I motivi che spingono i dipendenti a cambiare lavoro, analisi Euspert – Atempo con infografica

Perché dipendenti e collaboratori decidono di cambiare lavoro? Un'analisi Euspert ed Atempo rivela i motivi principali.

Se cambiare lavoro in periodi che alcuni definiscono post crisi può sembrare un azzardo, perché dipendenti e collaboratori prendono comunque questa decisione? Ecco i risultati di una ricerca condotta da Euspert e dall’Agenzia per il Lavoro Atempo che ha coinvolto clienti e candidati delle due realtà, anche grazie ai canali social.

cercare lavoro

Perché si cambia lavoro

Elenchiamo innanzitutto le motivazioni che spingono un dipendente a cercare una nuova occupazione, con le relative percentuali di risposta. Spiegheremo più approfonditamente i punti dell’elenco nei paragrafi che seguono. Ma prime ecco il riassunto in una bella infografica:

Perché hai cambiato/vorresti cambiare lavoro? (motivo principale, una sola risposta)

  • Ambiente di lavoro poco confortevole: 35%
  • Salario basso/non adeguato: 25%
  • Distanza da casa: 10%
  • Poche opportunità di crescita professionale: 10%
  • Volontà di mettersi in proprio: 5%
  • Altre motivazioni: 15%

L’ambiente di lavoro

Il motivo più frequente che spinge un dipendente a cambiare è l’ambiente di lavoro poco confortevole. Questa motivazione ha diverse sfaccettature, che comprendono tutti gli aspetti che concorrono a delineare l’ambiente di lavoro stesso.

Si va quindi dai rapporti con i colleghi e con i superiori, alla governance aziendale, passando per le performance di lavoro aziendali scandenti. Questa motivazione è stata espressa nel 35% delle risposte; approssimativamente è quindi possibile affermare che circa un dipendente su tre trovi insoddisfazione nell’ambiente stesso di lavoro, con conseguenze tangibili e intangibili.

Tra le seconde si può includere ad esempio il clima lavorativo, che spesso in un ambiente poco organizzato o performante porta a nervosismo e stress, che inevitabilmente si traducono in una percezione negativa da parte dei dipendenti.

Il salario

Il salario è invece la motivazione che spinge un dipendente su quattro a cercare una nuova occupazione. Il 25% dei candidati non lo ritiene infatti sufficiente per le proprie esigenze, o comunque non adeguato rispetto alla mansione svolta. Questa motivazione coinvolge anche i candidati che lamentano l’assenza di premi di produzione o di riconoscimenti per il lavoro svolto.

La distanza da casa

La terza motivazione rilevata nell’analisi Euspert/Atempo coinvolge una persona su dieci; nel 10% delle motivazioni che hanno spinto i dipendenti a cercare una nuova occupazione, la distanza da casa gioca un ruolo importante.

Questo fattore è fortemente influenzato anche dal luogo di residenza del dipendente, con forti differenze che vengono determinate anche da fattori indipendenti dalle aziende e dai candidati, come ad esempio la frequenza e la regolarità del trasporto pubblico. Da questo punto di vista rilevante è anche la situazione famigliare, che in molti casi aggrava la già complessa vita dei pendolari.

Opportunità di crescita

Anche per quanto riguarda la scarsità di opportunità di crescita professionale, la percentuale di insoddisfazione è pari a quella dell’aspetto appena descritto. Una persona su dieci ritiene che l’assenza di possibilità di crescita sia una motivazione sufficiente per cercare una nuova occupazione. Si ipotizza che questo aspetto sia collegabile all’insoddisfazione in merito al salario, anche se a livelli più profondi certamente tende ad influire anche sulla percezione che il dipendente ha dell’azienda e dei proprio rapporti con superiori e dirigenti.

Determinante per questo aspetto è anche l’assenza o l’insufficienza della formazione aziendale, che viene di frequente letta come una possibilità di crescita, anche se non immediata e anche nel caso in cui non si traduca in un aumento di stipendio o di livello.

Auto imprenditorialità

Se fino ad ora l’analisi ha rilevato solo motivazioni che, in un certo senso, rimandano a negatività nei vari aspetti inerenti il rapporto di lavoro, l’ultima delle motivazioni ha invece una connotazione tendenzialmente positiva. Il 5% delle persone che cercano una nuova occupazione, è infatti spinta della volontà di mettersi in proprio. Questa scelta è fatta per voglia di farcela da soli e per avere libertà di gestione del proprio tempo e risorse

Alla base di questa scelta potrebbero comunque celarsi fattori non positivi, tuttavia, il fatto che venga citata come predominante rispetto agli aspetti già descritti, denota una tendenza se non altro propositiva da parte degli interessati.

Altre motivazioni

È stata infine creata una voce denominata “altre motivazioni”, che raggruppa diverse risposte riconducibili a aspetti marginali percentualmente o complessi da identificare in una categoria specifica. Riguardano il 15% dei casi, con tematiche che vanno dai problemi famigliari, alla decisione di intraprendere un nuovo percorso formativo o lavorativo, solo per citare alcuni esempi.

Perché si cambia lavoro: possibili azioni

Come già accennato in precedenza, l’analisi Euspert e Atempo su candidati ed aziende rivela che, nella maggior parte dei casi, i motivi di ricerca di un nuovo posto di lavoro sono in qualche modo collegati alle politiche aziendali. Con questa affermazione non si intende di certo cercare un presunto colpevole, quanto sottolineare come in alcuni casi l’adozione di politiche diverse potrebbero permettere di risolvere alcuni aspetti, ritenuti penalizzanti o limitanti dai dipendenti.

Inutile aggiungere che ogni azienda rappresenta un caso a sé stante, difficile da generalizzare al di là dei dati oggettivi. Da questo punto di vista è però possibile sottolineare come il miglioramento di anche solo uno di questi aspetti, possa contribuire in maniera significativa al rapporto tra azienda e collaboratori, con risultati tangibili sia nel breve periodo, sia a medio-lungo termine, con la possibilità di preservare il capitale umano presente, non solo in termini numerici, ma anche di soddisfazione e di conseguenza, di performance.

Euspert e Atempo

I dati citati sono stati ricavati da un’analisi condotta in collaborazione tra Euspert ed Atempo. Marcello Buratti, Responsabile Area Lombardia Ovest di Atempo, oltre a confermare quanto rilevato dalla ricerca congiunta, ha commentato affermando così:

I momenti del cambiamento sono in genere quelli di maggior fermento per il mercato del lavoro. In queste circostanze è fondamentale riuscire a trovare risorse che vogliano cambiare per trovare nuovi stimoli, riuscendo a distinguere con attenzione i candidati realmente motivati.

Per fare questo è indispensabile essere attrattivi ed avere una buona reputazione. Presentarsi al meglio alla nuova risorsa è indispensabile per l’azienda che deve fare un nuovo inserimento. Infatti sempre più spesso è il candidato valido a scegliere l’azienda e non viceversa.

Le Agenzie per il Lavoro sempre più spesso riescono a intercettare queste risorse tramite l’utilizzo della rete e l’accesso a banche dati dedicate. La difficoltà risiede nel far capire alle aziende che queste risorse non rimangono disponibili a lungo, in quanto nel momento in cui decidono di cambiare, trovano molto facilmente una nuova collocazione. Di conseguenza bisogna agire con tempestività. Oggi l’attività di intermediazione su questo tipo di figure sta diventando sempre più importante e Atempo S.p.A. sta facendo importanti investimenti per poter soddisfare le esigenze tanto delle aziende quanto dei lavoratori“.

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