I nuovi ammortizzatori sociali con la riforma del lavoro

La riforma del lavoro, come noto, ha impattato fortemente anche sul fronte degli ammortizzatori sociali. Cerchiamo pertanto di comprendere in che modo si evolvono i supporti per chi ha perso un lavoro, e cosa cambia rispetto al periodo ante-riforma.


La Aspi. Iniziamo ad esaminare quali sono le principali caratteristiche dell'Aspi, il nuovo ammortizzatore sociale che andrà applicato ai casi di nuova disoccupazione con decorrenza dal 1 gennaio 2013. Due sono i principali requisiti che l'ex lavoratore dovrà dimostrare di possedere per poter avere accesso alla fruizione di tale ammortizzatore: la titolarità di almeno due anni di anzianità assicurativa, e almeno 52 settimane di contribuzione nel biennio precedente all'inizio del periodo di disoccupazione.

Se il contribuente dimostra di possedere i due requisiti sopra accennati, potrà avere accesso alla nuova modalità di ammortizzazione sociale, della durata di 12 mesi per i lavoratori con un'età anagrafica non superiore ai 55 anni, elevabili fino a un massimo di 18 mesi nell'ipotesi inversa di lavoratore con età anagrafica superiore ai 18 mesi.

Ma quanto ammonta l'importo della nuova Aspi? La misura stabilita dall'intervento normativo dell'esecutivo è fissata nel 75% della retribuzione mensile, se non superiore – per il 2013 – a 1.180 euro (cifra rivalutabile anno dopo anno). Se invece la retribuzione mensile è superiore a 1.180 euro, l'indennità sarà pari al 75% dell'importo di 1.180 euro, incrementata di una somma pari al 25% della differenza tra la retribuzione mensile e il predetto importo. In ogni caso, si tenga altresì conto che l'indennità massima erogabile non potrà che esser pari a 1.119,32 euro mensili.

Per quanto concerne l'importo, l'entità dell'Aspi sarà pari al 100% per i primi 6 mesi, all'85% per i successivi 6 mesi, e al 70% per il periodo residuale, dopo il dodicesimo mese di fruizione.

Mini Aspi. All'Aspi, che diverrà l'ammortizzatore sociale “base”, si accompagnerà anche la Mini Aspi, che sostituirà – con stessa decorrenza del 1 gennaio 2013 – l'indennità di disoccupazione con requisiti ridotti.

Contrariamente all'Aspi, i requisiti della Mini Aspi sono stati rivisti sostanzialmente in “ribasso”: potrà pertanto avere accesso a questo ammortizzatore sociale il lavoratore che dimostrerà di aver generato almeno 13 settimane di contribuzione negli ultimi 12 mesi. La durata della Mini Aspi sarà pari alla metà delle settimane dei contributi nell'ultimo anno, mentre la misura non subirà alcuna variazione rispetto all'Aspi.

Come finanziare l'Aspi. Ma come verrà finanziata l'Aspi, e il nuovo sistema di ammortizzatori sociali? Tra le varie voci di supporto alla copertura finanziaria dell'ammortizzatore, vi è la nuova “tassa” sui licenziamenti, di cui parleremo nei prossimi giorni in maniera piuttosto approfondita.

In questa sede, ricordiamo come la nuova tassa sui licenziament sarà concretizzata con un contributo a carico delle imprese, nella stessa misura già pagata oggi, per un'aliquota contributiva dell'1,31 per cento, in sostituzione delle aliquote oggi a carico dei datori di lavoro per le indennità a sostegno del reddito che, a regime, saranno invece sostituite da Aspi e Mini Aspi (con addio delle indennità di disoccupazione ordinaria, con requisiti ridotti, speciale edili).

Inoltre, sarà prevista un'aliquota aggiuntiva (con contributo addizionale) prevista a carico dei soli rapporti di lavoro a tempo determinato, nella misura dell'1,4 per cento della retribuzione imponibile. Previsto infine un nuovo contributo, una tantum, analogo a quello che oggi viene pagato per l'accesso al regime delle prestazioni di monbilità, pur con campo di applicazione decisamente più vasto. Il nuovo contributo extra andrà infatti applicato in tutti i casi di interruzione del rapporto di lavoro a tempo indeterminato per una causa differente dalle dimissioni del lavoratore.



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