ICT: in Europa 900.000 posti di lavoro vacanti

Nel settore Ict, in tutta Europa ci sono 900.000 posti vacanti. Ecco come Italia ed Europa intendono favorire l'incontro domanda-offerta.

ICTSecondo le ultime stime della Commissione Europea, nel settore ICT ci sono 900.000 posti di lavoro vacanti in tutta Europa. Di questa situazione, apparentemente paradossale, se ne parlerà durante l’evento conclusivo di eSkills for Jobs 2014 – Making a career with Digital Technologies che si terrà il prossimo 30 ottobre a Roma, alla presenza del Ministro dell’Istruzione Stefania Giannini e che avrà come obiettivo quello di richiamare l’attenzione sulle diverse opportunità lavorative offerte dal settore e sulla necessità di una maggiore specializzazione affinché la domanda e l’offerta trovino corrispondenza e quindi le competenze digitali offerte dagli aspiranti lavoratori soddisfino in pieno le crescenti esigenze.


ICT: il problema dell’incontro tra domanda e offerta

eSkills for Jobs 2014 si colloca fra le iniziative della Grand Coalition for Digital Jobs e che fra i suoi obiettivi principali ha la creazione di una piattaforma di comunicazione europea sul tema delle competenze digitali in grado di riunire il maggior numero di stakeholder pubblici e privati per lo sviluppo di azioni congiunte. servirà inoltre ai responsabili di Cisco, Facebook, Oracle, Microsoft e Google per elencare le best practice affinché vengano sviluppate e coltivate le migliori competenze digitali all’interno delle scuole italiane e che anche la formazione professionale possa venir implementata nel migliore dei modi, perché il percorso di studi di ciascun individuo dovrà essere sempre al passo con i tempi ed attento alle richieste del mondo del lavoro.

In tutta Europa nel settore ICT vi è una crescente carenza di profili professionali specializzati. L’impegno è quindi quello di contrastare questo fenomeno, visto che le stime indicano un numero di posizioni aperte pari a circa 500.000 unità nel 2015 e che nel 2020 potranno variare, a seconda dei possibili scenari economici, dalle 730.000 unità agli oltre 1,3 milioni. Fondamentale quindi, una formazione professionale mirata, pensata per colmare il divario che attualmente sussiste nell’incontro tra domanda e offerta di lavoro. Tale divario si sostanzia in aziende che cercano profili introvabili e “profili” che cercano lavori che non riescono a trovare. O perché il mercato è saturo o perché la domanda di lavoro in quel settore è cambiata, o per la mancanza cronica di numero di posti disponibili.




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