Ho fatto un colloquio in una agenzia per lavorare all’INPS. Il processo di selezione è regolare?

email pervenuta a La Posta di Bianco Lavoro


Una agenzia per il lavoro ha pubblicato un annuncio a giugno 2010: COLLABORATORE AMMINISTRATIVO/A per Cliente appartenente al comparto degli Enti Pubblici a Grosseto.

Si tratta di un contratto di somministrazione lavoro ciò significa che in realtà vieni assunta dall’agenzia interinale per lavorare per 6 mesi in un ente pubblico. L’agenzia interinale della quale stiamo parlando si trova a Siena, quindi, quando vengo contattata dalla stessa per un colloquio sono ben disponibile, in una giornata torrida d’estate (lun.28 giugno alle 11.00), ad andare a Siena perchè sentendo parlare di pubblico impiego penso che si tratti di un lavoro serio. Arrivo presso l’agenzia, compilo il modulo con i miei dati anagrafici, c.f. compreso, copia patente, consegno il curriculum vitae… Mi dicono che ho titoli per candidarmi a questo lavoro….e vorrei vedere ho un diploma contabile e in 35 anni ho fatto il collaboratore amministrativo per 14 ….

Ma di quale lavoro si tratta esattamente? in quale ente pubblico dovrei lavorare?

L’impiegata dell’agenzia autorizzata alla preselezione mi risponde: “no! non glielo possiamo dire perche c’è la privacy……”

Io: “Non capisco….perchè?”

Lei: ” Perchè loro (l’ente pubblico) ci hanno dato l’incarico qui a Siena per tenere maggiore riserbo….non vogliono gente che va a rompergli le scatole……..per questo non possiamo dirlo….”

Io: “Ma a me può dirlo…..non ho nessun interesse a pubblicizzarlo….anzi…ed io di sicuro non andrei a rompere perchè andrebbe a mio svantaggio…”

Lei: “Assolutamente no! non vogliono…tu comunque hai il curriculum idoneo per questo lavoro….ma anche se ti scelgo non t’illudere perché ciò significa che finisci dentro un busta chiusa, sigillata….insieme ad altre due candidate di pari livello come te …….poi loro procederanno all’estrazione e se sei fortunata………”

Ed io ridendo sbigottita: “Ma questo lavoro è come un quiz alla tv!”

Lei: “Si, lo so che non è bello!…..ma è così!…devo scegliere 3 persone da mettere in busta al resto pensano loro…..”

Io: “Allora speriamo di esserci in quella busta e di essere fortunata…”

Lei: “Si, te lo auguro….poi se così non fosse sarà per una prossima proposta di lavoro….chissa! tanto abbiamo tutti i suoi dati…..comunque ti farò sapere….

Dopo 10 giorni mi telefona e mi dice: “T’ ho chiamato per dirti che non sei stata scelta…”

Non sono stata ad approfondire se ciò volesse dire esattamente che non sono stata estratta o se proprio in quella busta non ci sono finita………perchè a qualsiasi risposta non avrei comunque creduto. Ma lei, tanto gentile, mi ha detto, non ti preoccupare, andrà meglio la prossima volta….vedrai se ci capita qualcosa ti chiamiamo.

 

Successivamente mi chiama un’altra agenzia interinale di Grosseto presso la quale sono iscritta da un anno e mi chiamano per una preselezione……vado al colloquio….si tratta di un lavoro come segretaria…..va bene…OK: mi interessa!….poi mi dicono: ma il lavoro è per un solo mese….agosto!…

ed io: si ma c’è la possibilità che prosegua? assolutamente no….anzi noi abbiamo provato a chiedere alla ditta di fare almeno un contratto autunnale ma la ditta ci ha risposto che loro quando assumono per più mesi assumono sempre persone in età di apprendistato….

Io ho rifiutato il lavoro perché agosto è l’unico mese in cui mi posso godere pienamente della mia famiglia e non ci rinuncio per lavorare un solo mese. Poi ho accennato a questa agenzia la mia esperienza di colloquio a Siena….mi hanno confermato che è normale in fase di preselezione non sapere il nome della ditta che assume…..comunque l’Ente Pubblico era l’INPS perchè l’agenzia che ha vinto l’appalto per il lavoro interinale destinato agli uffici inps è proprio quella incontrata a Siena….lo sappiamo perchè abbiamo partecipato anche noi alla gara d’appalto…

Poi gli ho raccontato della storia delle buste come sistema di selezione e ne sono rimasti sorpresi e gli ho chiesto: Secondo voi cosa dovrei pensare? Loro: Che sapevano già chi ci dovevano mettere!

Ed io: se lo dite voi, ci credo!

Ma allora, cosa ci hanno guadagnato a chiamarmi per quel colloquio se già sapevano chi ci dovevano mettere? I miei dati anagrafici che finiscono nel loro database, utili, insieme a tanti altri, all’ottenimento di finanziamenti statali ed europei…….infatti ho scoperto che la maggior parte dei loro annunci sono “specchietti per le allodole” che servono a portare nei loro uffici disoccupati nella speranza di un lavoro….e invece si ritrovano soltanto a compilare un modulo con tutti i propri dati (preziosissimi dati!)

 

Una disoccupata arrabbiata


La risposta di Bianco Lavoro

Cara disoccupata arrabbiata,

la ringraziamo per aver voluto condividere la sua esperienza; la sua lettera è molto dettagliata e rimarca quale sia in Italia la confusione in tema lavoro ed assunzione negli enti pubblici; inoltre sottolinea quale sia la sfiducia dei cittadini nei confronti dei processi di selezione attuati dalla Pubblica Amministrazione. Purtroppo INPS è un ente molto “discusso”, pretende molto e da poco ai suoi contribuenti, ed in tema di efficienza di relazioni con il cittadino lascia molto a desiderare (lo scorso anno abbiamo dimostrato la totale incapacità di dare delle semplici risposte attraverso il servizio INPS risponde pagato da noi contribuenti. Leggi: Servizio INPS Risponde: tanta superficialità e zero risposte).

Se poi il fatto raccontato dalla prima Agenzia fosse vero (“… ci hanno dato l’incarico qui a Siena per tenere maggiore riserbo… non vogliono gente che va a rompergli le scatole…”) sarebbe di una gravità inaudita, poiché i cittadini versano miliardi di euro ogni anno ad INPS, molti piccoli artigiani, professionisti ed anche aziende rischiano il fallimento schiacciati dal peso contributivo e dagli sprechi di INPS, se poi la preoccupazione di INPS è quella di rivolgersi ad una agenzia “fuori zona” per non avere “rotte le scatole” questo è davvero gravissimo, anche in funzione del diritto costituzionalmente garantito di “trasparenza” nell’accesso ai posti nella Pubblica Amministrazione.

Sempre che tutto ciò che le hanno detto le agenzie sia vero, lasciamo il beneficio del dubbio ed ovviamente siamo aperti nei confronti di INPS ed i suoi funzionari ad intervenire nel caso avessero qualcosa da dire, siamo a disposizione.

Entriamo ora nel merito della sua lettera per tentare di dare alcune risposte e chiarire dei punti:

  1. In linea generale, la prima agenzia ha ragione sul fatto che non possono e non devono dire il nome del loro cliente. Le aziende si rivolgono alle Agenzie ed esse mantengono il riserbo e la privacy fino al momento di fissare l’eventuale colloquio. In questo caso tuttavia, trattandosi di pubblica amministrazione, forse dovrebbero valere i principi di trasparenza rispetto a quelli di privacy, ma questo non dipende certamente dall’agenzia che ha comunque fatto semplicemente il suo lavoro.

  2. La storia delle tre buste cui fare il sorteggio è a dir poco inquietante… probabilmente la verità è un’altra: l’INPS prende i tre CV inviati dall’agenzia, li valuta e sceglie, oppure sa già da prima chi scegliere (è una ipotesi). L’agenzia ha voluto fare una battuta o usare una metafora, raccontando la storia del sorteggio.

  3. Forse è vero che INPS sa già chi scegliere, questo non lo sapremo comunque mai (è un quesito che anche Milena Gabanelli di Report ha posto di recente nella sua trasmissione, senza trovare risposta), ma alla domanda: allora perchè mi convocano per fare il colloquio?… secondo noi l’interpretazione data è errata, infatti non esistono ad oggi “fondi” o “contributi” alle agenzie in funzione dei dati dei candidati nel database, si tratta di leggende metropolitane che continuano a circolare, ma che sono assolutamente prive di fondamento e veridicità. L’ipotesi più veritiera è che INPS voglia comunque dare una parvenza di “giusta selezione”, facendo contattare un po’ di candidati, se inserissero personale senza concorso e senza nemmeno fare dei colloqui attraverso l’Agenzia, si scatenerebbe un putiferio. Tenga anche presente che di recente la Cassazione ha stabilito che: chi fa domanda per un colloquio ad una Agenzia per un posto nella Pubblica Amministrazione, ha diritto a sostenere il colloquio (Ecco l’articolo: Invii il curriculum online? Hai diritto a sostenere il colloquio!). L’Ente Pubblico interessato era (guardacaso) proprio l’INPS. Noi di Bianco Lavoro abbiamo ottenuto anche la sentenza completa dal tribunale di Reggio Calabria, non la abbiamo ad oggi pubblicata ma è a disposizione per chi volesse chiederci approfondimenti.

In ogni caso ci sentiamo di considerare “regolare” l’operato delle due agenzie (che tuttavia avrebbero potuto essere più chiare ed evitare di alimentare leggende metropolitane raccontando la favola delle tre buste cui estrarre a sorte). Mentre ci auguriamo che l’accesso alla Pubblica Amministrazione diventi sempre più “in linea” a quanto previsto dalla Costituzione Italiana.



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