I clandestini che non hanno un lavoro regolare normalmente delinquono – le reazioni dei benpensanti

Hanno fatto scalpore le parole del sindaco di Milano Letizia Moratti: “I clandestini che non hanno un lavoro regolare normalmente delinquono”…. Ed è subito polemica, ecco infatti “eleganti benpensanti”, “finti perbenisti”, gli “ipocriti incalliti” e gli “oppositori a tutti i costi”, riassumere in “La Moratti ha detto che i clandestini delinquono!”


Maledetta capacità della lingua italiana di poter essere interpretata in maniera così “larga”.

Lungi da me voler entrare nel merito dell’azione politica della Moratti, mi soffermerei sulla frase e vedrei come utilizzarla per trovare una soluzione a dei problemi reali e non “ideologici”: Lavoro agli Stranieri e Delinquenza.

 

Vediamola in questo modo: un clandestino non può per legge avere un lavoro; non può per legge avere un contratto di affitto; non può per legge nemmeno “passeggiare” nel nostro Paese?

Come vive allora? Ecco l’ipotesi più realista quanto drammatica: si lascia intrappolare dalle associazioni a delinquere, oppure (bene che vada) lavora in nero (anche questo reato ricordiamolo…).

Partendo da questo presupposto, peraltro scontato (non ci voleva di certo una Moratti per fare questa analisi, ma è bene che lo abbia sottolineato) come risolvere il problema?

Regolarizzando chi vuole lavorare? Espellendo i “clandestini non graditi”.

Certo, noi che ci occupiamo di lavoro, auspicheremmo che la “politica italiana” e l’industria siano in grado di ottenere sempre più vantaggi dagli stranieri, inserendoli con successo nei cicli produttivi e rendendoli parte integrante del nostro sistema economico. Se poi la Giustizia funzionasse meglio e fosse “certa” allora potremmo prendercela con i “veri” criminali e non dovremmo sparare a zero generalizzando, ma forse ora chiedo troppo…
Non voglio qui entrare nel merito delle “soluzioni”, solo sottolineare, quanto in Italia sia facile quando si chiamano le cose con il loro nome non essere tacciati di “razzismo”, quando invece sarebbe bene prendere atto delle reali situazioni e tentare di risolverle!

La frase della Moratti non è assolutamente un’accusa ai clandestini, ma è un’accusa alla classe politica ed industriale italiana che non riesce (o almeno riesce molto meno che nel resto dell’Europa) ad organizzarsi per trarre vantaggi da una giusta immigrazione.

Bloccare e “rielaborare” la frase della Moratti è una chiara intenzione a non voler risolvere il problema “clandestini”, lasciando nell’ombra questi poveri “esseri umani di serie B”. Detto ciò, chi sono i veri “razzisti”? Quelli che prendono atto della situazione e tentano di risolverla? Oppure i perbenisti che preferiscono appigliarsi a “finte ideologie” e vivere tranquilli senza queste cose “ascoltarle nemmeno”?



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