I social network aiutano nella ricerca di un lavoro. Ma attenzione a mantenere una buona reputazione.

Trovare un lavoro è più facile se si dispone di una fitta rete di conoscenze e relazioni sociali.


Anche su Internet. È quanto emerge da una recente indagine condotta dall’agenzia per il lavoro Adecco, una delle più importanti e conosciute aziende nel settore del lavoro e del reclutamento delle risorse umane. Le ultime tendenze del mercato rivelano che i social network, integrati con solidi rapporti d’amicizia reali, giocano un ruolo fondamentale nella ricerca di un posto di lavoro, purché si mantenga una buona reputazione del proprio profilo personale e professionale.

Il dato di partenza è molto interessante: il 50% degli intervistati, che afferma di aver trovato un lavoro grazie al proprio “capitale sociale”, ha una ricca rete di contatti, anche sul web, mentre sono minori le possibilità per chi utilizza solo i canali standard o si rivolge esclusivamente all’aiuto di parenti e amici.

L’importanza dei rapporti sociali, nella vita di tutti i giorni, rimane indiscussa sia a livello di crescita personale che sociale. Ma il passaparola virtuale diventa lo strumento del futuro, per intrecciare nuove relazioni lavorative, conoscere professionisti di ogni settore, diffondere la propria attività in rete e facilitare la comunicazione, entrando più facilmente in contatto anche con i profili dirigenziali di un’azienda. Navigando tra siti, blog e forum di settore si migliorano, inoltre, le proprie competenze, grazie alla lettura di articoli e post a tema e a un continuo aggiornamento.

Ma perché il fenomeno del social recruiting si è imposto in modo così evidente, negli ultimi anni?

Gli esperti di Adecco l’hanno chiesto a selezionatori e candidati.

Secondo questi ultimi, Internet offre innanzitutto una maggiore disponibilità di offerte di lavoro e soprattutto più vantaggiose, visto che la ricerca è specifica e si possono consultare online i profili e la pagine aziendali di maggior interesse. Inoltre, l’opportunità di diffondere il proprio curriculum, e aumentarne la visibilità, si moltiplica in modo esponenziale.

Per quanto concerne i selezionatori del personale, invece, l’utilizzo del web è fondamentale per aumentare la rosa dei candidati, avere la possibilità di uno screening più mirato dei profili ricercati nonché verificare online la veridicità dei CV e prendere informazioni sui rapporti professionali di chi ha inviato la candidatura.

Una certa difformità di pareri si riscontra per quanto concerne l‘utilizzo e la scelta dei canali da adoperare.

Tra coloro che cercano lavoro (o che l’hanno già trovato), il 40% esprime la propria preferenza a favore degli annunci online ma non rinuncia a dedicare del tempo anche alle agenzie per il lavoro o a chiedere la collaborazione della famiglia e degli amici per ampliare le proprie conoscenze lavorative.

I responsabili delle risorse umane, invece, cercano il candidato ideale anche sui social network, per un’incidenza che si attesta intorno all’88%.

Anche per quanto riguarda i canali di cui avvalersi, emergono opinioni contrastanti.

Ben il 94% dei candidati cerca un’occupazione sui siti dedicati alla ricerca del lavoro e che propongono, ogni giorno, nuovi annunci. Il 39% si tiene aggiornato tramite le Apps e il 30% utilizza Facebook.

I selezionatori preferiscono, senza ombra di dubbio, Linkedin, che reputano apprezzabile, professionale e di grande utilità, e il 34% di loro afferma di aver assunto qualcuno grazie allo strumento dei social networks.

Identità di vedute, invece, per quanto riguarda l’importanza di avere un’ottima digital reputation.

Tutti concordano sul fatto che costruire un’identità digitale di tutto rispetto sia fondamentale per proporsi nel web. I candidati più attenti verificano sempre (magari digitando nome e cognome nella barra di Google) le informazioni che circolano sul proprio conto, così come, dietro le quinte, i selezionatori integrano il curriculum che stanno valutando, con dati reperiti attraverso le ricerche in rete.

Il dato interessante è che il 12% dei selezionatori afferma di aver abbandonato un cv dopo aver trovato, navigando qua e là, dati negativi sulla persona che stavano esaminando.

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