Guida turistica: formazione, mansioni, requisiti e offerte di lavoro

Lavorare come guida turistica: opportunità, mansioni e principali attività. Quali sono i requisiti per abilitarsi? Quale percorso di studi bisogna intraprendere? Tutto quello che c'è da sapere su titoli, competenze e qualifiche richieste.

L’amore per l’arte e la cultura di un paese possono assolutamente essere trasformati in un’opportunità di lavoro e guadagno. È questo, per esempio, il caso della guida turistica, che sulla condivisione della conoscenza e la storia del mondo incentra un’intera carriera. Ma cosa fa una guida turistica? Quale percorso di studi segue? Quali sono i requisiti per prendere l’abilitazione (o patentino che dir si voglia) e operare attivamente nel settore del turismo? A tutte queste domande proveremo a rispondere di seguito, delimitando bene ambiti di azione, responsabilità e possibilità di inserimento professionale di chi aspira a fare  questo mestiere.


diventare guida turistica

 

Guida turistica: descrizione della professione

Il lavoro di guida turistica rientra e pieno titolo nella definizione di attività culturale. Il compito di una guida turistica, infatti, è quello di raccontare tramite un itinerario, un racconto o la descrizione di immagini, quadri, edifici, sculture etc. la storia di un popolo, di un paese e anche solo di un’opera d’arte. Il suo campo d’azione, dunque, è il settore turistico. Una guida seria, affidabile e preparata, dovrà quindi conoscere le città d’arte, i musei e i vari siti archeologici del territorio in cui opera ma, cosa più importante, dovrà essere in grado di spiegarne storia, origini ed evoluzione nel tempo.

La sua voce sarà una finestra su un mondo sconosciuto o non conosciuto abbastanza dai suoi interlocutori, gli stessi che ad una guida turistica hanno scelto di affidarsi proprio per soffermarsi a guardare la realtà che li circonda con occhi diversi, curiosi e desiderosi di sapere di più. Questa caratteristica, di fatto, è una delle principali differenze con l’accompagnatore turistico. Quest’ultimo, in particolare, sarà responsabile di un gruppo di persone (di cui dovrà organizzare spostamenti, attività, escursioni, etc.), mentre una guida sarà chiamata a rapportarsi con gruppi di turisti che richiederanno uno specifico servizio, che implica una certa sistematicità e pianificazione nell’azione ma che è molto diverso rispetto a quello di un accompagnatore. A tracciare una netta linea di demarcazione tra i due mestieri, come è facile intuire, è pertanto il tipo prestazione in sé. I confini all’interno del quale una guida turistica si muove rientrano sì nel settore turistico ma, di fatto, definiscono un’aria ben precisa, ovvero: quella del turismo culturale. Ad una guida turistica si rivolgeranno quindi:

  • turisti stranieri in visita in un paese di cui vogliono conosce storia e tradizioni, curiosi di sapere di più e di arricchire il loro bagaglio culturale con nozioni e conoscenze nuove una volta finita la vacanza;
  • attività commerciali operanti nel settore (come un albergo, un villaggio turistico, un agenzia di viaggio ) che vogliono proporre e garantire ai propri ospiti e/o clienti un’esperienza di viaggio completa, non limitata quindi al semplice intrattenimento;
  • scuole o associazioni (culturali, artistiche, ricreative, sportive etc.) cui obiettivo è quello di dare la possibilità ai propri iscritti di approfondire, tramite una visita guidata, competenze e consapevolezze possibilmente già apprese teoricamente.

Diventare guida turistica: abilitazione alla professione e requisiti

Per poter lavorare in Italia come guida turistica, nei luoghi che il Ministero dei Beni Culturali ha identificato come siti di interesse storico, artistico o archeologico, è obbligatorio – per legge – ottenere specifica abilitazione (ovvero il cosiddetto patentino da guida turistica). Chi non sostiene oggi l’esame per esercitazione la professione di guida turistica, ma continua a lavorare come tale, può essere considerato a tutti gli effetti un abusivo, poiché svolge la professione illecitamente. Modalità, titoli e prove di valutazione in cui si articola l’esame di abilitazione sono tutte dettagliatamente spiegate da apposito Decreto Ministeriale (il DM 565 dell’11 dicembre 2015). I requisiti per sostenere l’esame e per poter avviare il procedimento di rilascio del patentino, stando a quanto stabilito appunto dal Decreto, sono i seguenti:

  • essere maggiorenni;
  • avere il pieno godimento dei diritti civili e politici;
  • essere cittadini italiani o avere la cittadinanza di uno degli Stati membri dell’Unione Europea (allo stesso esame possono partecipare tutti i cittadini extracomunitaria in regola con le disposizioni vigenti in materia di lavoro e immigrazione);
  • non aver riportato condanne passate in giudicato per delitti non colposi per i quali a legge stabilisce la pena della reclusione dai due ai cinque anni (a meno che non siano in atto gli effetti della riabilitazione);
  • essere in possesso di un diploma di laurea triennale al momento della presentazione della domanda;
  • essere in possesso della qualifica professione di guida turistica conseguita in uno degli Stati membri dell’Unione Europea o, in alternativa, di abilitazione all’esercizio della professione qualora il Paese della guida preveda specifica abilitazione per l’esercizio della professione.

Gli esami di abilitazione si tengono ogni due anni e la loro organizzazione (compresa la pubblicazione del bando di partecipazione e lo svolgimento delle prove) è di competenza di Regioni e Province Autonome. Una volta pubblicato l’avviso pubblico, l’aspirante guida turistica, se in possesso di tutti i requisiti indicati nello stesso, potrà presentare domanda e sostenere le relative prove di d’esame. Le prove d’esame saranno così strutturate:

  • prima prova scritta, in lingua italiana, volta a certificare le conoscenze del candidato sulla legislazione e organizzazione turistica italiana (nozioni generali) e sulla storia dell’arte italiana (con particolare riferimento ai siti di interesse per cui è necessario il patentino);
  • seconda prova orale, ovvero un colloquio in lingua italiana sulle materie oggetto della prova scritta;
  • Terza prova tecnico – pratica, che consiste in una simulazione di visita guidata (sempre in lingua italiana e con la possibilità di servirsi di un supporto multimediale) su un sito di interesse preso a scelta dall’elenco stilato dalla Commissione d’esame.

L’esame di abilitazione si considererà superato solo se tutte e tre le prove verranno giudicate sufficienti dai membri della commissione. Il superamento dell’esame e l’ottenimento dell’abilitazione permetteranno al candidato di richiedere l’iscrizione all’elenco nazionale delle guide turistiche. Ogni Regione dovrà fornire ai soggetti abilitati presenti in elenco un apposito tesserino (quello conosciuto da tutti come patentino) che, di fatto, costituirà documento attestante il possesso della specifica abilitazione.

Guida Turistica: mansioni e principali attività

Fatta chiarezza sulla professione, a questo punto, resta da capire di cosa si occupa e cosa fa concretamente una guida turistica. Le mansioni della guida turistica e le attività che esse comprendono possono essere così riassunte:

  • accogliere e ricevere uno o più gruppi di turisti;
  • organizzare e pianificare un itinerario da seguire, mostrare e spiegare con parole e immagini alle persone che hanno richiesto il servizio;
  • fornire informazioni chiare, vere e interessanti sui luoghi di interesse scelti e/o che si incontrano durante il percorso;
  • riuscire a rispondere a domande e curiosità attinenti storia, cultura e tradizioni del Paese visitato;
  • suscitare interesse e appagare le curiosità di chi ascolta;
  • dimostrare di essere in grado di saper gestire, non solo a livello teorico ma anche pratico, un gruppo spesso numeroso di persone che vanno orientate e indirizzate con consapevolezza;
  • essere capaci di organizzare e programmare logisticamente spostamenti, visite ed escursioni (preoccupandosi per esempio dell’acquisto di eventuali biglietti e/o della risoluzione di problemi nati prima, dopo o durante il tragitto).

Questi saranno i compiti e le principali responsabilità di una guida turistica che, come punto di riferimento all’interno di un gruppo più o meno ampio di persone, dovrà essere socievole, aperto al dialogo e disponibile ma, allo stesso tempo, agire come leader.

Percorso formativo della Guida Turistica

Per diventare guide turistiche, alla luce di quanto esposto, bisogna:

  • conseguire una laurea triennale, preferibilmente in materie umanistiche attinenti alla professione (per esempio in Storia dell’arte, in Lingue Classiche, Archeologia etc.);
  • sostenere e superare l’esame di abilitazione per ottenere il patentino di guida turistica ed esercitare legittimante la professione;
  • avviare la propria carriera come libero professionista, tentare di farsi assumere come dipendente da un’attività commerciale operante nel settore (hotel, agenzie, gallerie private etc.) o attendere l’uscita di bandi di concorso per il reclutamento di guide turistiche in enti, organizzazioni e istituzioni pubbliche presenti sul territorio italiano.

Se si hanno già ben chiare le idee fin da giovanissimi, in fine, a chi sogna di fare questo mestiere viene spesso consigliata l’iscrizione ad una scuola superiore (come il Liceo Classico o il Liceo Artistico) cui insegnamenti siano conformi al percorso formativo e professionale che poi si intraprenderà dopo il diploma. Per non perdere tempo, inoltre, l’ideale sarebbe frequentare già quando si è studenti universitari uno dei tanti corsi di formazione riconosciuti e autorizzati al rilascio della qualifica come guida turistica, propedeutica al sostenimento dell’esame di abilitazione.

Competenze e sbocchi professionali

Le offerte di lavoro come guida turistica, dopo aver conseguito l’abilitazione alla professione, saranno senza dubbio maggiori per chi dalla sua vanta un certo livello di conoscenze e competenze. Per avere successo in questo settore, sicuramente, bisogna:

  • avere un grado di specializzazione linguistica all’altezza delle richieste e delle esigenze del mercato e, quindi, conoscere almeno due lingue straniere oltre alla propria. Negli ultimi tempi, per esempio, sono molto richieste le lingue orientali e, ovviamente, oggi come oggi di fondamentale importanza (soprattutto in questo settore) è saper parlare e capire l’inglese perfettamente;
  • vantare dalla sua un’ottima memoria e non avere difficoltà nell’immagazzinare informazioni e nozioni teoriche diverse, complesse e sempre consistenti;
  • amare e ed essere appassionato di storia, storia dell’arte e cultura, perché una buona preparazione, in questo campo, non basta per essere bravi. Una guida turistica capace e competente deve sapere ma, cosa più importante, deve saper condividere. Conoscenza e nozioni teoriche non saranno mai trasmesse veramente se alla base non c’è l’entusiasmo e l’energia di chi ama ciò di cui parla.
  • essere una persona espressiva, eloquente ed incisiva nella comunicazione poiché, come è facile intuire, le capacità di espressione e di dialogo sono tutto in questo mestiere.

Una guida turistica preparata, in possesso del patentino e in grado di spendersi così bene, avrà sicuramente più occasioni per farsi valere. Chi sta muovendo i primi passi in questo settore, tuttavia, può iniziare a prendere contatti con agenzie di viaggio, tour operator ed enti turistici di vario genere. Questi, una volta ricevuto il curriculum del candidato, potrebbero assumerlo alle proprie dipendenze o (come spesso accade) instaurare con quest’ultimo un rapporto di collaborazione. Sia come lavoratore autonomo che come lavoro subordinato una guida turistica dovrà farsi conoscere e coltivare più relazioni possibili con le persone e imprese operanti nel settore del turismo perché saranno queste realtà che, alla fine, gli permetteranno di lavorare e di farsi un nome nell’ambiente.

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