia fortuna sono andato a lavorare in una nota società di auto seguendo lo sviluppo di motori e componenti meccanici con ottimi risultati.
    Se fanno una selezione per gli acquisti pensano che gli skill fondamentali siano le conoscenze economiche e la capacità di lavorare in gruppo, trascurando le capacità di negoziazione, e cosa fondamentale in questo settore il tutto si traduce in trattative per strappare le migliori condizioni economiche: queste sono frutto di esperienze acquisite conoscendo le aziende e le persone 
    e non studiando teorie che lasciano il tempo che trovano.
    Purtroppo il mondo è fatto così si impoveriscono le formazioni professionali e si pensa di compensarle con la formazione scolastica.
    Ho visto tecnici con 3 anni di scuole professionali insegnare a ingegneri plurilaureati progetti e trattamenti che loro neanche conoscevano. Quindi in un mondo fatto di apparenze e giusto che uno faccia un CV fittizio tanto la verità non serve a niente
    DIMENTICAVO: qualunque lavoro si faccia l’importate è conoscere wxcwlw e power point tanto alla fine tutto si traduce in tabelle e presentazioni…..è il lavoro operativo chi lo fa? Questa è stata la rovina delle aziende italiane, quando sono entrati manager e finanzieri che costavano quanto 50 dipendenti e non danno nessun valore aggiunto.
    Oggi per trovare un lavoro devi fare il colloquio con un primo selezionatore, un direttore del personale, uno psicologo.
    Preferisco i colloqui che fà il mio amico imprenditore che ha saputo vendere la sua azienda ad un grosso gruppo facendola fruttare un sacco di soldi, aesso con la crisi l’ha ricomprata pagandola la metà, in quanto il grosso gruppo con isuoi manager la stava facendo fallire, mentre lui da solo ha dei profitti che neanche la crisi gli fà paura, anzi gli crea nuoveopportunità
    Premetto che non parlo di un’azienda artigiana ma di un’azienda di 400 dipendenti.
    Meditate gente!!!!
    Ancora oggi alcuni amici che fanno selezione per aziende mi chiamano per dei nominativi perchè andando alla cieca (pur con tutti i test d’ingresso) è facile fare fiasco.

     

  • Giulia 5 anni

    Italian style, che dire…vince la poca serietà.

  • 456678 5 anni

    i recruiter non capiscono quasi niente delle professioni che uno deve riuscire a fare perche’ non sono inseriti in az :es azienda richiede conoscenza as400 perche’ ha quel rottame di software, e uno conosce oracle sap etc(il mio caso ) viene scartato: ma come si fa a dire che non vai bene perche’ non conosci un software come as400 che e’ una bicicletta rispetto gli altri due ,e poi per imparare che cosa ci vuole un einstein? e’ che le az non sanno scegliere e i recruiter non sanno quasi niente e guardano solo eta’ se vieni da economia o ingegneria e se sei vicino all’azienda………. , ma vivaddio se quel lavoro lo faccio da una vita posso essere uscito anche dall’enaip  sempre capace di farlo sono ; se uno invece ha infarinature buone di vari erp per es puo’ benissimo fare quello che vuole con gli erp;e poi programmazione nel caso marcello :ha fatto bene perche’ se mi dite che tutti i cv sono in regola muoio dalle risate, tutti usano dei bluff grandi o piccoli( icari e buoni recruiter stessi avranno bleffato in un modo o nell’altro …….),limportante e’ poi dimostrarsi affidabili e flessibili cosa che le az non capiscono,bastava mettere uno che avesse una infarinatura farlo apprendere, 3 mesi penso siano piu’ che sufficienti , invece aspettano 8 mesi per avere quello che conosce solo e solo quella macchina ed in piu’ ad uno stipendio d’oro, alla fine quale sarebbe l’az piu’ sveglia quella che punta sul praticante che dopo 8 mesi sa quanto il factotum che arriva a stipendio d’oro , o la solita az italiana che aspetta anche 1 anno e passa (non scherzo ho visto annunci validi anche di un anno roba da spararsi…ma non e’ meglio prendere uno e formarlo ed anche lo stipendio d’oro e’ rispamiato, ehhhh ma per formare si spende ….ma cosa si spende un cavolo perche’ puoi sbagliare 1-2-3-volte ma poi la cosa la capisci se non sei ritardato) ai POSTER L’ARDUA SENTENZA :AZ ITALIANE DEL CAVOLO E RECRUITER DELCAVOLO SOLO BLA BLA BLA …A QUANTO DISTI DALL’AZIENDA? NON PIU’ DI 20 KM E’ UN DIKTAT CE L’HA DATO L’AZ :MA SE SEI UNO CON LE PALLE VAI IN AZIENDA ,TU RECRUITER E DICI QUESTO DISTA 60 KM VIENE IN ORARIO VUOLE IL LAVORO E LO SA FARE DATEGLI UNA CHANCE PUNTO E BASTA ..E INVECE SONO DEI CAGNOLINI CHE ESEGUONO.DA ANNI E ANNI DI VITA APPRESSO A STE BENEDETTE HR DOVE L’INCOMPETENZA REGNA SOVRANA

    • Massimo 5 anni

      … un paio di cose:
      – AS400 è un server non un software
      – Sap è un software (ERP)
      – Oracle è un database

      …hai un po di confusione in testa!!!

  • Omar Colombo 5 anni

    Be anche se ha “ingannato” tutti o quasi ce sicuramente da ammirare 2 cose la prima e’ ke l’operaio cn 40 anni d’esperienza ha smascherato il bluff di Marcello mentre il personale piu qualificato nn l’hanno capito questo deve far riflettere un po xke tutti sbagliamo ma in questi casi se nn si sbaglia e’ meglio coi tempi ke corrono e l’altra cosa d’ammirare e’ la determinazione di Marcello che pur di lavorare ha fatto carte false quindi e’ stato giustamente premiato x questo!!!!Un saluto e un grosso in bocca al lupo a tutti voi e a Marcello cn l’azienda!!!

  • Aldo Carpineti 5 anni

    segue
    Piuttosto trovo poco “simpatico” (se questo è un vocabolo che può essere usato nella terminologia aziendale) che i selezionatori siano andati a chiedere informazioni al precedente datore di lavoro, anche se il candidato non era più in forza alla vecchia azienda). Considero negativamente la prassi delle cosiddette “referenze”.
    Aldo Carpineti

  • Aldo Carpineti 5 anni

    Prima o poi il bluff inscenato in fase di selezione viene fuori, ed è per questo che pare in linea di massima sconsigliato raccontare di competenze che non si hanno; anche se esagerare un poco sulla propria “bravura” fa parte del gioco. Nel caso in questione il candidato ha dimostrato, al di là delle proprie competenze tecniche reali, delle virtù che l’azienda ha comunque ritenuto di dover premiare: ed anche questo può essere un insegnamento.
    Aldo Carpineti 

  • Brando Giovanni 5 anni

    Riuscire a superare una selezione, con l’inganno, non ha alcun senso se per il lavoro per il quale ci si candida richiede competenze o abilità specifiche (che non si posseggono); alla fine si verrà comunque smascherati al momento di svolgere le mansioni per le quali si verrà assunti (con l’inganno). Si potrà essere bravi a fingere per periodi più o meno lunghi, ma in ogni caso si sarà sottoposti ad uno stresso abnorme, presi come si è camuffare abilità che non si posseggono. 

  • Cdorso 5 anni

    ecco !!!!  si deduce dalle righe del testo come lo stato non riesca nell’intento a formare ………la società impone sempre più un sistema dove si studia si cerca un lavoro, ma pur sempre manca la giusta strada di chi impara con esperienza indotta.
    Si certo essere capaci, esiste colui con hobby personale riesce bene a tirar su un qualcosa ma poi non basta, per avere una giusta formazione si arriverà aimè sempre più sui settantenni veri futuri lavoratori di esperienza vissutà, ma con molti porblemi ed acciacchi fisici.
    Forse sembra blasfemo ma ridimensionare gli anni di studio obbligatori a 5 anni(elementari ed medie) ed incomincire a seguire un lavoro all’età di 12-15 anni non sia un osservazione sbagiata…….sempre più logica di arrivare ai  70 80 anni, per una società dove il sistema sanitario sembra sempre meno solido.
    scusate le tante osservazioni,
    saluti

  • Rbcs 5 anni

    forse in fin dei conti è stato comunque positivo il lavoro dei selezionatori in tutte le fasi che la scelta dei direttore di stabilimento : può darsi che cercassero una persona che avesse delle qualità che un giorno potranno risultare utili per l’azienda

  • Joesmartboy 5 anni

    il fine giustifica i mezzi, e quando non si trova lavoro mesi e non sai più come fare per mettere sulla tavola un pezzo di pane per la famiglia qualche rischio si deve correre, in fondo l’esperienza molte volte compensa altre tipo di lacune

  • Annalisa_pace 5 anni

    Per me è inammissibile ciò che ha fatto Marcello. E’ vero che oggi è molto difficile trovare un lavoro ma se tutti facessimo come lui addio la professionalità, addio la correttezza..e in fondo è quello a cui stiamo assistendo.. nessuna stima nemmeno per il direttore che ha trattato con superficialità un lavoratore degno di tutta la sua stima e di tutta la sua attenzione…..non è facile trovarsi a barcamenarsi in una giungla quale è attualmente il mercato del lavoro ma non ci si può improvvisare esperti di qualcosa e pensare di farla franca…..l’audacia, l’intraprendenza, come ogni cosa, vanno usate con diligenza….

  • Geremia Vincenzo 5 anni

    ciao, ho detto sempre la verità ai colloqui di lavoro eppure non mi hanno preso in considerazione perché hanno agevolato qualcuno con la famosa raccomandazione!!!!!!!!!!!! allora chi bara al colloquio e messo in discussione, e quello che è agevolato cosa bisogna dire?????

  • Sarebbe un bene che questa storia la leggessero i recruiter, quanta fuffa piena di titoli c’è in giro

  • Patrizio Delli 5 anni

    salve,
    ogniuno è professore in ciò che sa!   il dipendente 40enne ha dimostrato di essere professore.
    ho conosciuto il CN per 8 anni. ho insegnato ad altri quello che avevo appreso come autodidatta e avrei fatto carte false per imparare a programmare. poi, un accordo fatto male societario, le dimissioni senza consolidare l’accordo mi hanno portato ad altra professione trovandomi dalla mattina al pomeriggio senza lavoro.
    ritengo che la scelta del direttore ad assumerlo sia stata lungimirante, da questo ha ottenuto, riconoscenza e fedeltà di Marcello.
    Marcello dal canto suo, potrà imparare a programmare facendo i corsi neccessari, il titolo  gli permetterà di apprendere meglio e diventerà ottima pedina in seno alla struttura.
    gli auguri migliori a Marcello e un grazie al direttore lungimirante per quello che ha fatto e per l’azienda che rappresenta per aver inserito una persona pronta per partire ma a cui necessita solo l’opportunità per il salto di qualità ovvero  programmare; ma se l’operaio si trova bene e le qualità le tira fuori potrà diventare capo-reparto… cosi l’azienda crescerà! cordialità
    patrizio

  • ary 5 anni

    QUANDO MI PRESENTAI A COLLOQUIO TRAMITE AGENZIA INTERINALE PRESSO L’AZIENDA IN CUI LAVORO,FUI ONESTO E DISSI ALL’AMMINISTRATORE DEL PERSONALE INCARICATO DELL’ASSUNZIONE,CHE AVEVO SI FREQUENTATO UNA SCUOLA DA SALDATORE PER 2 ANNI IN PASSATO E OTTENUTO LA QUALIFICA PROF.,MA ERANO TRASCORSI 15 ANNI DA ALLORA. MI LIQUIDO’ DICENDOMI CHE AVEVANO BISOGNO DI PERSONE GIA’ IN GRADO DI MUOVERSI AUTONOMAMENTE. DOPO 1 ANNO MI PRESENTAI NELLA STESSA AZIENDA DI PERSONA SENZA PASSARE DA AGENZIE VARIE,MI MOSSI IN MANIERA MOLTO PIU’ SCIOLTA E ENTUSIASTA DICENDO CHE AVEVO L’ESPERIENZA NECESSARIA;L’AMMINISTRATORE NON SI RICORDO’ DI ME,PROBABILMENTE ANCHE SE IL MIO VISO GLI FOSSE STATO FAMILIARE QUESTO AVREBBE INFLUITO POSITIVAMENTE SULL’ESITO DEL COLLOQUIO,E FUI ASSUNTO. (comportarsi sempre correttamente nella vita,paga se si hanno di fronte persone umane e intelligenti)

  • Estericci 5 anni

    L’esperienza primeggia sullo studio e lo completa se ad esso affiancato, ma l’opportunità di lavorare concessa a persona di buon senso è cosa sempre più rara e su cui bisogna riflettere. Non tutti si trovano “al posto giusto nel momento giusto” o hanno “santi in paradiso”; ci sono persone che studiano e a cui ogni domanda resta vanificata, anche quella di una opportunità di “imparare” un mestiere per guadagnarsi da vivere decorosamente o, semplicemente, per “sopravvivere”.
    Resto indignata da tutto questo, a 38 anni mi trovo ad aver rinunciato a costruire una famiglia e una identità lavorativa per tante serie di eventi che mi hanno “spezzato le ali” che ho sempre saputo di avere, ma che non valorizzate si son pian piano atrofizzate ed ora si stanno sgretolando. Eppure, a 24 anni era già laureata, appure fin quando ho potuto contare su di me ci sono riuscita…eppure….chiedo solo di LAVORARE…
    Ester Ricci

  • Andrea80 5 anni

    Anch’io ho sempre fatto cosi ai colloqui! 🙂  Quasi sempre andato bene a parte una volta!

  • Vitielloanna80 5 anni

    una storia del genere ha veramente dell’incredibile, non c’è che dire. Al contempo prerò, come già precedentemente detto, ha anche tanto da insegnare. Cosa?Che in Italia siamo sempre i soliti…….siamo bravissimi a chiamare le persone per un loro titolo, pur se meritato, ma pessimi nel valutare le stesse per quello che sono.
    Parlo da addetta ai lavori “risorse umane”e mi rendo sempre più conto che troppo spesso questo lavoro è fatto da persone che tendono a sovrastimare i suddetti tioli, a scapito dell’umiltà e spt. dell'”esperienza”. Spesso purtopoo le persone, me compresa sicuramente, non si rendono conto che l’esperienza, di qualsiasi campo si tratti, può fare molto e molto di più di anni di studi e non intendo certamente solo l’ingegnere, ma anche la psicologa ed il resto dei soggetti interessati. Insomma cosa costava chiedersi il perchè quell’operaio diceva ciò, cosa costava approfondire l’opinione di quell’operaio anziano magari con un semplice e veloce incontro tutti insieme?

  • iryska 5 anni

    No, ma a me mi dispiace per Nicola, tutti cercano i nuovi dirigenti,nuovo personale,  invece devono guardarsi alle persone che lavorano da anni dentro l azienda,) e assumere nuovi ma come semplici operai

  • Roberta 5 anni

    Devo dire che, seguendo questa storia, Marcello ha avuto la fortuna di avere un direttore che, al posto di liquidarlo, l’ha aiutato a trovare un’altro posto presso un’azienda cliente. Sinceramente non trovo giusto bleffare per farsi assumere in quanto, prima o poi, i nodi vengono al pettine, e se il direttore fosse stata una persona un pò carogna, l’avrebbe licenziato sui due piedi. Forse perché, io come persona non so fingere per avere un posto di lavoro (Anche se ne ho bisogno), ma a me hanno insegnato che la menzogna non può mai portare a nulla di buono; tanto, prima o poi, la verità viene sempre a galla!

  • Geriart 5 anni

    Serve intraprendenza .x lavorare .la sincerità’ no pagaDimostra che gli imprenditori ed anche i selezionatori .come i politici .pieni di lauree e scarsi di esperienza  si fanno bleffare da una bella presenza .e mai ti chiedono o raramente .Lei e’ qui perche’ vuole lavorare a voglia di cio .ok allora iniziamo a provare.chiedono solo le sue esperienze i tittoli .o l’eta’ perche’ un 24 rende di piu’ di uno alla mia eta’ di 49 credetemi i ragazzi come sono stato io sanno che possono avere altre opportunità’ quindi alcune volte sono lavativi .no voglio fare una lottta fra poveri .pero lo stato come i selezionatori in questo caso sbagliano tutti i gg.come le leggi che dicono assunzioni agevolate x i giovani ed i vecchi come ci definiscono .ci beviamo il veleno e facciamo contento qualche ns debitore .io sono venuto dalla sicilia otto anni fa ‘ nmo credevo di finire anch’io nelle’migrazione per un misero stipendio di 100 euro che con un affitto o mutuo a milano di 600 euro fai solo fame .ma adesso neanche quello ho .penso di ripregare ancora di andare no so dove in america .booooo andrei volentieri x cancellare lo schifo di cio’ che circonda la vita che dobbiamo fare x vivere

  • rosy 5 anni

     LE AZIENDE DI OGGI E TUTTE QUESTE GRANDI ESEMPLARI SOCIETA DI SELEZIONE MERITANO DI TROVARSI IN  QUESTE SITUAZIONI E DI INCONTRARE PERSONE CAMALEONTICHE COME IL PERSONGGIO DI QUESTA STORIA…..A LUI VANNO TUTTI  I MIEI COMPLIMENTI PER AVER OSATO, PER LA TENACIA, PER L’INCOSCIENZA, PER LA VOLONTA’ DI RIUSCIRSI A TUTTI I COSTI.

    • Adel75 5 anni

      rosy sono d’accordo con te ,  per mè stato un grande , anche se ha mentito, ma a volte sei obbligato a mentire altrimenti il piu’ delle volte non lavori. Almeno è riuscito a trovarne un altro di lavoro . Continuo a dire è stato un grande!
      adele