Ikea apre a Pisa, 350 nuovi posti di lavoro sul territorio

Si è svolta ieri a Firenze la cerimonia di inaugurazione dei lavori della nuova Ikea di Pisa.  Presenti le massime autorità di regione, provincia e comune che hanno raccolto i ringraziamenti del responsabile Sviluppo Italia dell’Ikea, Alessandro Paglia, e dell’amministratore delegato di Ikea Italia Lars Petersson, per aver mantenuto al promessa di chiudere l’iter burocratico nel giro di un anno.


Infatti circa un anno fa, dopo le peripezie di Vecchiano, Ikea voleva lasciar perdere il progetto di aprire un altro punto vendita nella regione Toscana ma l’amministrazione regionale ha preso in mano la situazione proponendo, su segnalazione delle amministrazioni locali, altre location e promettendo di velocizzare l’iter burocratico italiano notoriamente farraginoso (in Italia Ikea impiega il doppio del tempo per avere i permessi rispetto al resto del mondo).

Ieri è stata posta la prima pietra del novo punto vendita a Pisa, pietra miliare di una collaborazione che sta già portando reciproci vantaggi. Infatti Ikea assumerà circa 350 persone del territorio. L’investimento totale per l’apertura è di 70 milioni di euro, solo 22 milioni è il prezzo del terreno. Inoltre l’indotto che produrrà un nuovo punto vendita sarà notevolissimo. Dal 1989, anno in cui Ikea aprì il suo primo negozio nell’hinterland milanese, Ikea ha dato lavoro a 6200 persone (l’89% assunte a tempo indeterminato) con un indotto di 1800 altri posti di lavoro. Per non parlare poi del fatto che l’Italia rimane il terzo fornitore mondiale di Ikea per l’arredo-legno dopo Cina e Polonia.

“Se tutti si comportassero come ha fatto Regione Toscana su Pisa, ci sarebbe di sicuro più sviluppo in Italia". Dichiara Alessandro Paglia. Poi insiste “un solo anno trascorso dalla richiesta alla consegna dei permessi per costruire: in Italia e in Europa, ma credo anche nel mondo, per noi è sicuramente un record".

“Questa esperienza dimostra che la Toscana ce la può fare. Il metodo che abbiamo usato in questo caso non deve essere una eccezione, ma diventare il nostro modus operandi" dichiara soddisfatto il presidente della regione, Enrico Rossi.



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